SCRIVERE IL CV IN INGLESE

La Cina è cresciuta, sta crescendo e crescerà ancora

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Silvia Gianotti ha studiato lingue all’università (in Italia ed in Cina) ed adesso lavora a Pechino per un’azienda italiana.

Perché hai scelto di studiare Mandarino (oltre allo Spagnolo) come lingua piuttosto che altre lingue?

Innanzitutto ho deciso di studiare lingue, in seguito ho scelto cinese. Mi sembrava infatti una lingua interessante e soprattutto con un valore aggiunto rispetto alle altre: per le opportunità di lavoro sicuramente ma, allo stesso tempo, per il fatto che potesse caratterizzare in maniera evidente il mio curriculum studentesco e professionale.

Che differenza sulla conoscenza della lingua ha fatto il periodo passato alla Beijing Language and Culture University?

L’esperienza alla BLCU è stata fondamentale. Per una lingua tonale, come è il cinese, lo studio e la pratica all’estero sono alla base per la conoscenza della lingua. Lo stesso metodo di insegnamento cambia notevolmente dall’Università italiana a quella di Pechino. (In quest’ultima è tutto incentrato su un metodo mnemonico meno incentrato sui perché). Un approccio diverso però che risulta importante per aver piena coscienza di una cultura e una lingua così lontane dalle nostre.

Cina su Italiansinfuga

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Sei riuscita a maturare un’esperienza lavorativa in Cina durante questo periodo?

Durante il periodo di studio alla Beijing Language and Culture University non ho lavorato, è stato un periodo di solo studio. Una scelta dovuta in parte alla mole di lavoro portata dal corso stesso ed in parte per la mia volontà di sfruttare al massimo la prima esperienza in Cina.

Come sei poi riuscita a fare il salto lavorativo verso la Cina?

Ho deciso che avrei voluto iniziare il mio iter professionale in Cina. Da lì ho iniziato ad informarmi su aziende, associazioni, organizzazioni che potevano essere interessanti per me. Ed alla fine ho iniziato con uno stage in Viva Group.

Ci descrivi per chi lavori adesso e quali sono le tue mansioni?

Viva Group Beijing Co. Ltd. è un’agenzia italiana di Comunicazione, PR ed eventi con ufficio a Pechino e Shanghai, nata a Roma. È ormai da anni in Cina con un’ottima reputazione alle spalle, sia in territorio italiano che a livello internazionale. All’interno dell’agenzia mi occupo dell’organizzazione degli eventi (istituzionali, per imprese private, fashion show, fiere), del contatto con i fornitori e i clienti, di mantenere relazioni con i media e della coordinazione del lavoro con i colleghi. Un’esperienza altamente formativa e stimolante.

Quali sono le opportunità di lavoro in Cina per chi parla sia il Mandarino che l’Italiano (o altre lingue)? C’è molto lavoro?

Ovviamente la conoscenza del Mandarino è un plus da non sottovalutare, nonostante ci siano molti stranieri che vivono e lavorano qui in Cina senza parlare la lingua ma con una specializzazione (soprattuto architetti, ingegneri, informatici, grafici..).

Il mercato del lavoro cinese è di sicuro più dinamico e attivo di quello italiano. Come gli altri Paesi anche qui la ormai famosa crisi ha delle conseguenze. Inoltre l’aumento del numero di stranieri qui in Cina è un ostacolo in più per chi cerca lavoro. Di sicuro per chi si vuole lanciare in una nuova sfida la Cina rappresenta una delle possibili mete, non dimenticando però le enormi differenze e quindi necessità di adattamento che richiede.

Puoi descriverci la Cina, la sua crescita economica e la visione della vita che hanno i Cinesi in questo periodo storico?

La Cina è cresciuta, sta crescendo e crescerà ancora. Chi ha il potere di decidere (politico ma soprattutto economico per ciò che riguarda direttamente il mercato del lavoro) sa di essere in una posizione di vantaggio rispetto a moltri altri Paesi. E si vede.

Ogni angolo di Pechino è un costruire, rinnovare, innalzare e tutto con una velocità che in Italia non è nemmeno pensabile. Capita ormai raramente di vedere l’occhio stupito del cinese di fronte allo straniero, cosa invece abbastanza frequente poco tempo fa (ad es. tre anni fa, quando arrivai in Cina per la prima volta).

I cinesi sono tanti, sembra una banalità ma vivendo qui, tra e con loro, la moltitudine delle persone che si ha attorno si sente e spesso rende tutto più difficile. È comunque una missione ardua dire quale sia la loro visione della vita, quando credi di averlo capito incontri quello che la pensa come te (scoprendo in seguito che ha studiato in Francia e lavorato in Germania).

Certo la cultura, il patriottismo, la tradizione così presenti ogniddove segna le persone. Chi ha possibilità di andare all’estero o ha coscienza di farlo dalla Cina, prova a vedere le cose da un diverso punto di vista, gli altri no.
La Cina è una continua sfida, per ciò che riguarda lo sviluppo economico, ambientale, culturale e lo è anche per chi ci vive, ogni giorno una nuova domanda a cui trovar risposta. Insomma, bella o brutta che sia la novità c’è sempre qualcosa da scoprire nel suo paesaggio, nella sua gente, ovunque.

Grazie Silvia e buon proseguimento in Cina!

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  • Giovanni Casarotto

    Ho trovato questo articolo molto interessante perchè ho avuto la conferma di come io immagino la Cina. Mi piacerebbe moltissimo lavorare in Cina nonostante io conosca però solo l’inglese e lo spagnolo, lo spirito di adattamento non mi manca per nulla, avrei solo bisogno che qualcuno mi suggerisse come fare e dove cercare per trovare lavoro nel Sol Levante! Please… POTETE RISPONDERE ALLA MIA MAIL, ANZI, VE NE SAREI DAVVERO GRATI

  • http://www.facebook.com/people/Antonio-Notarangelo/100002529428468 Antonio Notarangelo

    Articolo molto interessante. Peccato che non ci sia modo di porre domande all’autrice e ricevere risposte dalla stessa. Per esempio una domanda fondamentale è come ci si trova nella quotidianità cinese uno che parla l’inglese ma non conosce assolutamente la lingua cinese?

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    per esperienza personale posso dire che e’ molto difficile. Io non sapevo il cinese, i cinesi non sapevano l’inglese. Comunicazione quasi nulla.


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