Chi si laurea a 28 anni è uno sfigato?

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E’ da sfigati laurearsi a 28 o più anni?

Ha suscitato molta discussione una frase del viceministro del lavoro Michel Martone che riporto come pubblicata dal Corriere della Sera “Dobbiamo iniziare a dare nuovi messaggi culturali: dobbiamo dire ai nostri giovani che se non sei ancora laureato a 28 annisei uno sfigato, se decidi di fare un istituto professionale seibravo e che essere secchioni è bello, perchè vuol dire chealmeno hai fatto qualcosa”.

Il viceministro ha poi chiarito il significato sul suo blog.

Università su Italiansinfuga

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Premetto che secondo me ognuno è libero/a di frequentare l’università seguendo il percorso che interessa loro sia per ciò che riguarda il cosa studiare ed il come studiarlo.

Dal punto di vista di chi visita Italiansinfuga, vorrei fornire la prospettiva di un potenziale datore di lavoro all’estero per quello che riguarda il finire l’università in dieci anni.

Tale datore di lavoro non saprà come funziona l’università in Italia.

Voi lo sapete e tutto vi sembra ovvio.

Chi legge il vostro CV in Inghilterra, Germania o Svezia rimarrà perplesso.

Come ha fatto Mario Rossi ad impiegare 10 anni a diventare ingegnere quando tutti i John Smith che incontro hanno impiegato molti meno anni?

Ricordatevi che chi legge il vostro CV gli dedica solo pochi secondi per decidere se cestinare o meno. Qualsiasi cosa crei un ostacolo sul CV diminuisce le probabilità che venga inserito nel gruppo di quelli che verranno invitati alla fase successiva di selezione. Soprattutto quando ci sono decine o centinaia di candidati disponibili.

Il dover capire il perché vi siete laureati dopo i 28 anni è un ostacolo.

Dovete quindi prepararvi a spiegare come mai ci avete messo, dal loro punto di vista, così tanto.

È possibile che abbiate dovuto lavorare per mantenervi durante gli studi. Questa è un’ottima spiegazione perché dimostra che avete la giusta motivazione e la capacità di gestire priorità multiple.

L’unico problema è che la coetanea danese forse ha anche lei lavorato durante gli studi ed è comunque riuscita a laurearsi in quattro anni. Poi lei ha iniziato a lavorare dopo gli studi ed è in grado di offrire 5 anni di esperienza lavorativa che voi non avete. Per competere con una candidata del genere dovete essere in grado di offrire qualcosa di speciale dal punto di vista accademico ma 5 anni di esperienza lavorativa in più sono difficili da battere con la sola esperienza accademica.

Io ho finito gli studi in Italia 20 anni fa quindi non so se funziona ancora cosi ma è possibile che voi vi stiate laureando più tardi perché non avete accettato voti bassi per non rovinare la media.

Ribadisco, ognuno è libero di studiare come vuole e se il voto finale è importante per voi, fate bene a rifiutare.

Ciò è però molto più difficile da spiegare al datore di lavoro all’estero perché dal punto di vista economico non è molto razionale. Rinunciare a mesi/anni di salario come lavoratore una volta laureato per ottenere un voto finale più alto? Quanto vi costa quel extra punteggio?

Il voto finale può essere importante per il primo tipo di lavoro che trovate ma non sempre. Dopo un paio di anni nel mondo del lavoro il fatto che vi siete laureati a pieni voti non importa più di tanto. Quello che importa è quello che avete dimostrato dal momento in qui iniziate a lavorare.

Se state studiando come veicolo per entrare nel mondo del lavoro estero chiedetevi se dal punto di vista economico èvalido impiegare il doppio degli anni per laurearsi, rinunciando cosi al salario mensile che otterrete quando impiegati.

Voi assumereste qualcuno che poi magari prende lo stesso tipo di decisioni all’interno della vostra azienda?

Magari qualcuno che completa un progetto utilizzando il doppio del tempo e del budget rispetto al collega della scrivania a fianco?

Se invece avete impiegato dieci anni a laurearvi perché non avevate voglia di studiare allora diventa proprio difficile spiegarlo.

Magari ritenete che tutto ciò non sia giusto e che i datori di lavoro all’estero debbano comprendere meglio le vostre ragioni.

Giusto o sbagliato, funziona così quindi lamentarsi non serve a più di tanto.

In questo contesto , il mio consiglio è quello di finire l’università il più velocemente possibile.

Soprattutto perché tre quarti di voi hanno risposto a questo sondaggio dicendo che se potessero tornare indietro cambierebbero percorso di studi.

Se esiste la possibilità che state studiando un qualcosa di “sbagliato” è meglio concludere in fretta, imparare dagli errori ed indirizzarsi verso un futuro diverso.

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commenti


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  • Disgustata

    Vorrei far sapere a questo gran xxxxxxxx che in America è considerato discriminatorio chiedere l’età al candidato durante un colloquio di lavoro e ricordargli inoltre che non tutti i laureati a 28 anni o più hanno perso tempo a cazzeggiare durante il loro percorso di studi. Non tutti sono figli di papà e poi…vogliamo parlare delle “allettanti” prospettive che offre la nostra cara patria? Esiste un termine a molti conosciuto e per niente nuovo: “raccomandazione” e la maggior parte degli italiani non può fare affidamento a questa non insolita scorciatoia italiana. Belle parole Martone, spiegaci invece come sei riuscito tu a fare tutto in poco tempo, magari ti prendiamo come esempio.

  • Adrienne_riordan

    Allora… iniziai l’università a 19 anni, due mesi dopo ne avrei compiuti 20. Non feci altri lavori a parte la telefonista part time, quindi non sono stata studentessa lavoratrice.
    Ho terminato la triennale con un anno di fuori corso perchè non superai un esame in tempo per la consegna della laurea. E ciò mi fece slittare un anno di studi perchè, anche se nell’arco di due mesi ho potuto ridare l’esame, passarlo e discutere la tesi, ero obbligata ad aspettare ottobre per iscrivermi alla specialistica.
    Ancora non so come potrei spiegare, ipoteticamente, la cosa a un datore di lavoro straniero.
    Finii fuori corso anche alla laurea specialistica. Essendo stata una tesi sperimentale, se i dati non corrispondono a quello che vuoi dimostrare, oppure la raccolta dei soggetti isulta più difficoltosa del previsto, cosa fai, ti impicchi?

  • Nicola

    bene il punto è anche quello della qualità… (che ultimamente anche nelle nostre università si stà abbassando notevolemente) …io rimpiango molto l’univ del vecchio ordinamento proprio per la qualità… NON SI PUO’ PARAGONARE OGNI UNIVERSITA’ OGNI CORSO DI LAUREA SIA IN ITALIA – SEDI UNIVERSITARIE – SIA TRA DIVERSE NAZIONALITA’…

    poi ben altro discorso è del lavoro; le analisi del mondo del lavoro descrivono proprio che l’evoluzione del datore di lavoro si è spostata molto dalla “qaulità” del dipendente, o meglio da quello che “sà”, ma punta più a come lo “fà”…. e quindi anche come lo vende… del tipo un pò più fumo e meno arrosto….(sempre parlando di grandi numeri)

    invece come sottolinei te, nei posti dove viene presa molto inconsiderazione il sapere, e la preparazione… e quindi accademica… si notano aspetti differenti…

  • Laureato a 24 anni

    Bene!!! ragazzi, condivido in pieno con voi che dare dello sfigato ad un laureato, è veramente da persone stupide, comunque è sempre un laureato, forse è proprio tutto ciò che manca in questo paese, noi laureati NON siamo più valorizzati come una volta…però bisogna dire che laurearsi a 28 perchè si è rifiutato qualche voto basso, oppure perchè c’è chi se la prende con comodo, lo trovo esagerato, e ve lo dice uno che ha una laurea in ingegneria conseguita in 5 anni precisi con il massimo dei voti (laureato a 24 anni) e nel periodo degli studi ho sempre lavorato per potermi pagare l’università da solo, pertanto sposo in pieno la filosofia “l’importante è finire nei tempi giusti” (ne ho fatti di sacrifici…). Il periodo è difficile anche per chi si laurea nei tempi e con il massimo dei voti, pensate per una persona con 28 anni…io ora ne ho 25, lavoro da un anno e a 28 anni avrò maturato già 4 anni di exp, pensate che un datore di lavoro tenga più in considerazione un 110 e lode a 28 anni, oppure me che ne ho 28, 110 e 4 anni di exp????

  • Nicola

    …oddio… non credo proprio si possano confrontare le univesità…sia nei differenti corsi, sia nelle differenti sedi, e anche nelle differenti nazioni…. direi che sarebbe veramente poco intelligente…

    ma scusate, voi vedete lo studio solo come “veicolo per entrare nel mondo del lavoro” ???

    bè allora molto meglio non studiare….

    o prima di iscriversi guardare le statistiche di laure di ogni università e prender quella più veloce…
    perchè; togliamo i geni e i meno capaci o svogliati… andremo sicuramente molto meglio in una dove ci si laurea prestissimo…

    ma per favore! no riduciamo in questo stato l’università…

  • Nicola

    Attualmente…selezionerei invece… chi il lavoro lo fà bene…e ha una preparazione per farlo al meglio…. anche se ci mette più tempo!

    sò bene inoltre che così facendo non sarei competitivo con la mia impresa… per un semplice motivo; nell’attuale società togliendo pochi casi isolati e nicchie fortunate…
    non contà fare bene un lavoro o una cosa…ma venderlo!

    ne vedo ogni giorno di questi esempi….

    personalmente ci sono principi più ampi…del successo o carriera…
    non me ne voglio lamentare nello specifico, ho scelto bene di lavorar con le mie mani in tutto e per tutto… l’ho sempre fatto sin dai 13 anni…

    ma semplicemente non voglio che usando questi termini si denigri una ottima università che se anche non “produce” laureati in breve tempo, in molti casi si sposta più sulla qualità…

    concordo con chi lo ha menzionato molto meglio di me…

  • Nicola

    Aldo scusa se lo chiedo…. ma lo hai scritto te questo articolo?

  • Emanuele

    Mi sono laureato a 25 anni (quindi 7 anni rispetto 5) e nn mi sono mai sentito molto in pace con me stesso per questo. Perche ho praticamente perso 2 anni della mia vita a dover recuperare miei errori quando avrei potuto fare altro, compreso volendo il giro del mondo in autostop. questa è la vita. Comunque all’età di 22 anni avevo dato solo 9 materie e mi resi conto che restandomene altre 21 se mi fossi voluto laureare a 25 anni (che mi sembravano gia tanti) mi sarei dovuto dare 7 materie l’anno per i restanti 3 anni (chimica e tecnologie farmaceutiche). Mi ammazzai di studio ma sono rientrato in pieno nei miei progetti (110 e lode laurea a 25 anni). Oggi lavoro a Boston in Università e vedo che studenti di 20-21 anni che io seguo in lab hanno gia accumulato esperienze pratiche in azienda di qualche mese e/o esperienze in università straniere. Ho uno studente che ha 21 anni ed ha già una pubblicazione su NATURE (dico 21 anni). Sicuramente sistema diverso… ma in generale credo che anche il basso costo dell’università italiane favorisca questo rallentamento. La cosa sarebbe diversa se tu dovessi pagare 15.000 euro l’anno, vedi come ti laurei in supertempo. Tra i commenti ho letto di un ragazzo che si è laureato in ingegneria a 32 anni fiero di averlo fatto o che comunque nn si sente inferiore a chi a speso meno tempo all’uni. Dico buon per te se hai avuto qualcuno che ti ha campato per 14 anni e se nn hai scrupoli di coscienza verso te stesso nell’aver fatto in 14 anni qualcosa che ne richiede 5. Comunque io nn ti assumerei assolutamente.

  • Emanuele

    Belle parole ma in sostanza concetto errato. Negli Stati Uniti è sicuramente discriminatorio non assumere qualcuno per l’età, in quanto importa solo che tu sappia fare il lavoro per cui stai applicando. Ma non è per niente discriminatorio chiedere ad un candidato perche ha perso 10 anni all’università o non assumerlo per questo.

  • Emanuele

    I lavoro è un diritto nel senso che nessuno può toglierti il diritto al lavoro cioè nessuno può dirti tu nn puoi lavorare perchè oggi mi va così. Ma il lavoro va meritato!!! Anzi deve essere meritato.

  • Emanuele

    M tu davvero credi che sia solo un problema di organizzazione. Io credo che salva una piccola percentuale di persone con problemi, la restante parte ama fare niente o lamentarsi del sistema.
    Gionata media di universitari che ho frequantato durante i miei studi.
    ore 9 (sveglai, colazione, TV, caffè sigaretta)
    ore 10 (studio)
    ore 11 (pausa caffe sigaretta chiacchiera)
    ore 11.30 (studio)
    ore 12.30 (pranzo o preparativi pranzo o uscire a fare spesa)
    ore 2.00 (televisione, maria defilippi, centovetrine, amici e bla bla bla)
    ore 5 (studio)
    ore 6 (pausa caffe sigaretta chiacchiera)
    ore 6.30 (studio)
    ore 7.15 (stop studio giornata lavorativa finita)
    riposo, divertimento etc etc

    questo stile rappresenta circa 7 persone su 10 che ho frequentato durante l’università

  • Scettico

    La pubblicazione su Nature è stata possibile perché, evidentemente, un docente ne ha riconosciuto il valore e ha suggerito allo studente di inviare l’elaborato. Organizzazione più meritocratica ed efficiente, distante anni luce dall’Italia. Te lo dice uno che conosce da vicino (come te) la realtà universitaria USA. In Italia, vai a chiedere di pubblicare a 21 anni… e ritieniti fortunato se ti prendono solo a calci nel ****.

  • Scettico

    Peccato però che in Italia ti dicano proprio “tu nn puoi lavorare perchè oggi mi va così”.

    Stiamo parlando di coloro che non hanno contratti di lavoro umani; è ovvio che gli altri non si ritrovano calpestato il proprio diritto al lavoro.

  • Emanuele

    Mi piacerebbe inoltre sapere di cosa in particolare sei disgustata

  • bah

    Non sono una cretina, ho avuto un problema grave di salute a 20 anni, che mi ha fatto rallentare gli studi, e dopo, per tentare di recuperare un pò del tempo perduto, ho dovuto darmi da fare in un modo cheè equivalso a non avere più una vita.Ricordo notti di capodanno a progettare, per poter andare il due di Gennaio a far revisionare il progetto al professore.Sacrifici indicibili. Laureata a 27 anni e mezzo con 106/110 in una facoltà che in Italia è nota per essere stata abbandonata in massa per le difficoltà e la disorganizzazione che la caratterizzano. Allora ok, Italia svegliati, ma questa responsabilità cominciamo a darla prima a chi l’università italiana non ha saputo riformarla, alle baronie, al modo pessimo in cui le università funzionano (specie al Sud), e poi, in seconda istanza, ai cosiddetti bamboccioni”. Parla una che da sei mesi vive all’estero e che solo qui ha visto il suo primo stipendio.

  • mah bah

    Pardon, forse sono una cretina, il mio commento era in risposta all’articolo, e non al tale Stefano Magistri. E’ l’ora tarda, o forse il fatto che, come ha detto qualcuno, mi sono laureata “sulla soglia della sfiga”. Ma cazzeggi e aperitivi, ahimè, ben pochi. Ah,dimenticavo. Tredicesima su migliaia al test d’ingresso per accedere al mio corso universitario. Sempre studiato. Sempre molto.Amen.

  • http://twitter.com/Faz_Cirri Faz_Cirri

    Dai commenti deduco che si sta verificando la solita spaccatura all’italiana: fuoricorso contro chi si è laureato in tempo, velocità contro capacità ecc ecc. Purtroppo è la stessa storia: i politici sparano la cazzata per separarci gli uni dagli altri e puntualmente abbocchiamo.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Sì, perché?

  • Ritascalas

    nonn avete detto niente di particolare nessun consiglio particolare lo sapevo che è meglio laurearsi presto e con buoni voti x ottener un buon lavoro forse

  • Fabio

    Anche a me piaceva molto il cosidetto “vecchio ordinamento” (laurea quinquennale) che ho sperimentato. Si, sono d’accordo con la tua analisi, il mondo del lavoro è cambiato molto; alcuni ne hanno tratto beneficio, altri ci hanno rimesso. E sempre parlando di grandi numeri, trovo che oggi ci sia molto fumo a parità di arrosto.

  • Fabio

    Assolutamente d’accordo con tutto il tuo discorso. Le statistiche e i numeri di calendario ormai hanno invaso un po’ troppo il campo. Tu saresti un datore di lavoro illuminato, ma come sottolinei la meritocrazia è inesistente in Italia, che per questo è diventato un ottimo paese esportatore di laureati e lavoratori in generale.

  • Amy

    Parole sante, roba che gli stranieri non ti credono! Esami spostati comunicati il giorno stesso, idem lezioni per cui perdi tempo e soldi in mezzi pubblici, 5 appelli all’anno, programmi infiniti che prevedono almeno tre mesi di studio, altro che esagerazioni. Professori che (ancora oggi, con questi tempi che viviamo!) pretendono che tu sappia a menadito fino alla piu’ insignifivcante nota, che bocciano senza ritegno piu’ volte e tutto questo solo perche’ tu non sei nessuno e per loro non vali niente. Che gli stranieri restano basiti e non si capacitano dell’arroganza di sti professori che pretendono tanto (in Italia poi!!!), loro per studiare intendono scrivere, non sanno neppure lontanamente cosa vuol dire lo sforzo e la fuustrazione e il tempo del memorizzare che serve per un esame e del nopn sapere quanto durera’ il tuo faccia a faccia con i professori davanti a tutti gli altri e senza garanzia di essere comunque promosso.E gli unici a fare due tesi per laurearsi tere piu’ due, a discuterle davanti ad una commissione, colleghi e parenti, e il tempo e i soldi che servono per questo……Quanto ce ne sarebbe da dire!! Solo tempo e salute persi, altroche’…Meglio andarsene fuori.

  • Fabio

    Uno dei punti principali è proprio questo: la laurea è intesa solo come veicolo per entrare nel mondo del lavoro. E’ vero, allora è molto meglio non studiare o andare in quella più veloce, assolutamente. L’università sta su questa china, sono i tempi che cambiano.

  • Fabio

    Lo sottolineo: non ho mai scritto di sentirmi fiero di essermi laureato a 32 anni. E’ la seconda: ho scritto che non mi levo il cappello davanti a chi ha speso meno tempo di me solo per aver impiegato meno tempo. Riconosco il merito dovuto a chi è stato più bravo, più capace o anche più veloce di me, se veramente lo merita. Ma NON certo solo sulla base del fatto che ha impiegato meno tempo di me a terminare gli studi! Beh, non tutti la vedono come te in fatto di assunzioni. E comunque neanch’io ti assumerei assolutamente.

  • Fabio

    Come ho già scritto altrove i numeri di per sè non mi dicono molto, quindi non discuterò in funzione di questi. Non ti conosco, ma se davvero tu sei un collega molto capace mi congratulo con te, e dico che se anche nel mondo del lavoro esprimerai le stesse capacità sarebbe giusto che ottenga ciò che meriti (lo so, sono righe poco tricolori). Una domanda: se i tempi difficili, la crisi economica e quella occupazionale dovessero accentuarsi significherebbe che per lavorare da ingegneri servirebbe anche il PhD entro i 24 anni e la conoscenza fluente di almeno tre lingue straniere accontentandosi magari di 1300 euro al mese per battere la concorrenza? O forse il problema sta altrove?

  • Emanuele

    Scusami sulla base di cosa non mi assumeresti assolutamente, per qualcosa che ho scritto o solo perchè ho avuto l’ardire di criticarti. Se è per quest’ultima cosa scusami tanto non volevo, sai ci tengo ad essere assunto da te. Comunque la persona che mi ha assunto ha 37 anni, un dottorato a Yale, 8 anni in Pfizer e 3 di docenza.. fatti due conti

  • Erny2020

    Caro Aldo hai completamente ragione, hai messo luce nei punti giusti anche in cose a cui non avevo mai pensato, io non mi sono laureato(sono solo diplomato) ma mi sono sempre chiesto su come mai la gente rifiuta il voto per averne uno più alto dopo pensando che io al loro posto avrei preso quello veniva ma senza fare ulteriori riflessioni. Non avevo mai pensato la cosa dal punto di vista economico,ed al fatto che dopo ai meno anni di esperienza rispetto agli altri popoli europei che tra l’altro sono già avvantaggiati dal fatto che loro studiano solo quello che gli servirà nel lavoro o poco più e noi studiamo tutto tranne quello che ci servirà un giorno nel mondo del lavoro. Saluti Ernesto

  • Fabio

    Sono sicuro di quel che dico, quindi ben vengano le critiche e le discussioni, alle quali non reagisco in maniera così puerile come pensi. Siamo qui per discutere.

    La persona che ti ha assunto potrebbe anche essere un luminare della scienza degno della massima ammirazione (e non sarò certo io a metterla in discussione…), tu potresti anche essere un brillante scienziato mentre io solo un modesto ingegnere, però scrivere “io non ti assumerei assolutamente” secondo la mia personale opinione ha dimostrato arroganza. Ecco la spiegazione.

    Nessuno dei quasi 30 docenti che ho conosciuto nel mio percorso accademico ha mai espresso critiche relative alla durata degli studi miei o di chicchessia; semmai potevano esprimersi negativamente o positivamente sulla qualità dell’operato di uno studente: era esplicitamente apprezzato chi faceva le cose bene, anche a costo di qualche mese di studi in più.

    E nessuno dei precedenti datori di lavoro o selezionatori mi ha mai interrogato pesantemente sul che cosa abbia fatto durante gli studi e nella mia vita privata: quando sono piaciuto sono stato assunto. Da parte mia ho sempre ripagato il datore di lavoro con la moneta della serietà e dell’ efficienza. Sicuramente ci saranno stati quelli che mi avranno scartato in partenza nel leggere il mio CV, ma questo vale anche per n altre caratteristiche personali che sono soggette alle preferenze di chi compie la selezione, come ad esempio il carattere e gli stili di comportamento. Ciao, Fabio.

  • Alex

    Aldo, in Svezia a 28 anni sono ancora alla triennale.
    Pare strano ma è così. Tutti prendono i prestiti (leggi prestiti, non sussidi a fondo perduto) dello Stato e poi si ritrovano a doverli restituire. Così si mettono a lavorare, in ambiti che non c’entrano niente con la preparazione acquisita durante gli studi e poi si ritrovano svantaggiati nel mondo del lavoro – quello vero – perché non hanno maturato l’esperienza necessaria. È vero che fanno parecchia pratica durante gli studi ma pure per partecipare a questi stage ci vogliono i soldi e molti non li hanno o se li spendono in caffè e pranzi fuori. Infine questi stage non sono sufficienti perché i ragazzi sono pigri e fanno il meno possibile. Non conoscono la fatica e lo sforzarsi per loro è inconcepibile.
    Il problema è che in questo modo pochi arrivano alla specializzata in tempo.
    Ciao Alex

  • Alex

    Dal sistema italiano forse? ; )

  • Alex

    Hai proprio ragione, tutti vogliono solo farsi vedere. In realtà sarebbe interessante discutere su come risolvere il problema dell’università italiana che, a mio avviso, è basato soprattutto sulla disorganizzazione prima che sul baronato.
    Oltretutto non credo che velocità = bravura e lentezza = asino, lo studio è un’occasione e non qualifica l’individuo di per sé, apre delle possibilità – sta allo studente coglierle in maniera originale e personale. C’è chi ha avuto l’occasione e chi non l’ha avuta. Anche l’età non è una discriminante come si vorrebbe far credere, dipende sempre da quello che la persona ha da dire, a 20 come 80 anni. Infine è assolutamente falso il mito dell’università come anticamera del lavoro. Dipende dal lavoro! A cosa servono milioni di laureati quando non c’è posto per tutti e servono profili professionali? Questa è la triste realtà che nessuno vuole dire apertamente perché devono venderci i loro corsi universitari. Martone ha espresso questo concetto in maniera rozza e ineducata e con quella cattiveria tipica di chi sta in alto perché ce l ‘ha messo qualcuno. La nuova nobiltà.

  • Alex

    Dom, spero tu abbia letto il mio post sulla Svezia. Coraggio! : )

  • Alex

    Per quello all’estero non fanno caso al voto ma in Italia sì. All’estero il voto non si può rifiutare, non esiste una seconda possibilità.

  • Alex

    Pure io ho pubblicato a 21 anni, con gli americani naturalmente, in Italia sarebbe stato impossibile!

  • Alex

    Il mondo del lavoro è cambiato perché ora ti dei confrontare con gente più sveglia e attiva e che sa pure l’inglese madrelingua (come minimo). In bocca al lupo

  • Alex

    Si laureano prima ma non sanno niente! E non solo in Italia.
    La qualità dei laureati VO te la sogni.

  • Emanuele

    Mi permetto solo di dire che se tutti facessimo il nostro lavoro con il massimo dell’impegno invece di disgustarci degli altri o del sistema, Il “sistema” funzionerebbe alla grande. Noi italiani siamo dei ladruncoli che vivono di espedienti. Ho lavorato in farmacia per un po e vi giuro che me ne sono scappato perchè ogni giorno davanti ai miei occhi vedevo la distruzione dello stato italiano. Tutti invalidi civili, tutti esentati dal ticket, tutte le famiglie che convogliavano i loro farmaci sotto la persona invalida per non pagare neanche i 2 euro di ticket, medici che prescrivono viagra ad invalidii di guerra (fascia c, chiunque lo paga tranne gli invalidi di guerra) per poi farselo dare. Per non parlare dell’ospedale, una mattina in reparto c’erano 5 pazienti, dopo 2 ore 4 dei 5 erano scomparsi, si scopri che un medico li aveva fatti trasferire nella clinica privata dello zio. Oppure una volta ho visto con i miei occhi uno strumento con tutti i cavi divelti, qualcuno lo aveva rotto affinche non si potessoro accogliere pazienti e lui se ne poteva stare a fare niente (c’è attualmente una denuncia contro ignoti). Dico io ma se lo stato italiano ci permette di avere un servizio sanitario quasi gratuito, perche noi ne dobbiamo abusare o addirittura perche cercare di danneggliarlo. Non mi dilungo a parlare delle universita italiane e tanto meno riporto cose che ho sentito. Questa è l’italia, è facile essere disgustati del sistema è meno facile essere disgustati di chi ci sta accanto…

  • Arturo

    Gentile onorevole, per non dire merda umana, siamo degli sfigati perché abbiamo la minorata classe politica, tutta nessuno si senta escluso. Voi non siete capaci a mandare avanti neanche i treni(Bologna-Taranto) e lei parla come uno stronzo. Si, perché l’intelligente, parla poco. Il saggio, solo quando interrogato. Lo stronzo parla sempre.

  • Bomb Jack

    Grazie Aldo.
    Ho in progetto di emigrare dopo la laurea, U.S.A. o Australia; presto m’iscriverò al forum ed inizierò a chieder lumi.

    Ciao

  • Scettico

    Dissento sul fatto che in Italia sono tutti disonesti/ladruncoli… ovviamente in Italia ci sono anche i disonesti, ma dire che TUTTI sono uguali, perdonami, è una sciocchezza (non voglio usare termini volgari).

    Potresti avere ragione quando dici che bisogna contribuire a migliorare il proprio lavoro… Peccato però che tu stesso racconti di essertene scappato perché eri disgustato. Che coerenza!

  • http://www.aspirantepoliglotta.com/ Daphnae

    Non ho mica detto che non bisogna fare l’università, anzi! :) Dico solo che -in linea di massima- non bisogna perdere tempo e accanirsi per il 110 e lode se si vuole andare all’estero perché i datori di lavoro preferiscono uno in gamba che uno con 110 e che ci ha messo 2-3 anni di più del tempo normalmente richiesto per laurearsi.

  • http://www.aspirantepoliglotta.com/ Daphnae

    Vero Alex, in Italia a momenti la triennale non la contano manco come laurea…

  • http://www.facebook.com/people/Controllo-Qualità-Federico-II/100000655664619 Controllo Qualità Federico II

    Leggo i vostri commenti però sono molto perplesso, cioè ripetete sempre le stesse cose senza argomentarle più di tanto, cominciamo dall’inizio allora:
    Quello che ha detto Martone è pura follia e retaggio di un sistema di pensiero mediocre e classista, che significa questa fatidica età???? 28 anni???? Che succede a 28 anni??? inizia il decadimento dell’attività intellettiva o cosa????? Se io sono un genio assoluto ed ho voglia di laurearmi oltre i 30 anni perchè dovrei essere classificato in quel modo???? Cioè queste etichette nel mondo del lavoro chi le ha volutamente messe????? E pure di geni senza il riconoscimento della laurea ne esistono eccome!!! Perchè dovrei farmi mortificare da una persona come Martone la cui carriera accademica è assolutamente piena di criticabilità???? Questa sottomissione psicologica non deve esserci anzi bisogna invitare il sig Martone a spiegare per bene come ha fatto a saltare a piè pari anni e anni di forzi e giungere così risolutamente alla cattedra. Non meritiamo di essere offesi da questa classe sociale.

  • Ali

    Tanto per chiedere lumi sulla mia posizione al caro Aldo, se uno ha cominciato a lavorare a 17 anni si è creato una stabilità economica e a 25 decide di iscriversi all’università per cambiare carriera ( sempre lavorando) come verrebbe considerato da un datore di lavoro estero???

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    normale, dedito ad investire in se stesso, positivamente

  • Francesca

    Grandissimo Fabio!!!e se posso permettermi…Emanuele nella vita PERDI SEMPRE se ti comporti così…magari ora guadagnerai 10.000 euro al mese, sei stato assunto da un luminare, ma sei FRUSTRATO e SCONTENTO!altrimenti non avresti bisogno di criticare gli altri per dimostrare che sei migliore…lo sapresti già da te!e invece… ;)
    Ti faccio tanti auguri per il tuo futuro, mi ricordi tanto una ragazza laureata con 110 e lode in bocconi a 23 anni…lavorava in un ottimo studio in piazza Duomo a Milano.
    La sua arroganza era diventata talmente insopportabile che è stata allontanata perchè non riusciva a lavorare in team con i suoi colleghi, che di fatto non la sopportavano più.
    Non ti auguro lo stesso ma rifletti, e soprattutto ricorda che l’acidità e la rabbia repressa fa male alla salute…purtroppo non scherzo!
    E infine…ricorda che le persone non si giudicano solo da quanto ci hanno messo a laurearsi, ma da una quantità di fattori che tengono conto di quanto di fatto una persona vale e di ciò di cui è capace. Chi si laurea in 8-9 anni può aver sbagliato, ma nella vita a chi non capita di sbagliare?capiterà o sarà capitato anche a te, magari non nel campo dello studio, ma non credo che tu sia un santo…
    vorresti essere giudicato in maniera così spietata come stai facendo tu?
    Non credo…
    Buona fortuna :)

  • Roby

    ma che universitari hai conosciuto tuuuuuu???
    che insulto!!
    la mia giornata:
    ore 6.30 sveglia prepara da mangiare e cose varie visto che sono via tutto il giorno e vivo da solo
    spostamenti vari
    mattinata: in università
    pranzo al sacco
    spostamenti vari
    pomeriggio: lavoro
    ore 8: torno a casa, mi riposo, sistemo appunti se ho voglia e tempo o studio o sistemo casa o esco a fare nuotata
    ore 11 a letto distrutto
    e nel week end un altro lavoro!
    iniziato università a 22 (prima ho lavorato anche all’estero) e laureato a 27, magari mi danno anche dello sfigato, per piacere…
    senza parlare di tutti gli ostacoli che l’università ti mette e le spese altissime!! ho fatto più fatica a correre dietro alle carte burocratiche ed ai docenti che a preparare la tesi!! non ho parole
    a tornare indietro assolutamente università all’estero!!!

  • Fabio_P

    Ti ringrazio Francesca … ma purtroppo con questo tuo messaggio ora finisci anche tu marchiata per l’eternità nel girone degli scansafatiche :)

    Io detesto questa problematica paranoica e servile sugli anni necessaria laurearsi. Il tempo e la vita sono miei, non delle aziende o del selezionatore. In altre parole sono io che decido se oltre a studiare voglio anche fare altro, e cosa fare (se nulla osta dal punto di vista legale ovviamente).

    Io questo – oltre a quanto già scritto – ho da offrire, poi ogni
    selezionatore di questo mondo è libero di fare le sue scelte a suo completo piacimento, come io lo sono di fare le mie. C’est facile!

    Dico di più: il selezionatore che mi scarta sulla base del fatto che ho impiegato troppo tempo a laurearmi mi fa un favore, perchè mi evita la fatica e il tempo di un colloquio che non mi interessa: io non voglio essere dipendente di un’azienda che mi considera per il tempo che ho impiegato a laurearmi, ho di meglio da fare, e lo sto facendo.

    Per me studiare da ingegnere è stato un piacere (faticoso, ma pur sempre un piacere), e lo stesso voglio dal mio lavoro, non un mero mezzo per far soldi o fare le ‘scalate sociali’ …


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