SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Lavoro come sarta a Bath, Inghilterra

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Michela Ciprini lavora come sarta a Bath, in Inghilterra, dopo avere iniziato la propria carriera in Italia.

Cosa hai studiato in Italia?

Mi sono diplomata come “Tecnico dell’abbigliamento” all’istituto professionale della mia città, Viterbo.

Mi sono poi iscritta all’università, ma ho mollato a 3 esami dalla fine della triennale perché ho capito che non era proprio la mia strada.

Alla fine mi sono dedicata a quello che mi è sempre piaciuto cioè, come mi ha sempre detto mia madre, “fare i vestiti”.

Hai lavorato per poco più di un anno in Italia come sarta. Poi il salto verso l’Inghilterra, perché?

La catena per cui lavoravo in Italia aprì un anno fa un negozio in Inghilterra e quando lo venni a sapere per me è stato naturale chiedere il trasferimento. In passato sono stata spesso in giro, in Italia e all’estero, sia per motivi personali sia per lavoro (ho anche lavorato per una compagnia di crociere) e la mia piccola cittadina mi è sempre stata un po’ stretta.

Dove lavori adesso?

Da novembre 2011 lavoro a Bath in una sartoria.


Come hai trovato il lavoro?

Nel mio caso è stato relativamente facile, dato che ho semplicemente cambiato negozio.

Il mio consiglio pratico, nel caso di aziende con sedi all’estero, è non solo di tenere d’occhio la disponibilità di posti di lavoro nella sede che vi interessa, ma anche di fare presente a colleghi che ci lavorano, responsabili ecc, la vostra disponibilità.

Magari in quel momento non è disponibile niente, ma forse in futuro si terrà conto del vostro interesse.

Inghilterra su Italiansinfuga

Inghilterra su Italiansinfuga

Ci dai un’idea di massima di quanto possa guadagnare una sarta in Inghilterra?

A grandi linee diciamo che dipende dall’esperienza che una (o uno) ha: si parte da poco più di 6 pound all’ora per una ragazza neodiplomata al college per arrivare anche a più di 10 pound per una sarta esperta. Ovviamente parlo di compensi lordi.

Com’è il mondo del lavoro inglese rispetto a quello italiano nel tuo settore?

Sono qui da poco per avere un’idea chiara, ma una cosa mi è balzata subito agli occhi: la formazione dei giovani.

In Italia la mia è una professione artigiana che purtroppo si sta perdendo, in parte perché la società sta cambiando, in parte perché non c’è più vera formazione nel campo. Quando in Italia dicevo di essere una sarta venivo vista come una stranezza, neanche facessi la donna cannone al circo!

Qui ho una collega neodiplomata al college in Fashion and Textiles (da quello che ho visto ha una preparazione equivalente al mio diploma) che, pur nei suoi limiti dovuti all’inesperienza, “conosce il mestiere” e ha voglia di imparare e migliorarsi.

Ci descrivi la vita di tutti i giorni a Bath?

In parte è simile alla mia vita italiana, ma ci sono differenze che mi hanno fatto riflettere in questi mesi: l’andare quasi ovunque con i mezzi pubblici per esempio, a Viterbo sarebbe stato impensabile, così come il fiume di biciclette che si incontra ad ogni semaforo.

Mi sto anche abituando a tutti i loro piccoli e grandi usi e costumi: dal cibo, al loro modo di fare, al modo di vestire… a volte è una bella sfida!

Cosa ne pensano familiari e amici del tuo salto verso l’estero?

La mia famiglia ormai si era abituata al mio continuo girovagare, quindi mi hanno appoggiata da subito.

Gli amici… beh, alcuni di loro sono emigrati come me: chi per un corso universitario particolare (ma con la voglia di non tornare), chi per un lavoro stabile (dopo una sfilza di contratti ridicoli), chi per un progetto di ricerca finalmente pagato (senza fare da segretaria al professore ma solo ricerca).

Che consigli daresti alle sarte italiane che vogliono seguire le tue orme?

Intanto di avere passione per questo lavoro, poi di puntare sul fatto di essere italiani: nonostante tutto, la moda all’estero è ancora il nostro cavallo di battaglia. Da molti clienti inglesi mi son sentita chiamare, con un po’ di ammirazione “italian tailor”.

Grazie Michela e buon proseguimento a Bath!

Bath Inghilterra

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commenti


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  • Anonimo

    Mitica : )

  • http://www.facebook.com/sharon.battisti Sharon Battisti

    é molto carino il video che accompagna l’articolo, buona fortuna Michela e ricorda che la tua é una professione nobilissima che a mio avviso verra’ rivalutata fra non molto, quando si riscoprira’ la ricchezza che certi mestieri d’altri tempi-d’artigianato possono portare ad una cultura e ad un’economia; Spero che quel giorno arrivi presto!


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