Se potesse tornare indietro, l’80% di voi cambierebbe il proprio percorso di studi

  • Sharebar

In seguito ad un sondaggio lanciato qui su Italiansinfuga, quasi 600 di voi hanno risposto al quesito ‘Se poteste tornare indietro, cambiereste il vostro percorso di studi?’

L’80% ha risposto positivamente al quesito.

Cosa possiamo imparare dalle vostre risposte e dai vostri commenti?

C’è chi si dichiara soddisfatto della scelta o, se insoddisfatto, sostiene di essere diventata una certa persona grazie al passato sia positivo che negativo e preoccuparsi di ‘cosa sarebbe successo se…’ non ha senso.

La maggior parte di noi però si rende conto grazie all’esperienza pratica che le scelte fatte quando adolescenti o teenager si rivelano non ottimali. Penso che questo sia applicabile a molte altre aree della nostra vita ;-)

C’è chi, come Olivia, che si rende conto di avere scoperto e maturato altre passioni come “il mondo della ceramica e l’artigianato, e a posteriori, vorrei aver lavorato in questo settore” aggiungendo “vorrei aver studiato come si fa un violino, o come si taglia un abito di alta moda o come si costruisce e decora un pezzo di argilla, cosa che ora faccio solo per hobby”

Sondaggi su Italiansinfuga

Sondaggi su Italiansinfuga

In molti sostengono che non è tanto il percorso di studi che avrebbero cambiato bensì il ‘dove’ aver studiato, magari auspicando una diversa università in Italia oppure andando a studiare direttamente all’estero.

Alcuni rivelano di avere seguito un certo percorso di studi perché “incoraggiati” dai genitori in quanto la loro vocazione naturale non dava grandi garanzie di sbocchi lavorativi. Adesso però si chiedono come Fioresgr “volevo iscrivermi al liceo artistico ma i miei genitori hanno voluto un corso di studi più “concreto” se avessi fatto ciò che volevo… chissà!!”

E se vi rendete conto di avere “sbagliato” percorso di studi? Cosa potete fare?

Tantissimi lavori in voga tra tre, cinque o dieci anni ancora non esistono e non sono stati inventati. Questo è un dato molto positivo perché offre la possibilità di re-inventarsi, mettersi in gioco, imparare un nuovo mestiere o professione e salpare verso una diversa destinazione nella vostra vita.

Un esempio molto vicino a me. Mia moglie a 38 anni è tornata a studiare all’università per qualificarsi come migration agent qui in Australia.

Con due bambini piccoli, si è trattato di fare sacrifici come famiglia, sia economici sia di energia fisica, ma focalizzandosi sull’obbiettivo finale (e studiando di sera e nei weekend) è riuscita ad iniziare un percorso professionale molto diverso da quello che maturò in seguito agli studi di 15-20 anni prima.

Si tratta quindi di capire bene quali sia la vostra passione e/o quali qualifiche offrano sbocchi lavorativi migliori, sia in Italia sia all’estero, e poi puntare a fare i sacrifici per seguire il percorso di studi “giusto”.

Facile? No!

Possibile? Sì!

Cosa ne pensate? Lasciate un commento!



Commenta su Facebook

commenti





  • Barbara

    Inutile soffermarsi sul ´se avessi studiato/fatto..´ anni fa quando comunque la nostra situazione personale/familiare/nazionale e mondiale era diversa e non sapevamo ancora quello che ci interessa oggi, nel 2012, e quello che ci potrebbe interessare nel 2030 e piu avanti!! Confesso che lo faccio anch´io perché la mia parte critica interna me lo comunica, peró meglio andare avanti e agire ora come ha fatto tua moglie a 38 anni, brava. A qualsiasi etá ci sono opzioni.

  • sharon battisti

    Anche io come Barbare credo che soffermarsi su i ‘se’ sia piuttosto inutile, inutile avere rimpianti e rammarici, il passato é passato e noi siamo frutto del nostro passato. Tuttavia, una scelta sbagliata non deve precluderci una possibile felicita’-soddisfazione futura, con grandi sacrifici, tutto é possibile, anche rivenire sui propri passi per dedicarsi a passioni nel passato messe da parte-ignorate. Solo una via sara’ sempre quella giusta, quella che la nostra voce interiorie ci sussurra giorno e notte.

  • Anonimo

    Più che altro sono rimasta delusa dalle modalità d’insegnamento.
    Laurea in architettura, non ci hanno mai portati in un cantiere, mai fatto un corso sui materiali, sui colori, sulla progettazione d’interno (c’è un modulo ma il prefessore non ha mai fatto lezioni),ore e ore passate davanti ai tutorial per imparare ad usare i programmi perchè nessuno te li insegna,professori che si dimettono per la riforma sulle pensioni,laureandi che cercano di rintracciarli e a due settimane dalla sessione d’esame cambiano le modalità.
    E poi c è gente che alla laurea paga dei professionisti per farsi fare le tavole.
    Potrei andare avanti ancora…
    Secondo voi come si fa a non essere delusi? Un pò d’ invidia viene quando senti che all’estero le cose funzionano diversamente.
    E anche un pò d’incazzatura quando,senza aver mai barato,sei fuori corso e senti che ti chiamano “SFIGATO”, avendo sempre lavorato per pagare delle rate esagerate e nessuno ha mai capito dove finiscono i soldi.
    Amo il mio paese, la mia terra bellissima, ma ora quando i parenti all’estero dicono “BELLA L’ITALIA MA SOLO PER LE VACANZE” inizio a dargli ragione.

  • Diego Scagliarini

    ‘‘Se poteste tornare indietro, cambiereste il vostro percorso di studi?’’
    Sinceramente, no.
    Penso di ritenermi uno dei pochi fortunati che già dall’età di 14 anni aveva capito cosa voler fare nella vita. Non dico che rifarei tutto uguale, magari con qualche piccolo cambiamento, ma il percorso di studi che ho fatto lo rifarei sicuramente senza pensarci due volte.
    Purtroppo, la cosa che accomuna tutti oggi è la mancanza di un impiego, sempre più difficile da colmare.
    Il motivo principale non è il percorso di studi sbagliato, è la mentalità delle persone:
    da un lato abbiamo noi, disoccupati in cerca di lavoro che, non voglio generalizzare ma spesso è così, hanno troppe pretese sul lavoro e quindi preferiscono stare a casa a fare i mantenuti piuttosto che darsi da fare anche per raccimolare pochi spiccioli a fine mese;
    dall’altro lato le aziende che dicono “non assumo nessuno senza esperienza”… ora, dove me la faccio l’esperienza se nessuno è disposto ad assumermi?
    Bisogna raggiungere un compromesso, che potrebbe comportare anche il lavorare gratis, dobbiamo mettere da parte l’orgoglio ed essere umili, farci la nostra “gavetta”e stringere i denti.
    Se tutti partiamo col presupposto di volere un lavoro che ci piace e ben remunerato… partiamo con la mentalità sbagliata.
    [mi sono iscritto poco fa su questo sito quindi sono nuovo. Lo trovo davvero interessante, specialmente perchè ci si può scambiare opinioni, ecc... un salutone a tutti.]


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube