Il percorso che mi ha portata a lavorare per Google a San Francisco

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Leda Zanlungo condivide il percorso lavorativo che l’ha portata a lavorare per Google in Silicon Valley, San Francisco.

Attraverso la sua esperienza possiamo comprendere meglio le opportunità disponibili a chi lavora per una multinazionale e come fare per sfruttarle al meglio.

Quale è stato il primo passo che hai mosso verso l’estero e perché?

Ho vinto una borsa di studio Erasmus per la Spagna (Oviedo concretamente). La borsa di studio era inizialmente per un semestre ma l’esperienza si è rivelata d’immediato così positiva e formativa che sono riuscita a farmi prolungare la borsa di studio per l’intero anno accademico.

Hai lavorato per circa 7 anni per Hewlett Packard. Quali sono le opportunità di carriera disponibili all’interno di una multinazionale?

Uno degli aspetti più positivi di lavorare in una multinazionale è esattamente questo: la quantità e varietà di opportunità esistenti. E scrivendo opportunità non mi riferisco solo alla classica ascesa verticale ma anche a possibilità di trasferimenti geografici o di fare esperienze in diverse aree della compagnia.

Cosa bisogna fare per sfruttarle al meglio?

In primo luogo è imprescindible crearsi una buona reputazione sul lavoro e cercare opportunità di collaborazione cross-area (geografica e operativa). L’esporsi a diverse aree pemette non solo di chiarire ed identificare le proprie aree di interesse, ma ad allargare la propria cerchia e crearsi contatti che possono rivelarsi utili in futuro (sia per “supportare” una tua candidatura nella loro organizzazione, sia per suggerire candidati per la tua organizzazione…).

Poi è necessario mettersi in gioco e non avere paura di correre i rischi che l’accettare una nuova opportunità comporta.


Per conto di Hewlett Packard ti sei anche occupata del trasferimento di alcune operazioni dalla Spagna alla Romania. Puoi spiegarci il pensiero delle multinazionali in questo contesto e cosa significa per i lavoratori di economie avanzate come quella italiana?

Ogni impresa ha come obiettivo l’incremento dei propri benefici operativi. Ed i benefici operativi possono incrementare solamente attraverso una riduzione dei costi o un aumento del fatturato (o idealmente una combinazione dei due).

Una impresa poi fortemente condizionata dal corto ciclo di vita dei prodotti hardware (come era HP qualche anno fa) deve continuamente trovare nuove forme per ridurre i costi operativi e l’outsourcing delle operazioni standard è una delle forme più comuni.

L’Italia e le altre economie avanzate nè possono nè dovrebbero sprecare tempo ed energie nel contrarrestare questa tendenza e dovrebbero concentrarsi nel fornire servizi più personalizzati, specifici e specializzati che i “center of excellence”, creati con l’obiettivo di gestire milioni di chiamate/mail/ordini… su scala mondiale, non possono (nè hanno interesse a) fornire.

Come sei riuscita a trovare lavoro presso Google? Quale è stato il percorso che ti ha portata a lavorare per loro a Dublino?

Google mi ha chiamato ed a Google è difficile dire di no ;-)

Nel momento della chiamata lavoravo in HP come responsabile delle operazioni per la penisola iberica (Spagna e Portogallo). Era ormai due anni e mezzo che occupavo quella posizione e stavo già discutendo internamente il mio passo successivo ed avevo espresso interesse per essere trasferita negli Stati Uniti.

Google mi chiamò offrendomi la posizione di responsabile delle operazioni di AdWords per il mercato russo nella sede di Dublino (dove Google ha l’headquarter europeo).

Dopo anni in HP, vivendo in Spagna, e con responsabilità sui paesi mediterranei pensai: non conosco il mercato russo, l’online advertising è un mondo da approfondire, Google è una impresa interessante ed il trasferimento in Silicon Valley è probabilmente a portata di mano… perché no?

Google

Google

E come è avvenuto il trasferimento verso San Francisco?

Progettato dal primo giorno ;-)

Come scrivevo sopra, il trasferimento in Silicon Valley era da tempo tra i miei obiettivi e sapevo che se avessi fatto bene a Dublino avrei avuto buone possibilità di ottenere un trasferimento piuttosto rapidamente…e cosi fu, dopo esattamente un anno dalla mia assunzione mi hanno trasferita a San Francisco.

Si sente tanto parlare della cultura lavorativa di una ditta come Google. Ce la puoi descrivere dal di dentro?

Innovazione, libertà di esecuzione, libertà di provare (ed eventualmente sbagliare…). Un ambiente agile e molto dinamico dove effettivamente la gente cerca di fare cose che abbiano un impatto positivo sulla società.
E “last but not least”…tutto quello che si legge sulla qualità del cibo e delle installazioni è 100% reale ;-)

Che mentalità bisogna avere per puntare verso Silicon Valley?

Essere curiosi ed aver voglia di rischiare e mettersi in gioco. Aver interesse a scoprire come funzionano le cose e perché si prendono determinate decisioni e non aver paura ad esprimere le proprie opinioni. Essere competitivi ma collaborativi. Essere sicuri di sè stessi ed avere chiaro il perché si è li… ma soprattutto essere molto umili, essere aperti al confronto e alla critica costruttiva, coscienti che si è al centro dell’”incubatrice del futuro”…

Grazie Leda e buon proseguimento a San Francisco!

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commenti





  • Info

    Per quanto riguarda il settore tecnico-informatico, com’è la situazione negli Stati Uniti? Ascolto quotidianamente telegiornali americani, e onestamente non mi pare che la descrizioni fornite siano particolarmente rosee… Credo, tuttavia, che la recessione a stelle e strisce abbia proporzioni ben diverse da quella italica, che invece sta precipitando in maniera irreversibile. Ci sono possibilità concrete di trovare un lavoro in quel campo (ovviamente, non mi riferisco necessariamente a Google)? Mi rendo conto che ciascun caso va valutato singolarmente, ma mi interessa un parere “a grandi linee” da parte di chi, trovandosi sul posto, può tastare bene il polso della congiuntura economica. Grazie.

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1062290526 Alessandro Zucchini

    Ciao Leda,
    complimenti per la tua esperienza. Credo fortemente che la parte piu’ importante della tua intervista, in termini motivazionali, sia la tua risposta all’ultima domanda. La mentalita’ che tu dici essere fondamentale per raggiungere la Silicon Valley (mio desiderio) e’ quella che essenzialmente va usata ogni volta che si vuole esaudire un sogno di carriera. Io mi sono spostato in Australia 2 anni fa e la mia carriera ha avuto un impennata incredibile nel giro d’un anno e mezzo, quando in Italia sono sicuro avrei dovuto aspettare almeno 10/15 anni. Venire in Australia ed essere assunti dall’azienda in cui lavoro ora sono stati frutto di quella mentalita’. Il mio fine ultimo e’ avere una chance di lavorare nella Silicon Valley (sogno di ogni IT person penso :) ); spero quindi che questa mentalita’ porti realmente dove ha portato te.
    Allo stesso tempo penso che bisogni essere anche realisti, soprattutto per chi vede la tua esperienza da fuori; io ad esempio ho fatto un’intervista per Google Australia per una posizione tecnica (network engineer) e, anche se ho 7 anni d’esperienza alle spalle e studi universitari/privati (certificazioni), mi sembrava parlassero arabo in termini di difficolta’! Avevo sentito dire in passato che occorre essere veramente preparati per passare tutti i colloqui. In sostanza a meno che google non ti chiami/tu non sia un vero e proprio guru, bisogna essere consci che e’ un percorso veramente difficile! Comunque non bisogna demordere, e nel mio caso ricoprendo ora una posizione manageriale, i prossimi lavori (nel giro di 3/4 anni) per cui applichero’ saranno di quello stampo. Vediamo come andra’.
    Inoltre va considerata come alternativa su ‘come fare il salto nella silicon valley’ la possibilita’ di non puntare per forza ad essere assunti subito da colossi come Google, ma (sulla base di quell’umilta’ di cui tu hai parlato) di puntare anche un po’ piu’ in basso in partenza! Per poi crescere applicando voglia di fare, sacrificio e dedizione.
    Cosa ne pensi?


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