Chi si laurea a 28 anni è uno sfigato?

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E’ da sfigati laurearsi a 28 o più anni?

Ha suscitato molta discussione una frase del viceministro del lavoro Michel Martone che riporto come pubblicata dal Corriere della Sera “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 annisei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale seibravo e che essere secchioni è bello, perchè vuol dire chealmeno hai fatto qualcosa”.

Il viceministro ha poi chiarito il significato sul suo blog.

Università su Italiansinfuga

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Premetto che secondo me ognuno è libero/a di frequentare l’università seguendo il percorso che interessa loro sia per ciò che riguarda il cosa studiare ed il come studiarlo.

Dal punto di vista di chi visita Italiansinfuga, vorrei fornire la prospettiva di un potenziale datore di lavoro all’estero per quello che riguarda il finire l’università in dieci anni.

Tale datore di lavoro non saprà come funziona l’università in Italia.

Voi lo sapete e tutto vi sembra ovvio.

Chi legge il vostro CV in Inghilterra, Germania o Svezia rimarrà perplesso.

Come ha fatto Mario Rossi ad impiegare 10 anni a diventare ingegnere quando tutti i John Smith che incontro hanno impiegato molti meno anni?

Ricordatevi che chi legge il vostro CV gli dedica solo pochi secondi per decidere se cestinare o meno. Qualsiasi cosa crei un ostacolo sul CV diminuisce le probabilità che venga inserito nel gruppo di quelli che verranno invitati alla fase successiva di selezione. Soprattutto quando ci sono decine o centinaia di candidati disponibili.

Il dover capire il perché vi siete laureati dopo i 28 anni è un ostacolo.

Dovete quindi prepararvi a spiegare come mai ci avete messo, dal loro punto di vista, così tanto.

È possibile che abbiate dovuto lavorare per mantenervi durante gli studi. Questa è un’ottima spiegazione perché dimostra che avete la giusta motivazione e la capacità di gestire priorità multiple.

L’unico problema è che la coetanea danese forse ha anche lei lavorato durante gli studi ed è comunque riuscita a laurearsi in quattro anni. Poi lei ha iniziato a lavorare dopo gli studi ed è in grado di offrire 5 anni di esperienza lavorativa che voi non avete. Per competere con una candidata del genere dovete essere in grado di offrire qualcosa di speciale dal punto di vista accademico ma 5 anni di esperienza lavorativa in più sono difficili da battere con la sola esperienza accademica.

Io ho finito gli studi in Italia 20 anni fa quindi non so se funziona ancora cosi ma è possibile che voi vi stiate laureando più tardi perché non avete accettato voti bassi per non rovinare la media.

Ribadisco, ognuno è libero di studiare come vuole e se il voto finale è importante per voi, fate bene a rifiutare.

Ciò è però molto più difficile da spiegare al datore di lavoro all’estero perché dal punto di vista economico non è molto razionale. Rinunciare a mesi/anni di salario come lavoratore una volta laureato per ottenere un voto finale più alto? Quanto vi costa quel extra punteggio?

Il voto finale può essere importante per il primo tipo di lavoro che trovate ma non sempre. Dopo un paio di anni nel mondo del lavoro il fatto che vi siete laureati a pieni voti non importa più di tanto. Quello che importa è quello che avete dimostrato dal momento in qui iniziate a lavorare.

Se state studiando come veicolo per entrare nel mondo del lavoro estero chiedetevi se dal punto di vista economico èvalido impiegare il doppio degli anni per laurearsi, rinunciando cosi al salario mensile che otterrete quando impiegati.

Voi assumereste qualcuno che poi magari prende lo stesso tipo di decisioni all’interno della vostra azienda?

Magari qualcuno che completa un progetto utilizzando il doppio del tempo e del budget rispetto al collega della scrivania a fianco?

Se invece avete impiegato dieci anni a laurearvi perché non avevate voglia di studiare allora diventa proprio difficile spiegarlo.

Magari ritenete che tutto ciò non sia giusto e che i datori di lavoro all’estero debbano comprendere meglio le vostre ragioni.

Giusto o sbagliato, funziona così quindi lamentarsi non serve a più di tanto.

In questo contesto , il mio consiglio è quello di finire l’università il più velocemente possibile.

Soprattutto perché tre quarti di voi hanno risposto a questo sondaggio dicendo che se potessero tornare indietro cambierebbero percorso di studi.

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Se esiste la possibilità che state studiando un qualcosa di “sbagliato” è meglio concludere in fretta, imparare dagli errori ed indirizzarsi verso un futuro diverso.

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