Cosa fanno 30 italiani sotto i 30 anni a Berlino?

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Esistono gruppi di giovani italiani sparsi per l’Europa che stanno lavorando sulla versione italiana dei siti web che usate ogni giorno.

Zalando Italia

Zalando Italia

Matteo Bovio ci racconta del team italiano di Zalando, una di queste realtà a Berlino.

Il team italiano che lavora a Zalando è oggi un team molto eterogeneo: dalla decina di persone che hanno lavorato al lancio di Zalando.it nel marzo 2011 siamo ormai passati a oltre 30 ragazze e ragazzi, e la crescita continua.

Proveniamo dalle più disparate zone d’Italia – Puglia, Campania, Veneto, Piemonte, Lombardia… – e siamo quasi tutti al di sotto dei 30 anni, con esperienze professionali e accademiche diverse.

Qualcuno di noi era già a Berlino per ragioni lavorative o personali ed è entrato in contatto con Zalando nell’ambito di questa permanenza, ma la maggior parte ha deciso di lasciare la propria vita in Italia per trasferirsi e iniziare una nuova esperienza.

C’è stato chi si è trasferito a Berlino per vivere l’esperienza formativa di alcuni mesi come Intern in una grande azienda di eCommerce ed è poi tornato in Italia a terminare i propri studi.

Altri hanno iniziato in questo contesto ma hanno poi proseguito il proprio percorso all’interno di Zalando, trovandosi oggi a ricoprire ruoli di responsabilità all’interno del proprio ambito: è questo il caso ad esempio di Giulia e Sara, che dopo aver terminato il proprio periodo di stage all’interno del team SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) sono diventate responsabili di due diversi ambiti all’interno di questo canale.

Ma anche di Marienza, una delle primissime arrivate nel team italiano e che oggi è Onsite Marketing Manager, quindi responsabile dei contenuti che proponiamo sul nostro sito. O ancora Eva e Renata, la prima divenuta una delle responsabili del team SEM dopo alcuni mesi di Stage e la seconda oggi parte del team che si occupa di Business Intelligence.

C’è infine chi ha lasciato la propria precedente posizione e ha scommesso sul progetto di Zalando: ad esempio la nostra Senior Buyer, Claudia, oppure l’Assistant Buyer, Elisabetta, entrambe provenienti da aziende nell’ambito della moda.

Un percorso analogo anche per i nostri due Matteo, uno proveniente dal mondo della consulenza e oggi responsabile del Business Developement per l’Italia, l’altro (io) passato da un ruolo di account in un agenzia PR a responsabile PR&Communications per Zalando Italia.

Il Team Zalando Italia a Berlino

Il Team Zalando Italia a Berlino

Per il nostro gruppo è stimolante poter vivere un’esperienza lavorativa in un contesto come quello di Zalando: siamo tutti dislocati nella sede di Berlino, una vecchia centrale elettrica oggi ristrutturata che ospita gli ampi open space dove ogni giorno i team dei diversi Paesi lavorano fianco a fianco, in un ambiente dinamico, giovane e sicuramente internazionale.

L’organizzazione dei diversi gruppi di lavoro spinge infatti ad avere come referenti quotidiani sia i propri colleghi italiani, sia (soprattutto) i colleghi degli altri Paesi che per ambito di competenza sono collegati a ciascuno di noi.

L’atmosfera è molto informale, e c’è una ragione: non tanto emulare il clichè dell’azienda Internet del nuovo millennio, quanto rispondere alle esigenze di flessibilità e dinamicità che permettono a Zalando di crescere ai ritmi a cui ha dimostrato di potersi sviluppare.

Per i nuovi arrivati, soprattutto se provenienti da realtà molto strutturate e tradizionali, significa entrare in un’ottica completamente nuova, che riguarda tutti gli aspetti del workflow quotidiano.

Difficile davvero immaginare una realtà simile in Italia, per due ragioni principali: innanzitutto Zalando, benchè oggi solida e consolidata, preserva ancora lo spirito di una start-up e certe dinamiche di flessibilità che sono proprie delle start-up, ma proiettate su un’azienda di oltre 500 collaboratori e che opera ormai in 7 mercati.

L’Italia presenta certamente delle realtà con delle analogie ma difficilmente si incontreranno aziende che hanno seguito un simile percorso, e che dunque si prestano a ricreare un simile ambiente lavorativo.

In secondo luogo, la giovanissima età media dei collaboratori di Zalando è un elemento essenziale nel definirne molte dinamiche interne, e l’Italia si è fin’oggi dimostrata incapace di affidarsi ai propri giovani in maniera così convincente e concreta, scommettendo realmente sulle loro competenze, sulla loro iniziativa, sulla loro voglia di creare qualcosa di nuovo.

Naturalmente questo non significa che la Germania sia la terra promessa: d’altro canto, esistono condizioni tali per cui non stupisce che stia diventando una meta ambita. L’esempio che ci è più vicino naturalmente è Berlino e la spinta eccezionale che questa città sta offrendo all’universo di start-up che vi sono sorte e che continuano a sorgere.

Viene oggi considerata una nuova Silicon Valley europea, più promettente e dinamica della stessa Londra, e ogni commentatore può elencare svariati motivi per cui questo è quanto sta avvenendo.

Quel che è certo è che esiste un network di giovanissimi imprenditori che si confrontano ai tavolini di un bar per scambiarsi idee e valutare progetti; che esiste la possibilità di ricevere il supporto di investitori; che esiste un’ampia base di professionisti provenienti da tutto il mondo e volenterosi di farsi coinvolgere in nuove avventure; che camminando nei quartieri di Berlino si respira quella voglia di cultura, sperimentazione, libertà e innovazione che sono conditio sine qua non perchè la città diventi, come è stata definita, nuova mecca delle start-up.

E di start-up ne nascono in continuazione: qualcuna è destinata a chiudere, ma molte fioriscono e, perchè no, diventano casi di successo. Non è solo il caso di Zalando: ci sono Soundcloud (nata in Svezia), Wimdu, CityDeal (poi acquisita da Groupon), Webtrekk, Twago, 12Designer e molte altre.

Sarebbe quindi riduttivo pensare a Berlino come l’ennesima patria in cui una fiorente comunità italiana viene a occupare posti nell’ambito della ristorazione: per chi ha voglia di mettersi in gioco esistono diverse possibilità, e in certi casi si può aver la fortuna di diventare parte fin dagli albori di un progetto di successo.

Certo, bisogna tenere in considerazione tutte le difficoltà che si incontrano nel momento in cui ci si trasferisce in una nuova città: in particolare la burocrazia – in Germania è tanta e non si riceve un particolare supporto – e la lingua, anche se per le necessità quotidiane l’inglese è più che sufficiente.

Chi come meta specifica sceglie Berlino sarà però sorpreso positivamente da quanto sia basso il costo della vita e dall’incredibile vitalità di ogni quartiere.

Insomma, quella che stiamo vivendo è un’esperienza difficile da riassumere e che ovviamente ciascuno sta sperimentando a modo proprio. Ma quel su cui tutti possiamo trovarci d’accordo è che si tratta di un esempio concreto e tangibile di fiducia verso i giovani, a cui vengono date delle opzioni che in Italia sembrano esser sempre più un miraggio: delle vere responsabilità, una reale considerazione delle potenzialità e delle capacità e, soprattutto, una prospettiva.

Grazie Matteo ed in bocca al lupo a tutti i giovani Italiani di Zalando!

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commenti


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  • http://www.facebook.com/paulkokac Paul Kalkweller II

    CIOè IN GERMANIA LA BUROCRAZIA è TANTA????

  • Enrica V

    un bellissimo articolo, che ricorda da vicino la mia storia. Un abbraccio dal team italiano di Airbnb a Berlino :)

  • Fiorellino88

    principalmente fanno cose inutile

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    ???

  • Roica

    ciao Enrica, tu hai o stai lavorando per AIRBNB ? possiamo sentirci in privato ? io sono roica@libero.it, grazie :)

  • Più Silicon che Valley…

    Ma che fanno ‘sti 30 in definitiva, senza tanti bla bla bla? Non s’è mica capito!

  • Girelena

    ciao..volevo sapere come è possibile eventualmente poter collaborare.Conosco il tedesco e ho viaggiato parecchio in DE.
    Ciao Elena

  • Matteo

    Ciao Elena, sono Matteo di Zalando. Mandaci un’email a socialmedia@zalando.it e ti indicheremo le modalità per applicare per le posizioni aperte! Buona giornata

  • Matteo

    Il nostro è un grosso retailer online di abbigliamento e scarpe. Facciamo tutto quel che occorre per mandarlo avanti e farlo crescere :)

  • helmut

    ciao Matteo mi chiamo Helmut (sono italiano anche se ho il nome tedesco) vivo da tre mesi a Berlino, mi sono candidato con il mio CV presso zalando in diverse figure, ma per due volte ho ricevuto un no secco,neanche un colloquio, questo mi rattrista molto perchè nell’attesa di un colloquio ho sviluppato due progetti pubblicitari per Zalando, avrei voluto avere almeno una possibilità di mostrare le mie capacità e la mia volontà, io non demordo, l’idea di lavorare per Zalando mi esalta. Come posso mostrare quello che ho sviluppato per Zalando?


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