Uno dei vantaggi di essere Italiani

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Essere nati e cresciuti in Italia ha molti vantaggi, eccone uno che può aiutarvi nella ricerca del lavoro all’estero.

Sto leggendo un libro molto interessante intitolato ‘The Start-up of You’ che delinea un nuovo approccio al mondo del lavoro da parte dell’individuo. Un passaggio mi ha particolarmente colpito.

L’autore, Reid Hoffman (fondatore di Linkedin), cita l’Italia come esempio di nazione dove da sempre vige incertezza e di come questo sia positivo per coloro che vivono da anni alle prese con questa incertezza.

The Start-Up of You

The Start-Up of You

Hoffman spiega che le nazioni dove per decenni vi è stata stabilità (spesso raggiunta tramite dittatura come, ad esempio, Siria, Corea del Nord, Birmania, Arabia Saudita) siano più a rischio quando vengono investite da cambiamenti epocali che non nazioni come l’Italia da decenni abituate a convivere con incertezza ed instabilità.

L’Italia ha la reputazione all’estero di essere una nazione caotica quindi cerchiamo di utilizzare ciò a nostro vantaggio.

Ciò è importante per chi sta cercando lavoro perché l’essere cresciuti e l’aver vissuto in una situazione di ‘caos’ (rispetto ad altre nazioni) vi conferisce vantaggi importanti nel contesto del mondo del lavoro attuale e futuro.

Cambiamenti tecnologici e la globalizzazione stanno trasformando quest’ultimo in un ambiente sempre più incerto, difficile da prevedere e gestire.

Il vostro vantaggio competitivo come lavoratore italiano è quello di sapere massimizzare la vostra prestazione in periodi di confusione ed incertezza perché avete avuto decenni di esperienza.

Quando al colloquio di lavoro all’estero vi verrà chiesto come gestite l’incertezza, come prendete decisioni senza avere tutta l’informazione a vostra disposizione, come cambiate rotta se il vostro lavoro non produce i risultati previsti, come usate la flessibilità a vostro vantaggio, ricordatevi di contestualizzare le vostre risposte citando la vostra situazione in Italia.

Ricordandovi di non denigrare l’Italia (la negatività non crea una buona impressione) e mantenendo un atteggiamento professionale, spiegate come avete risolto problemi in una situazione di confusione ed incertezza.

Siate consci che quello che a voi sembra ovvio della vita in Italia, a vostri interlocutori stranieri può sembrare totalmente alieno quindi non ipotizzate che essi siano a conoscenza delle peculiarità dell’Italia.

I concorrenti non-italiani non sapranno attingere da un’esperienza simile avendo probabilmente lavorato in un ambiente di lavoro e in una nazione piu’ “lineare” dove meno “sussulti” significano una minore capacità di gestire i cambiamenti all’orizzonte.

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commenti


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  • Anonimo

    … questo articolo mi sembra fare il paio con il commento del nostro Primo Ministro prof. Monti circa il lavoro fisso …. capisco che è meglio essere positivi e propositivi, ma talvolta la lucidità e l’onestà intellettuale devono prevalere … è un pò come dire che Schettino ha manifestato il suo estro italiano facendo fare un bagno rinfrescante ai croceristi … ma non troppo … per cui si è spostato sotto riva :)

  • http://twitter.com/imLeifErikson Riccardo Atzeni

    Praticamente alla domanda “come gestisci situazioni di stress?” bisogna rispondere “hey, sono italiano!”. è un po’ triste come cosa ma ci avevo già pensato.

  • Anonimo

    Anch’io sto leggendo The Start-up of You, molto interessante. Ma tutto il discorso del libro vale per una società fluida come quella americana, non per quella iper-ingessata italiana (ingessata per i soliti motivi che tutti conosciamo: raccomandazioni, clientelismo, corruzione).
    Come anche il discorso di Monti, potrebbe essere valido ma detto in italia sembra pesantemente una presa per i fondelli.
    PS: Reid Hoffman è co-fondatore, non fondatore di LinkedIn.

  • http://www.facebook.com/Telesociologo Enzo Corsetti

    Anch’io mi stupisco che nel 2012 un atteggiamento “rose e fiori” sia considerato ottimale e affidabile, addirittura persino quando il candidato proviene da nazioni caotiche o semi-disastrate: della serie, non era il lavoro precedente ad essere malgestito, ma eravamo noi a non sentirci realizzati, il Paese che lasciamo non lo lasciamo mica perché è ingrato e invivibile ma siamo noi a voler ampliare i nostri orizzonti, in questo mondo che è tutto meraviglioso da scoprire… Insomma evidenzia i punti di forza e nascondi le debolezze, tutto dev’essere perfetto: queste cose le leggevo sui “Libri del lavoro” Brunetta negli anni ’90, le credevo finalmente superate nel XXI secolo e specialmente all’estero…


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