SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Continuare gli studi in Danimarca

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Gianluca Bellan è uno studente di 22 anni “fuggito” in Danimarca per proseguire gli studi facendo un Master in Management.

Potete seguire Gianluca sul suo blog ‘Living Abroad: cronache da un altro mondo‘.

Mi trovavo in camera mia, a sorseggiare tè e twittare, mentre mi è passato un link sullo schermo. Era il monologo che Giacomo Poretti ha tenuto ieri al convegno della Fondazione Italcementi Carlo Pesenti. L’ho letto d’un fiato, e devo dire che il comico ha messo in risalto questo periodo di decadenza, sottolineando aspramente come, in mezzo secolo, siamo passati dall’essere il Paese dei Sogni, del Boom Economico, a far parte di un continente che sta morendo.

Gianluca Bellan

Gianluca Bellan

Perché stando all’estero il messaggio che ti arriva, parlando con la gente, confrontando culture diverse, è che l’Europa sta andando verso un declino irreversibile. Il Vecchio Continente sta diventando veramente troppo vecchio ed è sicuro di vedere la pensione (almeno lui).

Però comunque si riesce a trovare la motivazione giusta per decidere di partire e visitarlo, questo Continente, e molto spesso questa motivazione si accompagna alla meritocrazia. Una meritocrazia che non viene premiata in Italia dove, se all’Università viene riconosciuto il proprio lavoro, è solo in modo impersonale, visto che non ha nessun riscontro pratico e nessuna direzione sul campo professionale.

Per questo, dopo 6 mesi di Erasmus a Lisbona, ho deciso di venire a vivere e continuare i miei studi a Copenhagen. Tanti miei amici mi avevano consigliato di iscrivermi alla Business School qui, dopo la triennale in Economia; amici danesi, amici che erano stati qui, amici che ci avevano azzeccato in pieno. In questa città non si respira l’aria della crisi, le offerte non mancano, e l’occhio è puntato sui giovani, il futuro di questo piccolo paese Scandinavo.

L’ambiente è tipico da Capitale Europea, industrializzata, dove l’architettura fa da padrona, ma la prima cosa che si nota sulle opportunità che ci sono è che qui tutti gli studenti hanno un lavoro. Non c’è nessun studente Danese che ne sia sprovvisto, e sottolinea come l’esperienza venga acquisita più in fretta, in questo paese. Invece di invecchiare durante la gavetta come succede in Italia, qui si bruciano le tappe, e dopo il Master, a 25-26 anni, sei pronto per ricoprire posizioni importanti.

L’ostacolo principale è la lingua, differente da qualsiasi cosa ascoltata prima, ma con impegno, dedizione e tanta pratica si riesce a formulare qualche frase. Anche se qui l’Inglese è parlato bene da tutti, per lavorare a contatto del cliente, è necessario masticare un po’ il Danese.

Diciamo poi che vivere qui ha un costo molto alto, specialmente per quanto riguarda gli affitti. Stringendo la cinghia comunque si arriva a fine mese con un budget inferiore ai 600 euro, affitto incluso. Certo è che se si vuole seguire il ritmo di questa frenetica città, sarebbe necessario avere uno stipendio proprio, visto che i valori di redditi si attestano tra i più alti d’Europa. Secondo gli Scandinavi, la Danimarca è il paese più economico, ecco perché maree di Norvegesi e Svedesi vengono qui a studiare e spendere i loro soldi, per via dei loro redditi ancora più alti, stimolando in questo modo l’economia.

La marcia in più arriva comunque dai servizi al cittadino, che vanno da corsi di lingua gratuiti, educazione gratuita a tutti i livelli, sussidi di disoccupazione e centri di collocamento più che efficienti. Questo e l’architettura unica in Europa rendono la “Città delle Bici” una meta unica per chi desidera dare una svolta alla propria carriera, specialmente scolastica, per mettere in curriculum una prestigiosa Business School, un Master di livello Internazionale e, chi lo sa, magari qualche buon soldino.

E se un giorno la prossima tappa dovrà essere Brasile, India, Australia o Canada, una sola certezza rimarrà. Quella di sedersi su uno scoglio, come la Sirenetta, guardare verso il mare infinito, e sapere, che li da qualche parte c’è ancora la nostra Patria, Italia, meta finale del nostro viaggio, luogo in cui il Sogno non può morire.



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commenti



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VOLI ECONOMICI




  • Alex

    Il solito che si spara le pose sul web… Aspetta di dover pagare le tasse danesi : )

  • Ospite

    ahahahahaha! Fidati, anche al netto delle tasse, lo stipendio è alto. Si parla di 120/140 corone all’ora, cioè attorno ai 20 euro. Che tassati comunque sono 12/13 euro netti all’ora. Sufficienti per una vita più che dignitosa da queste parti!

  • Ex danese

    Con tutto il rispetto, mi sembra che tu della Danimarca non abbia capito granchè. Ma non è colpa tua. E’ tipico di di molti “erasmini” della tua età pensare di aver capito tutto della vita e di come funziona il mondo. Ma non sanno che un conto è studiare all’estero (il 99% delle volte con i soldini di papino), un conto è LAVORARCI e VIVERCI DA IMMIGRATO, E PAGARCI LE TASSE….

    Sì sì, tutto bello in Danimarca…

    “la prima cosa che si nota sulle opportunità che ci sono è che qui tutti gli studenti hanno un lavoro”

    Esatto. Gli studenti DANESI. Non gli stranieri. E tantomeno i sud-europei come te (i danesi non saprebbero distinguere un cingalese da un valdostano, quindi figurati).
    Prova tu a cercare lavoro come straniero in Danimarca. Prova tu a chiedere il sussidio di disoccupazione dopo essere stato improvvisamente licenziato. Lo sai che nel paese della Sirenetta puoi essere mandato a casa da un giorno all’altro, senza preavviso?!? Solo che ai danesi spetta un bel sussidio di disoccupazione, e un aiuto per rientrare nel mondo del lavoro. A te che sei immigrato, non solo non ti daranno niente, ma non vedranno l’ora di farti fuori e rispedirti a casa.
    E d’altronde è giusto così: un 22enne danese (o i suoi genitori) ha pagato il 60% di tasse allo Stato per 22 anni, mentre tu sei lì da 6 mesi e non parli bene neanche la loro lingua. Non dirmi che pensavi di essere trattato come loro, spero!

    “Anche se qui l’Inglese è parlato bene da tutti, per lavorare a contatto del cliente, è necessario masticare un po’ il Danese.”

    Altro ideuccia tipica di chi ha capito tutto del mondo del lavoro danese senza mai averci lavorato. In Danimarca senza parlare un danese fluente NON LAVORI PROPRIO. Non ti fanno neanche lavare i cessi. La disoccupazione a Copenaghen è al 7,5% (non proprio bassissima…) e ci sono migliaia di stranieri che pur parlando danese non riescono a trovare manco un posto da lavapiatti (o se lo trovano, li possono mandare a casa all’improvviso, come prevede la legge danese). Ci sarà un motivo, no?

    “Stringendo la cinghia comunque si arriva a fine mese con un budget inferiore ai 600 euro, affitto incluso.”

    E sentiamo, e dove mai vivresti a Copenaghen con 600 euro al mese?!?
    Purtroppo la città da te citata è una delle più care al mondo. Con un bolla immobiliare che sta per scoppiare. Gli affitti sono aumentati in una maniera vertiginosa negli ultimi 4-5 anni, e neanche andando in periferia puoi rientrarci con un budget simile. A meno di aiuti esterni di cui non siamo a conoscenza.

    “Secondo gli Scandinavi, la Danimarca è il paese più economico, ecco perché maree di Norvegesi e Svedesi vengono qui a studiare e spendere i loro soldi, per via dei loro redditi ancora più alti, stimolando in questo modo l’economia.”

    Da Nobel in cultura scandinava, eh?
    Se solo ti informassi un pochino, scopriresti che il Paese più economico della Scandinavia è la SVEZIA. E non di certo la Danimarca.
    Mentre quello più caro è sicuramente la Norvegia, dove però gli stipendi sono talmente più alti di quelli danesi (e le tasse talmente più basse, con leggi sul lavoro talmente più protettive e un tasso di disoccupazione talmente più basso) che a nessun norvegese sano di mente passerebbe per la testa di trasferirsi in Danimarca – infatti di norma si limitano ad andarci in vacanza d’estate, col traghetto, a spendere i loro soldi.
    Al contrario, “I ricconi svedesi che vengono a spendere i loro soldi a Copenaghen” li hai visti solo tu. Gli svedesi vengono sì a Copenaghen, ma per LAVORARCI, dato che in Svezia a un costo della vita più basso corrispondono stipendi più bassi – e siccome a Malmoe ci sono tra i tassi di disoccupazione più alti della Svezia, sono in molti quelli che fanno i pendolari vivendo in Svezia e lavorando in Danimarca.
    Così come esistono anche dei danesi (pochi, tuttavia) che, pur lavorando a Copenaghen, prendono casa a Malmoe perchè l’affitto lì costa meno. A conferma che con 600 euro al mese in Danimarca ci vivi sì, ma dentro un scatola di cartone (o un cartone animato, fai tu).

    “La marcia in più arriva comunque dai servizi al cittadino, che vanno da corsi di lingua gratuiti, educazione gratuita a tutti i livelli”

    Quella che tu chiami con sorpresa “marcia in più” altro non è che un’imposizione fiscale che arriva anche fino al 60% – la più alta del PIANETA. I danesi pagano e hanno pagato per quei servizi. Di certo non li hai pagati tu. Il fatto che le università danesi siano gratuite ANCHE per i cittadini UE, e non solo per i danesi, non cambia di molto le cose: quando avrai una laurea danese, il tuo cognome “udansk” farà la differenza nel momento in cui dovrai cercare lavoro. A meno che tu non sia un genio o una figura ricercata disperatamente dalla Danimarca (ecco il motivo dell’apertura a tutti i cittadini UE).
    Ma in caso contrario, qualora tu rimanga professionalmente una figura mediocre o poco più, sappi che i datori di lavoro danesi preferiranno sempre un danese – che quelle tasse mostruose le ha pagate da sempre – piuttosto che uno straniero che a 22 anni è piombato lì ad usufruire di servizi pagati da altri, e che probabilmente non ripagherà mai.

    “Questo e l’architettura unica in Europa rendono la “Città delle Bici” una meta unica per chi desidera dare una svolta alla propria carriera, specialmente scolastica, per mettere in curriculum una prestigiosa Business School, un Master di livello Internazionale e, chi lo sa, magari qualche buon soldino.”

    Sei rimasto indietro di almeno 20 anni. Fino ai primi anni ’90 poteva forse essere così.
    Ma i tempi della piena occupazione in Danimarca sono finiti da un pezzo, caro mio.
    La disoccupazione creata dalla crisi del 2008-09 non è più stata riassorbita (e qui emerge il limite della tanto osannata Flexicurity).
    Negli anni 2000-2010, la Danimarca è il paese di tutta Europa che ha avuto la crescita del PIL più bassa, dopo l’Italia. Gli stipendi sono rimasti più o meno gli stessi di 10 anni fa, ma il costo della vita è aumentato, e di parecchio. Per non parlare dell’aumento della criminalità. Ci sono aree di Copenaghen più pericolose di Roma. Atro che città delle favole….

    Senza contare che la Danimarca è anche un paese terribilmente noioso e freddo in cui vivere, isolato culturalmente e geograficamente, in cui avrai a che fare con gente poco ospitale, ubriaca per due giorni a settimana e depressa e razzista negli altri cinque, ma questa è un’altra storia.

    Buona fortuna se pensi che la città della Sirenetta sia il tuo sogno, ma apri bene gli occhi, altrimenti rischi di non vedere lo scoglio su cui è seduta e di andarci a sbattere, arenandoti come la Costa Concordia….

  • Minnie

    @ Ex Danese : Sono d’accordo con Te al 100%. Tutto cio’ che hai scritto corrisponde a verita’ . Il ragazzino dell’articolo, apparte le posizioni plastiche da Cita per darsi un tono, crede che, con il suo Erasmino in Portogallo (ORAMAI PAESE DEL TERZO MONDO) possa aprirgli chissa’ quale porte. Sicuramente, i soldini di papy e di mamy gli daranno un po’ di panacea, per un po’… dopodiche’, tanto per darsi un tono, fara’ molto figo twittare coi tuoi amici italiani il fatto che e’ in Danimarca a studiare. Perche’ per gente come IL PROTAGONISTA l’importarsi e’ esserci ;) … ma ben presto tutto si trasformera’ in una bolla di sapone. Tornera’ da papy e mamy in Italia e lavorera’ per la Loro azienda…. millantando i tuoi anni all’estero. Povera Italia, Poveri Giovani !

  • Ragazzino

    il ragazzino ha papà operaio e mamma casalinga. Si è pagato l’università da solo e ora lavora per la Maersk.

  • Nicola

    Ognuno è sempre liberissimo di dissentire su ciò che vuole, ma almeno andrebbe fatto con garbo, senza toni denigratori o provocatori. Detto questo, mi astengo da qualsiasi altra replica. :)

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Toglietemi una curiosità: come avete ipotizzato che Gianluca sia all’estero con i soldi dei genitori senza alcuna menzione nell’articolo e senza averlo (immagino) conosciuto?

  • Minnie

    Si’, come no…. e’ “la piccola fiammiferaia della Danimarca” ……

  • http://twitter.com/imLeifErikson Riccardo Atzeni

    A parte la storia sui soldini mandati dai genitori, pienamente d’accordo con “Ex danese”. Ho dovuto cambiare i miei programmi perché dopo aver studiato lingue scandinave ho in parte capito la vera realtà sulla Scandinavia.. bisogna fare molta attenzione infatti, potrebbe fregare chiunque!

  • 123456

    Caro ex-danese,
    Non capisco tutto il tuo risentimento in questa risposta e questo “accanimento” contro Gianluca…si vede che la Danimarca ti ha proprio deluso!
    Comunque, a onor del vero, neanche tu dai delle notizie da enciclopedia ;) Io vivo in Danimarca da un po´, ho un contratto di lavoro fino al 2014 e vorrei dare la mia versione dei fatti perche´ sembra che viviamo/abbiamo vissuto in due paesi diversi!

    “la prima cosa che si nota sulle opportunità che ci sono è che qui tutti gli studenti hanno un lavoro” Gli studenti DANESI. Non gli stranieri. E tantomeno i sud-europei come te (i danesi non saprebbero distinguere un cingalese da un valdostano, quindi figurati). “ e poi “In Danimarca senza parlare un danese fluente NON LAVORI PROPRIO”.
    Molti dei miei amici “non danesi”(Italiani, Blugari, Polacchi..ma anche Americani e tutta gente con diversi livelli di danese) che stanno ancora studiando, hanno un lavoro: la maggior parte di loro fanno le pulizie, alcuni lavorano al supermercato e, i piu´fortunati, in call centers o in ristoranti/alberghi. Non sono lavori meravigliosi in molti casi ma come “student job” vanno piu´ che bene (considerato che quando sei studente puoi lavorare non piu´di 15 o 20 ore, non ricordo, a settimana durante l´anno e a tempo pieno solo in estate).

    “i danesi non saprebbero distinguere un cingalese da un valdostano” mi chiedo in base a cosa affermi cio´,ma questa frase si commenta da sola…

    “Prova tu a chiedere il sussidio di disoccupazione dopo essere stato improvvisamente licenziato. Solo che ai danesi spetta un bel sussidio di disoccupazione, e un aiuto per rientrare nel mondo del lavoro. A te che sei immigrato, non solo non ti daranno niente, ma non vedranno l’ora di farti fuori e rispedirti a casa.” Di nuovo, se sei cittadino UE basta avere fatto un ciclo di studi completo in Danimarca (ex: un master) per poter avere il sussidio di disoccupazione (che al momento e´ circa 8000 corone NETTE e per un periodo fino a due anni e mezzo). Questo sussidio, ovviamente, lo puoi prendere anche se vieni licenziato (ed e´addirittura piu´alto: fino al 90% dello stipendio), pero´devi essere iscritto ad un A-Kasse e (non obbligatoriamente, ma meglio) anche a un sindacato. Gianluca, se vorrai ulteriori informazioni contattami pure!

    “A conferma che con 600 euro al mese in Danimarca ci vivi sì, ma dentro un scatola di cartone (o un cartone animato, fai tu)”. Io pago per un appartamento di 40 metri quadri 2400 corone (e divido col mio ragazzo non-danese l´affitto). Riceviamo mensilmente il boligstotte che e´un aiuto del comune per pagare l´affito a coloro che hanno meno di 35 anni. Vivo a 2 km dal mio posto di lavoro e spendo un po´di piu´ di 600 euro al mese, pero´ mi toglo diversi vizi (cinema, cene fuori, parrucchiere, palestra). Facendo qualche sacrificio (come dice di fare Gianluca) penso riuscirei a spendere quella cifra.

    “E d’altronde è giusto così: un 22enne danese (o i suoi genitori) ha pagato il 60% di tasse allo Stato per 22 anni” Va che mica tutti pagano il 60% di tasse, sai? Io, per esempio, al momento pago il 37%

    “Se solo ti informassi un pochino, scopriresti che il Paese più economico della Scandinavia è la SVEZIA. E non di certo la Danimarca.” Onestamente non ho dati su cui basarmi ma anche io ho sentito che e´la Danimarca il paese che costa di meno, pero´, ripeto, e´per sentito dire ( e non mi sembra che tu invece avessi dati…)

    “a nessun norvegese sano di mente passerebbe per la testa di trasferirsi in Danimarca” ho diversi amici norvegesi che vivono qui…saran matti…

    “La marcia in più arriva comunque dai servizi al cittadino, che vanno da corsi di lingua gratuiti, educazione gratuita a tutti i livelli” Tu qui contestavi che questi servizi li hanno pagati i danesi per loro e poi ne “approfittano” anche gli stranieri. Mi chiedo che interesse abbia un danese a pagare per se stesso tre anni di corso di lingua danese gratuito a stranieri? Tra l´altro, quando frequentavo questo corso, ero in classe gente che gia´ lavorava (a conferma che puoi trovare lavoro anche senza danese fluente).

    “Senza contare che la Danimarca è anche un paese terribilmente noioso e freddo in cui vivere” ecco un´ altra verita´incontestabile… Fa freddo (ma va?), ma io non trovo il posto dove vivo noioso.E mi sta dando possibilita´ che in Italia mi sarei sognata. Inutile poi commentare su “tutti i danesi sono ubriachi depressi e razzisti”… a parte che qualche anno fa erano stati definiti da una ricerca il popolo piu´felice della terra (poi si puo´essereo meno d´accordo, ma questa e´ un´altra storia)…e´ come dire che tutti gli italiani sono mafiosi,mangiano la pizza e vogliono la mamma ;)

    Detto questo: in bocca al lupo! Mi auguro che tu sia piu´soddisfatto dove stai vivendo ora!

  • Alex

    Moccioso, i 20 euro di cui tu parli tassati sono 12 euro ma se oltrepassi un tot ti vengono ulteriormente tassati. A chi la vuoi raccontare, io vivo in Svezia e il mio compagno, danese di Copenhagen DOC, si è trasferito in Danimarca per via delle tasse e dice che al suo Paese é diventato impossibile vivere. Posso concordare con quello che ha scritto “ex danese”. La realtà la scopri dopo esserti ripreso dall’ubriacatura da Paesi scandinavi, in genere dopo 3 anni.
    Infine i nordici vanno in Danimarca soprattutto per studiare medicina perché in Svezia/Norvegia è praticamente impossibile essere ammessi, anche perché lo Stato non vuole sborsare per la formazione degli studenti – tanto poi i ragazzi ritornano e fanno i medici a casa loro.

  • Alex

    Da quanto stai in Danimarca? Sei danese, per caso?
    Sì, la Svezia `meno cara della Danimarca.

  • Alex

    Xe vien dal Veneto, ciò…
    Quale paesotto, scusi?

  • Alex

    Già…A me ‘sti mocciosi che credono di aver capito tutto dopo due mesi di Erasmus mi infastidiscono, anche perché poi certa gente gli crede e così si creano le immigrazioni. Un conto è studiare in un Paese, un conto è viverci. Studiare all’estero è sempre bello, ovunque – la realtà è ben diversa.

  • Alex

    Lo hanno dedotto perché il 90% dei ragazzi che fanno l’Erasmus riceve soldi da casa. Ho conosciuto tantissimi ragazzi in Erasmus che me l’hanno detto e si erano trovati senza soldi perché li avevano sperperati in bar e locali. Fidati, quasi nessun italiano va all’estero senza i soldi di mamma e papà. Scusa Aldo ma credo che tu sia fuori dall’Italia da parecchio tempo – i tempi sono cambiati, questi ragazzi non sono come eravamo noi, che ci tiravamo su le maniche. Ciao, sempre interessante il tuo blog.

  • Alex

    Ho letto meglio, al momento paghi poche tasse – è un sistema dello Stato danese per attrarre giovani e poi incassare più tasse. Good luck

  • Ragazzino

    Loreo

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Essendomi preso la briga di leggere questo http://gianbellan.blogspot.com.au/2011/12/un-uomo-deve-fare-quello-che-deve-fare.html non sono d’accordo

  • Ragazzino

    Allora, sarò un ragazzino, si, ho 22 anni. Ma sono 4 anni che vivo da solo. Prima a Padova, mi sono trasferito per studiare all’università. Mi sono laureato in Economia in 2 anni e 9 mesi di tempo. Non sono un genio, non mi piace essere definito tale, ma sono un ragazzo in gamba. Ho vissuto a Padova grazie alla borsa di studio ESU, che ho avuto però solo il secondo anno, causa tagli all’Università. Questa borsa è data a chi soddisfa due caratteristiche principalmente: Isee basso, ovvero un indicatore del reddito della famiglia, e consegue un minimo di crediti ECTS. Per correttezza le dico, mia madre ha 48 anni, fa la casalinga e ogni tanto si da da fare confezionando abiti a casa. Mio papà è un operaio, prima presso i cantieri navali Visentini, poi cassaintegrato per un anno, ora ha iniziato a lavorare, a 56 anni, presso un’azienda locale, portando a casa la miseria del neo assunto. Il sottoscritto moccioso, si è fatto il culo per 5 estati portando sulla schiena lettini e ombrelloni ai turisti, lavorando 14-15 ore al giorno, senza fare un minimo di vacanza quando quelli della sua età andavano in discoteca o a sballarsi in giro per i bar. E’ lavorando che mi sono pagato l’università. Ed è con lo stesso impegno che sono arrivato qua, è con lo stesso atteggiamento che mi sono messo sotto e ho trovato uno student job, presso la Maersk (cerchi su wiki, se non l’ha mai sentita) che in quanto compagnia multinazionale non aveva la fluency della lingua danese tra i criteri di selezione. E a me piace stare qui e viverci.

    Non nascondo il fatto che ci siano tanti studenti che lo fanno perchè la famiglia mette a disposizione un conto in banca (ne conosco, di gente così), non nascondo il fatto che come ha detto giustamente Martone, ci siano degli sfigati in giro per le università.

    Ma se c’è una cosa che non riesco a tollerare è il fatto che voi, popolo di internet, dobbiate andare contro un’idea, scagliandovi contro chi l’ha portata. Questa è la mia esperienza, non la vostra.
    Ex danese e 123456 han portato argomenti validi, contrastanti, ma espressione delle loro idee. E questo mi sta bene, ci si può discutere sopra.
    Ma cara Minnie, quella che ho scritto qui è la mia storia. Partito da Loreo, nella campagna veneta (quindi sono anche abbastanza ignorante) e finito a Copenhagen, perchè invece di nascondermi dietro una tastiera ad insultare i primi che passano, ho tirato fuori le palle e ho deciso di cambiare la mia vita. Sudando. Non di certo fregando i soldi ai miei (che di certo non ne hanno).

    Se vuole le faccio avere le dichiarazioni dei redditi di famiglia, o il mio contratto di lavoro.

    Buona Giornata

  • Ragazzino

    Grazie dell’interessamento! Vivi anche tu a Copenhagen?

  • http://twitter.com/imLeifErikson Riccardo Atzeni

    Nessuna critica o cosa da dire da parte mia sul modo in cui ti sei pagato gli studi e sulla situazione familiare, ci mancherebbe. Io senza problemi dico che i miei genitori, non senza sacrifici, me li hanno potuti pagare.
    Quello che critico della tua storia sono diverse informazioni sbagliate che hai riferito sulla realtà scandinava: alcune delle cose che ha detto Ex Danese non sono sue opinioni ma sono realtà.
    Qualcuno leggendo questo articolo potrebbe illudersi e pensare che la Scandinavia sia il paradiso: cosa che fa molto piacere FAR CREDERE agli stessi scandinavi!

  • 123456

    Ciao Gianluca! No, vivo a Aarhus (sarebbe la seconda citta´), se ti cpaita di fare un giro saro´contenta di farti da guida e offrirti un “caffe´” ;)

  • Ragazzino

    Certo, ma infatti non ce l’avevo con te, anzi, tu hai sottolineato come i soldi siano in secondo piano rispetto all’esperienza. Sono d’accordo anche con le posizioni espresse da ExDanese e 123456, hanno toccato punti che la mia analisi, di certo, non aveva intenzione di sfiorare. Certo, la mia esperienza è diversa dalla tua. Una laurea in lingue scandinave, leggo, complimenti! Ma forse non hai avuto molta fortuna! Io, come altri con una laurea in Economia abbiamo avuto molte più possibilità di te riguardo le opportunità di lavoro. Ma è l’andazzo generale che condiziona queste cose!
    Fatto sta che per me questa esperienza risulta essere positiva, un sacco di gente mi dice che ho avuto coraggio, io dico che tra le disgrazie, ogni tanto una fortuna capita anche a chi è sfigato!
    Dovresti scrivere un tuo articolo sai? Su come la Scandinavia non ha risposto alle tue domande! E poi se ne potrebbe discutere!

    Buona fortuna, anyway!

  • Ragazzino

    volentieri! Appena ho un attimo libero vedo un po’ della Danimarca! A stento ho visto tutta Copenhagen! E di certo non è sta gran metropoli! Ti faccio sapere, grazie per l’invito!

  • 123456

    non capisco perche´la mia risposta precedente non e´stat pubblicata.

    Sono italianissima e sono venuta qui nel non lontano 2009 senza lavoro e senza conoscenze.

    Se potessi elaborare su quale sia la cospirazione danese secondo la quale “al momento paghi poche tasse – è un sistema dello Stato danese per attrarre giovani e poi incassare più tasse”, mi farebbe piacere.

    Al momento io sto pagando “poche” tasse perche´al di sotto di un certo reddito (come dovrebbe succedere in Italia). Da agosto il mio contratto (identico a quello della mia compagna di ufficio danese) cambiera´ e ad un salario piu´alto corrisponderanno piu´alte tasse!

    Good luck anche a te

  • Alex

    L’ho letto… è l’eccezione (che conferma la regola!)
    Comunque ti assicuro quanto scritto sopra, toccato con mano.
    Io credo che la gente si sia infastidicta dal tono un po’ prentuoso del ragazzo però bisogna anche dire che è giovane… Che dire, speriamo che trovi un lavoro (con una laurea in economia penso che sia possibile).

  • Paola

    ma cosa sarebbe vero di quello che ha scritto ex danese? mi sembra che 123456 abbia smontato una ad una le sue verità…qui mi sembra si dica tutto ed il contrario di tutto!

  • http://twitter.com/imLeifErikson Riccardo Atzeni

    Ora non ho il tempo di rileggere il romanzo scritto da Ex danese. In ogni caso i punti su cui concordavo nonostante lui/lei sia stato eccessivamente drastico sono:
    -la Svezia (e la Finlandia) sono gli stati in cui è più basso il costo della vita e dove sono più bassi i salari. La Norvegia è più ricca di tutti gli altri e gli stipendi sono molto alti: un po’ di tempo fa, non ricordo dove, leggevo che molti ragazzi svedesi anche senza avere una laurea stanno andando in Norvegia a lavorare come camerieri perché si guadagna molto più che nel loro Paese.
    -Mi sembra molto difficile cavarsela con 600€ soprattutto riferendoci a Copenaghen. Lo Jylland è una cosa diversa. Ovviamente stiamo parlando di VIVERCI non di CAMPARE quindi fare la spesa anche in supermarket al di fuori della Lidl, mangiare fuori, trasporti, affitto, ecc.
    -Quando exdanese scrive che i danesi non vedono la differenza tra un valdostano e un cingalese credo che si riferisca ai preconcetti e conseguente razzismo che parte degli scandinavi ha sugli abitanti al sud delle Alpi. Sarebbe un discorso lungo e interessante, tra l’altro una parte della mia tesi che sto ultimando in queste settimane tratta proprio questo argomento.
    -Gli stranieri spesso non sanno che la criminalità in molte città scandinave sta prendendo il largo e che in alcuni quartieri sono frequenti i casi di guerriglia o comunque di criminalità da non sottovalutare.
    -Il problema dell’alcol in Scandinavia non credo ci sia bisogno di affrontarlo come discorso.
    -Un articolo uscito poche settimane fa proprio in questo sito parla della difficoltà di trovare lavoro in Norvegia quando si ha un cognome non norvegese. A questo si somma la crisi economica che non sarà forte come in Italia ma di sicuro si fa sentire.

    Io aggiungo:
    -La Svezia è uno dei Paesi al mondo come conservazione della natura e nessuno lo sa.
    -Il mercato degli affitti svedese è qualcosa di orrendo, a mio parere.

    Ci tengo a precisare che non sono una di quelle persone che dicono “Alla fine si sta bene anche in Italia”.
    Ripeto, bisogna fare attenzione alla Scandinavia, perché è una, se non l’unica, zona del mondo di cui gli aspetti negativi rimangono molto celati e quando alla gente che non si documenta si chiede quali difetti conosce di Svezia, Norvegia e Danimarca entra nel panico e dice “il freddo!”.

  • Ospite

    @Alex. Sono una ragazza di 22 anni e confermo che molti di noi ricevono soldi dai genitori per pagare gli studi,ecc…Non si può però generalizzare e dire che tutti i ragazzi vadano a sperperare soldi nei bar e nei locali, non mi sembra giusto nei confronti di chi si fa in quattro per raggiungere le proprie aspirazioni. Ok, molti lo fanno, ma saranno pure fatti loro…
    La cosa importante che ci tenevo a sottolineare è che spesso noi italiani veniamo criticati per il fatto di essere mammoni, mantenuti dai genitori e via dicendo..ma sai a quanto ammonta il contributo erasmus in Italia, SE TE LO DANNO?E sai a quanto ammonta negli altri paesi UE, Spagna inclusa? Non è che i ragazzi italiani chiedono i soldi ai genitori per masochismo, purtroppo nella situazione attuale molti genitori(inclusi quelli che non riescono a permetterselo) devono sopperire alle mancanze dello stato italiano nella speranza di dare un futuro decente ai figli! E’ facile dire che gli studenti nordeuropei sono indipendenti da subito, se ne vanno di casa a diciotto anni e noi invece siamo un branco di scansafatiche che vive sulle spalle dei genitori.. anche noi vorremmo farlo, credimi, ma questa opportunità,anzi diritto, ci è negato. Ovviamente ognuno è libero di avere le sue opinioni ci mancherebbe altro, volevo solo riportare l’esperienza dello studente italiano medio prima di giungere a conclusioni affrettate…

  • Ospite

    I commenti sulla Danimarca di questo forum:
    http://portal.foreignersindenmark.dk/forum/forum_topics.asp?FID=2&SID=e3b98acbdfbd57e1c59z1a47fb1184ce

    Non mi sembrano esattamente positivi…

  • Ospite

    Io questo semestre sono in scambio a Barcellona. Io ricevo 230 euro di borsa di studio Erasmus. I miei amici di Atene ne ricevono 500. 230 euro più un contributo statale per studenti che vanno all’estero.

  • Ragazzino

    No, cosa ho scritto. Stavo pensando ad altro. Pardon. Volevo dire, lo scorso semestre ero in scambio a Lisbona. e 230 euro è il contributo che ti da l’Erasmus, che tramite università è trasmesso in 2 maxi rate, una a novembre di solito, e una quando ci saranno fondi disponibili (a me sono arrivati a giugno, ad erasmus terminato). Mentre i miei amici di Atene avevano 230 di borsa Erasmus, più un contributo dell’Università di Atene e uno Statale che gli faceva arrivare un totale di 500 euro di borsa mensile.

  • rob

    Salve, bella discussione questa, mi sento parecchio tirato in causa..in quanto ho 26 anni, studio all’università, lavoro in piscina e in pizzeria nel week end, e indovinate un po, vivo da solo!!! casa mangiare e tutto..!! per fortuna non a milano city se no nn ce la farei. Il problema?? ci sto mettendo quasi 5 anni per finire la triennale (spero non mi giudichino per questo) e ZERO vita sociale!!! Se fossi un cittadino scandinavo penso proprio che a quest’ora avrei finito gli studi!! Ed è per questo che sto cercando di metter soldi da parte per continuare in Danimarca pure io appena preso il bachelor a breve!!
    Cmq è vero che non è molto facile, quei pochi che ho conosciuto come me hanno finito a trent’anni di studiare sgobbando tutti i giorni! A 22 la vedo dura!!

  • Alex

    La mia non era una critica gratuita, ho solo parlato di quello che ho visto, lo so benissimo che ci sono ragazzi in gamba : ) È vero, i genitori italiani suppliscono le mancanze dello Stato però, lasciatemelo dire, in un certo senso se lo Stato non fa un accidente è proprio perché gli italiani si sono arrangiati “troppo” senza chiedere nulla allo Stato! Ovvio che lo Stato se ne impippi… Lo Stato sono i cittadini, sta a noi chiedere che le nostre tasse vengono utilizzate in maniera equa. Gli italiani questo non l’hanno mai fatto perché si sentono tutti diversi e mai un popolo solo (a parte quando c’è la partita ; ) I 150 dell’Unità non li ha festeggiati nessuno – erano una grande occasione per rimettersi in pole-position. Ora le proteste non bastano, per ottenere qualcosa ora bisogna aver combattuto prima – la famosa lotta che gli italiani, appena hanno visto due soldini (cioè negli ’80) hanno abbandonato e ora si presentano le conseguenze. Inutile lamentarsi ora!

  • Alex

    Beh, ovvio che non ci vivi con quella cifra, manco ad Atene…
    Però ora tutti hanno la possibilità di fare un anno all’estero, una volta ti dovevi pagare tutto da solo. Comunque di lavoretti per gli studenti per arrotondare la borsa dell’Erasmus (che se non arriva in tempo cosa fai?) oggi non ce ne sono neanche a Stoccolma o, meglio, ci sono solo – dietro passaparola – per i locali. Sono molto protezionisti qui in Svezia e non da ora.

  • Alex

    Guarda che anche in Italia sotto un certo reddito non paghi molte tasse : ) e comunque le tasse danesi ammontavano qualche anno da al 43%. Ora le hanno ridotte ma ci sono sempre le tasse nascoste. Questa storia delle tasse ridotte per i giovani per due anni della loro permanenza era scritta su un giornale italiano ma era probabilmente riferita agli studenti universitari o a chi voleva introdursi nel mondo del lavoro. In Scandinavia tutti sanno che la Danimarca è carissima e ci vanno solo per lavorare (alcuni vivono in Svezia apposta) o per studiare.

  • Alex

    Scusa ma non avendo inserito le info sulla tua vita personale non potevamo sapere. Io, invece, non avendo avuto i genitori (solo uno, perché pure io non ho avuto vita facile) con il reddito basso le borse di studio me le sono sognate e ho dovuto lavorare lo stesso perché nessuno mi ha dato nulla. Call center et varia non me li ha tolti nessuno e pure gli scavi estivi perché all’epoca il curriculum dovevi fartelo da solo, non c’erano le attività complementari all’università.
    infine non credere che le lauree in economia o altre materie considerate più spendibili diano lavoro perché oggi è stata chiusa, proprio qui in Svezia, dei laboratori di ricerca medica – 1200 persone senza lavoro. E tempo fa un altro centro del genere è stato chiuso. Parlo di ricerca in campo medico, non di insegnamento o studi in campo umanistico.
    Noi volevamo semplicemente farti capire che il “sogno scandinàvo” è per l’appunto un sogno.
    In bocca al lupo per tutto, considera la Danimarca un punto di transito e non di arrivo. Ciao : )

  • Alex

    Non non è l’unica parte del mondo in cui gli aspetti negativi vengono celati, prima ci sono la Russia e la Cina! : )
    Ci sarebbe anche un lunghissimo discorso da fare sulla socialdemocrazia – ma che non facciamo perché vogliamo andare a nanna. : ) Concordo su molti punti. Ciao
    Io mi secco quando leggo queste sviolinate sui Paesi scandinavi perché li conosco. Tutto qui. Purtroppo te ne accorgi di come è la realtà solo quando ci vivi in questi posti.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Ciao Giuseppe

    effetivamente io non vengo in Italia dal 2006 e anche allora solo per vacanza. A parte cameriere d’estate negli ultimi anni 80 non ho mai lavorato in Italia.

    Per quello che riguarda lo spazio, ti andrebbe di condividere la tua esperienza con i lettori di Italiansinfuga? scrivimi a Italiansinfuga@gmail.com

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Ciao Giuseppe

    ti ho scritto una e-mail in privato ma il messaggio è rimbalzato. Sei sicuro di avere lasciato l’indirizzo giusto?

  • D Belluomini

    sinceramente non capisco tutto questo astio (o forse dovrei dire INVIDIA) verso questo giovane, che si è messo in gioco andando a vivere all’estero per ben due volte. e il fatto di aver ricevuto aiuti dalla famiglia non mi pare deponga a suo sfavore: i primi tempi fuori dall’italia sono difficili, e se uno va a STUDIARE, di certo non potrà LAVORARE in modo da guadagnare quanto gli serva per mantenersi completamente da solo esclusivamente con i propri sforzi.

  • Minnie

    @Belluomini : sinceramente se ti riferisci alla sottoscritta DI INVIDIA , nei confronti del ragazzino veneto ne ho ben poca. Sai quanti colloqui, ogni giorno devo fare a ragazzini italiani come Lui che solo perche’ hanno fatto 5 mesi d’Erasmus e un Master all’estero pensano di entrare in azienda a comandare? Un’infinita’ e regolarmente li mando a casa (in Italia) piangendo e a calci in culo. Vivo e lavoro a Londra dal 2000.

  • Minnie

    Ragazzino veneto, faccio colloqui di lavoro ogni giorno. Vivo e lavoro a Londra dal 2000. Esamino potenziali candidati, da inserire in varie aziende internazionali (soprattutto Asiatiche), con certi curriculum che tu neanche puoi immaginare. Se vuoi, un giorno “sfondare” nel mondo del lavoro evita di piangerti addosso, perche’ sei ridicolo e soprattutto cerca di essere meno spocchioso e piu’ umile.
    MILIONI di ragazzi italiani fanno la stagione al mare per mantenersi gli studi lavorando 15 ore al giorno ( io lo so bene, perche’ sono nata e cresciuta in riviera romagnola), percui NON SEI L’UNICO e NON SARAI L’UNICO. Riguardo alle borse di studio italiane, a me non hanno mai dato fiducia… io mi sono laureata a Bologna e conosco persone che ottenevano Borse dell’Arstud , dichiarandosi morti di fame, quando in realta’ avevano tre case di proprieta’, percui….
    Non mi nascondo dietro una tastiera e non manco di rispetto a nessuno. Una pacca sulla spalla da Me, non l’avrai, perche’ NON credo che TU SIA UN FENOMENO. Tutto qui.
    Pero’ ti perdono, siccome hai solo 22 anni…. le “sdentate” le devi ancora avere.

  • Minnie

    Parole Sante, Riccardo! Occorre piu’ verita’. Molte persone credulone, leggendo questo articolo possono illudersi e poi rimanerci male, quando si accorgeranno che e’ solo “fumo negli occhi”.

  • http://twitter.com/VaneChemie VaneChemie

    Ciao Gianluca,anche io vorrei frequentare l’università in Danimarca,ho 20 anni. Potresti darmi una mano? cosa mi consigli fare?

  • http://twitter.com/VaneChemie VaneChemie

    ciao,sono una studentessa italiana,e vorrei anche io continuare i miei studi in Denmark,potreste darmi una mano,dei consigli da seguire??

  • Anonimo

    Già, purtroppo è così, solo che al primo approccio non sembrerebbe.
    Proprio come in Svezia…
    Comunque il fatto che sia necessario possedere qualifiche al di sopra della norma è vero, un lavoro con qualifiche normali è difficile da trovare senza essere locali. Insomma, è più dura di quello che ci aspetterebbe. Va bene comunque per fare esperienza.


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