Sondaggio: Se poteste tornare indietro, cambiereste il vostro percorso di studi?

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Scegliere un percorso di studi può essere difficile, soprattutto se non si hanno le idee chiare su cosa si vuole “fare da grandi”.

Anche chi era veramente convinto/a della propria professione adulta magari adesso si accorge che avrebbe preferito studiare un qualcosa che potesse aprire opportunità diverse.

Oppure avete studiato ed una volta arrivati sul mondo del lavoro vi accorgete che le opportunità lavorative non sono così buone come speravate?

Infine, avete studiato, vi sono piaciuti gli studi, questi vi hanno offerto tutto quello che cercavate e siete contentissimi?

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commenti





  • Scettico

    Il mio percorso di studi rientrava tra quelli tradizionalmente classificati come “difficili”… e in Italia si è rivelato del tutto inutile! Fino a dieci anni fa poteva sembrare chissà cosa, però oggi l’illusione è svanita: il lavoro è scarso e, in ogni caso, le prospettive di carriera sono estremamente limitate. È difficile pure mettersi in proprio, perché la congiuntura è a dir poco avversa. Morale della favola: il titolo è spendibile, ma solo all’estero! Aggiungo che, dopo anni di intenso studio, ho un avanzato livello di inglese (punteggio TOEFL alto), ma ovviamente in Italia non interessava a nessuno. Stando così le cose, il destino del Belpaese è lo stesso del Costa Concordia. Tanto vale cambiare nave e scegliersi ufficiali meno cialtroni della classe politica italiana (nessun partito escluso, e presidente della repubblica -minuscolo- in testa).

  • La vet

    Io lo cambierei nel senso che farei lo stesso corso, ma in una università inglese o americana.

  • http://twitter.com/blackibiza Michele Adduci

    io cambierei universitá…magari al Nord Italia oppure all’estero, ma avrei scelto sempre Ingegneria Informatica

  • silvia

    cambierei il mio percorso di studi, ma non il mio attuale lavoro. All’epoca ascoltai i consigli dei genitori che mi dissero “con un diploma d’arte non vai da nessuna parte”. Ma alla fine mi sono comunque scelta una professione creativa come era sempre stata mia intenzione, e le competenze necessarie me le sono acquisite da sola. Mi rendo però conto che un percorso di studi diverso mi avrebbe agevolato molto (oltre ovviamente a fornirmi delle skills di base più elevate)

  • http://twitter.com/The_Lukas_1988 Luca Francesca

    E perche mai? Io sono quello che ho vissuto… se cambio, non sarei quello che sono oggi..

  • iris taverna

    Io ho studiato lingue e letterature straniere negli anni 80. Mai feci cosa meno utile. Le lingue vanno studiate sul posto; poi è bene conseguire un diploma che affini la conoscenza della grammatica e certifichi la nostra pratica della lingua. Ho penato non poco per trovare un lavoro. Al datore di lavoro interessa ben poco che tu sappia tradurre un sonetto di John Donne.

  • Bimboivo1981

    Io ho avuto la fortuna di non avere pressioni sulla scelta degli studi da parte di mia madre (genitori divorziati), ma ho preso una direzione rispettando la situazione economica familiare e i grandi sacrifici che fino a quel momento ha dovuto sopportare mia madre. Avevo 3 passioni (esoso o fortunato?) e ho avuto carta bianca sulla scelta della mia strada. E’ dal 2005 che sono laureato e onestamente, se tornando indietro mi dovessi trovare nelle stesse condizioni economiche non cambierei la scelta; al massimo cambierei alcune scelte intermedie che avrebbero inciso notevolmente sul mio presente. Attualmente ho un lavoro a tempo pieno in termini di ore, ma precario in termini di trattamenti economice ecc ecc.
    Sono però contento perchè ho fatto tante esperienze, ne ho mancate moltissime altre, ma soprattutto non essendo ancora arrivato al top e non essendo ancora soddisfatto di come sono ora, ho lo stimolo a continuare il mio percorso…spesso è anche questo che ci frega…la mancanza di stimoli, l’adagiarsi sugli allori, lo scoraggiarsi alle prime difficoltà.

  • Paola

    Anche se ancora oggi amo il mio lavoro (archeologia), ammetto che se tornassi indietro farei qualcosa di più tecnologico, magari informatica, e lo farei all’estero. Questo non perchè credo che le università italiane non siano buone, ma perchè sei comunque destinato ad andartene se non hai “appoggi”. E allora, tanto vale cominciare con il percorso di studi accademici o post-laurea!

  • Eleonora

    Se tornassi indietro? Purtroppo non posso farlo, ma dovrei farlo con la testa e le esperienze di ora però. Mi ammazzerei di meno alle superiori sui libri come ho fatto, poi prenderei un anno di pausa, poi mi iscriverei all’università. Farei Erasmus e tutto quello che c’è da fare. Non dico che poi avrei avuto chissà che risultati dopo ma almeno avrei vissuto un pò di più invece di sprecare il tempo a cercare lavori in una città di provincia, (anche se ora lavoro), mi sarei goduta una città universitaria e le sue esperienze, invece di cercare di essere ammessa a corsi di formazione gratuiti ed essere buttata fuori ai testi psicoattitudinali e attendere sempre la stagione per lavorare………. Magari tornerei indietro per imparare una lingua straniera all’estero e forse chissà…. col senno di poi però son piene le fosse.

  • Mariarita Virgilio

    ho amato e odiato il mio percorso di studi, per tante ragioni. Non sono pentita di ciò che ho scelto di fare, ma sono pentita di averlo fatto nella mia città d’origine perché avendo l’università a 15 minuti a piedi da casa non aveva praticamente senso sposarsi in città come Roma, Torino o Venezia. Mi dispiace solo che scegliere Architettura ha comportato perderci quasi la salute per i ritmi da dover sopportare e l’averlo fatto a Palermo sta precludendo tante possibilità che una città più internazionale avrebbe magari potuto offrire. Tornando indietro, avendo vissuto quel che ho vissuto, non so fino a che punto farei di nuovo prevalere questa grande passione che ho per l’architettura. Oggi mi ritrovo a non riuscire a mettere in pratica quanto in teoria potrei fare; gli studi non prendono nessuno (e si parla anche di offerte di tirocini gratuiti) e l’unica speranza sta quasi diventando un master presso un istituto privato che possa poi lanciarmi all’estero, perché qui non si riesce a trovare alcuna forma di lavoro.

  • Fioresgr

    volevo iscrivermi al liceo artistico ma i miei genitori hanno voluto un corso di studi più “concreto” se avessi fatto ciò che volevo…chissà!!

  • Olivia

    Io ho studiato lingue e lavorato nel turismo, con discreta soddisfazione. A quarant’anni ho scoperto il mondo della ceramica e l’artigianato, e a posteriori, vorrei aver lavorato in questo settore, che in Italia è del tutto ignorato … ecco, vorrei aver studiato come si fa un violino, o come si taglia un abito di alta moda o come si costruisce e decora un pezzo di argilla, cosa che ora faccio solo per hobby.

  • Daly

    Diciamo che eviterei di fare 3 anni al Liceo Scientifico sezione P.N.I. e andrei direttamente all’ITIS sezione Informatica…per il resto sono contenta di non aver voluto proseguire all’università!

  • Salvatore Venuleo

    Ho sprecato tre anni cercando di trovare interesse al corso di laurea in giurisprudenza “suggeritomi” da mio padre contro le mie vocazioni letterarie e filosofiche che, a suo dire, mi avrebbero condotto a una miserabile carriera di “professorino”. Poi ho deciso di mollare ogni prudenza e timidezza e mi sono laureato in filosofia. Il pentimento riguarda quindi il non aver seguito subito la mia vocazione.

  • Ragnomaurizio

    Non e’ stata sbagliata la scelta, e’ stata sbagliata la localizzazione (italia) dove pretendere di fare un conseguente lavoro

  • Saraeligio

    Sono pienamente d’accordo con te! Vorrei andarmene come ha fatto un anno fa mio fratello e la moglie ottenendo grossi risultati, ma mio marito non si vuole muovere!!! Inoltre ho due figli e non vorrei che, qualora la scelta risulti sbagliata, loro ne paghino le conseguenze! Sono piena di dubbi, ma so che tutto dipende da me, nessuno mi può aiutare . . . e nel dubbio continuo a vivere in questo Paese che non offre speranze ai giovani!

  • Marks26

    io cambierei di sicuro il mio percorso,
    liceo linguistico, poi università, è stata una perdita di tempo. farei l idraulico o il elettricista e adesso nn vivrei nella precarietà piu totale. sono stanco di sentirmi dire che ho una cultura eccellente, cosa me ne faccio di catone o aristotele se si rompono i tubi in casa. sono costretto a cercare qualsiasi lavoro possibile per sopravvivere.

  • Elenajap

    avrei studiato ingegneria all’universita` e cercato lavoro in Giappone, invece di laurearmi in giapponese e venire ad abitare in Giappone senza saper far altro che parlare la lingua .. quindi insegnare l’italiano e fare altri lavori inventati. Sarei stata anche piu` libera di rientrare in Italia poi, ..magari.

  • Eilis

    Non cambierei materia quanto il paese in cui studiarla. In Italia tutto ciò che ha a che vedere con i beni culturali è considerato meno di zero, un paradosso se si pensa a quanto il paese avrebbe da offrire, e quanti posti di lavoro una corretta gestione e valorizzazione dei nostri beni storici ed artistici potrebbe generare. Quindi si ad archeologia, ma direttamente in Inghilterra! Dove all’archeologo si riconosce una professionalità (da noi: Ti sei laureato in archeologia? E quindi ora cosa fai?) dove chi si occupa di beni culturali è apprezzato e non considerato uno scansafatiche, al punto che l’archeologo è una figura popolare perfino nei media, vedi i programmi molto seguiti come Time Team. Troppo tardi ormai: ho cominciato a lavorare una settimana dopo la laurea ma in un settore diverso e se partissi ora non potrei competere con gli archeologi britannici né in termini di competenze acquisite tramite lo studio né per esperienze lavorative.

  • Vale

    ..e beati quelli che hanno scritto “no”…!!!!

  • marco

    volevo fare l’alberghiera, i miei genitori mi hanno fatto fare il geometra… ora cucino per gli amici da dio e come geometra non trovo lavoro….

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1537653160 Ilaria Federici

    Diciamo che la mia preparazione è “artistica” ma ho anche altri interessi collaterali, tra cui le lingue… Probabilmente col senno di poi avrei scelto un liceo linguistico e iniziato a fare vacanze studio già da adolescente!


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