Possibilità di lavorare con l’estero per i creativi

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Per i creativi che stanno faticando a trovare lavoro e progetti in Italia, utilizzare internet per proporre il proprio lavoro all’estero può offrire opportunità sia di lavoro che di ampliamento della propria rete di conoscenze.

Giulia Depentor

Giulia Depentor

Giulia Depentor ci spiega come ciò è possibile utilizzando 12designer, la ditta per la quale lavora come Community Manager per l’Italia.

Cos’è 12designer?

12designer è una piattaforma online che sfrutta il principio del crowdsourcing e lo applica al mondo del design. La società è stata fondata nel 2009 da Eva Missling a Berlino (dove ha sede) e si è velocemente sviluppata sul mercato europeo, dov’è presente in cinque diverse lingue.

Cosa offre agli italiani che non trovano lavoro in Italia?

12designer è prima di tutto una grande community dove creativi e clienti provenienti da tutto il mondo si possono incontrare. Abbiamo molti designer professionisti che affiancano 12designer alla loro principale attività, altri invece meno “esperti” oppure molto giovani, che utilizzano la piattaforma per mostrare il proprio talento e per cominciare a lavorare.

Molte collaborazioni nate sul portale diventano durature e permettono ai creativi di arricchire il proprio portfolio con clienti che non avrebbero mai conosciuto lavorando in un’agenzia.

L’iscrizione al sito è per tutti gratuita.

Ci descrivi il processo tipico di un progetto?

Il procedimento è molto semplice. Facciamo l’esempio di una startup che parte con un budget limitato e che ha bisogno di un naming: dovrà redigere un brief inserendo tutte le indicazioni per i creativi (stile, ispirazioni, esempi che piacciono), scegliere un prezzo adeguato sulla base delle nostre linee guida e…aspettare le proposte!

Il pagamento avviene in due fasi: la prima durante il lancio del progetto (le spese di amministrazione per il portale), la seconda consiste nel pagamento del lavoro al designer che può avvenire secondo la modalità prepaid o in modo diretto.


Quali sono le tipologie di progetti disponibili?

Nonostante riceviamo per la maggior parte progetti per creare loghi, banner oppure siti web, tutto ciò che è creativo e fantasioso trova un posto a 12designer.

Abbiamo ospitato progetti per la creazione di spot radiofonici, per il design di un paio di infradito da spiaggia e di un album di figurine per bambini, solo per fare qualche esempio. Recentemente abbiamo lanciato anche la categoria “non-profit” con progetti totalmente gratuiti, sia per quanto riguarda l’amministrazione, sia per il premio finale. I designer partecipano attivamente anche senza un premio “tangibile”, solo per fare del bene.

Quale livello di conoscenza delle lingue deve avere chi vuole partecipare ai ‘contest’?

Il portale ospita gare in inglese, italiano, tedesco, francese e inglese, con la possibilità per i clienti di inserire i brief in tutte le lingue desiderate.

Abbiamo notato che molto spesso i clienti (di ogni nazionalità) aggiungono il brief anche in inglese e questo rende i progetti più o meno accessibili a tutti.

L’importante è che il designer sia in grado di capire quanto scritto nel brief e le eventuali indicazioni del cliente, poi il nostro team internazionale e poliglotta è sempre felice di aiutare con eventuali suggerimenti, senza comunque interferire nelle relazioni che si creano tra le parti.

Quale è la gamma di ricompensa ricevuta dal vincitore a seconda della tipologia di progetto?

Abbiamo una tabella con le linee guida e con i prezzi minimi al di sotto dei quali non è possibile lanciare progetti. Il bello è che non abbiamo un tetto massimo, quindi il cliente si sente libero di offrire un premio maggiore oppure di aumentarlo man mano che il progetto avanza. E i designer…ringraziano!

Come avviene il pagamento al vincitore di ogni progetto?

Quando una proposta viene eletta come vincitrice, il designer inserisce i dati finali del suo lavoro, redige una fattura e riceve il premio dal cliente secondo le modalità concordate. In alternativa, se il cliente ha scelto l’opzione prepaid, allora sarà direttamente 12designer a pagare il creativo.

Bisogna incontrare i clienti di persona o tutto si svolge tramite internet?

Avviene tutto sulla piattaforma di 12designer. Gli utenti hanno a disposizione un servizio di messaggeria privata o possono scambiarsi commenti sulle bacheche pubbliche dei progetti.

I clienti inoltre possono commentare le proposte attraverso le “stelline” e possono aggiungere indicazioni e suggerimenti. Il vincitore viene eletto sul sito e sempre sul sito vengono caricati lavori ad alta risoluzione e fatture.

Perché i creativi scelgono di iscriversi a 12designer?

Come ho già detto, la creazione di contatti con clienti dall’altra parte del mondo è un grossa opportunità.

Noi pensiamo che lavorare in crowdsourcing sia il futuro: al giorno d’oggi le comunicazioni veloci e le nuove tecnologie ci danno la possibilità di lavorare con più persone contemporamente e rendono quasi superflua la presenza di un ufficio fisico. L’ufficio del futuro è nella nostra mente e nel nostro computer e i nostri colleghi e clienti sono ovunque e parlano con noi in tempo reale!

12designer è un esempio di questa tendenza, e noi speriamo che la nostra community cresca ogni giorno di più!

Grazie Giulia ed in bocca al lupo a tutti i creativi!

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commenti





  • Anonimo

    mi dispiace, chiarisco subito che non ce l’ho con 12designer in particolare, ma sono assolutamente contraria a siti di spec-works. un conto è offrire una piattaforma per la selezione / ricerca di creativi, un altro è offrire una piattaforma di lavori speculativi.
    mi dite per favore in quali altri mestieri è usanza far lavorare i professionisti per poi forse pagarli? (proviamo a proporre dei contest a medici, avvocati, commercialisti, piastrellisti, dentisti … del tipo “4 piastrellisti mi stendono 3mtx3mt di pavimento. quello che mi piace di più mi rifarà poi tutta la casa” … vediamo in quanti riescono a non trattenere un sorrisetto sarcastico). non è normale nè tantomeno professionale, che 10-100-1000 creativi si ritrovino di fatto a lavorare gratis, nella speranza di essere quell’uno che poi viene effettivamente pagato.
    di fatto, gli spec-works ledono la nostra professionalità, ed i vantaggi sia per i designer che per i clienti non superano gli svantaggi che derivano da questa pratica. basta googlare un po’ per vedere cosa ne pensano le community ed i professionisti “senior” a riguardo.
    creativi, se avete tempo da investire, o vi serve fare portfolio, ci sono metodi molto migliori, più eticamente corretti e più rilevanti per il vostro curriculum: meglio mostrare un logo che è stato “scartato”, o un logo fatto per una piccola onlus della vostra zona (che magari vi ha pagato poco, ma almeno vi ha pagato) che viene effettivamente utilizzato? meglio investire tempo con scarse probabilità di essere pagati, oppure creare materiale da vendere attraverso i siti stock? meglio tentare la “sorte” o dare il contributo su progetti opensource (magari già “famosi”)?
    mi scuso per il tono un po’ polemico, non è mia abitudine. ma sono davvero stanca di vedere come è considerato il mestiere del creativo, siamo una categoria professionale, trattateci come tale. proporci di lavorare nella speranza di essere pagati (o di essere i “vincitori”) non è trattarci da professionisti. è trattarci da smanettoni della domenica che fanno i designers per hobby.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Grazie della ben argomentata risposta! Cosa ne pensi dell’allargamento della competizione a creativi di tutto il mondo?

  • Anonimo

    penso … che queste competizioni siano su scala nazionale o mondiale, il concetto di fondo cambia poco. ;-)
    c’è però l’eventualità che il creativo possa ritrovarsi dentro a contest a cui partecipano molti più utenti (quindi di conseguenza meno possibilità di portarsi a casa l’ambito premio), ed andare incontro ad un abbassamento dei compensi, perchè si potrebbe trovare nella situazione di competere con paesi in cui il costo del lavoro è nettamente inferiore (soprattutto nei casi in cui non esiste un limite minimo imposto dalla piattaforma per i committenti, o nei casi in cui il limite è comunque basso rispetto alla “nostra normalità”).
    per un creativo italiano poter approcciare il mercato estero di alcuni paesi può sicuramente essere un’opportunità da tenere in buona considerazione. io stessa ogni tanto lancio un’occhiata qualche job board per freelance, ma si tratta appunto di un tipo di approccio diverso al lavoro.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1559001546 Liliana Laguaragnella

    MA COME POSSO PRESENTARE LE MIE IDEE INNOVATIVE ‘? E’A CHI LI PRESENTO ? C’E’ UN SITO SPECIFICO ? ..

  • Anonimo

    Premetto di non essere una creativa, ma un’idea del genere esiste già da diverso tempo: sto parlando del sito Bootb. Il concetto di base è più o meno lo stesso, la differenza sta nel fatto che chiunque può partecipare al contest, quindi non solo creativi professionisti, designer, persone che fanno questo per mestiere, ma anche persone che si dilettano o per passione o come secondo lavoro. E qui credo che abbia ragione chi ritiene che venga screditata la figura del creativo, fondamentale in qualsiasi azienda. Se chiunque può partecipare, è svilente per chi svolge la professione di creativo. Non è il caso di 12designer, visto che è accessibile solo a creativi. Nel caso di 12designer vi è sicuramente un aspetto positivo: attraverso il contest di garantisce a chiunque, a prescindere dall’esperienza e dalle conoscenze, di partecipare, di mettersi in gioco e dimostrare le proprie potenzialità. Tutto questo confrontandosi anche con realtà lontane da quella strettamente italiana.


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