Le mie impressioni dell’Arabia Saudita

  • Sharebar

Andrea Turchi ha avuto l’opportunità di lavorare fino a pochi giorni fa come ingegnere per 4 mesi in Arabia Saudita per una ditta italiana, con l’incarico di seguire la ricerca perdite dall’acquedotto. Ecco le sue impressioni.

Si è trattato di un’esperienza molto interessante, ma che ha evidenziato molti aspetti che ritengo peculiari di quell’ambiente.

Insieme ad altri elementi, positivi o negativi, comuni ad altri Paesi (ospitalità, semplicità di approccio, la mancanza di fretta, ma anche di senso del commitment) ti cito:

  • l’assenza completa delle donne dalla vita pubblica, quindi anche dal lavoro, ed il fatto che possano girare soltanto coperte completamente eccetto gli occhi
  • la completa impossibilità di avere accesso ad alcolici ed a carne suina
  • il fatto che la giornata venga interrotta 5 volte al giorno per la preghiera, non solo in ufficio ma in tutte le attività, negozi, etc.
  • la mancanza di mezzi di trasporto pubblico (dato il prezzo ridicolo della benzina, tutti girano in auto)
  • una certa paranoia anti-terroristica: girare con una macchina fotografica ti fa fermare dalla polizia
  • la lingua araba e la scarsa diffusione della conoscenza dell’Inglese

Noi lavoravamo a Medina, una delle due città sante dell’Islam, e questo aggiungeva il fatto che l’accesso alla città era (almeno teoricamente) proibito ai non-Mussulmani.

Ci tengo a sottolineare che le difficoltà che ho incontrato come Italiano non tolgono il fatto che si tratta di un Paese con una grande civiltà.

Mi dispiacerebbe che qualcuno – dati i tempi che corrono – lo prendesse nel bene o nel male come un giudizio di valore.

Si tratta solo di constatazioni che possono aiutare a farsi un’idea realistica di cosa può colpire un Italiano in quei luoghi.

Ragazze con ombrello in Arabia Saudita

Ragazze con ombrello in Arabia Saudita

Per quanto tu possa avere visto, che tipo di vita di tutti i giorni può essere disponibile ad un expat che viva in Arabia Saudita?

Parlo a partire da una esperienza diretta di vita solo per Medina, perché in altre città sono stato solo pochi giorni.

Anzitutto mia moglie e le mie figlie adolescenti non si sono nemmeno sognate di vivere in un posto dove possono uscire solo vestite alla maniera saudita, con i soli occhi o al massimo il volto visibili, quindi no famiglia, quindi viaggi avanti e indietro. Inoltre gli svaghi sono pochi.

Diciamo che, finito il lavoro, secondo me si è costretti a fare una vita molto ritirata, condizione che magari può permettere di leggere molto o vedere film alla TV, ma che per molti può essere considerata piuttosto noiosa.

Quella di Medina può essere peraltro considerata una condizione estrema, essendo una delle due città sante insieme a Mecca: Jeddah e Riyad (la capitale) sono sicuramente più vivaci.

Infine un dettaglio importante: a parte i mesi invernali bisogna imparare a gestire i salti termici di 20-25 gradi e più, tra il torrido ambiente esterno e quello di lavoro, sempre condizionato. E’ facile prendersi bronchiti e raffreddori!

Stop for Prayer

Stop for Prayer

Che opzioni di svago esistono?

Per la verità molto poche.

Notoriamente non esistono cinema in Arabia Saudita mentre ho letto che ci sono alcuni teatri, almeno a Jeddah.

La musica in generale sarebbe vietata dai dettami dell’interpretazione ufficiale del Corano (se non con valenza puramente religiosa), quindi non ci sono concerti. La gente comunque consuma musica privatamente ed a Medina qualche sparuta radio privata talvolta trasmette musica, non sempre araba.

A Medina non ci sono piscine (salvo qualche piccola piscina privata negli alberghi, e comunque non credo per le donne), ma c’è qualche palestra, sempre solo per uomini.

Invece è possibile trovare una certa varietà di ristoranti, anche di cucine di altri Paesi, senza contare gli innumerevoli negozi che offrono ottimi succhi di frutta fresca di tanti tipi.

Inoltre c’è il mare, non è di solito turisticamente attrezzato, ma ci si può andare praticamente in ogni stagione (naturalmente in spiagge separate per uomini e donne, che peraltro devono fare il bagno… vestite).

E’ importante ripetere che Jeddah – che è sul mare – e in parte Riyadh sono più vicine ai nostri modelli di vita, ed essendo più importanti economicamente è fortunatamente più facile capitare a lavorare lì.

Quali sono i lati positivi che hai incontrato?

Anche se talvolta si possono fare esperienze sgradevoli per l’ignoranza e la paura (tipo vedere arrivare la polizia chiamata da un passante perché stai fotografando una palma), di solito la gente è accogliente e ospitale, ti offre sempre il tè in ogni occasione, a volte anche se sei per loro un perfetto sconosciuto.

Inoltre non bisogna trascurare il fatto che per almeno 4-5 mesi invernali il clima è molto gradevole, compreso tra i 10 ed i 25-30 gradi. L’aria è poi estremamente secca durante tutto l’anno, il che permette in parte di affrontare almeno in parte la calura estiva, peraltro a detta di tutti inaffrontabile in luglio e agosto (punte oltre i 50 gradi).

Infine personalmente ho trovato estremamente affascinante il deserto, che si attraversa tutte le volte che ci si sposta da una città all’altra.

Che visione hanno i Sauditi dell’Italia?

Ottima, direi più che per altre nazioni. Posso aggiungere che poi spesso conoscono il calcio italiano, il che, per chi se ne intende un po’, può a volte essere un buon modo per rompere il ghiaccio!

Grazie Andrea per la testimonianza e per le foto!

Macchina grigia coperta di sabbia

Macchina grigia coperta di sabbia


Commenta su Facebook

commenti





  • http://www.facebook.com/francesca.gallione Francesca Gallione

    Per quanto riguarda Jeddah, il mio fidanzato ha lavorato là e la situazione non mi sembra molto diversa da quella di Medina (per quanto mi ha detto lui), è una cittadina iper-tranquilla anche quella, al limite trovi due localetti per stranieri dove bere una coca cola dopo cena ma di sicuro non si fa una vita sociale granchè interessante ^^

  • Stefano Magistri

    Storia davvero interessante… Certo che deve essere una noia vivere li pero!

  • Anonimo

    Che bel post!

  • http://www.facebook.com/Telesociologo Enzo Corsetti

    A me non dispiacerebbe… dove c’è la famiglia e Dio non serve la vita sociale, Tv e teatro sono più che sufficienti ^_^


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube