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Come sono arrivato a fare l’architetto a Singapore

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Michele Suria lavora come architetto a Singapore dove è arrivato dopo aver sviluppato esperienza di lavoro sia in Italia che a Londra.

Una volta finiti gli studi in Architettura, che opportunità lavorative ti si sono presentate in Italia?

Finita l’università, non avendo particolari contatti o una poltrona già pronta per me, ho iniziato a mandare molti CV in giro per l’Italia.

Da inizio gennaio (mi ero laureato a dicembre) a marzo, quando ho finalmente trovato un lavoro ho mandato più di mille e settecento cv, penso che la maggior parte delle compagnie rintracciabili online hanno ricevuto un mio CV.

Era il 2005 e il mercato era buono, ma a Milano purtroppo la maggior parte degli architetti lavoravano in piccoli studi e su piccolo progetti, mentre io cercavo qualcosa che mi facesse entrare in contatto con progetti importanti e magari con l’estero.

I primi colloqui non andarono bene, ora capisco che forse quello che cercavo io e quello che facevano loro non era in sintonia. Continuando a cercare ebbi la fortuna di essere chiamato per una intervista da progetto CMR una delle poche compagnie italiane che lavorano attivamente con l’estero. Il colloquio ebbe successo e iniziai subito a lavorare su un hotel a Tianjin (Cina), proprio quello che cercavo. Insomma, ho dovuto faticare parecchio per trovare quello che cercavo, ma alla fine ci sono riuscito.


Quando e come hai fatto il salto verso l’estero?

Dopo due anni di lavoro a Milano e dopo aver passato l’esame di stato, iniziai a cercare il modo migliore e indolore per trasferirmi all’estero.

Tramite la mia compagnia di Milano riuscii ad avere un colloquio a Londra con HOK, una delle compagnie più grandi al mondo, la cosa però non ebbe seguito.

A fine 2006 decisi così di andare a Londra per conto mio, lasciando il lavoro in Italia e tentando la sorte. Sapevo che se le cose non fossero andate bene, avrei dovuto accettare ogni tipo di lavoro, almeno per pagarmi le spese in attesa di trovare un lavoro come architetto.

Ebbi però molta fortuna, perché la sola intervista che ero riuscito a procurarmi dall’Italia tramite una mia collega ebbe successo e dopo sette giorni di soggiorno a Londra iniziai a lavorare per un’ottima compagnia. Aver passato l’esame di stato in Italia mi diede la possibilità di registrarmi all’ARB (Architect Registration Board) l’ordine degli architetti inglese, l’unico ordine professionale a cui oggi sono ancora affiliato. Ora che sono in Asia ringrazio di averlo fatto!

Come descriveresti le opportunità di carriera per un architetto all’estero rispetto all’Italia?

In Italia ci sono poche possibilità per gli architetti. A parte pochi casi, non ci sono compagnie e l’unica possibilità per chi lavora nei piccoli studi é di mettersi in proprio appena si ha l’esperienza e i contatti necessari. A Londra molte compagnie hanno una organizzazione molto strutturata e si hanno prospettive di carriera più chiare. Singapore é una via di mezzo, le compagnie sono cresciute molto e in breve tempo, la struttura manca, c’é un timido sforzo per crearla, ma la cultura “oligarchica” asiatica (il capo e uno) é un grosso limite.

Singapore su Italiansinfuga

Singapore su Italiansinfuga

Come sei arrivato a fare l’architetto a Singapore?

Dopo tre anni a Londra con una crisi un po’ fastidiosa, insieme alla mia ragazza decidemmo di “cambiare aria” e di muoverci in una economia più snella. Le opzioni ruotavano intorno a Singapore, Hong Kong o Australia, dove per precauzione avevo già fatto application per la working holiday visa che mi avrebbe aiutato a trasferirmi, se non avessi trovato lavoro prima di partire.

Di nuovo, mandando molti CV e facendo colloqui via Skype in un paio di mesi siamo entrambi riusciti a lasciare Londra alla volta di Singapore, entrambi con un lavoro. Potrei dire che a Singapore ci siamo arrivati un po’ per caso, anche se sapevamo che era uno dei pochi posti in Asia dove avremmo potuto vivere con l’inglese (a HK l’inglese non é così popolare) e che era sicura e pulita.

Com’é l’ambiente del lavoro a Singapore per un occidentale?

Arrivando da Londra qui non sono tutte rose e fiori, si lavora molto, spesso anche nei weekend e non ci sono molte gratifiche. Il lato positivo é che si possono prendere molte responsabilità e che l’architettura é ‘pratica’, più dell’ottanta percento dei progetti vanno in costruzione, quindi si acquista molta esperienza pratica.

Che consigli daresti a chi vuole fare l’architetto all’estero?

Sicuramente é un’esperienza stra positiva. Fondamentale é sapere l’inglese, almeno un po’. Quello che faccio sempre io é contattare qualcuno in loco, gli espatriati sono sempre molto disponibili ad aiutare chi vuol seguire questa strada, così in poco tempo si hanno molte informazioni e sensazioni da persone che sono riuscite in quello che noi stiamo cercando. Su linkedin si trovano facilmente contatti e di solito sono molto disponibili.

Grazie Michele e buon proseguimento a Singapore!

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  • Lacroceitaliana

    Ciao Michele,
    trovo molto interessante l’articolo con la tua storia.
    A fino marzo partiro’ per venire proprio a Singapore per un breve soggiorno. Ho letto sul sito del governo singaporiano che nel settore delle costruzioni ci sono ancora molte offerte,per cio’ che riguarda i lavori manuali.Ho diversi anni di esperienza nel campo degli impianti elettrici,dall’appartamentino alla sottostazione,e sulle energie rinnovabili,fotovoltaico in particolare.
    Ho,da poco,superato l’esame di stato come Perito Industriale.Ho sempre considerato questa nazione come un’isola di grandi sogni.Che seppure invisibile,o quasi, sulla cartina,penso che offra ancora tante opportunita’ a chi ha voglia di contribuire.
    A differenza di altre vacanze,questa volta voglio cercare di informarmi il piu’ possibile una volta arrivato li.Quindi non solo divertimento.Tu quali consigli mi puoi dare,dato che i nostri mestieri sono,in un certo senso,collegati tra loro??cosa bisogna fare per ottenere un visto di lavoro e/o un permesso di soggiorno??
    mi puoi contattare anche all’indirizzo: lacroceitaliana@yahoo.it
    ciao grazie mille, Angelo

  • Alex

    Ciao Michele….ho letto le tue recensioni e sono felice che Italiani come te facciano valere le nostre capacità all’estero.
    Io vivo a Milano e sono fidanzato con una ragazza del Sarawak da 5 anni,sono un Interior Design e con miei colleghi Architetti vogliamo trovare un opportunità di lavoro in Malesia…visto che qui in Italia la politica ci sta svuotando il cervello e distruggendo la passione creativa….tu avresti modo di aiutarci?

  • Alex

    Se hai qualche soluzione illuminaci …Please!!


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