Dodici motivi per non vivere in Svezia

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La Svezia fa nascere discussioni molto vivaci tra chi pensa che sia una nazione stupenda, chi pensa che sia l’opposto e tutti quelli che si trovano più o meno a metà strada.

Oggi Roberta condivide la sua visione sui motivi per non vivere in Svezia.

Vorrei sfatare alcuni miti sulla Scandinavia. Io abito in Svezia da un paio d’anni e sono capitata qua per caso (amore) ma sono stanca di incontrare italiani che vengono qua con il mito della Svezia total Welfare.

Ragazzi, svegliatevi, i tempi sono cambiati, la crisi c’è pure qui solo che non ne parlano.

1) Il clima. Siete sicuri di voler passare diversi mesi all’anno in un clima freddo e ventoso (anche d’estate?). Pensateci. Fino a quando siete in Italia non ve ne rendete conto, ma il clima italiano è uno dei migliori al mondo.

2) Concetti svedesi: Jantelagen e lagom. Concetti socialdemocratici che appiattiscono l’individualità delle persone.

3) Razzismo contro gli stranieri. Una triste realtà, soprattutto se non siete di colori chiari.

4) Niente borse di studio per gli studenti EU e zero lavoretti. I lavoretti ci sono ma li tengono per i ragazzi svedesi. Hanno chiuso pure la possibilità agli extra-EU di studiare all’università con tasse più alte che in America.

Svezia su Italiansinfuga

Svezia su Italiansinfuga

5) Freddezza svedese. Fare amicizia con uno svedese è difficile. Magari vorranno fare conoscenza per curiositá, mentre sarete in Erasmus, tanto prima o poi ve ne andrete…

6) Difficoltà nel trovare lavoro – protezionismo svedese. Il lavoro si trova solo in casi particolari e in campi in cui il Paese ha particolarmente bisogno: medici, ingegneri, IT. Bisogna però dire che gli ingegneri se non formati alla scuola locale vengono messi a svolgere lavori di minor conto per ”svedesizzarli”.

7) Lingua – difficile impararla bene, ci vogliono anni, soprattutto per acquisire un accento decente. Un accento sbagliato vi penalizzerà, inserendovi in automatico nella lista degli ”stranieri”. Senza conoscenza della lingua non si trova lavoro (a parte alcune eccezioni). Infine, nei corsi di lingua nessuno vi insegnerà la pronuncia esatta- vedi punto 7.

8) Welfare in decadenza. Gli svedesi il welfare se lo vogliono tenere per loro! Recentemente Reinfeldt ha proposto la possibilità di poter lavorare fino volontariamente ai 75 anni. Proposta di cui nessuno è entusiasta perché sospettano che il governo voglia innalzare l’etá pensionabile (al momento fissata ia 67).

9) Tasse. Anche se le abbassano le aumentano da altre parti!

10) Sistema sanitario organizzato bene ma medici di bassa qualità, a parte pochi specialisti (ai quali si accede dopo una trafila). Meglio i dentisti ma bisogna essere svedesi per accedervi senza pagare cifre alte (120 € per estrarre un dente, 150 dal dentista d’emergenza). Infine impossibile andare dal medico privato senza avere un determinato reddito, non si viene accettati.

11) Un altro dato da non sottovalutare, soprattutto per i maschietti italici che credono di venire qua a fare conquiste: le ragazze non vi calcoleranno. Sarete una parentesi piacevole, una novità, poi tornerano dallo svedese (che possono comandare a bacchetta quanto pare a loro). Inoltre dopo i 25 la leggendaria bellezza svanisce (ingrassano ecc.),

12) Il problema degli alloggi a Stoccolma (ma pure in altre città svedesi). Io, ad esempio, sono in fila da due anni e anziché diminuire i giorni di attesa sono aumentati (!). Idem per quanto riguarda trovare un appartamento: gli svedesi iscrivono i figli praticamente da appena nati perché in certe zone ci vogliono 20 anni e non si può scegliere l’appartamento che si vuole – te lo danno loro.

Infine anche l’acquisto di un appartamento risulta difficile in città se non disponi di un salario più che alto, soprattutto a Stoccolma. I prezzi della case sono inferiori all’Italia ma non molto se conti che poi devi, oltre ad aver pagato la casa, anche pagare il diritto ad abitarvi.

E voi? Condividete? Avete dodici motivi per vivere in Svezia?


  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1562687488 Mirka Bordignon

    Leggo con interesse questo articolo, perchè sto pensando di andare via dal Bel Paese (una volta, quando ero più giovane e ignorante). Non commento punto per punto le cose elencate, però cosa c’è di tanto diverso dall’Italia?
    - Diffidenza e freddezza: fare amicizia in Italia è forse più facile, ma quanto è sincera questa amicizia? Dopo un paio d’anni di entusiasmo, senza motivo i miei vicini si sono inventati che chissà cosa ho fatto e da un giorno all’altro mi ignorano; se hai veramente bisogno di qualcosa, solo pochissime persone/amici nei fatti sono disponibili; la maggior parte delle amicizie sono dettate dall’interesse.
    - Sanità e welfare: dopo una importante esperienza con mia madre, ho scoperto che in Italia se hai i soldi riesci a fare tutto (cure, case di riposo, centri specializzati), altrimenti ti devi accontentare di dove sei capitato e sperare di essere andato al pronto soccorso giusto.
    - Razzismo: io vivo nel nord-est e mi sono trasferita dalla città in un paese di provincia; siccome non sono nata in quel paesino, alla lunga (un paio d’anni) sono stata esclusa attraverso mobbing potremmo dire, dalla vita politica del paese, in cui mi ero seriamente impegnata. Quindi anche qui non è che ti aspettino a braccia aperte!
    Detto questo se si pensa che è meglio casa propria perchè almeno si conoscono i priblemi, allora va bene. Ma l’Italia, non è un bel posto soprattutto per chi non lavora e non fa nero e subisce la concorrenza di chi invece lavora sporco e abbassa i prezzi.
    Almeno gli svedesi credo rispettano le regole e non giocano a chi è il più furbo e a chi ti frega di più.
    Buona giornata.
    Mirka

  • http://www.facebook.com/people/Valeria-Serra/722309596 Valeria Serra

    Io studio in Danimarca da due anni, e anche lì è la stessa cosa! Confermo e riconfermo!!!!

  • Anonimo

    finalmente qualcuno che dice che emigrare non è tutto oro! I paesi esteri sono anche pieni di fregature.
    L’Italia, pur con tutti i suoi disastri, è pur sempre uno dei paesi migliori al mondo!
    SE FOSSE MERITOCRATICA SAREBBE IL MIGLIOR PAESE DEL MONDO
    (ma lo so è un’utopia..)

  • http://www.facebook.com/designkiller Lorenzo Gaggiotti

    Sono aspetti della Svezia. Alcuni li confermo, ma dipende quanto peso diamo a ciascuno dei suddetti. Il clima non é tutta questa tragedia, inverni rigidi e freddo secco – a Stoccolma – bisogna solo coprirsi bene. Lavoro: se sei bravo hai le porte aperte ed é una nazione meritocratica. E´vero che discriminano chi non parla svedese. Ma del resto in Italia puoi lavorare se non sai una parola in italiano? Donne: vabé, si sapeva. Ringraziamo il contributo degli italiani degli anni 80, 90 e 2000 che hanno rovinato la nostra reputazione. Ringraziamo anche quelle 4 galline svedesi degli 60 che la davano a mezzo mondo e hanno alimentato gli stereotipi che ancora ci accompagnano.
    Le svedesi sono femministe, é vero.
    Alloggi a Stoccolma: un disastro. Il sistema degli affitti é un pianto.
    Walfare: a me pare che funzioni tutto.
    Dentista: parte dai 70euro per un’otturazione.
    Medico: non ho ancora provato per fortuna.
    Amici svedesi: ne ho diversi.
    Donne: delle gran rompipalle egocentriche, autonome e indipendenti. Belle, per caritá..
    Tutti pagano le tasse e funziona tutto in modo veloce ed efficiente.
    Banche: zero spese, si paga quasi sempre con la carta di credito.
    Tasse: dicono che sono alte, ma a la somma che ti rimane, il netto, non crea problemi dell´
    arrivare a fine mese, anzi, metto anche da parte.
    Stranieri: bisogna integrarsi, paese che vai, usanze che trovi. Non crederete mica di trovare l’Italia in Svezia? Troverete la Svezia con tutte le sue caratteristiche negative e positive.
    Bisogna imparare lo svedese, altrimenti sei out, cosí come in Italia bisogna imparare l’italiano che non é facile per niente.
    Lo svedese non é difficile, ha la grammatica piú cretina di questo pianeta, bisogna imparare a dire i suoni e farci l´orecchio.
    Freddezza: in Italia non é tanto diverso.
    Protezionismo svedese: sí. hanno la precedenza gli svedesi.

    Nonostante tutto, io mi sono trasferito 2 anni fa senza lavoro, partendo da zero (in piena crisi svedese 2009 quando l’euro era a 14 corone). Con molto sbattimento ho trovato lavoro dopo 6 mesi e mi sono comprato un appartamento dopo un anno e mezzo che lavoravo, senza essere raccomandato o figlio di qualcuno.
    Lavoro come grafico e illustratore.

  • http://profile.yahoo.com/DMUX6FQH2LQE54SKMUE6Q4X3UA xaerit

    diciamo che sono punti di vista.
    prima di tutto se tu sei andata lì solo per amore è normale che è più facile col tempo che non reggi ad una cultura, un clima e una società molto diversa da quella di cui facevi parte.
    Per partire e restare stabilmente all’estero ci vuole “testa” e un forte motivazione.L’amore, per quanto sia una cosa importantissima, non sempre basta nel lungo andare…
    Sono d’accordo con Mirka, le difficoltà a stringere amicizia ci sono ovunqe, prova a leggere anche solo gli studenti fuori sede italiani o chi da nord a sud si sposta per lavoro in ITALIA, e vedrai che ci sono lamentele simili un pò ovunqe(ripeto parlo all’interno dei confini nazionali), voglio dire per coltivare amicizie ci vuole tempo e sopratutto bisogna incontrare le persone giuste e non è affatto facile. In ogni caso io questa presunta freddezza non la vedo, è più un luogo comune legato al clima…Ovvio che se una persona non impara la lingua (spostarsi all’estero implica uno studio della lingua questo mi pare ovvio, mica pretendi di stare in un Paese sapendo l’italiano o buttandosi sempre con il fatto che si parla in inglese…per quanto lo parlano fluentemente la loro lingua è lo svedese e così
    per ogni altro paese), non cerca di adattarsi alla cultura mi sembra abbastanza normale che poi si hanno difficoltà (quanti stranieri in italia che non imparano la lingua o restano legati SOLO alla loro cultura non riescono ad integrarsi bene? è lo stesso discorso).

    Il clima, bè quello o piace o non piace. Si sà che lì in inverno fà freddo (anche se qui in italia a volte ho più freddo per via del’umidità in alcuni momenti *_*), ma se si decide di andare in posti così bisogna metterlo in conto, di contro l’estate io lo trovo molto gradevole e per quanto riguarda il vento dipende dalle zone. Poi nulla vieta di andare a fare vacanze in Italia nel tempo libero o comunque in posti più caldi !

    Sul lavoro…poco da dire tutto dipende dalle aspirazioni , dalle capacità, anche un pò di fortuna, ma credimi, in italia per avere uno straccio di contratto ci vuole letteralmente un miracolo.
    Anche per il razzismo, probabilmente per qualcuo sarà così, ma come in OGNI paese, qualche soggetto di questo tipo è quasi fisiologico. a me sinceramente non è mai successo ma non escludo che qualcuno della popolazione possa nutririre dei sentimenti sbagliati verso gli stranieri (così come ce ne sono anche in italia…).

    Tutto il resto è cultura e modi di fare differenti.
    Quello che io dico, perchè partite senza prima essere sicuri di voler stare lì?
    Come dicevo prima per spostarsi definitivamente bisogna amare il paese di destinazione con tutti i pregi e i difetti che ci possono essere oltre che per motivazioni di lavoro o per altre cose.
    Tutto sta nell’apprezzare la cultura, nel riconoscersi ed essere disposti a molti sacrifici iniziali (studio lingua, lavoro, adattamento), poi sarà tutto più semplice.
    Come ho detto prima, spostarsi solo per amore verso una persona spesso non basta per viverci bene.
    Detto questo io amo l’italia così come amo la Svezia e sento entrambe come la mia patria.Nessuno dice che esiste il paese perfetto, ma in parte, soggettivamente, lo si può trovare.
    Per me la Svezia, con anche i difetti che può avere, è un paese bellissimo e ci vivo bene, ma ripeto, la motivazione e la voglia di integrarsi seriamente è alla base di tutto.Sinceramente penso che sia molto più difficile per uno straniero venire a vievere decentemente in Italia.
    Inoltre, scusami se te lo dico, che significa dopo i 25 sono la bellezza svanisce, gli stranieri sono una parentesi per le svedesi che poi tornano a stare con uno svedse…ma dai sono generalizzazioni, dipende dalle persone. il metro di paragone di questa affermazione quale sarebbe, le italiane? ognuno è fatto a modo suo e ripeto, CAPIRE la cultura è alla base, dopotutto sei tu che sei andata a casa loro perchè mai dovrebbero loro adattarsi a te?
    Ci vuole testa e predisposizione al cambiamento (io mi in cavolo da morire quando sento italiani che sono a ndati all’estero anche solo per vacanza, e si lamentano di tutto…bè non tutte le persone sono adatte al viaggio questo è sicuro, figuriamoci a stabilirsi–questo non era diretto all’autrice del post hehe) )

  • Anonimo

    Sono perfettamente d’accordo con te Roberta!!! dopo 6 anni di vita svedese sono rientrata nel bel Paese e nonostante tutto sono felicissimaaaa!!!!!
    A ognuno le sue scelte! ;)

  • Stefania Tardito

    1) Vero, l’estate italiana (non l’inverno) mancano un bel po’ anche a me. Ma sinceramente preferisco avere un lavoro gratificante a 20 gradi rispetto a fare fotocopie e portare caffe’ al capo, lavorando 12 ore al giorno per 500 euro (se va bene!) al mese, mentre fuori splende il sole. In piu’ qui ho 5 settimane di ferie e guadagno abbastanza per permettermi di andare in vacanza!

    2) Perche’ invece l’arrivismo e l’atteggiamento mafioso sono tanto meglio?

    3) Giusto, in Italia invece il razzismo non esiste.

    4) In Italia sei idoneo per una borsa di studio solo se sei ESTREMAMENTE povero. Qui gli studenti ricevono 300 euro al mese GRATIS. Anche gli stranieri possono ricevere questa somma, mi sembra dopo 2 anni di residenza nel Paese. Possono anche accedere a stipendi con tassi di interesse bassi che restituiranno una volta entrati nel mondo del lavoro.

    5) Vero, e’ difficile. Ma in quale Paese e’ semplice fare amicizia in eta’ adulta? In Italia e’ lo stesso! Con la differenza che in Italia se non parli italiano la gente spesso non fa nemmeno lo sforzo di rivolgerti la parola.

    6) Saro’ fortunata, ma io ho trovato lavoro dopo 3 mesi dalla laurea. Cosi’ come la maggior parte del miei amici italiani qua in Svezia. Loro, a differenza mia, avevano fatto la laurea specialistica in Italia. Ti parlo di farmacisti, architetti, ingegneri, laureati in marketing.

    7) Io ho studiato svedese 1 anno e mezzo, all’SFI e SAS. Ora lavoro, in svedese. Certo, ci vogliono anni per imparare una lingua alla perfezione. Ma il livello che ho raggiunto, frequentando corsi GRATUITI, offerti dallo stato svedese, mi ha permesso di trovare un lavoro nel marketing, per il quale ho studiato.
    8) Ha sempre funzionato bene per me!

    9) Le tasse sono alte, e’ vero. Ma almeno ricevi dei servizi eccelsi in cambio, non come in altri Paesi.

    10) Ho pagato 70 euro per un’otturazione in ospedale.. Ah, no, alla fine erano solo 40 perche’ ho usufruito dei 30 euro annuali di bonus per il dentista. Tempi di attesa? 1 giorno

    11) “Un altro dato da non sottovalutare”???, Vabbe’, non commento nemmeno questo punto!!! Il fatto che tu l’abbia inserito abbassa tremendamente il livello di serieta’ di questo articolo.

    12) Vero, ti do’ ragione su questo punto. Il sistema degli affitti e’ terribile. Spero che le cose cambino prima o poi. Ma abbiamo raggiunto una situazione tale per cui un cambiamento e’ necessario.

    “Infine anche l’acquisto di un appartamento risulta difficile in città se non disponi di un salario più che alto, soprattutto a Stoccolma. I prezzi della case sono inferiori all’Italia ma non molto se conti che poi devi, oltre ad aver pagato la casa, anche pagare il diritto ad abitarvi.”: Vero, ti viene richiesto il 15% della somma per accendere il mutuo. Vero, ti serve un contratto di lavoro per comprare casa. Differenza: in Italia il contratto fisso e’ un miraggio, mentre qua ti viene, di norma, proposto dopo i 6 mesi di prova. Non capisco cosa intendi con “, oltre ad aver pagato la casa, anche pagare il diritto ad abitarvi.”. Ti riferisci allwe spese mensili che bisogna sborsare? A quanto mi risulta, anche in Italia si paga una cifra spesso esorbitante x coprire le spese del condominio.

    Ultimo appunto: nessuno ti costringe a vivere in Svezia!

    Ciao,

    Stefania

  • Anonimo

    Cara Stefania, io ho solamente elencato dei punti “sfavorevoli” del vivere in Svezia per cercare di far capire a chi idealizza la Svezia (e i Paesi nordici) che non è tutto oro quel che luccica. A quanto pare la Svezia è di moda ultimamente e tutti pensano di venire qua e di vivere nel paese dei sogni mentre la realtà è diversa.
    Per quanto mi riguarda mi trovo bene perché non solo ho trovato l’amore ma dopo 4 mesi SFI ero già all’università a studiare un programma (insegnato in svedese), grazie al mio brackground linguistico misto. Ora sto finendo gli studi e non lavoro appositamente perché mi concentro su progetti in ambito universitario, autosovvenzionandomi con borse di studio italiane.
    Se ti ho risposto raccontandomi i fatti miei (me ne scuso con gli altri utenti) è solamente per farti capire che non sono l’italiana sfigata che non si sa adattare e si trasferisce solo per amore. Oltre ad avere un background culturale e linguistico misto ho anche precedentemente vissuto in altri Paesi e perciò le differenze le vedo
    Comunque la CSN ammonta a 250€ mensili (non 300), la metà di una borsa di uno studente Erasmus italiano e, comunque, uno studente squattrinato che viene qua può averne diritto solo dopo due anni di vita qui, avendo però chiesto la cittadinanza svedese. Nel frattempo come si mantiene? Se sei svedese puoi chiedere un prestito dallo Stato ma poi lo devi ridare indietro e tutti si ritrovano col debito sul groppone per anni e in ritardo con gli studi.
    Infine io personalmente non soffro il freddo ma se tutti gli italiani che incontro lamentano questo “problema” vuole dire che per molti il freddo è un fattore importante, soprattutto a lunga permanenza.
    Tutto qui. Per inciso, io non ho nulla contro la Svezia, mi sono solo messa nei panni altrui, stilando l’elenco basandomi su quello che ho visto e ho sentito dalla voce viva di chi risiede qui da anni. Se leggi i blog degli italiani in Svezia, infatti, potrai notare come dopo i primi entusiasmi, i toni dei post cambino drasticamente tono e il blog non venga più aggiornato (e non credo solo perché non sappiano cosa dire).
    Sulle case posso solamente dirti che un amico dei miei, diplomatico in pensione, si è potuto sì permettere la casa a Kungsgatan ma solo perché gode di una bella pensione che non so se gli svedesi avranno in un prossimo futuro.
    La proposta di Rienfeldt ha fatto paura a tutti.
    Riguardo al punto inerente alle ragazze, era volutamente provocatorio e scherzoso, comunque posso assicurarti che ho incontrato non pochi italiani che volevano stabilirsi qua anche per tale motivo. E non parlo di bruti incolti ma dei ragazzi in Erasmus, studenti di ingegneria (non me ne vogliano gli ingegneri ;-) .

  • Anonimo

    No, la cultura svedese non è poi tanto diversa dalla mia, essendo anche masdrelingua inglese e conoscendo il tedesco. Anche per te vale la risposta che ho dato a Stefania. La mia era una sorta di avviso a coloro che pensano di venire qui e farla facile, meglio dire le cose come stanno che raccontare quanto si è bravi. A tal propoisito mi ri-scuso se ho detto cosa ho fatto ma, ripeto, era solo per dare un’idea della persona che sono, dato che Stefania ha travisato – d’altronde non poteva sapere dal momento che non avevo specificato nulla di me nel post. Non era colpa sua.
    Ho scritto questo post perché ero stufa di sentire solo gente che idealizza la Scandinavia senza rendersi conto della realtà. Se poi uno si trova bene e si ambienta, meglio per lui, ma non si può dire che sia semplice. Io volevo sottolineare questo. Buona giornata e grazie per il tuo punto di vista.

  • Anonimo

    Aldo, mi sa che urge un altro post sui punti favorevoli della Svezia altrimenti qua gli utenti mi spolpano per aver distrutto il loro sogno socialdemocratico ;-)
    Sempre così quando osi toccare certi miti consolidati.
    Aldo, ti assicuro che alla Svezia total Welfare ormai non ci credono nemmeno più gli svedesi stessi! Giusto qualche immigrato con la valigia (giustamente) colma di sogni.
    Tuttavia questo sito è fatto apposta per parlare di realtà e di come affrontarla con idee fattibili e concrete. In maniera anglosassone, insomma.

  • Anonimo

    Ciao, mi ha interessato il tuo punto di vista sulle donne svedesi. In che senso rompipalle ecc.? Scrivi un post informativo, please! : )
    Condivido sul “per fortuna” riguardante il servizio sanitario. ARGH
    Sui denti so tutto perché sono per così dire “affezionata” all’argomento e se ti coglie un mal di denti e ti tocca andare al servizio d’emergenza sono soldoni (il mal di denti di solito arriva senza preavviso).
    È vero che sei sei bravo hai le porte aperte ma devi anche trovarti nel settore giusto. Ad esempio, un laureato in lettere farà fatica come in qualsiasi altra parte del mondo e se vuole insegnare italiano o qualsiasi altgra materia deve farsi 5 anni di studi pedagogici – insegnati in svedese. Per accedere all’università svedese ci vogliono minimo di 1 anno e mezzo di assidua frequentazione dei corsi per stranieri (sui quali meglio stendere un pietoso velo – sarebbe da scriverci un post apposito).
    Nel settore medico c’è posto e hanno bisogno soprattutto di professionisti non laureati come infermieri e altro perché hanno lo stesso problema che c’è in Italia: tutti vanno all’università per diventare luminari e poi il Paese ha bisogno di specializzazioni non legate al mondo accademico.
    Se uno, ad esempio, vuole fare il carrozziere, secondo me qua trova al volo ma se intende aprire l’ennesimo ristorante italiano e occuparsi d’importazione di cibi italiani, cade male perché di esercizi italiani ce ne sono abbastanza e l’Italian food lo trovi al supermercato, di ottima qualità e a prezzi equi.
    Infine per trovare lavoro in Svezia, in qualsiasi campo, devi provare di avere un’esperienza certificata nel tuo campo di 1-2 anni (anche per fare la commessa in un negozio d’abbigliamento).

  • Stefania Tardito

    Vero che non e’ oro tutto cio’ che luccica, ma se davvero ti trovi tutto sommato bene, come dici, perche’ intitolare il tuo articolo “12 motivi per non vivere in Svezia”? Forse l’hai fatto per esigenze redazionali, ma secondo me sarebbe stato meglio impostare il discorso in maniera diversa, invece di “distruggere” la Svezia in dodici punti, non credi? ;) Nessuno ti ha dato della sfigata, ma da cio’ che hai scritto, sinceramente, avevo pensato che in Svezia ti trovassi malissimo e che ci restassi solo per via della tua relazione (e non sono l’unica ad averlo pensato, credo). Forse l’aver mantenuto il discorso su un livello molto generale, invece di raccontare la tua esperienza, ha creato l’equivoco. Ai miei amici, che risiedono in Italia, e che mi chiedono come si stia, cerco sempre di raccontare i due lati della medaglia, senza pero’ affermazioni drastiche come le tue! Ok, come gia’ detto, la Svezia non e’ perfetta, ma i difetti che hai descritto tu sono esagerati! Li volevi proprio spaventare a morte questi italiani con sogni di gloria in Svezia, eh? ;) Quelli che si trasferiscono in Svezia, o in qualsiasi altro Paese, pensando che troveranno un lavoro dopo 2 giorni o che lo stato gli paghera’ pure le spese della lavanderia dimostrano di avere poca dimestichezza con la societa’ moderna, non solo svedese, ma mondiale, anzi, vivono proprio su un altro pianeta! :) Una persona con un po’ di conoscenza del mondo e spirito critico non si esalta dopo la prima settimana di permanenza. P.S: uno studente che viene a studiare qui, fa come ho fatto io ai tempi: si cerca un lavoretto (lavoravo come baby sitter 3 giorni a settimana e nei weekend) e, se riesce, si fa aiutare dalla famiglia, ovvero, fa la stessa cosa che farebbe in Italia, se vivesse fuori sede, o in un altro paese straniero.

  • Anonimo

    Riguardo al dentista, evidentemente non sei andata al servizio – per tua fortuna – d’emergenza ma dal dentista normale. Il bonus di 30 € viene erogato una volta all’anno ma non so se a tutti oppure solo a chi ha chiesto la residenza. Infine, il personnummer, a quando pare sembra sia diventato molto più difficile da ottenere di quando siamo arrivate noi, me lo disse un blogger italiano residente stabile in Svezia.
    Sì, in Italia si paga il condominio ma la casa è TUA, mentre in Svezia paghi una somma mensile (che varia di caso in caso) ma la casa appartiene sempre allo Stato. Anche se volessi affittarla incontreresti non poche tassazioni dato che lo Stato svedese scoraggia la proprietà privata.
    Ciò non significa parlare male della Svezia ma raccontare come stanno le cose qui.
    Non sentirti invulnrabile perché hai trovato un lavoro, le cose stanno cambiando anche qui.
    Ciao

  • Stefania Tardito

    No, per fortuna (e spero non mi succeda ne’ qui, ne’ in Italia!) non ho dovuto sottopormi ad interventi di emergenza o particolarmente complicati qui, quindi non posso parlare per esperienza. I 30 euro annuali sono erogati a chi e’ iscritto al Försäkringskassa. Sul sito scrivono “The Swedish social insurance covers everyone that lives or works in Sweden”. Quindi immagino che serva il personnummer e no, non serve essere iscritto all’AIRE (non so se intendevi quello). Su quanto sia difficile ottenerlo, so per certo che devi essere studente iscritto ad un corso di studi oppure avere un contratto di lavoro. Vero, se non rientri in queste due categorie non puoi avere il personnummer. Cosi’ come in molti altri paesi non puoi usufruire di molte agevolazioni se noi sei iscritto al Social Security system

    E chi si sente invulnerabile? Ho parlato di me stessa e della mia esperienza per offrire un altro punto di vista a chi magari, leggendo il tuo articolo, si e’ demoralizzato! Quello che volevo dimostrare e’ che non e’ vero che trovare un lavoro in Svezia e’ un’impresa impossibile. Con tanta buona volonta’ e ovvio, anche un pizzico di fortuna, il lavoro si puo’ trovare! Sinceramente nessuno mi ha mai riso in faccia per la pronuncia svedese imperfetta, anzi, ho sempre ricevuto complimenti per il mio, seppur imperfetto, svedese. Emigrare non e’ mai semplice, ma in Svezia la situazione non e’ piu’ difficile che in Francia, Inghilterra, Olanda o dove ti pare!

    Buon weekend!

  • http://www.facebook.com/designkiller Lorenzo Gaggiotti

    Ciao Roberta. Sulle donne svedesi posso solo darti la mia esperienza personale da over30enne, quello che ho notato e ascoltato parlando con persone. Quando dico rompipalle intendo che non scende tanto a compromessi. In effetti dire rompipalle è un po’ troppo riduttivo. Però posso dirti come la vedo. La donna svedese ha la sua lista di priorità: in cima c’è se stessa, poi i figli se ne hanno, poi la SATS (palestra), seguono gli amici, il lavoro, le vacanze e forse alla fine, se c’è tempo, anche il partner. Fare un figlio per loro non è sinonimo di famiglia come in Italia. Per loro è fare un figlio e basta. Poi se il padre c’è, bene, altrimenti c’è la seconda mamma: mamma Svezia. Non tutte ovviamente sono così, però ci sono una marea di mamme single. L’uomo svedese dall’altra parte non è molto combattivo; quando la coppia scoppia basta una bella bevuta e passa la paura, poi bisogna organizzare il tempo da dedicare ai figli e trovarsi un’altra tipa con la quale fare un altro figlio o trovare una mamma single con la medesima storia alle spalle. E’ proprio questione di cultura diversa e il modo di affrontare il concetto di famiglia.
    Ripeto, questa è solo la mia opinione in base a quello che ho notato.

  • Anonimo

    Stefania, Aldo mi ha chiesto di scrivere un articolo proprio su questi punti sfavorevoli della Scandinavia per creare una discussione diversa, ecco perché è stato pubblicato. Dici bene su certe persone che emigrano però mi sembrava anche simpatico – senza deprimere nessuno – parlare anche dei lati oscuri della Svezia. Quando leggo siti come “Svedesi Dentro” inizio a preoccuparmi seriamente…
    Ciao e buona permanenza. : )

  • http://profile.yahoo.com/PNOHTWEG56C2GYU4AH2TOKK54A AndreaR

    Mi permetto di completare il tuo punto 4)

    In Italia, gli “estremamente poveri” che hanno diritto alle borse di studio sono principalmente evasori totali e/o finti nullatenenti (beni intestati fuori dal nucleo familiare) e/o falsi invalidi totali.

    Ammetto di non conoscere affatto la Svezia, quindi non saprei dire se questo tipo di gente è onnipresente anche là.

    Ciao!

  • Anonimo

    È proprio così, ci hai preso in pieno : ) ed è vero capita spesso che le svedesi abbiano figli da partner diversi. Il mio sambo mi ha detto anche del grosso problema dell’alcol – lui è astemio, figurati…
    Non dimentichiamo che qui bevono anche le donne! (uno dei motivi per il quale si sformano, l’altro è la minor importanza sociale che viene data alla bellezza femminile, fortemente legata ai concetti socialdemocratici ecc.).
    Grazie anche a te del commento. Ciao : )

  • http://www.facebook.com/pandi.nightwish Mattia Vismara

    A me sembrano un mucchio di banalità che possono essere applicate a qualunque nazione.

  • Anonimo

    Ciao Valeria, scusa se mi permetto, posso farti una domanda? Com’è studiare in Danimarca? sto finendo la triennale e mi guardo intorno per continuare la magistrale..visto che cmq nei paesi scandinavi l’uni è gratuita (eu cittadini) mentre in italia mi faccio il c..o a lavorare e studiare. Grazie buono studio!!

  • Anonimo

    Cosa ci facevi in Svezia? E cosa fai ora?
    Ciao! : )

  • Anonimo

    Scusa, ma non hai letto il mio post? Se per pagarti la vita devi lavorare anche in Danimarca e di lavoro non ce n’è… Oltretutto quando studi nei Paesi nordici devi stare al 100% all’università, non sono ammesse assenze. Per quello hanno il sistema dei prestiti di studio.

  • Anonimo

    P.S. Il sistema dei prestiti è solo per danesi.

  • Anonimo

    Sei per caso emigrato pure tu?
    In tal caso raccontaci la tua storia.
    Ciao!

  • Anonimo

    Non posso parlare della Svezia perchè non ci ho mai vissuto, ma posso parlare della donne svedesi in quanto la mia compagna è una di loro. Le donne svedesi sono sicuramente molto diverse dalle italiane. Sono sicuramente più belle ed è un’assurdità dire che dopo i 25 anni lo siano di meno. Conosco ed ho conosciuto stupende 30enni, 40enni, 50enni! Caratterialmente sono sicuramente più fredde, molto meno gelose (grazie a Dio!), molto più indipendenti ed orgogliose. Io sinceramente sono contento di avere una compagna che cerca una propria affermazione come donna e che non gravita, come tante italiane. totalmente ed incondizionatamente intorno a me e che non aspetta altro di essere sposata e messa incinta. Poi però ognuno ha gusti diversi, c’è chi per sentirsi un vero uomo ha bisogno di questo tipo di donna, non giudico nessuno. Il concetto di famiglia è un pò diverso da quello italiano ma anche qui, mi sembra un pò un’esagerazione quello che ho letto. Ci sono famiglie riuscite, felici, ed unite in Svezia come ci sono famiglie disastrose e divise in Italia. I genitori lasciano molta più libertà ai figli e non sono soliti, una volta che hanno lasciato casa, si sentono e si vedono magari meno che in Italia ma questo non vuol dire che gli affetti e le relazioni siano meno forti.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=604989051 Roberta Raccagni

    è un modo per tenere gente lontana dalla Svezia? perchè non te ne torni in Italia se è così bella?

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1436050267 Francesca Lippi

    Roberta, il tuo pezzo sembra scritto piuttosto che da una persona disillusa, da una persona che si aspettava dal un paese qualcosa che non ha ottenuto. Personalmente, considero un post del genere dedicato a tutti quegli italiani che vanno in Svezia o in altri paesi analoghi sperando di prendere un sussidio statale e stare a panzetta tutta una vita, senza nemmeno imparare come si dice buon giorno e buona sera in lingua locale (gli italiani buttano fior fior di quattrini per corsi di inglese, quando potrebbero scaricarsi Dottor House o Underbelly in lingua originale agratis, ma non vogliono spendere tempo e soldi per una lingua diversa che per di più è dotata di una grammatica che è una scorza di cipolla?). Quindi bisogna sempre vedere l’italiano che parte ora cosa lascia (in provincia di Roma l’estrazione di un dente costa mille euro… insomma: sti medici privati svedesi sembrano abordabili). E poi bisogna vedere l’italiano che parte cosa vuole. Credo che, qualsiasi persona che partendo ora si aspetta di avere aiuti statali, sia un fesso a prescindere e sarebbe meglio restasse in Italia senza andare in giro a far fare figure barbine a chi non è come lui. Per il resto: sto studiando svedese da quattro mesi con una insegnante privata. Ho scelto la Svezia perchè.. è conservativa e conservatrice. Ho vissuto per un po’ in Uk, ma la Svezia mi sembra ancor più conservativa. Quindi, scelgo il mio tentativo in Svezia perchè iInformandoni ho visto che il cittadino svedese viene privileggiato rispetto a quello straniero e perchè i lavoretti vengono dati prima agli autoctoni che agli stranieri: il contrario che in Italia dove vi sono cittadine di provincia in cui gli italiani hanno una concorrenza spietata data dal fatto che pretendono di avere un contratto in regola. Secondo me questo atteggiamento “svedese” (che mi par di capire sia comune anche in Norvegia) fa si che un paese duri più a lungo nel tempo e se un giorno avrò un figlio, preferisco che nasca cittadino in un paese che tuteli i suoi stessi cittadini piuttosto che in Italia, dove i figli devono essere meno degli stessi genitori e dove chi ha il sedere al caldo dice a chi ha il sedere al freddo: “è colpa tua, perchè non ti fai pagare meno di uno straniero e perchè vuoi un’assicurazione per gli infortuni, apriti la p.iva per 500 euro lorde al mese lavorando 12 ore al giorno e crepa”.

  • Anonimo

    Certo, ma il cittadino svedese non sei tu che arrivi all’ultimo momento, ma chi è nato in Svezia e si chiama Sven Svensson. Inoltre se il welfare è in degrado ora, non è detto che duri. Vedi che alla fine anche tu vuoi venire qua per il welfare, mica mi sbagliavo su certi italiani…
    Infine io non sono per niente disillusa, se leggi le risposte che ho dato agli altri te ne renderai conto, semplicemente ho detto la verità sulla Svezia e i Paesi nordici in generale solo che la verità non piace a nessuno, è meglio sognare, vero?

  • Anonimo

    Pure tu sei il solito italiano che prende ogni cosa per oro colato e s’impermalisce pure. Era per dire, ovvio che le donne svedesi non sono tutte uguali però c’è chi mi ha dato ragione., segno che in parte ho detto cose vere. Poi, ripeto, non si deve generalizzare ma secondo me il mio post ha dato spunti più interessanti di chi dice che in Svezia tutto è perfetto.

  • Anonimo

    Ti sbagli.E ti sbagli anche sull’Italia su molti punti di vista.
    Sii meno offensiva per favore perché io non ti ho offeso.
    Come italiana dovresti essere contenta che non ne parlo male ma tu, a quanto pare, fai parte del partito degli “anti- italiani”, probabilmente perché ti conviene, vero?
    Ricordati che alla fine sei più italiana di me, io lo sono solo per 1/3.
    buona giornata

  • Anonimo

    Non capisco perché dovrei tenere la gente lontana dalla Svezia…

  • http://profile.yahoo.com/DEA22KVGUULZWMTXJVGKCJ5GHQ Marius

    con tutto ciò…io farei di “tutto” per vivere lì; buon San Valenttino a tutti ;)

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1436050267 Francesca Lippi

    vai su MondoSvezia, allora. Il forum è stato cannibalizzato da un gruppo di italiani nostalgici che stanno in Svezia idealizzando (al contrario) un’ITALIA TOTAL WELFARE, senza razzismo alcuno e con servizi sanitari pubblici gratuiti, veloci ed efficienti (altro che le attese di tre giorni -3!- dei pronto soccorso capitolini o le file di 6 mesi per un’elettroforesi delle sieroproteine per vedere se hai un tumore laziali e calabresi). Molti di loro si che sono andati in Svezia parlando solo inglese e ci hanno meso dai 6 mesi ai 3 anni prima di DECIDERE di prendere una grammatica in mano. Però trattano a pesci in faccia tutti, pure chi non va alla ricerca di alcun tipo di assegno statale o chi non ha nulla da perdere in Italia: per loro stupidi solo perché hanno deciso di tentare in Svezia e farebbero molto meglio a restarsene in Italia, disoccupati ad attendere non so che (concetto molto verghiano).

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1436050267 Francesca Lippi

    “è un’assurdità dire che dopo i 25 anni lo siano di meno”–> da donna italiana mi tocca quotare e dire che questa estate ho letto i commenti a una statistica della bellezza femminile al mondo. Alcuni stranieri dicevano che le donne italiane, dopo i 20 anni e soprattutto dopo che trovano un fidanzato, ingrassano in maniera paurosa, sfiorendo miseramente…

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1436050267 Francesca Lippi

    io per il welfare? io cittadina? quando l’ho detto? non ho alcuna intenzione di prendere cittadinanza di alcun paese…

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1436050267 Francesca Lippi

    in più non dico che penso che il welfare duri, ma che lo stato forse ha più possibilità di durare (stato inteso come paese, nazione, non come welfare). Mi sono spiegata così male?

  • http://twitter.com/maurochiado Mauro Chiado PMP

    Molto interessante! Grazie Roberta per il tuo punto di vista.

  • Anonimo

    Marius, se hai delle qualifiche professionali che qua sono richieste e davvero vuoi vivere qua, prova. Il mio post era solo per ricordare alcune cose che potrebbero non piacere della Svezia dopo una permanenza biennale – passato cioè il momento dell’entusiasmo iniziale. Auguri anche a te : )

  • Anonimo

    Te lo sei detto da sola: altrimenti perché staresti studiando lo svedese? : ) In bocca al lupo : )

  • Anonimo

    Conosco Mondo Svezia e non ne faccio parte però conosco (virtualmente) i ragazzi che ci postano perché ho seguito i loro blog. Loro sono la dimostrazione che quello che ho scritto non sono frottole frutto di disillusioni personali o sentimentalismi. Io non idealizzo né Italia né Svezia ma loro, evidentemente, si sono trovati in un posto diverso da quello che avevano pensato. Eppure credo si fossero documentati prima di fare il “grande salto” e ci erano anche venuti in Erasmus. Ma, vedi, un conto è fare un Erasmus, un conto è viverci in un Paese: ci possono essere sorprese inaspettate. Il post l’ho scritto anche per persone come loro: se lo avessero letto anni fa, ora non starebbero a lamentarsi ; ) Ciao e grazie per i commenti

  • Anonimo

    Gli svedesi fuori dalla Svezia non fanno testo : )

  • Anonimo

    Ciao! sono rimasta colpita dal commento di Lorenzo, da cui deduco – e qui la gran sorpresa (!) – che LE DONNE SVEDESI SONO COME GLI UOMINI ITALIANI!!! …In cima c’è se stesso, poi i figli se ne hanno, poi la palestra, seguono gli amici, il lavoro, le vacanze e forse alla fine, se c’è tempo, anche la partner!!! heheh. Mi stupisce inoltre che consideri il loro essere “autonome e indipendenti” come un aspetto negativo da associare alla caratteristica di “gran rompipalle egocentriche”. Immagino sia dura per gli uomini italiani confrontarsi con il l’autonomia e indipendenza (che Lorenzo chiama “femminismo”) delle donne svedesi, visto che sono abituati al maschilismo di molte loro compatriote (vedi lo stupore di Roberta “qui in Svezia bevono anche le donne!!”, é vero..in Italia se una donna si ubriaca é una poco di buono, come nei paesi arabi). Scusate..non ho resistito, ma non é una banale critica femminista: vivo in Spagna da parecchi anni e persino qui (sí, nella “cattolica e retrograda” Spagna) la condizione delle nuove generazioni di donne (e degli omosessuali) é molto piú emancipata che in Italia. Per me costituisce un fattore determinante nella decisione di non tornarci.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1436050267 Francesca Lippi

    il tuo ragionamento è senza alcun senso: quindi, a tuo avviso l’immigrato che va in un paese X e studia la lingua del posto lo fa per… PRENDERE LA CITTADINANZA oppure per SFRUTTARE IL WELFARE del paese X?

  • http://twitter.com/flenpare flavio giorgi

    Non ho dubbi sul fatto che l’Italia sia uno splendido paese pur con le sue contraddizioni, purtroppo però non v’è più trippa per gatti ovvero pochissime speranze di realizzarsi

  • Anonimo

    Du har skrivit:
    “…sto studiando svedese da quattro mesi con una insegnante privata. Ho scelto la Svezia perchè.. è conservativa e conservatrice. Ho vissuto per un po’ in Uk, ma la Svezia mi sembra ancor più conservativa. Quindi, scelgo il mio tentativo in Svezia…”
    Lycka till

  • Anonimo

    Il clima rigido porta a mangiare diversamente che in Italia, inoltre il consumo di dolci quotidiano nella immancabile pausa-caffè con i colleghi aiuta. Io non dico che siano tutte così, direi una sciocchezza, ma ho notato che qui, come del resto in Germania, Danimarca, Norvegia e Finlandia la tendenza all’ingrasso è notevole anche se non esistono gli obesi in stile americano, Tuttavia l’americanizzazione della Svezia ha portato pure qui il consumo di panini con l’hamburger e i cibi precotti la fanno spesso da padrone, soprattutto tra i giovani che non cucinano più.

  • http://twitter.com/MirkoA89 Mirko Anoja

    Ho apprezzato molto il tuo articolo. Io vivo da 6 mesi in Svizzera e nonostante qui le cose siano organizzate molto bene, è normale riscontrare problemi o difficoltà. Emigrare non è una passeggiata ed è giusto che qualcuno lo faccia notare. Ovviamente stà all’intelligenza di chi legge trarre le giuste conclusioni ed cercare anche ltri punti di vista in modo da poter fare una valutazione appropriata della nazione in cui si vorrebbe emigrare. Spero che nessuno emigri solo sulla base delle poche informazioni contenute in un singolo articolo.

  • Anonimo

    Infatti, Mirko, emigrare non è una passeggiata e l’organizzazione di un Paese può facilitare la vita sotto molti punti di vista ma i lati oscuri ci sono dappertutto, figurarsi quando ci si scontra con culture e mentalità diverse…
    La Svezia è diversa dal resto d’EU ed è l’unico Stato di tradizione socialdemocratica ancora esistente (assieme al resto della Scandinavia e la Finlandia). Questo orientamento politico ha determinato uno sviluppo non solo economico ma anche sociale e culturale del Paese che poco a che vedere con il Mediterraneo (forse più con la Germania). I concetti scandinavi di cui ho parlato nel post sono una realtà, chissà come mai nessuno ha voluto discuterne…

  • Anonimo

    Il bere alcol a forti dosi non ha nulla a che fare con l’emancipazione ma fa solo male alla salute, soprattutto alle donne che metabolizzano meno l’alcol degli uomini (non lo dico io ma importanti studi scientifici). Il Folkhemmet ha contribuito alla liberazione della donna con l’introduzione di lavanderie comuni nelle quali erano messe a disposizione di tutti – uomini e donne – lavatrici automatiche. Qua è accaduto però che la donna sia sia mascolinizzata e l’uomo femminilizzato. Il problema non sono gli uomini italiani che non riescono a confrontarsi con tali tipi di donne ma gli stessi uomini nordici che alla fine sposano le asiatiche. Tutti in Thai a prendere moglie. E non i vecchi bavosi, ma i giovani e quelli di tutte le età. Le svedesi rimangono spesso sole col bambino non perché lui le lascia ma sono loro a stancarsi, sicure di trovarne un altro. Cosa che però spesso non accade e così ci sono molte mamme single.
    Spero di averti spiegato bene la situazione.
    Io non sono l’italiana conservatrice che credi perché da ragazzina ho sempre bevuto alcol (poi ho smesso perché mi fa male) e a 14 anni ero già da sola a Cambridge, UK, mandata da mia madre per non perdere l’inglese che avevo acquisito in casa come seconda lingua madre.

  • Anonimo

    Da come scrivi sembra che non sei mai stata in Svezia….