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Essere giovani non è un peso in Germania

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Chiara Ficano è tornata di recente in Germania dove aveva già trascorso l’Erasmus. Ci racconta di come l’essere giovani in Germania non viene visto come un peso.

Cosa hai studiato in Italia?

Prima ho frequentato il liceo linguistico, dopodiché mi sono iscritta a Scienze della Comunicazione, frequentando a Torino sia la laurea triennale che quella specialistica con indirizzo informatico.

Perché l’esperienza Erasmus proprio in Germania?

In realtà è stato un caso. La mia prima destinazione era Lione, perché sicuramente con il francese avrei avuto meno problemi a capire le lezioni, però non sono riuscita a ottenere l’unico posto disponibile e sono partita per quella che era in realtà la mia seconda scelta, Colonia.

Che conoscenza del tedesco hai raggiunto con l’Erasmus?

Ho avuto la fortuna di vivere con ragazzi tedeschi e di uscire con loro e i loro amici, il che mi ha sicuramente aiutato a migliorare la mia conoscenza del tedesco. Alla fine dei dieci mesi riuscivo a esprimermi senza problemi, anche se non sempre in modo completamente corretto, e a capire quasi tutto quello che mi veniva detto. Ho cercato di non fossilizzarmi con i miei connazionali ma di assorbire tutte le culture diverse che avevo attorno, il che ha sicuramente aiutato a migliorare anche l’inglese.


Che esperienze lavorative hai maturato in Italia finiti gli studi?

Mentre scrivevo la tesi ho fatto uno stage come web developer, ma non credo fosse il lavoro adatto a me così al termine dello stage ho provato a staccarmi dal lato informatico e a tornare a scrivere. Il mio primo lavoro consisteva infatti nella redazione di una newsletter. Anche in questo caso però le conoscenze informatiche si sono rivelate utili per la realizzazione di un portale interno.

Germania su Italiansinfuga

Germania su Italiansinfuga

Quale è stata la molla a spingerti verso il ritorno in Germania?

Dopo essermi laureata sono entrata in crisi.

Il mio stage stava per finire e non ero sicura di voler restare in Italia. Ero curiosa di capire come si lavora in altri paesi, inoltre le prospettive in Italia non mi sembravano molto rosee. Forse però se non fosse capitata l’occasione giusta ci avrei messo un po’ di più a decidere di ripartire. Credo che comunque il motivo principale sia stata la curiosità di confrontarsi con qualcosa di diverso.

Come hai trovato l’opportunità lavorativa che stai svolgendo attualmente?

Già dall’anno precedente avevo notato un programma di borse di studio offerto dalla Fondazione CRT per i neolaureati dell’Università di Torino. Questo programma consente di fare domanda per alcune posizioni di tirocinio retribuite presso aziende, organizzazioni ed enti sparsi in tutto il mondo. L’occasione era davvero ottima, così ho provato a fare domanda ed è andata bene!

Ci descrivi le tue mansioni?

L’azienda in cui sto facendo lo stage lavora molto basandosi su progetti europei nel campo delle ICT e dei media.

Il mio ruolo è quello di Project Developer, quindi attualmente sto scrivendo il mio primo progetto. A volte ho un po’ di difficoltà a orientarmi nel linguaggio burocratico dei bandi, ma nel complesso sto imparando molte cose nuove, tra cui anche a organizzarmi meglio. Inoltre come tirocinante mi viene offerta la possibilità di partecipare a numerosi corsi di formazione.

Che confronto puoi fare tra il mondo del lavoro in Italia e quello in Germania?

Sinceramente credo di aver lavorato troppo poco in entrambi i contesti per poter fare un paragone. Da quanto ho visto però mi sembra che le condizioni contrattuali siano in genere migliori. In alcuni posti di lavoro è ad esempio possibile effettuare un numero limitato di giornate di lavoro da casa (home office), che è molto comodo per i pendolari.

La maternità inoltre è tutelata decisamente meglio che in Italia.

La sensazione generale è che essere giovani non sia un peso ma una risorsa. Non viene quasi mai rinfacciata la mancanza di esperienza ma anzi si viene spronati ad acquisirla sul campo.

Consigli pratici per chi vuole seguire le tue orme?

Io sono stata sicuramente fortunata, perché ho avuto una buona occasione per partire. Credo che la cosa più rilevante e che consiglierei a tutti a prescindere sia l’esperienza erasmus, che oltre a migliorare le conoscenze linguistiche contribuisce ad ampliare la visione delle cose e viene quindi sempre valutata positivamente.

L’erasmus è un buon banco di prova, perché dà già un’idea precisa di com’è vivere all’estero, senza però essere impegnativo come un tirocinio o un lavoro. Per il resto credo che per partire bisogna in qualche modo avere le idee chiare, essere sicuri della propria scelta, se no alla prima difficoltà ci si arrende.

Grazie Chiara e buon proseguimento!

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  • Michele

    La Germania è un posto magnifico. Io stesso che vivo li mi trovo benissimo e per noi giovani c’è tanto spazio


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