Vivere a Strasburgo

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Francesca Valerio vive a Strasburgo e ci descrive la vita in una città meno ‘alla moda’.

La storia di Francesca dimostra come la casualità nella vita possa portare a vivere in città meno conosciute ma che offrono moltissime opportunità dal punto di vista della qualità della vita.

Come sei finita a Strasburgo?

Sono arrivata a Strasburgo tramite il lavoro di mio marito, professore all’Università. In realtà la destinazione non è stata decisa a priori.

Noi volevamo fare un’esperienza all’estero: abbiamo vissuto 3 mesi a Toronto, in Canada, e 4 mesi a Strasburgo in Francia.

In quest’ultima città mio marito ha vinto un posto e quindi ci siamo trasferiti.

Strasburgo è stata definita la più grande delle piccole città e, secondo me, è una definizione che le calza a pennello.

Ha un bel centro, abbastanza grande, dei bei quartieri residenziali intorno e poi una più vasta periferia, non sempre sicura però.

La qualità della vita è molto alta: servizi che funzionano come un orologio, piste ciclabili ovunque per spostarsi
in bici senza difficoltà e in sicurezza, molto verde, dentro e fuori la città, molti teatri e concerti di musica classica.

A chi consiglieresti il trasferimento a Strasburgo e a chi no?

Consiglierei di trasferirsi a Strasburgo a chi cerca una sistemazione solida e calma. La sconsiglierei invece a chi è alla ricerca di molto dinamismo e grande vita notturna.

Essendo sede di alcune istituzioni europee, ci sono particolari opportunità di lavoro per Italiani?

Come spesso capita quando ci sono istituzioni internazionali in un posto, queste sono molto staccate dalla vita della città, quindi non saprei rispondere in modo pertinente alla tua domanda.

In generale, però, non c’è particolare interesse per gli italiani, a meno che non siano molto specializzati e parlino più lingue.

Che consigli daresti a chi vuole trasferirsi a Strasburgo?

Consigliere, se possibile, di fare prima un periodo di prova di qualche mese, come ho avuto l’opportunità di fare io.

Ci descrivi cosa fai di lavoro?

Mi occupo di web multilingua. Ho lavorato 6 mesi in un laboratorio del CNRS creando 3 loro siti web, ma da un mese sono alla ricerca di un nuovo lavoro, visto che il CNRS sta ogni anno diminuendo i finanziamenti e non mi hanno potuto rinnovare il contratto.

Anche qui l’Università e la ricerca vengono prese a picconate da Sarkozy ormai da qualche anno. E’ vero che qui la situazione partiva da un livello molto più alto che in Italia, ma si cominciano a sentire gli effetti di questa politica distruttiva anche qui.

Come hai sviluppato la tua esperienza negli anni?

Se per esperienza intendi esperienza lavorativa, ho lavorato a Roma, la mia città, per 6 anni. Poi ho cominciato a viaggiare, e prima di mettermi alla ricerca di nuove cose mi sono dedicata allo studio della lingua del luogo dov’ero, per apprendere il linguaggio usato nel mio campo.

E’ una tipologia di lavoro legata ad una località fisica o può essere svolta ovunque?

Il mio lavoro può essere svolto ovunque, anche da casa, e questa è la sua potenzialità. Devo però ancora attivarmi su questo fronte.

Cosa deve fare chi vuole crearsi una carriera simile?

Per chi desidera lavorare nel mondo del web, sicuramente deve partire avendo una grande passione verso questo mondo, che lo porta ad utilizzare e testare i mezzi che propone anche solo per hobby (social networks, blogs, siti web conosciuti, chat). Poi ci vogliono dei corsi specifici, anche privati, dedicati al settore web che più interessa (grafica, creazione siti web, indicizzazione, blog, social network, ecc.), sapere almeno l’inglese bene e inviare curricula a tutti.

Grazie Francesca ed in bocca al lupo per il futuro!

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commenti





  • Francesco Montonati

    Io probabilmente ci verrò per circa 3 mesi tra febbraio e maggio, ricerche per la tesi.. Avreste posti da consigliarmi per dove sistemarmi durante la permanenza?


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