Non importa qual è il vostro primo lavoro all’estero

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Un articolo pubblicato nella sezione blog dell’Harvard Business Review fornisce utili consigli sul primo lavoro della carriera.

Penso che questi consigli possono essere adattati al primo lavoro all’estero anche se non è il vostro primo lavoro in assoluto.

Traduco, parafrasando, l’articolo scritto da Jodi Glickman.

Ho recentemente condotto un sondaggio tra le appartenti al Northwestern University’s Council of 100, un gruppo di donne leader nel loro settore.

Ho chiesto loro:

Quante di voi hanno lo stesso lavoro o comunque lavorano nello stesso percorso di carriera che avevate quando vi siete laureate? Risposta: 3 su 100.

Quante lavorano nello stesso settore? Risposta: 20 su 100.

Quindi, all’età di 21 anni, il 20% di noi sapeva in che settore voleva lavorare (e lo ha fatto con successo) mentre il 3% ha azzeccato sia lavoro che il settore dall’inizio.

Jodi Glickman

Jodi Glickman

Il messaggio? Non preoccupatevi troppo del primo lavoro. Probabilmente non sarà quello giusto a lungo termine ma va bene così.

Più importante, ci sono altre cose delle quali dovete preoccuparvi per assicurarvi che, indipendentemente dal lavoro che scegliete oggi, costruiate le vostre competenze e creiate così opzioni per il lungo termine.

Preoccupatevi di imparare, guadagnare e contribuire. Ciò vi consentirà di fare più strada rispetto al tempo passato a preoccuparsi di quali colloqui di lavoro riuscirete ad ottenere e quali opportunità di networking utilizzare.

Imparare

Dopo essermi laureata, mi sono iscritta al programma di volontariato Peace Corps andando in America Latina per viaggiare e cambiare il mondo. Viaggiai di sicuro. Non sono sicura di aver cambiato il mondo. Non ho fatto carriera nel settore dell’aiuto o volontariato internazionale.

Ma imparai moltissimo su me stessa, su come interagire con gli altri, su come gestire ambienti di lavoro difficili. L’esperienza richiedeva che pensassi in modo creativo, superassi sfide, risolvessi problemi in ambienti diversi e mi spingessi al di fuori della mia zona di comfort.

Oltre a utilizzare ogni giorno ciò che imparai allora, uso esempi relativi a quell’esperienza quando devo illustrare le mie abilità.

Qualunque sia il vostro primo lavoro dopo la laurea (o il primo lavoro oppure il primo lavoro all’estero, ndr) dovrete imparare. Diventate osservatori acuti di persone e dell’ambiente lavorativo. Come funziona una squadra di lavoro? Perché le persone amano (o odiano) il capo? Chi potete imitare o evitare di imitare per fare carriera? Perché i cretini che però vendono di più fanno carriera? Chi ha potere e chi invece viene messo in panchina? Come fanno quelli che risolvono sempre i problemi?

Guadagnare

Fare ciò che vi piace e fare soldi non sempre coincidono. Guadagnare però spesso aiuta a raggiungere il sogno di fare quello che amate. Non bisogna vergognarsi di lavorare onestamente. Se non potete ottenere un lavoro presso Google o Groupon, non disperate. Fate i camerieri, lavorate in un call centre o lavorate come freelance per una piccola azienda. Costruite il vostro profilo nei social media e le relative competenze. Create un blog nel tempo libero e lavorate come commessi durante il giorno. Fate qualcosa che vi consenta di guadagnare un po’, di mantenervi e, si spera, costruirvi un gruzzolo.

Per diversi periodi prima di compiere i trent’anni non avevo un “vero lavoro”. Lavorai come cameriera, baby sitter, barista, a volte avevo più di un lavoro contemporaneamente. Feci tutto il possibile per mantenermi durante il periodo di ricerca del prossimo “vero” lavoro.

Il concentrarmi sul guadagnare mi diede flessibilità e creò opzioni e alternative. Fui in grado di volare a Washington (pagando di tasca mia) per un colloquio di lavoro con poche probabilità di successo (ottenni il lavoro).

Fui in grado di tornare a studiare. Anni più tardi fui in grado di fondare la mia azienda dopo aver messo da parte gran parte del salario che ricevetti lavorando a Wall Street dopo aver ottenuto un MBA.

Non mi trovai mai nella posizione di dover rinunciare ad un’opportunità perché non potevo mantenermi mentre tentavo qualcosa di diverso, l’essere sempre in grado di pagare le bollette (indipendentemente da quanto umile fosse il lavoro) mi ha dato un senso di orgoglio e di potere.

Contribuire

Quello che tutti vogliono è essere soddisfatti ed uno scopo nella vita. Se non state utilizzando il “meglio di voi stessi” in ambiente lavorativo, utilizzate l’energia e l’entusiasmo usandolo altrove per fare del bene. Lavorate come volontari o presso opere di beneficenza che sono importanti per voi.

Utilizzate le competenze ed abilità che volete migliorare (per darvi maggiori opportunità lavorative) all’interno di un’organismo locale che ha bisogno del vostro aiuto.

Dimostrerete a futuri datori di lavoro la vostra passione ed i vostri principi e, magari, creerete qualla rete di contatti che vi consentirà di trovare il prossimo “vero” lavoro.

Anche se è difficile immaginarlo adesso, l’economia migliorerà. Le cose miglioreranno, lo hanno sempre fatto.

Qualsiasi cosa stiate facendo oggi o stiate cercando di fare, ricordatevi di imparare, guadagnare e contribuire.

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commenti





  • lord

    bisogna lavorarlavorarelavorarelavorarelavorarelavorarlavorarelavorarelavorarelavorarelavorarlavorarelavorarelavorarelavorarelavorarlavorarelavorarelavorarelavorarelavorarlavorarelavorarelavorarelavorare

  • Jacopo

    Motivante. Più di molti pezzi scritti appositamente.
    Grazie.

  • Pepe

    Dovrei andare in Argentina a febbraio dove un amico mi ha trovato da lavorare. Vorrei stabilirmi li per non sentire pagliacciate politiche dell’italia. Mia moglie non è daccordo perche dice che sarebbe troppo lontano per spostarci con i bambini che li torneremmo trent’anni indietro e che staremo peggio che qui in italia; anche altri parenti me lo sconsigliano. Io però voglio provare se no più in avanti sicuro mi pentirò di non averci almeno provato. E tu che stai leggendo cosa mi consigli….parto o no?

  • Daniele C

    @Pepe
    Vai. e vai per stare. non per provare. se vai solo per provare troverai mille motivi per tornare. se vai per stare sarà un bel viaggio.
    io vivo in brasile da due anni. mia figlia è nata qua. mia moglie ha trovato lavoro. io ancora cerco. ma fino a 5 mesi ne avevo uno ottimo. poi ho deciso di cambiare. sennò che senso ha andare all’avventura e avere una vita fotocopia di quella italiana? datevi un obiettivo. 3,5,10 anni. e in quel periodo concentratevi a pieno sulla vostra vita li.

    argentina vuol dire america latina. vuol dire viaggiare. vuol dire molte relazioni con i nostri costumi. vuol dire buone opportunità. rassicura tua moglie. sarà una bella esperienza. se poi hai già un lavoro anche meglio. e dille che non è vero che ritornerà 30 anni indietro. voi vivrete meglio che in europa. per noi è così stato così. in bocca al lupo.

  • Scettico

    Lavorare “all’età di 21 anni”, “fondare la mia azienda”, mostrare “la vostra passione ed i vostri principi”… Tutti concetti che in Italia, ormai, sono pure fantasie…

  • Pepe

    Daniele grazie per il tuo consiglio …mi dà coraggio e spero di riuscire nella mia impresa poi magari ti farò sapere come mi è andata!

  • pablowsky

    Salve a tutti. La mia domanda è semplice ma complessa allo stesso tempo. Chi va in un paese della UE da cittadino italiano può lavorare senza nessun tipo di permesso di soggiorno? Non è molto chiaro, io sapevo che un cittadino UE può muoversi liberamente all’interno dell’Unione ma per lavorare non basta essere comunitario. Qualcuno ne sa di più?
    Grazie

  • marcop

    Seguite questi consigli ed avrete semmai ottime prospettive di povertà e/o sfruttamento. Cosa assai gradita all’establishment

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1436050267 Francesca Lippi

    Io forse proverei a partire senza moglie e bambini all’inizio. Trent’anni indietro? Non saprei… leggendo certi articoli di giornali sembra che fra pochi anni ci saremo noi trent’anni indietro mentre l’Argentina si riprende. Io dico: se tu senti che devi parti e lo riesci a sentire con tanto di moglie e figli (lascia stare gli altri parenti!), forse significa che hai fiutato qualcosa di buono. Il lavoro quanto è sicuro? Se qua lavori poco, guadagni poco, sei precario o addirittura hai perso il lavoro… bè fra il certo e l’incerto (oltretutto trovato da un amico) sceglierei l’incerto. Anche perché da come scrivi sembra molto probabile il lavoro (e lo stipendio/guadagno) offerto dal tuo amico…


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