SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Le lingue straniere più difficili da imparare

  • Sharebar

Il Foreign Service Institute ha creato un elenco per mostrare la durata di studio (approssimativa) necessaria per imparare un linguaggio se si è madrelingua inglese.

Il Foreign Service Institute (FSI) è un’istituzione del governo federale statunitense il cui obiettivo primario è quello di insegnare le lingue straniere a diplomatici e ad altri professionisti americani in modo da promuovere gli interessi americani nel mondo.

Lingue su Italiansinfuga

Lingue su Italiansinfuga

Ovviamente questa lista non può essere presa alla lettera per quello che riguarda gli italiani madrelingua. La presenza dell’italiano nella categoria delle lingue più “affini” all’inglese rende però la lista stessa relativamente indicativa di quanto sia difficile per un italiano a imparare una particolare lingua straniera.

Le lingue vengono suddivise in varie categorie e viene fornito un lasso temporale all’interno del quale lo studente dovrebbe raggiungere un livello 3 di abilità nel parlare e nel leggere la lingua straniera secondo la classificazione ILR. Chi raggiunge questo livello è in grado di usare la lingua straniera in modo proficuo a livello professionale.

Inoltre bisogna ricordare che ognuno di noi ha una predisposizione diversa per le lingue e quindi questa categorizzazione ha valore indicativo.

Categoria I: 23-24 settimane (575-600 ore)

Linguaggi vicini all’inglese

  • afrikaans
  • danese
  • olandese
  • francese
  • italiano
  • norvegese
  • portoghese
  • rumeno
  • spagnolo
  • svedese

Categoria II: 30 settimane (750 ore)

Linguaggi simili all’inglese

  • tedesco

Categoria III: 36 settimane (900 ore)

Linguaggi con differenze linguistiche e/o culturali con l’inglese

  • indonesiano
  • malese
  • swahili

Categoria IV: 44 settimane (1100 ore)

Linguaggi con significative differenze linguistiche e/o culturali con l’inglese

  • albanese
  • aramaico
  • armeno
  • azero
  • bengalese
  • bosniaco
  • bulgaro
  • birmano
  • croato
  • ceco
  • estone
  • finlandese
  • georgiano
  • greco
  • ebraico
  • hindi
  • ungherese
  • islandese
  • khmer
  • lao
  • lettone
  • lituano
  • macedone
  • mongolo
  • nepalese
  • pashto
  • persiano
  • polacco
  • russo
  • serbo
  • cingalese
  • slovacco
  • sloveno
  • tagalog
  • thailandese
  • turco
  • ucraino
  • urdu
  • uzbeco
  • vietnamita
  • xhosa
  • zulu

Categoria V: 88 settimane (2200 ore)

Linguaggi che sono di una difficoltà eccezionale per madrelingua inglese

  • arabo
  • cantonese
  • mandarino
  • giapponese
  • coreano

Cosa ne pensate? Quale è stata la vostra esperienza di apprendimento di una di queste lingue?

Commenta su Facebook

commenti


Come superare il Colloquio di Lavoro in voli economici Assicurazione viaggi Impara le lingue con babbel

non regalare soldi alle banche usa transferwise

VOLI ECONOMICI




  • Saya

    Per il cinese concordo. Anche se credo che per un Italiano sia leggermente più facile rispetto a un inglese, i suoni cinesi sono molto più simili a quelli italiani… e con un po’ di fantasia si può facilitare il compito.
    Però non capisco perché Thailandese e Coreano sono messi su due livelli differenti: come pronuncia hanno circa la stessa difficoltà, ma avendo entrambi un alfabeto sono ben più semplici di linguaggi come i vari cinesi, il giapponese e l’arabo! Mah, I misteri della vita :P

  • Marcello Raiti

    Non capisco come mai il tedesco venga considerato più difficile di svedese,danese e norvegese…linguisticamente parlando fanno parte dello stesso ceppo e anzi direi che sono più difficili e meno simili all’inglese del tedesco!

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ LaJoe

    lo trovo molto interessante anche se mi sembra parecchio astratto.
    Sarebbe interessante sapere quante persone hanno usato per fare questo studio visto che hanno considerato un livello di preparazione molto alto. E anche come sono considerate queste ore ecc…
    Grazie per lo spunto come sempre. Andrò a fare qualche ricerca.
    ^___^

  • Lorella Ciani

    Lo slovacco, per chi ha già incontrato lingue con desinenze e casi, non è così complicato.

  • Andrea

    Da studente di Coreano, mi stavo pensando esattamente la stessa cosa!

  • Anonimo

    Da modesto diplomato in lingue ed appassionato delle stesse in senso generale, vorrei mettere i miei “two cents” nella discussione: fonologicamente parlando, credo che moltissime lingue staniere siano difficili per i parlanti inglesi e pure per gli italiani, punto.
    Dal punto di vista della comunicazione, se questo documento è stato stilato da un ente governativo americano, vorrei fare presente quale scarsa qualità abbiano mediamente le scuole americane, e soprattutto quanto poco inclini a parlare una lingua che non sia l’inglese siano gli anglosassoni in genere.
    Se il documento l’avesse scritto l’Académie Française avrebbe messo a livelli altissimi di difficoltà tutte le lingue… :D

  • Azzurra Camoglio

    Sorry ma come schema mi sembra decisamente campato in aria e che non tenga conto di molti aspetti, primo tra tutti la pessima abitudine degli anglofoni (e degli statunitensi in particolare) a dare per scontato o persino a pretendere di poter parlare inglese dovunque nel mondo e di essere capiti come se parlassero con un madrelingua.
    Se aggiungiamo che il sistema scolastico statunitense di “base” non prepara per nulla in modo adeguato allo studio delle lingue straniere, ci troviamo spesso davanti ad adulti che studiano “veramente” una lingua straniera per la prima volta senza avere mai acquisito un metodo per farlo e senza avere spesso idea di come funziona la grammatica della propria lingua madre.

    Come fa l’islandese a essere più difficile del danese o dello svedese se entrambe appartengono al ceppo scandinavo e hanno origine comune?
    Come fa il tedesco a essere più difficile dell’italiano, quando il tedesco (il Plattdeutsch) è all’origine del tedesco e milioni di parole sono simili?!

    Sarebbe inoltre utile spiegare a cosa corrisponde il livello 3 in corrispondenza del sistema europeo che valuta le competenze da A1 a C2.

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ LaJoe

    in teoria non fa una piega ma….il livello 3ILR sarebbe il livello C1 del CEFR…mi sembra abbastanza alto..
    (uno dei motivi per cui volevo saperne di più su tutto lo studio)

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ LaJoe

    il livello 3 ilr sarebbe c1 del sistema europeo O___o

    cmq dipende sempre da su chi è stato fatto questo studio, che campione di gente hanno preso ecc. (è quello che sto cercando di scoprire..vabeh)

  • Anonimo

    Perdona LaJoe, non comprendo (problema della comunicazione scritta!) il tuo dubbio sulla teoria… ;)
    E’ fin palese che un C1 o ILR Level 3 sono obiettivi molto difficili da raggiungere, ma è sempre una questione di punti di vista. Io non credo che per un parlante inglese, sia semplice imparare una lingua. Soprattutto per pigrizia.
    Una mia amica americana scrive in modo impeccabile in italiano ed usa i condizionali e i congiuntivi meglio di qualunque giornalista, ma quando parla, lei stessa scherza sulla sua marcatissima accentazione “à la Dan Peterson”, che la fa apparire quasi meno “vocabolarizzata” di quanto in realtà non sia…
    In linea di principio, prendendo ad esempio l’inglese, mi viene in mente una simpatica battuta riferitami da un mio carissimo zio scomparso, che mi ha introdotto e fatto amare le lingue, lui stesso ottimo parlante di alcune e soprattutto dell’ostico Ungherese:
    ad una una importante interprete e traduttrice ungherese fu chiesto (parliamo di più di trenta o quarant’anni fa) se davvero l’inglese fosse così facile da imparare come dimostrava il fatto che chi più chi meno sapeva già allora parlarlicchiarlo nell’uso quotidiano studiandolo a scuola e vedendolo utilizzato frequentemente anche alla televisone e alla radio.
    Aprendosi in un grande sorriso, lei disse: “Si, è vero. L’inglese è una lingua facile da imparare. I primi venti anni che lo studi. E’ dopo che diventa difficile!”.
    Questo mio esempio vuol significare che tutto è relativo e che il grado di conoscenza che uno può raggiungere in una o più lingue è sempre e solo relativo anche alla propensione personale, e sicuramente da circostanze di necessità, voglia e possibilità di poter imparare anche le più assurde lingue che esistano – andatevi a sentire un dialogo in lingua Xhosa, poi ne riparliamo! :)
    Non dimentichiamo nemmeno che ogni lingua ha poi la sua settorialità: possiamo parlare benissimo il tedesco tecnico ma magari potremmo essere in difficoltà in una conversazione letteraria nel club dei cultori di Goethe. Oppure il francese letterario non ha segreti per noi, e se per lavoro siamo davanti a un tecnico informatico (ahimè, la mia gavetta linguistica) non capire assolutamente nulla perché tutto ha una terminologia che dall’inglese informatico universalmente riconosciuto, i francesi hanno voluto reinterpretare ogni singola parola a loro uso e consumo (FAQ -> Foire aux Questions -> La fiera delle domande!)…
    Oddio, mi perdo sempre in chiacchiere e rischio di uscire poi dal tema. Comunque credo che ci siamo capiti.
    Si sbaglio mi corigerete! :D

  • http://brividocosmico.wordpress.com/ LaJoe

    Wotan, sì mannaggia al linguaggio scritto..perchè alla fine stiamo dicendo la stessa cosa (vedi anche mio primo commento).
    In teoria non faceva una piega il tuo discorso sulla qualità dell’istruzione americana e sull’ Académie Française solo che essendo questo studio per equivalente di livello C1 è un livello cmq alto. Ma penso che sta gente che è stata sottoposta allo studio avrà fatto almeno un cavolo di test o certificazione o simili per poi dimostrarne il risultato. (che poi le certificazioni spesso sono ben lontane dalla realtà…anzi..quasi sempre, ma è su questo che si basano tutti per giudicare i livelli ecc, Académie Française inclusa).
    Per questo a me sarebbe interessato sapere qualcosa di più su come hanno fatto lo studio, tipo età delle persone, background, ecc. e su quante (se lo fai su 200 o su 2000 cambia molto….mi pare un po’ come la pubblicità delle creme…bah)
    A me, tra che le lingue “son la mia vita” tra che mi ci interesso molto sembra abbastanza improbabile questo risultato. Che in 88 settimane (1anno e mezzo circa) si possa diventare c1 per esempio di arabo o di tedesco in meno di un anno ecc….. Certo qualcuno forse potrebbe farcela, ma quanti?
    Sennò vuol dire che il mondo è pieno di gente che non ha capito un cavolo o ha proprio sbagliato strada, e che solo sti qui dell’ FSI hanno capito come gira…
    Però appunto credo dipenda da come è stato condotto lo studio e tutto il resto. (Sto indagando, chissà)

  • Anonimo

    Quoto interamente!!! :D
    Inoltre, queste settimane sono a tempo pieno o solo a livello di corso post lavoro o post scolastico?
    Perché le cose cambiano, eccome!

  • ChiaraG

    Concordo pienamente per il cinese mandarino…anzi forse 88 settimane sono anche poche (almeno per un madrelingua italiano!), poi per un anglofono non saprei.

  • Vincenzo

    L’islandese ha una fonologia molto lontana dalle altre lingue parlate in Europa e una grammatica molto molto molto più articolata (declinazioni, generi, ecc.) delle altre lingue del gruppo scandinavo (svedese, norvegese, danese). ll fatto che abbiano origine comune non significa che abbiano un grado di complessità comparabile…
    Poi: il tedesco e l’inglese non hanno “milioni” di parole simili. L’inglese è stato influenzato dal tedesco (e dal francese) molto più di quanto sia successo al tedesco (infatti l’inglese ha molti vocaboli simili all’italiano).

  • Vincenzo

    ops, volevo dire “[...] l’inglese è stato influenzato dal LATINO (non dal tedesco!) [...]

  • Vincenzo

    No, è un falso mito. Svedese, danese e norvegese sono lingue molto più semplici di quanto si creda. Quanto meno da un punto di vista grammaticale (nessuna coniugazione dei verbi, nessuna declinazione, sintassi semplificata…) – foneticamente è un’altro discorso ;-)
    Il tedesco è davvero molto più complesso.

  • Vincenzo

    il cinese ha suoni simili a quelli italiani?? Davvero??? Forse ti confondi con il giapponese… ;-)
    Tailandese e coreano sono effettivamente su livelli differenti. Le difficoltà maggiori del tailandese sono i toni (ne ha persino più del mandarino) e nel sistema di scrittura che, nonostante sia di tipo alfabetico-fonetico, segue principi veramente diversi da quelli a cui siamo abituati (provare per credere… è una follia!). Una volta superati questi due grossi scogli, la grammatica è relativamente accessibile.
    Il coreano invece ha una grammatica estremamente articolata e una sintassi assolutamente diversa da quella delle lingue occidentali. D’accordo la scrittura non è un grande ostacolo (tra l’altro, questo non è del tutto vero perché da un certo punto in avanti è indispensabile conoscere anche molti ideogrammi cinesi, tuttora in uso in Corea del sud) ma in tutto il resto resta una lingua estremamente laboriosa.

  • Azzurra Camoglio

    Veramente l’inglese deriva dal Plattdeutsch, una forma arcaica di tedesco, e il tedesco ha fatto derivare i propri casi dal latino. Quindi nulla di nuovo sotto il sole.

    In un secondo tempo l’inglese ha subito l’influenza dei Normanni e del francese, così come il tedesco ha subito l’influenza del francese e dell’inglese, di ritorno. Dato che le lingue sono qualcosa di vivo.

    Dato che le lingue scandinave hanno antenati comuni a inglese e tedesco (e che essendo l’inglese derivato dal tedesco, non fa molta differenza da dove derivino tutte e quattro, ai fini di questo thread), non vedo grosse distinzioni di difficoltà tra tedesco e islandese solo perché il tedesco ha i casi.

    L’islandese ha i casi così come hanno i casi tedesco, polacco, russo e altre lingue.

    Tornando a bomba: qualunque lingua è difficile se non ci si vuole dar la pena di impararla. La difficoltà è sempre negli occhi di chi guarda, perché dipende dalla lingua madre di partenza. Per le lingue indoeuropee sono difficile le lingue tonali, per i giapponesi è difficile la fonetica inglese, per chiunque è difficile la grammatica se non si conosce la grammatica della propria lingua, per chi non ha studiato latino o greco sono difficili le lingue con i casi…

  • Daniele

    Il tedesco ufficiale in Austria e Germania è l’ Hochdeutsch, cioè alto tedesco.
    Il plaatdeutsch (per niente arcaico) è il tedesco che parlano nella Germania settentrionale ed assomiglia di più all’inglese, olandese e scandinavo.
    Il punto è che il tedesco standard è l’ Hochdeutsch e non il Plaatdeutsch, ed è molto diverso dall’altro tanto che un tedesco del nord non viene capito da uno del centro sud.
    Quindi il tedesco (Hochdeutsch) è vero che è difficile per un inglese.

    Se poi vogliamo dire che il Plaatdeutche ha molte parole simili all’inglese… si è vero, ma non è una lingua presente nella lista

  • Daniele

    Il tedesco ufficiale in Austria e Germania è l’ Hochdeutsch, cioè alto tedesco.
    Il plaatdeutsch (per niente arcaico) è il tedesco che parlano nella Germania settentrionale ed assomiglia di più all’inglese, olandese e scandinavo.
    Il punto è che il tedesco standard è l’ Hochdeutsch e non il Plaatdeutsch, ed è molto diverso dall’altro tanto che un tedesco del nord non viene capito da uno del centro sud.
    Quindi il tedesco (Hochdeutsch) è vero che è difficile per un inglese.

    Se poi vogliamo dire che il Plaatdeutche ha molte parole simili all’inglese… si è vero, ma non è una lingua nella lista

  • adolfo

    l ungherese è molto difficile anche , per gli italiani almeno


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube