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Classifica delle città più dinamiche al mondo

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Uno studio da parte della Brookings Institution rivela che il 90% delle aree metropolitane con maggiore crescita economica al mondo si trovano al di fuori del Nord America e dell’Europa occidentale. Il 95% delle aree metropolitane con la minore crescita economica si trovano invece negli Stati Uniti, nell’Europa occidentale e nel Giappone post-terremoto.

Questi risultati sono frutto di un’analisi del PIL pro capite e dei cambiamenti relativi alla situazione occupazionale tra il 2010 e 2011 per le duecento più grandi aree metropolitane al mondo.

Queste città costituiscono circa la metà della produzione mondiale pur contenendo solamente il 14% della popolazione mondiale e relativo impiego.

Si deduce che l’economia globale è un’economia cittadina soprattutto perché la ripresa dell’economia è molto più veloce nelle aree metropolitane rispetto al resto del mondo.

Ecco le città con la più alta crescita economica ed occupazionale nel periodo 2010-2011:

  1. Shanghai, Cina
  2. Riyadh, Arabia Saudita
  3. Jiddah, Arabia Saudita
  4. Izmir, Turchia
  5. Hangzhou, Cina
  6. Ankara, Turchia
  7. Istanbul, Turchia
  8. Shenzhen, Cina
  9. Santiago, Cina
  10. Shenyang, Cina

Invece, ecco le città che hanno sofferto di più negli ultimi due anni:

  1. Atene, Grecia
  2. Lisbona, Portogallo
  3. Dublino, Irlanda
  4. Siviglia, Spagna
  5. Sacramento, California, Stati Uniti
  6. Madrid, Spagna
  7. Napoli, Italia
  8. Barcellona, Spagna
  9. Valencia, Spagna
  10. Richmond, Virginia, Stati Uniti

Le graduatorie vedono una forte correlazione tra la posizione all’interno di nazioni che stanno attraversando la crisi economica mondiale in modo migliore e quelle che stanno facendo più fatica.

Nelle prime dieci, la Cina, la Turchia e l’Arabia Saudita la fanno da padrone. Queste città si trovano in nazioni in via di sviluppo quindi partono da una “base” più bassa dove è relativamente più facile crescere ed avere ottimi punteggi all’interno di questa particolare classifica.

Ad esempio, Huangzhou in Cina riesce a triplicare il proprio PIL in 8 anni mentre per le città del mondo occidentale una tale impresa è difficilissima se non quasi impossibile.

Inoltre quasi tutte le città in via di sviluppo nell’America Latina e in Asia sono ritornate ai livelli pre-recessione mentre solo una in Nord America lo ha fatto.

Generalizzando, la città con maggiore propensione verso i settori delle materie prime e dei servizi finanziari hanno avuto una migliore prestazione delle città con più dipendenza dai settori governativi, sanità, istruzione ecc.

Il fatto che una città venga classificata come ‘dinamica’ non vuole necessariamente dire che sia ricca. Vuole dire che si sta muovendo velocemente verso la ricchezza. Ad esempio, Izmir, Turchia, si trova al quarto posto ma è anche una tra le più povere delle 200 aree metropolitane prese in considerazione.

Per quello che riguarda le città meno ‘dinamiche’, con economia in contrazione, la classifica è dominata dalle nazioni più in difficoltà nella zona euro.

Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna ed Italia sono tutte presenti. Si aggiungono anche un paio di città statunitensi che hanno sofferto a causa della loro dipendenza dal settore finanziario e dal settore governativo.

Come sta reagendo la città dove vivete alla recessione?

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VOLI ECONOMICI




  • Daniele, Napoli

    per quanto riguarda Napoli, c’è grande fermento per alcune gare della Coppa America di Vela (aprile 2012), ma anche per la sfida di Champions League e più in là, 2013, per il Forum delle Culture. Una città proiettata sul turismo, sui congressi, sulla cultura e sui servizi. Decisa a sfruttare bellezze storiche come Pompei ed Ercolano e, almeno in parte, Capri, Ischia, Caserta, Paestum, Campi Flegrei, Vesuvio e tanto altro. Ma, alla fine, onestamente, dobbiamo ancora dire «io? speriamo che me la cavo»

  • Gianfranco Montemurro

    sono uno dei recenti disoccupati quarantenni, vivo a matera, basilicata, che con la recente crisi è andata proprio ” in crisi “.
    personalmente mi sembra di rivivere gli anni 93-95 solo che ora ho 40 anni, ho paura per il futuro di mio figlio e sto comunque cercando di rinnovarmi poichè il settore edile è completamente bloccato, e altri settori invece non sono da prendere in considerazione vista la competizione che c’è di richieste di lavoro e di conseguenza lo sfruttamento verso il lavoratore dipendente. non se ne parla neppure, invece, sull’ apertura di un attività commerciale, solo matera e provincia se non sbaglio, ha avuto la chiusura di 850 attività.
    la situazione è tutt’ altro che piacevole. per fortuna mia moglie lavora, ma questo oggi non basta; devi vivere, devi crescere dei figli, devi pagare il mutuo….
    non ho risposto in merito, ma anch’io: speriamo che me la cavo!


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