SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Libero professionista torna in Svizzera

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Michele Aggiato è nato vicino a Zurigo da genitori emigrati dalla Sicilia. Ha vissuto fino all’età di 19 anni in Svizzera dopodiché ha studiato a Milano e lavorato a Berlino e Roma.

Ha sviluppato un’esperienza di 18 anni nel settore viaggi, in particolare nelle aree dei sistemi di prenotazione e, più recentemente, nell’utilizzo del web 2.0 per la promozione delle aziende del settore.

Sposato e rimpatriato nel 2005 con 3 bambini nati a Monza. Adesso è tornato a Zurigo a causa del peso fiscale in Italia e del sistema scolastico.

Che conoscenze tecnologiche deve avere chi vuole iniziare a lavorare nel tuo settore in ambito internazio­nale?

Conoscere i sistemi di prenotazione aereo GDS in particolare Galileo e Amadeus, soluzioni di fullfillment ovvero biglietteria aerea automatizzata, sistemi di Travel management che gestiscono le politiche di spesa per le trasferte di lavoro dei dipendenti. Inoltre, in Svizzera come in Germania c’è un forte interesse nei nuovi media e come sfruttarli per la comunicazione aziendale. Il settore turistico su questo è ancora indietro.

Oltre la lingua, mi sta tornando molto utile sapere presentare in pubblico e gestire un corso formativo.

Mettendoci un pizzico d’italianità nella comunicazione risulta tutto più rilassante e sorridente.

Hai lavorato sia che in Italia che all’estero. Che confronto puoi fare dei vari ambienti lavorativi?

In Italia ho vissuto una situazione accomodante, dove le persone ambiscono al posto fisso e quando l’hanno trovato non lo mollano più.

C’è un mercato del lavoro poco dinamico, dove addirittura devi giustificare il fatto di aver lavorato per più aziende in posti diversi. Come è successo a me durante un colloquio a Milano. I dirigenti molto spesso sono semplicemente degli incompetenti, con un’incredibile talento a cadere sempre in piedi, questo bisogna riconoscerlo.

All’estero vedo un livello di professionalità buono e diffuso, mentre in Italia abbiamo pochi professionisti di altissimo valore. In Svizzera e in Germania ad esempio ciò crea delle opportunità di consulenza e gestione di progetto partendo da un’esigenza concreta e ragionata sul adattarsi e sfruttare nuove opportunità del settore. Mentre in Italia c’è diffidenza basata sull’ignoranza (che poi ha come risultato che le aziende turistiche si rivolgano a persone incompetenti andando a bruciare gli investimenti a disposizione). Ho lavorato con aziende che hanno bruciato centinaia di migliaia di euro in consulenza per il prestigio piuttosto che per un piano strategico ragionato.

Infine, all’estero c’è più dinamismo, si è più disponibili a mettere in discussione concetti vecchi e soprattutto c’è la capacita di confrontarsi in una discussione costruttiva. C’è costante evoluzione, anche se non sempre per il meglio, comunque vedi segnali concreti dai diversi stakeholder, politica inclusa, a lavorare per il bene della comunità.

Tutto sommato mi sono divertito molto lavorando in Italia, incontrando gente capace e bravissima. Peccato a mio avviso che questi ragazzi buttino via il loro talento per aziende che non gli diano prospettive professionali concrete. Ho consigliato a tutti di emigrare.

Svizzera su Italiansinfuga

Svizzera su Italiansinfuga

Cosa ti ha portato adesso a Zurigo?

L’incertezza economica da un lato e la mancanza di servizi e infrastrutture rispetto al peso fiscale dalll’altra.

Ho notato come negli ultimi 2 anni la voglia di investire in progetti e innovazione si sia ridotta. Lavoro per un’azienda olandese che ha deciso di mollare l’Italia perché il mercato non cresce come avrebbero voluto. Non vorrei ritrovarmi a dover mandare cv alle aziende Italiane. Quindi ho avviato dei contatti che già avevo con la Svizzera e alcuni progetti stanno prendendo piede.

Aspetti negativi del ‘girovagare’ seguendo le opportunità di lavoro?

Ogni volta che arrivi in un posto nuovo inizi da capo per quello che riguarda il crearti una rete sociale.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

La conoscenza delle lingue è fondamentale.

Datevi il tempo giusto per ambientarvi (sono arrivato a Berlino ad ottobre anni fa, freddo cane e grigiore da scappare subito, poi sono stati gli 8 anni più entusiasmanti).

Prendere il meglio della nostra cultura (creatività, gioia di vivere, positività, rilassatezza ecc) e trascurate quelle meno positive (auto-referenzialismo, irruenza, incoscienza ecc). Insomma, siate voi stessi.

Create una rete sociale e memorizzate i nomi delle vie, vi sentirete prima a casa. Se vi dovete candidare studiate bene gli standard richiesti per il vostro CV. All’estero si fa molta attenzione a come si presenta un CV.

Grazie Michele ed in bocca al lupo in Svizzera!

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  • crimt

    Mmm… Concordo che alcune aziende italiane, soprattutto pmi, funzionino in maniera un po’ sconsiderata ma io ho lavorato anche all’estero e anche lì ho visto di tutto e di piu’ ahimè con cause in corso da parte di impiegati, ecc.. Ma ci sono anche imprese italiane che sanno reggere la competizione internazionale… Poi per quanto riguardo l’avanzamento di carriera credo dipenda dall’azienda, dal settore, ecc… All’estero io per esempio non sono riuscita a progredire nella (grossa) azienda dove lavoravo perchè il settore era in contrazione e così il mio dipartimento (mentre che i CEOs comunque continuavano a papparsi grossi premi produzione, non senza proteste degli impiegati) Ad ogni modo,liberissimo di farlo ovviamente, ma consigliare a tutti indistintamente di emigrare mi sembra un po’ esagerato…


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