SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Ieri Barcellona, oggi Italia, domani chissà?

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Martina Ercoli ha fatto l’Erasmus a Barcellona, è tornata in Italia e adesso sogna di diventare location independent.

Intervista di Matteo Moroni (@mattmoros)

Veloce introduzione personale: chi sei, cosa fai, dove ti trovi adesso?

Mi chiamo Martina, ho 27 anni, sono laureata in Filosofia e continuo a studiarla.

Vivo in un piccolo e pittoresco paese a 50 km dalla capitale, dove il rapporto tra purezza dell’aria e presenza di servizi e svaghi è inversamente proporzionale.

Lavoro a Roma e faccio avanti e indietro tutti i giorni tanto che stavo meditando di scrivere un libro dal titolo “Vita da pendolare: i 10 livelli di sopravvivenza”.

Lavoro come SEO e content editor per un’agenzia di comunicazione che si occupa di ideare e sviluppare siti web, la New Com Web Agency.

Andiamo in ordine cronologico, la tua prima esperienza di vita a Barcellona: raccontaci tutto a riguardo, come hai fatto per approdare in terra catalana, il tuo primo impatto, racconti ed esperienze varie della vita in Spagna, sei hai avuto modo di lavorare là.

BARCELLONA. Sono stata per la priva volta a Barcellona nel 2006, in vacanza, e sin da subito avevo intuito ci fosse qualcosa tra noi … per cui, quando un anno dopo ho avuto la possibilità di scegliere la capitale catalana come meta per il Programma Erasmus che avevo vinto, non ci ho pensato due volte e sono partita!

Barcellona su Italiansinfuga

Barcellona su Italiansinfuga

Devo dire che arrivare in città da turista e arrivarci perché devi viverci sono due cose assolutamente diverse.

A differenza di molti ragazzi che ho conosciuto e che erano venuti a cercare casa assieme ai genitori, io ho deciso di partire da sola. All’inizio è stata dura, un po’ più di quello che mi aspettassi: mi mancavano tutti, i miei amici, i miei genitori, il mio ragazzo e per i primi due giorni non ho fatto altro che angosciarmi.

Poi, anche grazie all’ospitalità e l’accoglienza di una ragazza italiana che conoscevo e che mi ha ospitato sul suo divano mentre cercavo casa i primi giorni, mi sono sentita meglio e, a poco a poco, sono passata dall’angoscia all’euforia più totale!

LA RICERCA DELLA CASA. Ora, un capitolo a parte è da dedicare alla ricerca della casa: è stato un vero e proprio trauma. Doversi districare in quel bazar immenso di annunci che si trovano su Loquo.com (il sito di annunci più famoso in Spagna) è stata un’avventura tragicomica.

Mi sono ritrovata a dover telefonare in una lingua che ancora non parlavo bene, ad andare in giro per la città con la cartina al rovescio, a suonare al citofono sbagliato oppure a quello giusto trovandomi di fronte una vecchia signora dagli evidenti problemi psichici che mi invitava per un tè, pur non avendo una stanza da affittarmi.

Dieci giorni e una cinquantina di casa visitate dopo, finalmente ho trovato la stanza che cercavo: nel cuore di uno dei quartieri più trendy della città, il Born, in un appartamento al quinto piano (senza ascensore) in un vicolo caratteristico a pochi passi dal museo Picasso.

La casa era malmessa (nel pavimento della mia stanza, in alcuni punti, erano saltate le mattonelle e si vedeva il cemento sotto – almeno fino a che non sono andata da IKEA e ci ho messo un tappeto), ma mi divertì così tanto il clima che si respirava tra quelle mura che decisi che era quella adatta.

A tre anni di distanza, dico che è stata la scelta più giusta che potessi fare: in quella casa ho vissuto i momenti più belli, divertenti e commoventi di tutta la mia esperienza.

LE AMICIZIE. I miei coinquilini (un napoletan/brasiliano, una ragazza olandese, e una coppia di ragazzi francesi, tutti più o meno della mia età) sono diventati la mia nuova famiglia che, col passare dei giorni e dei mesi, si è allargata, inglobando amici di amici e amici di amici di amici!

Tra una festa e l’altra ho trovato anche tempo di studiare. Ho seguito le lezioni di Filosofia alla UB (Università di Barcellona) che per gli studenti Erasmus offriva gratuitamente anche dei corsi di lingua spagnola.

Ecco, se posso dare un consiglio a chiunque debba partire per l’estero: per prima cosa, bisogna iscriversi ad un corso di lingua; non solo, come è ovvio, perché bisogna sapere la lingua del posto per poterci vivere, ma soprattutto perché al corso di lingua si ha l’occasione di conoscere tantissime persone con le quali stringere amicizia, uscire e continuare a praticare in modo più efficace la lingua che si sta studiando.

In quei mesi non ho lavorato, avevo la borsa di studio e anche dei soldi da parte che mi sono bastati anche per fare delle piccole escursioni fuori città. Alla fine i mesi sono volati e tra un’avventura e l’altra, dopo aver sostenuto gli esami, mi sono ritrovata a fare le valigie per tornare a casa con un bagaglio di vita e di amici (che sento e vado a trovare tutt’ora) davvero impagabile.

CONSIGLI. Se dovessi dare tre consigli a chi sta per fare questa esperienza direi:

  1. partite da soli perché solo così potrete misurarvi con voi stessi e aprirvi davvero agli altri
  2. cercate di frequentare il meno possibile i vostri connazionali (per gli italiani è un po’ impossibile dato che siamo dappertutto). Conosco gente che è stata in Erasmus 9 mesi e ha imparato solo qualche frase di spagnolo
  3. Avere un forte spirito di adattamento e senso dell’avventura non è un optional ma un must!

Il ritorno a Roma: come mai? Raccontaci della tua esperienza lavorativa come SEO, cosa fai, come ti sei trovata…

IL RITORNO A CASA. Dunque, sono tornata al termine dell’anno accademico del 2007 per finire l’Università e, rispetto alla partenza, col senno di poi, posso dire che il dramma più grande è stato proprio ritornare in Italia e, soprattutto, ritornare a casa coi miei!

Prima di partire avevo visto un film “L’appartamento spagnolo”. Racconta la storia di un ragazzo francese che va a Barcellona in Erasmus e una volta tornato in Francia, dopo aver trovato lavoro in una grande multinazionale, al ricordo delle bellissime esperienze fatte durante i mesi in cui aveva vissuto a Barna, sveste gli abiti ingessati del manager d’impresa che non gli appartenevano, molla tutto e torna a Barcellona. Ecco, dopo l’Erasmus ho sempre pensato che un giorno avrei fatto la stessa cosa!

IL LAVORO COME SEO A ROMA. All’inizio di quest’anno ho ricevuto la proposta di lavorare come content editor per la New Com Web Agency, un’azienda di comunicazione giovane, smart e in crescita (un po’ un’anomalia nel mercato italiano, basti pensare che la media dell’età di tutti i dipendenti è 26 anni!).

Mi hanno formata e mi hanno dato le basi necessarie per lavorare come SEO, per occuparmi, cioè, dell’ottimizzazione dei contenuti web per il posizionamento dei siti sui motori di ricerca.

Devo dire che fino ad allora questo mondo del web mi era un po’ estraneo e lo vivevo quasi con diffidenza; da quando, invece, ho cominciato a fare questo lavoro, ho iniziato ad amarlo. Sto imparando molto, cerco di aggiornarmi costantemente dato che i criteri di selezione che i motori di ricerca utilizzano, cambiano in continuazione, frequento blog di giovani web editor e seguo su Twitter i SEO manager più importanti. Ho intenzione anche di iscrivermi ad un Master in web marketing il prossimo anno.

Socialtripper: dicci tutto riguardo il progetto. Cosa è adesso e cosa vuoi farlo diventare in futuro, come lo hai realizzato.

IL PROGETTO DI SOCIALTRIPPER.IT. Ti starai chiedendo dov’è che il desiderio di tornare a Barcellona e il mio lavoro come SEO si incontrano.

Bhè la risposta sta proprio nel progetto di Barcellona Social Tripper.

A maggio la New Com mi ha proposto di ideare, sviluppare e gestire i contenuti di un nuovo sito web, trattando argomenti che ancora non fossero stati toccati dai siti del loro network e su cui io fossi particolarmente ferrata.

E cosa potevo scegliere se non di parlare della mia passione più grande, quella di viaggiare?

E’ nata così l’idea di socialtripper.it, un network di portali dedicato alle più importanti città d’Europa e del Mondo. L’idea è quella di fornire un servizio integrato di informazioni che risponda alle esigenze della nostra generazione di italiansinfuga (anche solo per un week-end), cercando di personalizzare il più possibile gli itinerari per ogni tipologia di viaggiatore.

Tutti i siti saranno realizzati da web editor che hanno vissuto o che vivono nella città di cui scrivono. Il primo sito, di quello che sarà un gigantesco mappamondo virtuale da visitare, è dedicato proprio alla mia amatissima città di Barcellona.

Sul sito si trova tutto, dove mangiare, dove dormire, gli eventi più importanti di ogni mese e, naturalmente, c’è una parte dedicata interamente al mondo Erasmus con dritte, consigli e regole per far filare tutto liscio. Il mio obiettivo a lungo termine è quello di ampliare e far crescere il network al punto tale da potermi permettere di iniziare a viaggiare per il mondo, scrivendo di volta in volta la guida della città in cui mi troverò a vivere, diventando così una location independent!

Vita da location independent: quali sono i motivi che ti spingono a tentare questa strada, dove ti piacerebbe stabilirti, cosa ne pensano le persone a te vicine?

Il primo motivo è che non so stare per troppo tempo nello stesso posto: mi piace viaggiare, conoscere nuove persone, imparare nuove lingue, confrontarmi con mondi e culture diversi e lontani dal mio; mi piace la sensazione che provo quando sto per prendere un aereo o quando arrivo in una nuova stazione. Amo cambiare casa, coinquilini, abitudini di vita e alimentari. Adoro perdermi, non sapere dove andare, scoprire strade mai battute.

Viaggiare mi fa sentire viva!

Per fortuna ho intorno a me persone che accettano il mio punto di vista, che lo condividono (quasi tutte le mie amiche hanno vissuto all’estero, in Francia, in Spagna, In Germania, una persino in Tanzania) e alcuni (compreso il mio ragazzo) sarebbero anche disposti a venire con me!

Futuro: cosa vedi nel tuo domani? Credi che ti stabilirai da qualche parte oppure continuerai la vita “around the world?”

Naturalmente, se penso al futuro, l’unico scoglio, l’unica grande rinuncia che dovrei affrontare, scegliendo di fare la vita da location independent in modo permanente, sarebbe quella di non poter avere dei figli (che, per quanto si voglia essere flessibili, sono un po’ difficili da crescere nel completo nomadismo). Per cui credo che, ad un certo punto del cammino, non so bene quale e dove, mi fermerò, magari proprio qui in Italia e magari proprio nel paesino dove sono nata, chissà.

Per ora so solo che non voglio fermarmi, sono ancora troppo avida e curiosa del mondo e che questo progetto lavorativo è una possibilità concreta e tangibile di realizzazione del mio sogno.

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commenti


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  • alberto

    COMPLIMENTI MARTINA!! il mondo è grandissimo e va girato….e se riesci a conciliare passione cn lavoro….bè,te lo auguro…

  • http://www.facebook.com/people/Martina-Ercoli/552202692 Martina Ercoli

    Grazie Alberto,
    spero di riuscirci! Il periodo storico non è dei migliori ma, se mi è toccato di vivere ora, non posso che farlo al meglio. E poi, in fondo, se fai qualcosa che ti fa sentire vivo, sia dentro che fuori il lavoro, non c’è stipendio, carriera o realizzazione professionale che tenga. Riuscire a conciliare è bene, se non dovesse essere così, quello a cui non rinuncerò di certo, è viaggiare! :-) Tu vivi in Italia?

  • Nico Miucci

    anch’io ti faccio i complimenti..dal tuo articolo viene fuori tutto l’entusiasmo..e un po di invidia :) in bocca al lupo!!
    guarderò il sito è in italiano??

  • http://twitter.com/StefanoBagnasc1 Stefano Bagnasco

    Ciao, articolo molto interessante e vorrei chiederti qualche info aggiuntiva!! :)
    Al momento ho 23 anni e sono al secondo anno di filosofia a Genova: mi piacerebbe dopo la laurea triennale iscrivermi (come studente non erasmus!!) alla magistrale alla UB. Me la consigli come università, com’è l’ambiente? Tra l’altro, navigando un po’ sul sito dell’uni, mi pare di aver capito che chi si iscrive deve fare una sorta di test d’ammissione, specie se ha passato i 25 anni (come accadrà a me). Ogni consiglio è ben accetto!! :) Grazie mille

    Ps. Barcellona è stupenda, ho avuto la fortuna di aver girato coi miei genitori mezza europa ma nessuna città mi ha incantato come lei, cerco di tornarci almeno 3-4 giorni ogni anno, altrimenti sto male hehe :)


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