Classifica nazioni europee in base al tasso di disoccupazione

  • Sharebar

Il tasso di disoccupazione all’interno della zona euro è del 10,3% in base a dati raccolti durante Novembre 2011, senza cambiamenti rispetto a Ottobre ma superiore al 10.0% dell’anno precendente.

L’agenzia Eurostat stima che 16,372 milioni di persone nella zona euro erano disoccupati a Novembre. Rispetto al mese di Ottobre il numero di persone disoccupate è cresciuto di 45 mila unità.

Eurostat definisce come disoccupate tutte le persone tra i 15 ed i 74 anni che:

  • sono senza lavoro
  • possono iniziare a lavorare entro due settimane
  • hanno cercato lavoro durante le quattro settimane precedenti

Ecco i tassi di disoccupazione (tra parentesi le cifre per Novembre 2010) a Novembre per la maggior parte delle nazioni europee (per alcune i dati non sono disponibili) e gli Stati Uniti ed il Giappone come riferimento:

  • Spagna 22,9% (20,4%)
  • Irlanda 14,6% (14,3%)
  • Slovacchia 13,5% (14,0%)
  • Portogallo 13,2% (12,3%)
  • Bulgaria 10,9% (11,5%)
  • Ungheria 10,7% (11,0%)
  • Polonia 10,0% (9,6%)
  • Francia 9,8% (9,7%)
  • Cipro 9,1% (6,0%)
  • Italia 8,6% (8,1%)
  • Slovenia 8,2% (7,7%)
  • Danimarca 7,8% (7,7%)
  • Finlandia 7,4% (8,1%)
  • Svezia 7,4% (7,8%)
  • Romania 7,3% (7,4%)
  • Belgio 7,2% (7,9%)
  • Repubblica Ceca 6,7% (6,9%)
  • Malta 6,4% (6,8%)
  • Germania 5,5% (6,7%)
  • Lussemburgo 4,9% (4,7%)
  • Olanda 4,9% (4,4%)
  • Austria 4,0% (4,2%)
  • Stati Uniti 8,6% (9,8%)
  • Giappone 4,5% (5,1%)

Per quello che riguarda i giovani al di sotto dei 25 anni, 3,4 milioni di loro erano disoccupati nella zona euro a Novembre. Questa cifra rappresenta un incremento di 207 mila unità rispetto all’anno precedente.

  • Spagna 49,6% (43,0%)
  • Slovacchia 35,1% (33,3%)
  • Portogallo 30,7% (27,2%)
  • Italia 30,1% (28,4%)
  • Irlanda 29,3% (29,1%)
  • Polonia 27,8% (23,8%)
  • Ungheria 25,9% (25,4%)
  • Bulgaria 25,6% (25,8%)
  • Francia 23,8% (23,0%)
  • Svezia 23,2% (22,6%)
  • Belgio 21,1% (21,4%)
  • Finlandia 19,6% (20,8%)
  • Repubblica Ceca 19,0% (17,1%)
  • Stati Uniti 16,8% (18,3%)
  • Danimarca 14,9% (14,0%)
  • Lussemburgo 14,7% (14,9%)
  • Malta 14,3% (13,5%)
  • Olanda 8,6% (8,4%)
  • Austria 8,3% (8,1%)
  • Germania 8,1% (9,1%)

Commenta su Facebook

commenti


non regalare soldi alle banche usa transferwise



  • Scettico

    Per quanto riguarda l’Italia, ho la netta sensazione che i valori siano falsati (al ribasso), specie la disoccupazione under 25… Basta guardarsi intorno, in qualunque regione, per rendersi conto che la maggioranza dei giovani non ha lavoro. Ormai non vengono presi più neppure a fare l’apprendista di bottega, perché la risposta dell’artigiano è che “tra contratti e tasse non conviene”. Era meglio il periodo terribile del dopoguerra.

  • Roberta

    Sbaglio o manca il Regno Unito?

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    non sbagli, dati non disponibili…

  • Gabrimancini

    In Italia il 30% dei giovani risulta senza occupazione. Ma io ci aggiungerei anche tutti quelli che il lavoro non lo cercano piu, e tutti quelli che dopo averlo cercato invano per un determinato periodo di tempo, disperati, si sono buttati in un Master. Tecnicamente non risultano disoccupati, ma è come se lo fossero, e probabilmente lo saranno a breve dopo un periodo di stage post master assolutamente inutile.
    O ancora, tutti quelli che si trovano in un call center a 300 euro al mese dopo aver sudato sui libri per anni e anni. Loro neanche sono disoccupati, ma di fatto è come se lo fossero.
    Io però voglio lanciare una provocazione: di tutti i laureati in economia e ingegneria,quanto è la percentuale didisoccupati? E se prendiamo in esame Scienze della Comunicazione o il DAMS?
    Sono convinto che le differenze sono abissali, allora cerchiamo di lamentarci di meno e pensare agli errori commessi..

  • Scettico

    I master per laureati, ma anche i corsi professionali per diplomati, sono vere e proprie truffe legalizzate messe in atto col solo scopo di succhiare soldi ai disoccupati sfruttando la loro condizione di necessità. Ciò dimostra quanto sia corrotta la classe politica che permette l’esistenza di un sistema così assurdo.

    Rispondo anche alla tua “provocazione” :) Quando il mercato del lavoro è inesistente (come nel caso dell’Italia), non sarà certo una laurea in economia o ingegneria a salvare qualcuno. In entrambi i casi, i “dottori” dovranno inginocchiarsi per ambire a brevi contratti sottopagati, nella maggior parte dei casi non rinnovati a scadenza. Ovviamente il discorso non riguarda quella ristretta percentuale di “super-protetti”, che troverebbe subito lavoro in ogni caso, anche senza laurea (ne conosco diversi sia nel pubblico che nel privato). Comunque ho capito il senso della tua provocazione: in effetti, certe facoltà servono solo a foraggiare il ceto baronale italiano. Ma, nel complesso, tutto il sistema universitario italiano è ormai una fabbrica di disoccupati.

  • miriam

    Certo che se tutti fossimo laureati in ingegneria l’effetto tornerebbe a essere quello che c’è già ora anche per gli altri… che discorsi! Io invece dico che se ci lamentassimo di più forse potremmo riuscire a far cambiare qualcosa, perchè tutti devono aver diritto a un futuro! Anche un semplice diplomato!
    Il problema secondo me non sono le lauree ma il fatto che non c’è più molta dignità, non ci sono opportunità, non c’è futuro, nel mondo del lavoro, in qualsiasi settore.
    Anni fa anche lavori come la commessa ti sostenevano in qualche modo o almeno eri trattato dignitosamente e con rispetto. Ora, come ha detto qualcunaltro non puoi neanche più rimboccarti le maniche e andare “a bottega” perchè non ti vogliono. L’unico destino dei giovani sembra il master, il call center e il lavoro gratis (stage). E’ questo il problema. Non quale laurea si sceglie.

  • miriam

    Aggiungo motivando ancora la mia risposta dato che in questo periodo brutto per i giovani non posso più sentire la frase “non lamentiamoci” “basta lamentarsi” anche perchè tutti i diritti e le comodità che abbiamo adesso, esistono perchè qualcuno prima di noi “si è lamentato”. E se non si fossero lamentati ora il classico figlio di operai che ha potuto studiare la tanto decantata ingegneria e che magari fa pure l’arrogante con chi studia al DAMS, ora sarebbe a zappare la terra…

  • Ale

    Concordo. Ma la potenziale discussione su quale sia la Laurea migliore non ha senso, in quanto in Italia non ci sono in assoluto posti di lavoro per laureati. Il tasso di disoccupazione in percentuale è più elevato tra i laureati che tra chi ha la scuola dell’obbligo. Basta leggere questo sito per rendersi conto che gli “italians in fuga” sono, per la maggior parte, laureati.

  • Gabri

    Invece il problema è, in larga parte, legato al tipo di laurea che si sceglie. Ti invito a leggere le statistiche sulla % di occupati divisi per tipologia di studi.
    Poi sento spesso parlare di laureati in senso troppo generico. Perche uno che si laurea in corso alla Bocconi in Economia non può essere paragonato ad un bamboccione 31 enne laureato al DAMS.
    Uno che oggi si iscrive a Scienze della Comunicazione dovrebbe sapere che l’unica comunicazione che farà sarà quella di protesta in piazza quando sarà disoccupato tra 5 anni.

  • Gabri

    P.S. In base ad una recente statistica apparsa qualche giorno fa anche sul Corriere della Sera, l’Italia ha il piu basso tasso di istruzione d’Europa per la fascia 19-35 anni, davanti solo a Spagna e Portogallo (e dietro dunque anche a paesi come Bulgaria, Estonia e via dicendo..).
    Cio significa scarsa qualità del capitale umano, in parole povere siamo il terzo popolo più ignorante del continente.

  • Roberta

    Data la piega che ha preso la discussione, a questo punto sarebbe interessante leggere una classifica in base al numero dei laureati per nazione.

  • miriam

    A parte che uno può intraprendere una laurea per passione e poi appunto sapere che ha la “gavetta” davanti e magari decide di fare il commesso o il cameriere…ed è qui che io dico che il problema è il diritto alla SOPRAVVIVENZA (e non sto parlando di chissà quali privilegi) che è una cosa che devono avere TUTTI. Poi ci sta che il megalaureato in ingegneria avrà di più, guadagnerà bene e avrà una vita agiata. Ma anche chi fa altri lavori (che comunque vanno fatti!) deve almeno poter arrivare a fine mese. E’ questo il problema!

    p.s. io invece ho visto più laureati in corso al DAMS che poi hanno fatto del loro talento un mestiere, magari a bottega, qualcosa di altri tempi, dove ci si sporca le mani.
    E dall’altra parte altrettanti figli di papà BOCCONIANI che hanno l’università pagata e vanno lì solo per scaldare il banco. Avranno una laurea in economia ma se guardiamo bene, sono degli incapaci. Basta che gli chiedi due cose e non sanno niente!
    Diffidiamo anche da queste persone per cortesia.

  • Scettico

    In Italia è finito da un pezzo il mito del “megalaureato in ingegneria”, così come è finito quello del posto in banca ecc.
    È sufficiente leggere le testimonianze di questo sito per notare come molti emigrati hanno proprio la laurea in ingegneria. Se già fossero pagati bene in Italia, non vedo il motivo per cui dovrebbero scappare dall’Italia senza volerci tornare!

  • Brikena

    speriamo bene visto che lascio baracca e burattini e mi trasferisco in inghilterra….fattemi in bocca al lupo

  • ing.na

    Ciao, mi sono laureato in ingegneria nel 2009 (a 26 anni) col massimo dei voti a Napoli, attualmente insegno in una scuola privata con un rimborsino spese…tecnicamente non sono disoccupato, ma avrei preferito fare il Dams visto i sacrifici e i risultati…Feci un colloquio a Milano per una famosissima agenzia interinale, e l’offerta di lavoro consisteva in uno stage a 350€/mese, per non dire che se non hai un appoggio lì (io ce l’avevo) non ti chiamano proprio, manco se uno avesse mandato il CV dal Pakistan e non dalla Campania…qualche colloquio per grandi aziende l’ho fatto: sempre scartato, non so perchè, tranne una, che però si tirò indietro in quanto mi ero laureato da oltre 18 mesi (quindi non potevano sfruttare vantaggi fiscali). Leggo questo sito da quando mi sono laureato e mi sa che è venuto il momento di andarmene

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    e verso dove stai pensando puntare?

  • ing.na

    Guardi, non saprei ancora. Io non avevo avuto possibilità di viaggiare durante gli studi (sono stato sempre a studiare); qualche giorno fa sono andato a Londra, è stato il mio primo viaggio in assoluto, e sono molto contento! Londra mi è piaciuta tantissimo da turista, non saprei com’è da lavoratore e se offre opportunità per ingegneri (penso che dà molte opportunità nella finanza). Io punterei per Uk, Germania, Svizzera, oppure i nuovi mercati tipo Dubai e Pechino. Devo però sapere dove cercano ing. meccanici. E comunque partirei dovunque da lavapiatti, per imparare la lingua(mi sono accorto a Londra che se non stai lì per un po’ non impari la lingua, anche se hai studito mille libri di grammar&vocabulary)
    Salve

  • Alex

    In Svezia la disoccupazione giovanile è molto più alta – attorno al 20% – ma è mascherata da sussidi statali (che vanno ridati indietro!)

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    allora sotto con lo studio!!! :-)


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube