Un salto nel buio, un’avventura…e qualche errore di valutazione

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Laura Mazzolini è recentemente partita alla volta del Canada utilizzando il visto vacanza lavoro.

Potete seguire e contattare Laura sul suo sito GoingMyOwnWay.com

Ho 33 anni e una laurea in Lettere Moderne.

Sono partita dall’Italia verso il Canada a fine settembre di quest’anno con un visto working holiday visa che, per gli italiani dura solo 6 mesi, al contrario delle altre nazioni europee.

Ho lavorato nell’editoria per 5 anni e, dopo aver perso il lavoro a luglio, ho deciso di anticipare la mia partenza, inizialmente prevista per la primavera 2012. La decisione è stata spontanea, anche se difficile. Ho dovuto lasciare l’appartamento che condividevo con il mio ragazzo da oltre due anni, ho dovuto spiegare a tutti la mia decisione che è stata classificata da alcuni come “un colpo di testa”, altri mi hanno detto che ero troppo “vecchia”, mentre altri hanno capito che mi stavo dando l’opportunità per comprendere davvero cosa c’è fuori dai confini italiani e cosa volevo per la mia vita.

Laura Mazzolini

Laura Mazzolini

Sì, perché la maggior parte delle persone che parlano male dell’estero e che mai lascerebbero l’Italia, in realtà non si sono mai mossi da casa e quindi non ne sanno nulla. Basano le loro critiche su esperienze di seconda mano o su cose che hanno sentito. Oppure, magari, sono stati in vacanza in qualche meta turistica e sono andati in giro come matti alla ricerca del caffé espresso…scene che ho visto veramente, purtroppo!

Quando la mia carriera lavorativa è arrivata ad un vicolo cieco, mi sono resa conto con disappunto che riciclarsi in Italia è estremamente difficile. Soprattutto se si è in possesso di un curriculum umanistico. Resta sempre la scuola, ma anche quella è diventata un’opzione di precariato a vita e senza nessuna garanzia!

Quando non hai esperienza in un campo, se hai superato i 30 anni sei troppo grande per vantaggi economici al tuo datore di lavoro e non puoi essere assunto come stagista. Quindi semplicemente non vieni selezionato, a meno che ovviamente tu non sia figlio di qualcuno con un cognome importante. Oppure devi essere disposto ad accettare compromessi degradanti o a lavorare gratis, anche per anni talvolta.

Complice la crisi economica che si è abbattuta in questi anni sul Belpaese…ma non solo. Nella migliore delle ipotesi ti vengono proposti contratti ridicoli per 3-4 mesi, con salari al limite della decenza. Allo scadere, è probabile che tu venga sostituito, perché il continuo turn-over alle aziende conviene e perché c’è sempre qualcuno più disperato di te disposto ad accettare condizioni peggiori. Senza continuità e il tempo per “imparare una professione”, la triste conclusione è che il dilettantismo, anche in settori delicati e “sensibili”, è molto diffuso.

Io sogno di scrivere per mestiere. Ho lavorato come freelance e pubblicato due libri, ma di soldi ne ho visti pochi e per pagare l’affitto e la benzina, nell’arco della mia vita lavorativa, ho molto spesso dovuto fare un secondo e un terzo lavoro. E già sono stata tra i “fortunati” che non hanno dovuto pagare per pubblicare.

Così ho deciso di provare a riciclarmi all’estero e fare quello che amo…in un’altra lingua, l’inglese. Ma dovevo capire se davvero ero in grado di vivere fuori dal mio paese natale. E dovevo anche darmi l’opportunità di migliorare le mie conoscenze linguistiche.

Quindi ho fatto il primo passo, ho intrapreso l’esperienza che desideravo da una vita: un periodo prolungato all’estero.

Volevo vivere in un paese straniero, non solo fare la turista. Motivo per cui, forse con un po’ di incoscienza, ho voluto conoscere il Canada nel periodo peggiore, l’inverno. Insomma, capire se poteva essere il paese per me. Dove cominciare a costruire qualcosa.

Montreal

Montreal

L’idea iniziale era quella di partire da Montreal, passare per Toronto, dove ho degli amici, per arrivare alla costa ovest e vedere Vancouver. Volevo sentire sulla pelle la sensazione di ogni luogo e decidere di fermarmi dove mi sarei sentita bene.

E in questo senso l’incontro con Montreal è stato una folgorazione, motivo per cui non mi sono più spostata. Qui ho conosciuto persone fantastiche, mi sono fatta nuovi amici, ho frequentato e sto ancora frequentando corsi di lingue.

Ma fare networking è stata la chiave di tutto. Ho anche trovato lavoro, dopo un paio di mesi di ricerca (e di sofferenza). Purtroppo sono partita non sapendo il francese e non avendo una professione “spendibile”, per cui mi sono trovata svantaggiata. Avevo sottovalutato probabilmente le difficoltà, ma anche questo mi è servito. In ogni caso, ho cominciato a lavorare in un ristorante italiano. Nel frattempo sto cercando di inserirmi come Linguistic Tester nel campo dei videogames che a Montreal è uno dei settori trainanti. Forse ce la farò a trovare uno sponsor prima dello scadere del mio visto, forse no.

Ho cominciato la procedura per ottenere il permanent resident visa, con il quale potrò tornare in Canada tra circa un anno e mezzo. Questi i tempi delle ambasciate.

Non so se Montreal sarà la mia meta definitiva per la vita, ma vorrei vivere qua almeno per un paio d’anni. Ritrovare la dignità nel lavoro e magari coltivare anche qualche hobby. Se dovrò tornare in Italia, approfitterò di questo periodo per migliorare le abilità che poi mi saranno utili per inserirmi in Quebec e senz’altro manterrò i contatti con gli amici canadesi.

Ma cosa più importante: ora so con certezza che l’Italia non fa più per me, non la sento “casa” per la mentalità fatalista e il poco dinamismo che troppo spesso si respira. E anche perché è il paese dei sogni infranti, dove ragazzi di vent’anni non progettano neanche più una carriera o cercano la realizzazione, ma semplicemente si adattano a fare quello che trovano per tirare avanti. E viene detto loro che si devono anche sentire fortunati.

Qui è molto diverso. Montreal è la città più “europea” del Canada, nel senso che ha comunque monumenti e palazzi antichi, rispetto ad altre città del nord-America, e che la presenza di europei è molto nutrita. Anche solo attraversandola in metropolitana si entra in contatto con una comunità multiculturale, dinamica e vibrante, dove la tolleranza e il rispetto sono alla base dei rapporti.

E se dai qualcosa alla comunità con il tuo lavoro, prima di tutto hai salari adeguati che permettono di vivere serenamente e, in secondo luogo il merito viene riconosciuto, premiato e pagato.

Ho notato però che conta molto l’approccio che hai, un po’ come negli Stati Uniti. Sapersi “vendere”e presentare in modo positivo è la carta vincente per ottenere fiducia e quindi, a fronte di capacità, per ottenere una chance. Una volta ottenuto un lavoro ci sono una serie infinita di agevolazioni.

Un esempio? Per studiare francese, dato che ho un visto regolare e un lavoro, pago pochissimo (55 dollari per due mesi al Centre St-Louis). Ho letto anche di università finanziate dal governo che pagano i residenti non francofoni per studiare la lingua. È una politica del Quebec per salvaguardare la cultura francese e per aumentare la capacità di adattamento degli individui nella società.

Le condizioni in cui sono partita io non erano le migliori e probabilmente questo primo viaggio mi è servito più che altro per mettermi alla prova e capire se “faceva per me”. Non sono un ricercatore plurilaureato con dottorati e master riconosciuti all’estero. Sono in molti nella mia stessa condizione, semi-professionisti in qualche ambito difficilmente spendibile. E molti si lasciano scoraggiare dai dubbi e dalle paure e alla fine non partono. Perché temono che finirebbero per fare un lavoro anche peggiore. Io credo, nonostante tutte le difficoltà e anche se dovessi in futuro restare in Italia, che un’esperienza come quella che sto facendo sia uno dei regali più belli che potessi ricevere. La conoscenza di sé, prima di ogni altra cosa, è la chiave per ottenere la vita che si desidera e la vera conoscenza si ottiene solo con la sperimentazione e anche con gli errori.

Laura Mazzolini (GoingMyOwnWay.com)

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commenti


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  • http://onewayticketoz.blogspot.com/ Katia

    Ma il tuo errore di valutazione sta nel fatto di essere partita nella stagione sbagliata? :)

    Non ho capito una cosa però, hai detto di aver avviato le procedure per la permanent residency…passi per i tempi lunghi, lo può fare chiunque o servono determinati prerequisiti?

    In ogni caso, complimenti per il coraggio avuto per fare il salto oltreoceano e in bocca al lupo per la tua avventura!! :)

  • Dolphininside

    Hai fatto una scelta ottima! e poi se in Italia ti dicono che sei “vecchia” (a soli 33 anni? Mica ne hai 90!) e che hai “colpi di testa” che penserebbero degli australiani che mollano la propria terra a 50 con il lavoro e partono a farsi un campeggio di 9 mesi in Corsica per dire? O anche di altri stranieri. Non e’ detto che la vita debba essere un ” sistemarsi”, trovare il lavoro per sempre. Dipende da come uno e’ fatto. Poi in Italia il sistemarsi per chi non ha le conoscenze e’ un trovare lavoro a 800 euro al mese quindi un sopravvivere .. tu stai facendo una esperienza di VITA, che ti arricchira’ molto. Anche io son nella tua stessa situazione ho cambiato diversi paesi e ho circa la tua eta’ – 31 anni. Ho vissuto in UK, Praga, Belgio e ora sono in Australia da quasi 2 anni. La sponsor non l’ho trovata ma non rimpiango di aver girato perche’ sento di aver vissuto qualcosa che ho voluto io. Incrocio le dita per te.. e ricorda ci sono altri miliardi di persone nella stessa situazione. Te lo dico in caso ci si possa sentire soli a volte o… non capiti. Ho letto un libro che si chiama “Vivo altrove” e l’ho trovato illuminante perche’ i sentimenti che le persone emigrate provano e’ lo stesso. Te lo consiglio! In bocca al lupo e chi sa che non ci si veda in Canada ;-D (Era la mia seconda meta dopo l’Australia!)

  • http://italiansinfuga.ning.com/profile/RitaPacifico Rita

    Sono sempre commossa a leggere di gente che ha trovato la forza e quella giusta dose di fermezza ed autostima per partire. L’esperienza di Laura per me è un ulteriore raggio di luce e speranza, la prova tangibile che ci sono possibilità fuori dall’europa. Spero soltanto di mettere da parte il necessario per il biglietto d’aereo e qualche mese di affitto oltreoceano :)

    Tifo per te e per tutti gli italiani lontani, perché la casa è dove il tuo cuore trova ristoro e rifugio, non necessariamente il luogo di nascita.

  • http://www.lauramazzolini.com/ Laura

    Condivido pienamente; anche se ho 33 anni non vuol dire che debba “sistemarmi” che, come dici giustamente tu, in Italia è spesso uno svendersi. Ma la solitudine pesa talvolta…Paradossalmente ho trovate più persone “come me” all’estero e che parlano lingue diverse rispetto all’Italia dove ho abitato per 30 anni! Leggerò senz’altro il libro..e chissà che non ci si veda davvero in Canada un giorno. O in Australia…mica ho rinunciato a visitare le terra dei canguri!!
    Grazie delle tue parole!
    Laura

  • Alberto

    Ciao,
    ho appena letto il tuo articolo, complimenti per il coraggio, ma vorrei farti una domanda importante.
    Io sono un “disperato” che si è laureato in campo umanistico (come te).
    Ho 26 anni e qualche settimana fa ho finito l’ennesimo stage con rimborsi pasto (al quale non è seguita la famosa possibilità di assunzione).
    I miei genitori non possono più mantenermi perché non arrivano a fine mese nemmeno loro (e io sono stanco di farmi mantenere). Alla agenzie interinali mi hanno detto più volte che la laurea in Lettere è buona per fare il disoccupato, che dovrebbe essere “disabilitata” per un certo periodo e che dovevo studiare altro (loro poi sono quelli che per Natale per fare i “fighi” regalano libri di Calvino senza nemmeno sapere se è uno scrittore del ’700 o del ’900).
    A breve dovrei entrare come operaio in un’azienda alimentare della mia zona (almeno mi hanno promesso una retribuzione di 1000 euro circa, con la quale potrò togliermi qualche soddisfazione, ma soprattutto con i quali potrò sperare di partire un domani). Certo, per il mio futuro 6 anni fa speravo altro.

    La domanda che ti voglio fare è questa. Tu sei scappata, sei arrivata là, però a parte il lavoro di cameriera non hai trovato nient’altro, quindi “il colpo di testa” ti ha fruttato soltanto un lavoro da cameriera (che avresti trovato anche qua). E adesso a quanto pare dovrai aspettare altri 18 mesi prima di ritornare in Canada.
    Quindi alla fine, a parte l’esperienza che ti ha arricchito e aperto gli occhi, nell’ambito lavorativo non è andata come speravi. E’ questo che non mi piace del partire, sembra che per noi ci siano soltanto posti da cameriere :(

    Un grande in bocca al lupo.

  • Laura

    ciao Alberto,
    capisco l’amarezza davanti alle tue speranze calpestate. Allora per rispondere in maniera pratica alla tua domanda: ho trovato un lavoro da cameriera che uso per arrotondare, ma la cosa più importante che sto facendo è NETWORKING. Sono partita con qualche soldo in tasca dopo la stagione estiva perché volevo rendermi conto delle reali possibilità che avrei avuto all’estero e volevo migliorare l’inglese. La mia ambizione è quella di lavorare nella comunciazione, e invece di cambiare lavoro ho deciso di cambiare…LINGUA! Sì, perché dopo 5 anni nell’editoria in Italia, quando ho visto che le mie prospettive future erano pari a zero, ho deciso di riqualificarmi in un diverso ambiente. E tentare la fortuna.
    Tanto per farti capire, due anni fa ho lasciato un lavoro a tempo indeterminato che però mi creava non poche frustrazioni e qualche problema di salute…”no, assolutamente no!” mi sono detta. Piegare la testa tutti i giorni in cambio della “sicurezza” (che in realtà è comunque un’illusione) non fa per me! E ho deciso di crearmi un’altra sicurezza, quella che si guadagna investendo su se stessi e sulla propria professionalità.

    Qua sto cercando un lavoro come tester linguistico o come customer service, che mi potrebbe garantire di restare. La conoscenza dell’italiano a Montreal è diffusa ma non di altissimo livello. Questo mi permette di avere quel qualcosa in più che posso ‘spendere’. Intanto mi sono avvicinata al mondo del cinema del Quebec che è molto stimolante e di alto livello. Chissà che non riesca a scrivere anche per il cinema un giorno. Magari! Intanto qualche amico nell’ambiente ce l’ho…

    Quindi, per rispondere alla tua domanda, ho guadagnato: la consapevolezza che con costanza, determinazione e pazienza posso crearmi una vita migliore, le possibilità ci sono, basta lavorarci sopra e cercare l’occasione giusta. Ho migliorato l’inglese e imparato una nuova lingua il francese. Ho nuovi amici e una miniera di nuovi contatti – che sono poi quelli che al momento giusto danno la chiave per trovare il lavoro che vuoi. Certo ci vuole pazienza. In 6 mesi non potevo pretendere di costruirmi una vita da zero e neanche ci speravo. Ma si può fare, credimi. Questo vale sia che io debba tornare in Italia sia che invece riesca a trovare lo sponsor e possa restare qua. Continuerò comunque a studiare. Ho capito che internet, i social network e le lingue sono il mio futuro.

    Tu rispetto a me hai un ENORME vantaggio: hai meno di 30 anni. Non sprecare tempo e puoi davvero fare quello che vuoi. Molto interessante, ad esempio l’opzione di andare per un anno in Australia, a me preclusa perché over 30. Certo, prima metti da parte qualche soldo…essere finanziariamente indipendenti e oculati è importantissimo per la buona riuscita di ogni impresa ;-)
    Ti auguro davvero che il 2012 ti porti quello che desideri, ma mi raccomando difendi e coltiva la speranza e la voglia di fare! Non farti scoraggiare da chi ti rema contro, dai messaggi negativi di chi il coraggio di mettersi in gioco non l’avrà mai. Chi rompe il sistema e promuove il vero cambiamento fa paura..ma è l’unico modo per andare avanti invece che indietro!

    Un abbraccio e crepi il lupo

  • Gattolibero

    Capisco tutto quello che scrivi e che hai provato, io ho 35 anni e sto pensando di fare un’esperienza all’estero per gli stessi motivi che hai spiegato bene, in Italia tutto è immobile e le opportunità sono pochissime, quasi inesistenti per la nostra generazione. Anch’io ho una laurea umanistica, prendo una paga da fame e non riesco a migliorarmi, le mie prospettive nel mondo del lavoro sono nere. Ci vorranno decenni prima che la situazioni qui si risollevi, sempre che riesca a risollevarsi, io penso che sia un declino definitivo.
    Vorrei avere il tuo coraggio, mollare tutto e partire.

  • carmelo

    Ciao Laura!
    complimenti per la nuova esperienza!Anchio ho fatto qualcosa di un pochino simile ma alla fine è piuttosto diverso:io ho incominciato a settembre un corso di laurea in Olanda e ho 22 anni. Dura 4 anni e questa cosa mi spaventa tantissimo perchè non so più se studiare sia la cosa più importante. Mi piace quello che sto studiando ma forse essere economicamente indipendenti da soddisfazioni ancora maggiori. Il mio obbiettivo è di girare il mondo e di fare tante esperienza diverse. Però cosi mi sembra veramente troppo facile. Alla fine lo sto facendo solo perchè ci sono i soldi dei miei genitori. Scusami se ti scrivo cosi ma sono un po giu e molto confuso. Piu che altro sono annoiato e pensavo che vivere un altro paese fosse qualcosa che mi potesse svegliare un po dato che l’anno prima ho sofferto di depressione. Sono molto contento per te Laura comunque! Ci si vede in Olanda magari ci fai un salto!

  • Firewind1

    ciao laura, mi chiamo emiliano e ogni giorno vengo a visitare questo sito per estrapolare sempre più info….. il tuo racconto mi ha colpito molto perché sarebbe l’identica cosa che sta accadendo a me… ho posto fisso (guido l’autobus urbano) ma è frustrante e a volte umiliante!!! probabilmente se rimarrò in italia o andrò in galera o ci morirò sopra!!!!perché tanto prospettive di carriera non ce ne sono! ho pensato quindi di trasferirmi in canada, esattamente a vancouver! dopo aver fatto varie ricerche e riiniziare tutto da capo, svolgendo qualsiasi mansione, mi possa permettere di mantenermi lì…o magari svolgere la stessa che ho in italia che sicuramente è meno umiliante e come figura è anche più rispettata ( parlo dell’autista)… sinceramente mi sono anche commosso nel leggere la tua esperienza, perché mi è venuta rabbia nei confronti di tanta gente che conosco, alla quale ho parlato del mio desiderio e mi hanno letteralmente riso in faccia!!!.. vorrei poter ottenere tutto quello che ho, grazie alle mie qualità e al mio spirito di intraprendenza… non importa QUANTO avrò!! ….dopo quest’intro un pò “sfogo” ;) vorrei chiederti una cosa… Mi sto informando per il visto vacanza lavoro,lo stesso che hai fatto te all’inizio per poter lavorare ed avere un esperianza diretta di vita canadese….mi potresti elencare le cose veramente importanti da portare all’ambasciata?…. ti ringrazio in anticipo….AH! già che ci sono ….auguri!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia
  • Tastewalkabout

    Ciao Laura ho avuto anch’io un colpo di testa. Se ti trovi a passare da Vancouver prendiamo un caffè assieme. In bocca al lupo. Ivano

  • Daniela

    Ciao Laura e ciao a tutti i lettori! Ti faccio subito i complimenti per la decisione e la perspicacia. Io ho 50 anni e da tempo penso e consiglio di fare come te. Non annullarsi qui, non pensare che tanto qui fanno vivono così, che ti riderebbero in faccia… vivere così è involversi! Ebbene dicevo, anche se ho 50 anni ho deciso di puntare sull’estero. Non importa il lavoro che troverò. E’ solo il punto di partenza per rivisitarsi, riscoprirsi, ed iniziare nuovi percorsi! E credo che volere è potere! Se sai di persone anzianotte come me che stanno vivendo una scelta come la mia, racconta così sarà una spinta in più! Ciao e buonissima vita!

  • http://riruinglasgow.wordpress.com/ Riruinternet

    Ciao Laura,

    ciao Laura, io ho 29 anni e mi e’ bastato un mese di ricerca lavoro infruttuosa per accarezzare il panico come un gatto in certi momenti, anche se sapevo alla fine sarebbe andato tutto bene. mentre sei nel momento e’ facile perdere la prospettiva, ma tu te la stai cavando alla grande. voglio solo farti i complimenti per il coraggio, tieni duro e sopratutto pazienza.

  • Marco

    Daniela,

    non disperare, io di anni ne ho 49 e mi sono trasferito in Canada quando ne avevo 46 dopo aver lasciato il mio ottimo lavoro a tempo indeterminato in Italia…qui il lavoro l’ho trovato in circa 6 mesi, dipende da tanti fattori, da cosa sai fare, dal momento, dalla zona in cui sei e naturalmente anche da un po’ di fortuna…ma si puo’ fare !

    Ciao
    Marco

  • Firewind1

    grazie aldo!!!!

  • Alberto

    Marco,

    siamo quasi coetanei ed è da tanto tempo che cerco di trasferirmi in Canada ma, sembra un’impresa impossibile.
    Dalla Tua esperienza mi pare di capire che se non parti di persona e vai sul posto non hai alcuna speranza di trovare lavoro, è così?
    Le mie possibilità economiche- per lasciare tutto e trasferirmi sul posto alla ricerca di lavoro- sono proprio limitate dal momento che in famiglia andiamo avanti soltanto con il mio stipendio, cosa mi consigli?
    In che settore lavori attualmente?
    Quali difficoltà hai incontrato maggiormente?
    Scusa le tante domande ma la Tua esperienza mi interessa molto.
    Grazie ed in bocca al lupo per tutto!

  • Marci

    Brava Laura, sei stata brava ad inseguire le tue pulsioni ed i tuoi sogni. E’ proprio vero che in Italia tutti giudicano senza conoscere ed io aggiungerei che spesso ci vengono dati alcuni consigli solo perche’ le persone sono INVIDIOSE. Troppo vecchia a 33 anni…pf! Meglio loro che invecese ne rimangono con il sedere al caldo, pigri!
    Spero che tu ottenga il permesso per rimanere in Canada e trovare il lavoro che desideri.
    Tanti auguri per la tua vita e buon anno!

  • Info

    …e mentre qui va tutto a rotoli, il popolo italiota continua a osannare la sua fetida classe politica di destra-sinistra-centro…

  • Tdm14617

    Per fare una cosa come ha fatto Laura devi sentirtela dentro. Io nel mio caso avevo un lavoro eccellente in Italia pero’ non mi andava giu’ il modello di vita ed ho abbandonato tutto iniziando con uno stipendio che era 3 volte inferiore a quello che percepivo in Italia. Sono rimasto nello stesso campo di lavoro tuttavia ed adesso dopo un po di anni mi trovo al di sopra di quello che i miei ex colleghi guadagnano in Italia. Non sono andato a fare il cameriere poiche’ la lingua la conoscevo abbastanza ed ho cercato impiego nella mia linea di lavoro. Avrei fatto comunque il cameriere o di peggio (il cameriere poi e’ un bel lavoro perche sia in Canada che in America fanno molte mance) pur di coronare il mio sogno.

    Per quanto riguarda poi l’aspettare i 18 mesi, quella e’ la prassi se vuoi fare le cose onestamente. Io a suo tempo aspettai 13 mesi, sarebbero stati di piu’ ma scrissi ad un senatore il quale mi aiuto’ ad accorciare i tempi. Suggerisco a Laura di fare la stessa cosa se vuole accorciare i tempi.

    Tutto qui, se tu dici anziche’ fare il cameriere in Canada tanto vale che lo faccio in Italia, penserei che non hai il vero desiderio di cambiare l’impostazione della tua vita. Io vivo negli USA ma il Canada e’ la stessa cosa, devi provare quello che vali per andare avanti.

  • http://robaacaso.blogspot.com/ mg

    molto interessante, Montreal é bella ma francesizzante, preferisco Toronto o Vancouver.

    Buona fortuna, spero tu possa entrare come localization tester(in alternativa cercano queste figure anche in uk)!

  • Marco

    @Alberto

    L’essere qui di persona e’ essenziale per ottenere un lavoro, io prima di partire (2007, quindi in tempi non critici come adesso) ho provato ad inviare diversi cv in Canada (ed anche in Austrailia) ma senza assolutamente nessun risultato…premetto che ho fatto l’universita’ in Inghilterra e quindi non ho problemi di lingua e nemmeno di riconoscimento dei titoli di studio ma tutto cio’ apparentemente non serviva.

    Poi siamo venuti qui ed ho avuto la fortuna di entrare come temporary resident ma con un open work permit (al seguito di mia moglie che sta facendo un dottorato di ricerca) e questo ha facilitato non poco le cose…in quasi tutti gli annunci di lavoro viene infatti richiesto di poter lavorare in Canada senza vincoli, cosa valida quando si ha un open work permit.

    Lavoro come ricercatore (chimica) per una media azienda, prima di essere assunto avevo mandato una decina di cv in giro ed avevo avuto un altro colloquio (telefonico) con una grande azienda canadese costruttrice di telefonini (senza fare nomi) che pero’ non era sfociato in niente di concreto.
    Forse nella procedura di assunzione la maggiore difficolta’ per me sono stati i colloqui telefonici, non per la lingua ma per la difficolta’ nell’esprimersi e nello spiegarsi senza avere davanti il tuo interlocutore, non lo trovo molto naturale, e soprattutto per noi italiani il linguaggio del corpo, le espressioni del viso sono a mio parere fattori molto importanti…

    @Laura

    In realta’ i tempi lunghi per il rilascio della permanent residence non sono dovuti alle ambasciate (anche se in alcuni casi un po’ c’entrano) ma al governo federale che non ce la fa a smaltire le richeste in tempi brevi, noi abbiamo, per esempio, inoltrato da poco la domanda per la permanent residence (Canadian Experience Class) ed i tempi medi previsti di rilascio sono di 14 mesi.

  • Danilo

    ILLUMINANTE é uscire dall italia….ero alle poste per pagare una multa estate 2011…io sono di roma uno parlando fá “ma stanno aumentando tutto e la benzina e questo e quast altro e al pronto soccorso se non stai morendo non ti toccano”e uno gli fá con una saggezza contadina “io la patente ce ló ma non guido e posso mangia pane e cipolla e 2 pomodori e sto bene cosí…”qui vedo molti che si preoccupano delle loro lauree ma io faccio il pizzaiolo anche se sarei ottico veramente,anche se mi manca l esame di laboratorio…ma preferisco fare la pizza mi piace di piu!insomma dicevo mi sono visto finire cosí perche in effetti quello sarebbe il modello da seguire se vuoi vivere bene in italia credo…rassegnato a tutto…capace di sopravvivere in condizioni degradanti e non essere capace di prendere un aereo…io ci ho messo 7 anni…sono in inghilterra…é tutta un altra storia qua…qui lo stato non vuole solo rubare i soldi,magari anche,ma non solo e crea servizi e leggi e cose mai viste in italia…e poi posso dire che l italia é il paese piu razzista d europa,anche tra italiani ci odiamo o ci sfottiamo quantomeno,ancora con la storia del polentone e del terrone,qui sono arrivato con un inglese di merda eppure mi sono sentito molto piu rispettato qui che ero l ultimo arrivato,che a casa mia…é bellissimo vedere che cé cultura,non sono tutti quanti li a guardarsi in cagnesco con diffidenza…e é bellissimo vedere che ce gente come me che vuole realizzarsi e che é pronta a partire per farlo e non solo che dice come ho sentito “oggi ho proprio voglia di non fare un cazzo e di rubbare lo stipendio”che mi sembra un atteggiamento diffuso tra tutti quei dipendenti a tempo indeterminato in italia…dove se accendi la televisione sei fottuto…per me in italia si sono inventati la video droga e non ci hanno detto niente…mi viene il malumore a ripensarci…espatriate ragazzi…non é rimasto piu niente pultroppo…é stato un gran paese forse…ma aimé é morto!!!!!!

  • Danilo

    triste ma verissimo l aneddoto sul caffé espresso!!complimenti e auguri!bellissima storia

  • Supershine

    Amico, le tue parole: Vangelo. Bravo!

  • er pupone

    Ma se tutti andate via rimangono solo gli amici degli amici e i loro figli e parenti che continueranno indisturbati a rosicchiare le fondamenta del nostro paese!!!!!

  • Suby78

    Ciao Laura, sono una tua coetanea, 33 anni, laurea umanistica come te (ma in lingue) e disoccupata da 2 anni, nonostante parlo fluentemente 3 lingue e in più ho una discreta conoscenza del cinese. Il tuo racconto mi ha rincuorato perché ho fatto domanda anche io per il visto di lavoro di 6 mesi, e anche io ho tutti i dubbi del caso, se valga la pena o meno perdere tutto questo tempo, se riuscirò a trovare lavoro una volta lì ecc, ecc…
    Ma vedere che comunque un lavoretto si trova, e che di fame non si muore, mi dà la spinta per andare fino in fondo, perciò grazie di aver raccontato la tua storia così dettagliatamente. Spero che la mia domanda venga accettata, e dato che anche io vorrei andare a Montreal, spero di incontrarti lì per un cappuccino un giorno… Ciao e in bocca al lupo!!!!

  • Enrico

    Un saluto e un abbraccio a Laura,
    io ho 32 anni e in Aprile parto per Toronto.
    Leggere e conoscere le storie di chi già già si è messo alla prova mi fa molto piacere e mi aiuta a sentirmi parte di un gruppo che, seppur sparpagliato in giro per il globo, è unito da un comune desiderio di osservare il mondo da un punto di vista diverso e non necessariamente peggiore di quello a cui siamo stati abituati fino ad oggi.

    Credo sia importante prima di tutto come esperienza di vita, in fondo non siamo così soli nell’universo come il sistema dei media vorrebbe farci credere. E credimi che dopo 7 anni di lavoro in televisione un’idea di come funziona me la sono fatta…

    Un in bocca al lupo dunque a te, Laura, che tu possa trovare quello stai cercando.
    Un saluto anche agli amici che restano a combattere su un campo che si fa più sconnesso di giorno in giorno.

  • Luigi poli

    Grazie davvero,mi hai ispirato fiducia nelle cose belle della vita!
    Qui e’ difficile riuscire a sperare in meglio ahime’!

  • Vpablo

    ciao Laura, ti chiedo una informazone riguardo la lettera di introduzione vacanza-lavoro inviata dall’ambasciata:era indicata specificatamente la data ultima utile per entrare in Canada? sulla mia non è indicata, e dall’ambasciata non ho avuto delucidazioni. grazie
    Pablo

  • http://globetrotter-to-canada.blogspot.com/ jcfg77

    Ciao Laura, Sono passati un paio di mesi, hai qualche novità? Sei riuscita a trovare un lavoro che ti possa sponsorizzare con un work permit o meglio ancora il permanent resident – se e’ ancora la tua intenzione rimanere li?
    Come e’ la situazione adesso in Quebec? Ho sentito che come immigrazione e’ molto più facile pero che ultimamente non c’e tanto lavoro, ti risulta?
    Io sono in attesa del mio WHP, ma intendo andare a Calgary.
    Un abbraccio e facci sapere!


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