Perché i Britannici ritornano dall’Australia

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Un articolo su The Guardian parla dei motivi che spingono tantissimi britannici a tornare nel Regno Unito dopo aver provato l’avventura del vivere in Australia.

La lettura dell’articolo secondo me è utile a tutti coloro che sognano l’Australia per capire meglio soprattutto i lati “negativi” di questa nazione.

È interessante infatti capire il perché chi ha una cultura simile a quella australiana fa fatica ad ambientarsi. Ne consegue che chi proviene da un paese culturalmente meno simile potrebbe fare ancora più fatica ad ambientarsi.

Il discorso poi può essere estrapolato ad altre nazioni. Una volta passati i primi mesi, in genere positivi; subentra un periodo, per alcuni, di crisi caratterizzata da malinconia e nostalgia.

Quasi 107.000 britannici sono emigrati verso l’Australia tra il 2005 ed il 2010 ma durante lo stesso periodo più di 30.000 hanno deciso di tornare verso il Regno Unito in modo permanente. Nonostante in Australia ci sia una economia in buona salute, 86.300 persone hanno lasciato l’Australia in modo definitivo nel 2009/10, la più grande emigrazione mai registrata.

Uno studio da parte della York University ha cercato di analizzare i motivi di questo ritorno da quello che molti pensano sia un “paradiso”.

Roger Burrows, autore dello studio, sostiene che motivi economici spingono le persone a lasciare la propria patria ma le emozioni tendono a farle rimpatriare.

Australia su Italiansinfuga

Australia su Italiansinfuga

Dopo sei anni nello Stato del Victoria, una donna è tornata contentissima in Gran Bretagna nonostante abbia una casa più piccola, una macchina più piccola e meno soldi citando la gioia di “poter andare dappertutto camminando, mettersi vestiti pesanti, educazione, la presenza del verde, una televisione di qualità, stanze accoglienti, buone maniere nel guidare, cordialità, senso dell’umorismo, di far parte dell’Europa, i pub, gli accenti e i negozi”. Al contempo ha denunciato “la cultura macho, la natura, le cattive maniere nel guidare, la pessima televisione, il caldo, la noia, il dover guidare dappertutto” dell’Australia.

Il fatto che l’Australia sia “noiosa” è un’accusa fatta da tantissimi che sono tornati in Gran Bretagna. Con alcuni che descrivono le strade dei sobborghi australiani come se fossero un deserto con tutti che vivono “isolati all’interno delle proprie case, con le tende tirate, con l’aria condizionata al massimo”.

Il professore Burrows sostiene che il problema nasce dal fatto che gli emigranti hanno un’immagine “idilliaca” dell’Australia che si scontra con una realtà una volta arrivati, “c’è chi cerca di fuggire da un problema e pensa che andando altrove il problema si risolverà, e spesso ciò non succede”.

Chi ritorna sono spesso persone cresciute all’interno di famiglie numerose e molto attive all’interno delle proprie comunità locali. Burrows dice “non importa se si trasferissero in un’altra cittadina del Regno Unito, il loro senso di solitudine sarebbe lo stesso”.

Altri studi hanno dimostrato come gli uomini britannici in particolare soffrono di solitudine in Australia perché li esiste meno una cultura dell’andare al pub dopo il lavoro.

Sembra anche che tutte le risorse tecnologiche che consentono agli espatriati di rimanere in contatto con la famiglia e gli amici nella patria d’origine (tipo Skype e i social networks) rendano le cose peggiori in quanto vi è un minor incentivo a fare nuove amicizie della nuova nazione.

Il problema per chi ritorna nella patria di origine è che, durante la propria essenza, si ritrova una nazione che nel frattempo è cambiata. Maggiore è stata la durata dell’assenza, più difficile si rivela il ri-ambientamento.

L’autore dell’articolo, anche lui rientrato dall’Australia alcuni anni fa, ammette che i motivi del rientro erano prettamente personali e di carattere emotivo. Voleva vivere con la sua ragazza e vicini alla famiglia. Gli mancava il calcio del sabato pomeriggio; i giorni grigi di novembre; i genitori. Voleva vedere i prati verdi ed il mare grigio-marrone del nord dell’Inghilterra invece dell’oceano blu dell’Australia.

Cosa ne pensate?

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