Sondaggio: Il governo deve garantirvi un posto di lavoro consono ai vostri studi?

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Ricevo commenti e email con diversi punti di vista sul ruolo che il governo dovrebbe svolgere nel fornire possibilità di lavoro una volta finiti gli studi.

C’è chi sostiene che il governo ha l’obbligo di garantirvi un posto di lavoro consono agli studi che avete completato mentre c’è chi sostiene che la ricerca del posto di lavoro è una responsabilità che spetta all’individuo.

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commenti


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  • Alfredo Paduano

    Io credo che il solo sistema ragionevole di pretendere dal governo che garantisca un posto di lavoro consono agli studi fatti, sia che il governo stesso decida quali studi io debba affrontare. Immaginate se troppe persone volessero studiare filosofia e non esistessero i posti di lavoro adeguati per tutti, tanto per fare un esempio.

    Se quindi è il governo a decidere cosa si deve studiare, come si fa a decidere chi può/deve studiare cosa? Chi decide a quali persone andranno i lavori più remunerativi? Chi decide della nostra vita lavorativa e del nostro futuro?
    Io vedo in questa prospettiva una seria minaccia alla libertà individuale.

    Per fortuna siamo più vicini ai racconti di Asimov che alla realtà

  • Stefano Bianchi

    Penso che la domanda sia malposta. Tra quel sì/no ci sono molte sfumature che non è possibile trascurare. Opinabile come sempre. Ciao!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    D’accordissimo. Puoi menzionare alcune delle sfumature alle quali ti riferisci?

    Ciao

  • the boilers

    Il governo deve garantire che la preparazione sia di alto livello, immediatamente applicabile in ambito lavorativo, esportabile in diversi ambiti e che non siano necessari 10 anni a laurearsi. Dopodichè, il destino di ognuno è nelle proprie mani. Chi ha gli attributi emergerà presto, mentre chi non ne ha voglia potrà rimanersene a casa da mammina a frignare “governo ladro; colpa della crisi; io certi lavori umilianti non li faccio”.

    Inutile da parte dei governanti e degli industriali far predicozzi in tv su bamboccioni, lavoro flessibile, formazione permanente, se sono essi stessi i primi a non aver fatto i “compiti a casa”. E’ come se il costruttore dicesse al muratore che è un fannullone perchè non si è portato i mattoni e la cazzuola da casa.

  • Lorella Ciani

    Ritengo che non si tratti di avere la garanzia di trovare un posto di lavoro consono ai propri studi, bensì garantire ci siano le condizioni per trovare un lavoro consono alle proprie aspirazioni, a prescindere dal possesso del titolo di studio.
    Condivido con chi sostiene che il governo dovrebbe prevenire situazioni quali persone si formano in titoli di studio che non sono spendibili sul mercato del lavoro.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    C’è chi chiederà “e chi studia per passione?”

  • Valentina Podda

    mi sembra troppo riduttivo scegliere tra si e no, la questione è più complessa ma almeno garantire la scalata sociale, per chi vi aspira.

  • Ales sandro

    Il governo deve smetterla di farmi pagare il 50% di tasse. Si deve fare da parte. Bisogna smettere di considerare il governo come il grande pianificatore: vogliamo diventar grandi!?

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1314911316 Paola Marchese

    Credo che la domanda debba essere posta al contrario: il governo dovrebbe ridurre il numero di iscritti all’università, di modo che quelli che si laureano trovino lavoro e non siano in esubero. Basta laureati fuoricorso e basta baronismo.

  • Lorella Ciani

    in quel caso, dovrebbe essere la possibilità d’essere pagati per continuare a studiare per passione (dottorati e assegni di ricerca). Anche perchè studiare con passione non è da tutti :D

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    pagati da chi? ;-)

  • diofà ingenerato

    Se il governo ritiene che non ci sia bisogno del numero chiuso per l’ingresso nelle università, allora dovrebbe garantire un posto di lavoro adeguato per tutt*.

  • http://twitter.com/stecelon Stefano Celon

    Faber est suae quisque fortunae

  • Emiliano Terzi

    Il Governo dovrebbe fare una bella rivoluzione nel mondo dell’Istruzione:

    1) Rivalutare tutte le scuole professionali con delle serie campagne informative scolastiche ed extrascolastiche. Non è vero che se sei intelligente devi per forza fare un Liceo mentre se sei una bestia devi fare un professionale. è una cosa sbagliata che però viene portata avanti non solo dalla cultura generale, dove il Dottore è da rispettare sempre e comunque e il non laureato è una merda, ma anche alle scuole medie inferiori, quando i professori consigliano le superiori in base al voto dell’esame finale piuttosto che alle attitudini personali.

    2) Eliminare il concetto di “dote” dalle scuole medie inferiori e superiori, dote i cui unici risultati sono quelli di promuovere immeritatamente più gente possibile per non perdere soldi e di accettare più iscrizioni possibili anche se non c’è lo spazio materiale dove mettere gli alunni.

    3) Imporre il numero chiuso in tutte le facoltà in ingresso (*), in base alle necessità dello Stato, ma con test attitudinali consoni al tipo di facoltà che si vuole frequentare. Perché se voglio fare Ingegneria Meccanica mi chiedono di quanti versetti è composta la Divina Commedia? Perché se voglio fare Lingue Orientali mi chiedono di risolvere una funzione aritmetica?

    4) Imporre in tutte le facoltà l’espulsione obbligatoria agli studenti non proficui: hai dato un solo esame in 12 mesi? Fuori dalla facoltà e lascia il posto a qualcun altro che si impegna di più (magari con delle differenze tra studenti frequentanti e studenti lavoratori).

    5) Garantire la Qualità dell’insegnamento, facendo dei test attitudinali VERI a tutti gli aspiranti insegnanti, rendendo obbligatori dei corsi di aggiornamento periodici (pagati solo se viene superato un esame finale), e impedendo ogni tipo di raccomandazione vera o presunta tale. Unire dove possibile la pratica alla teoria, eliminare gli esami inutili e dare maggior peso a quelli veramente utili.

    6) Eliminare le caste professionali, soprattutto quelle inutili (per esempio l’albo dei giornalisti), gli esami di stato (inutili: se sono riuscito ad ottenere una laurea vuol dire che sono in grado di praticare la professione che quella laurea comporta), i praticantati obbligatori gratuiti (come il praticantato degli aspiranti avvocati) e tutto ciò che è extra-universitario obbligatorio a pagamento (per esempio i due anni di sedute psicologiche obbligatorie dovrebbero diventare rimborsabili dallo Stato)

    7) Aumentare le ore lavorative dei professori, alcuni dei quali guadagnano migliaia di euro al mese lavorando non più di 10 ore a settimana, e impedire che i professori che potrebbero andare in pensione continuino a rimanere attaccati alla poltrona senza lasciare posti liberi a insegnanti più giovani e più qualificati o almeno meno rimbambiti.

    (*) Aldo chiede: C’è chi chiederà “e chi studia per passione?”

    Se uno è veramente appassionato, potrà sia passare il test di ingresso sia ottenere abbastanza crediti ogni anno per non essere sbattuto fuori. E se non ci riesce, potrà sempre informarsi su quali testi vengono consigliati e studiarseli per i fatti propri.

  • Francesca Zanetti

    Articolo 4 della Costituzione italiana

    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso spirituale o materiale della società.

    Questo è il punto, il problema del lavoro va visto secondo quell’ottica individaulista e competitiva che l’ideologia neoliberista ci ha imposto, e che ci ha portato sul limite del baratro. Bisognerebbe ripartire davvero da quei principi che hanno ispirato la nostra Costituzione, che seppur scritta più di sessant’anni fa sembra parlarci di un futuro lontano.

  • Anonimo

    ma chi si inventa questi sondaggi? ….questo sembra comico….

  • Anonimo

    Ma chi si è inventato questo sondaggio? è quasi comico se non rischiasse di forviare molto….

  • Anonimo

    Ma chi si è inventato questo test? sfiora la comicità se non fosse molto forviante….

  • http://www.facebook.com/people/Davide-Suraci/100000046852427 Davide Suraci

    Forse il questionario elude i problemi del merito individuale, quello della qualità dei servizi formativi e del welfare italiani.

    Lo Stato dovrebbe rappresentare un modello da seguire, in modo che la società tutta sia pervasa dalla cultura del progresso sociale e morale, anziché da quella della corruzione a (quasi) tutti i livelli…

    La totale assenza di garanzie e di tutela nei confronti dei cittadini delle fasce più deboli, l’evasione fiscale e le innumerevoli tutele di cui i parassiti della società stanno godendo migliora il ranking dei peggiori con la certezza che loro stessi diventeranno gli aguzzini di turno dei nostri figli e nipoti..

    In sostanza, il “governo” (o, meglio, lo Stato) non svolge quel ruolo (importantissimo!!) di ridistribuzione della ricchezza tanto caro a certi economisti (l’economia esiste ancora?) che, durante il mio primo mezzo secolo di vita, ho conosciuto solo sui libri di scuola…

    La “garanzia” vera sboccerebbe dalla certezza della pena per i governanti malfattori, dalla confisca delle loro ricchezze fino al sesto grado di parentela incluso, dal recupero del maltolto e dall’obbligo di ripristinare tutto ciò che, per colpa loro, è stato mandato in malora..

    Il lavoro (forzato per “loro”) per noi, cittadini onesti, non mancherebbe per generazioni!!!!

  • http://twitter.com/AsinoCurioso pettirosso

    Nel mondo globalizzato di oggi, il lavoro te lo procuri TU e se non c’è te lo inventi, diventi imprenditore di te stesso. Ho votato NO al sondaggio.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    io! :-)

  • Anonimo

    scusa Aldo…apprezzo sempre il tuo lavoro…

    potresti spiegarci il senso di questo sondaggio?

    la domanda veramente mi lascia basito

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    discorrendo con tanti lettori e leggendo vari articoli e commenti sul web, ho notato che esistono due posizioni diametralmente opposte (e tante in mezzo) sul ruolo che il governo (Stato) debba ricoprire una volta che qualcuno finisca gli studi.

    Essendo ormai da vent’anni all’estero, una delle due posizioni fatico a comprenderla mentre i risultati provvisori del sondaggio dimostrano che in tanti la sostengono.

    Lo scopo del sondaggio era quello di capire l’entita’ del ruolo che lo Stato debba avere nella mente dei lettori e vedere quanto questo poi possa creare problemi se si va a vivere in una nazione dove il governo non svolge tale ruolo (e sempre piu’ spesso non ce la potrebbe neanche fare)…..

    inoltre se hai un’idea per un sondaggio da proporre, e’ la benvenuta! :-)

  • Anonimo

    Bé come vedi dal sondaggio e sopratutto dalle risposte…il quesito che ti poni direi che sia abbastanza palese (a prescindere dalle specifiche opinioni) visto semplicemente che uno stato non può assicurare tali cose in senso generale, figuriamoci nello specifico…

    se invece la questione la leghi allo studio, al titolo di studio, all’università, allora la questione si fà talmente ampia che la tua domanda decande di significato…

  • the boilers

    Propongo a tutti una lettura sull’argomento.
    http://www.lavoce.info/articoli/-scuola_universita/pagina1002828.html

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Letto, interessante. grazie! Non ho pero’ ben capito il nesso con la domanda :-(

  • Anonimo

    Mi sa che intendono dallo Stato… ; )

  • Anonimo

    Secondo me uno Stato dovrebbe bloccare corsi universitari e professionali in settori in cui non c’è offerta di lavoro. Una cosa che fanno in Svezia. Se, come ora sta succedendo, non c’è domanda per giardinieri, hanno chiuso i corsi per il 2012 e non li riaprono fino a quando la situazione non si sblocca. Ovvio che non chiudono tutti i corsi in tutto il Paese, ma solo in alcune città. Fanno così anche per i dottorati. in certe materie sono chiusi per 5 anni!

  • http://profile.yahoo.com/XL64XD3AQPJMAVS6HEJ7AI6UHQ OrsolaS

    Al sondaggio ho votato no.
    Non e’ assolutamente compito dello stato grantire un posto di lavoro. E’ compito dello stato garantire l’istruzione ( specie quella di base ), è compito dello stato fornire un alto livello di istruzione facendo in modo che il pubblico non sia una alternativa per chi non si può permettere il privato.Dal punto di vista scolastico le scuole private non devono avere appoggio alcuno.Il pubblico deve essere la base di tutto perchè studiare è un diritto che deve essere grantito in quanto dovrebbe dare alla persone una base per costruirsi la vita.
    Il lavoro potrebbe essere un diritto ma sicuramente non deve essere garantito.
    Deve essere garantito un sistema meritocratico di accesso al mercato del lavoro, deve essere garantita una giusta retribuzione e un sistema non discriminatorio.Questo è un preciso dovere dello stato!! Lo stato deve grantire equità non la pappa pronta ai neo laureati.
    Sono tutta via favorevole ad una selezione dei corsi universitari statali. In questo senso lo stato ( non le università private ) dovrebbe avere un’idea di cosa il mercato richiede o meno e favorire, o chiudere, i corsi di specializzazione o i master inutili che servono solo a dare il posto a qualche amico fratello parente dell ‘onorevole tizio….
    Perchè mantenere aperta la classe di matematica dell’università di san crispino martire che ha 2 iscritti l’anno?? I due iscritti si faranno i loro bravi 50 km o si trasferirrano nell’università di Corto Maltese che invece di iscritti a mtematica ne ha 250 ogni anno. Faticoso si ma lo stato, se deve risparmiare, deve fare anche scelte impopolari compreso tagliare lo stipendio di certi baroni universitari che non vanno mai a fare lezione ad una classe di 3 persone!!
    Stesso discorso per il corso di laurea in vita e morte della pulce d’acqua… non serve non c’è lavoro in quel settore perchè lasciare aperto il corso?
    (Adesso m farò odiare ) Lettere e Filosofia,Lingue. Psicologia, Scienze Politiche per altri aspetti, Scienze delle comunicazione…. queste lauree non servono più! Ogni anno si sfornano decine di migliaia di laureati che si troveranno a fare i disoccupati!! Non c’è richiesta i concorsi per insegnare sono bloccati, non interessa più a nessuno che ci siano in giro neo laureati con 110 e lode che traducono Eschilo all’impronta!Le possibilità per questi laureati sono quasi inesistenti! Mettete un bel test d’ingresso numero chiuso ( con un test decente come diceva qualcuno in qualche commento.. se il sogno della mia vita e fare calcoli quantistici e laurerami in astrofisica non è necessario sapere chi ha vinto san remo o chi ha scritto ossi di seppia). Lo stato dovrebbe ridurre l’accesso a corsi che producono solo disoccupati! Questo sarebbe utile e civile da parte di uno stato che si interessa dei proprio cittadini, aiutarli a capire ( soprattuto in una fascia d’età delicata come i 18anni) che non sempre seguire le proprie passioni ci darà da mangiare.
    Vuoi studiare vita della pulce d’acqua bene lo metto come materia facoltativa nel corso di biologia ma non ti tengo aperta un’intera facoltà!


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