SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Dall’Australia alla Turchia (passando per il Giappone)

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Elisa Chisana Hoshi ha vissuto per due anni in Australia grazie alla working holiday visa e ci racconta la sua avventura dalla Turchia dove vive attualmente dopo aver vissuto anche in Giappone.

Ci descrivi a grandi linee il tuo viaggio in Australia con la working holiday visa?

Sono partita con destinazione Sydney, piena di aspettative, ma senza essere preparata all’impatto con una città così grande. Strade piene di gente (una vera fiumana!) semafori con il segnale acustico, parchi e professionisti a far jogging in pausa pranzo…tutte che fino a quel momento avevo visto solo nei film!

Mi ricordo che era novembre, ed ero convinta che avrebbe fatto un gran caldo, primo luogo comune sull’Australia da sfatare: faceva freddo! Pioveva a dirotto e l’aria era fresca, pulita. Mi sembrava tutto enorme, e mi sentivo come persa in una grande casa di bambole. Ero affascinata e confusa.

Sydney è una città a dir poco meravigliosa: talmente pulita, bene organizzata e fiammante che ci puoi camminare a piedi scalzi! A dire il vero, in gran parte dell’Australia è così. Beh, arrivo, il 4 novembre, e mi rendo conto che la grande città non fa per me!

Non avendo piani precisi in testa, prendo il primo aereo per il Queensland insieme a una ragazza francese e un ragazzo belga conosciuti in ostello, per andare a fare un po’ di fruit picking. Un’esperienza stupenda, ma si suda davvero!

Elisa Mango Queen

Insieme a ragazze e ragazzi di tutto il mondo, ho raccolto mango, patate, zucche e banane sotto un sole cocente, tra ragni e serpenti: fantastico! Il fruit picking è un bel modo anche per ottenere il secondo WHV: se si lavora per 3 mesi nel campo agricolo, infatti, si hanno buone possibilità di veder rinnovato il visto per un altro anno! Così è successo a me.

Dopo il fruit picking in Queensland ho viaggiato in lungo e in largo per la bellissima est coast Australiana, riscendendo verso Sydney, dove mi sono poi fermata a lavorare per qualche mese in un Ostello: non mi sono mai divertita tanto in vita mia! E il mio inglese faceva passi da gigante.

Poi sono andata in Tasmania, dove ho fatto WOOFING per qualche mese; sono poi risalita a Melbourne e Adelaide, da cui sono ripartita per il Queensland! Mi sono fermata nel nord tropicale per qualche mese, e ho realizzato il mio sogno di vivere nella Giungla selvaggia, a Cairns. Dopo un viaggio nell’Outback ho raggiunto Perth e mi sono stabilita a Fremantle per lavorare stabilmente: per un anno ho gestito un Pie Shop! E mi sono anche innamorata… Due anni incredibili!

Con che approccio mentale bisogna partire per l’Australia con una working holiday visa?

Direi che è essenziale partire con la mente sgombra da pregiudizi e paure: bisogna essere il più possibile aperti e flessibili per cogliere le mille possibilità che una terra giovane e generosa come l’Australia può offrire. E poi, manco a dirlo, tanta voglia di imparare cose nuove e un forte spirito di adattamento! Non troveremo le stesse comodità di casa, là dove siamo diretti. E nemmeno la stessa buona cucina!

Che metodo hai adottato per trovare lavoro e/o casa durante il tuo viaggio in Australia?

Ho abitato spesso negli ostelli, vera fucina di viaggiatori pronti a dispensare consigli di viaggio e di lavoro! Ho cercato lavoro sempre di persona: entravo nel bar o nel negozio con il CV alla mano, e mi proponevo per lavorare. Ha sempre funzionato! Ho viaggiato in lungo e in largo, e ho imparato a gestire anche i problemi logistici.

Dopo qualche mese di rodaggio ho imparato a disfarmi dei vestiti fuori stagione ricomprandone sempre di nuovi, e di inutili zavorre. Con la valigia alle calcagna salire su un bus e arrivare in una nuova città, spesso dal nome impronunciabile. Presentarsi al bar del paese con il sorriso, ordinare una birra e chiedere agli avventori, o al barista: “Cerco lavoro! Sapete se c’è qualcuno qui in giro ha bisogno di una mano?” e trovare lavoro in meno di venti minuti, un posto dove dormire, il tutto senza la minima ansia.

L’Australia premia lo spirito d’iniziativa! E non serve avere “ganci e amici”, come in Italia! Conta quello che sai fare. Credo che sia la cosa che amo di più dell’Australia.

Ci sono zone geografiche dove hai fatto più fatica a trovare lavoro?

La zona di Adelaide mi ha posto qualche problema! Troppo “europeizzata” per i miei gusti, c’è meno mobilità e possibilità di lavori stagionali.

Elisa and the metro dump

Quanti lavori hai fatto in Australia? Ci descrivi quelli più memorabili?

Ok, preparatevi: ho cambiato più di quarantasette lavori!

Per citarne solo alcuni: cameriera in un take-away di cibo thailandese, sfrondatrice di caschi (a suon di machete) in una piantagione di banane nel Queensland, night manager in un ostello a Sydney, cleaner in un Resort a cinque stelle a Port Douglas, impacchettatrice di arance a Griffith, lucidatrice di pomi d’ottone in un pub nel deserto a Mount Isa, barista in un bar di minatori a Southern Cross.

I lavori più folli? Aiuto-architetto per gli scavi del metrò a Perth: in pratica, si trattava di lavare gli enormi rulli utilizzati per il carotaggio del terreno…con un compressore gigante! Ero imbragata come un’alpinista e avevo una pistola ad aria compressa potentissima, sembravo una dei Ghostbusters. Poi, venditrice di vestitini Vintage a Hobart: ho lavorato anche al Salamanca Market, tra i banchi colmi di abitini usati in stile “swinging London”, la Tasmania è un posto così incredibilmente British…

Hai dei consigli per risparmiare durante la permanenza in Australia?

Certo! Anzitutto, il WOOFING (word wide opportunities in organic farms). Si può scegliere dove andare leggendo la descrizione delle varie farms, sparse su tutto il territorio: l’idea è quella proporre una rete di contatti che offrono vitto e alloggio in cambio di lavoretti nelle proprietà agricole. E’ davvero una buona risorsa per risparmiare sui costi di accommodation: basta comprare il libro nelle agenzie di viaggio per Backpackers.

Se non avete un lavoro stabile consiglio anche di proporvi come lavapiatti nei ristoranti, e come cleaners negli ostelli, se il lavoro non vi spaventa! Non a Sydney, dove c’è troppa concorrenza, ma nel resto dell’Australia, c’è sempre bisogno di una mano in più, in cambio di vitto e alloggio.

Consiglio anche i Charity Shops per comprare i vestiti e gli oggetti che vi serviranno: costa tutto molto meno dei negozi tradizionali, ed è anche beneficenza!

Per gli spostamenti consiglio i mitici Bus della Greyhound, e le compagnie aeree Jet Star e Virgin Blue, sempre in odore di sconti e promozioni! A tal fine, procuratevi una “tessera studenti” internazionale, se potete, prima di partire: vi darà diritto a sconti di ogni genere.

Che consigli daresti a chi sta prendendo in considerazione l’Australia come destinazione?

Di partire assolutamente! L’Australia è tutta da scoprire, e offre molte possibilità. Consiglio di non partire allo sbaraglio: bisogna informarsi bene prima! Ci sono anche organizzazioni che possono darci una mano con i visti, e agenti specializzati cui rivolgersi. Consiglio anche di dare una spolveratina all’inglese!

E dopo l’Australia, che hai fatto? Che frutti ha portato il tuo “grande viaggio”?

L’esperienza australe mi ha davvero aperto nuovi orizzonti! Non sono più la persona che ero prima di partire. Sto per festeggiare, il 4 novembre, i miei primi 4 anni da giramondo! Partii, infatti, il 4 novembre del 2007. Ringrazio il cielo per averlo fatto: da allora ho iniziato a realizzate i miei sogni nel cassetto! Ho sempre voluto essere una scrittrice: e ora, ho un tale bagaglio di esperienze da raccontare!

E poi l’Australia ti regala un forte senso di libertà… Ho anche trovato l’amore. E ho imparato così bene l’inglese, che mi sono trasferita in Giappone a insegnarlo! Chi l’avrebbe mai detto? Ora scrivo, per lavoro e per passione: ho aperto il mio blog Treasures e ho sperimentato un altro aspetto del viaggio: la condivisione!

Ora vivo a Istanbul (dopo il terremoto in Giappone ci siamo trasferiti qui) insieme a Richie e con lui sto lavorando a un altro bel progetto: un metodo tutto nuovo per imparare l’inglese! Se volete, potete partecipare anche voi al nostro crowd funding su Eppela e darci una mano anche con questa nuova avventura.

Che dire? Dopo l’Australia ho la sensazione che nulla sia più impossibile, né irraggiungibile: e che i sogni esistano proprio per essere realizzati…

Grazie Elisa ed in bocca al lupo!

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commenti


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  • wardiya

    è stato un piacere leggere il racconto della tua esperienza, sono pervasa dal tuo entusiasmo …non vedo l’ora di partire anche io :)

  • Giovanna

    Elisa, davvero complimenti per la tua esperienza, e per il tuo modo di prendere la vita, con intraprendenza, serenità e fiducia nel futuro!! è bello leggerti e dovresti essere d’insegnamento ad una cara signorina “Pin” che qualche mese fa si lamentò anche dell’Australia ;) grazie delle emozioni che ci hai trasmesso con il tuo racconto e buona vita!!

  • Katia

    Non credo ci sia da criticare nessuno, quando si è all’estero si è da soli e alle prese con un mondo nuovo e sconosciuto, qualcuno la prende con serenità ed entusiasmo (miitca Elisa!!), qualcun altro invece può vedere la mancanza di punti di riferimento come un aspetto negativo…
    Io quando dico che ho mollato il mio lavoro per partire senza avere alcun “porto sicuro” oltreoceano mi guardano tutti con due occhi così o_O come se dubitassero della mia sanità mentale :) ogni tanto ne dubito pure io, ma quando leggo interviste come questa mi tornano subito l’entusiasmo e l’impazienza di partire!! Complimenti Elisa!! :)

  • Serena

    Che bel post! Un’esperienza davvero straordinaria, complienti…te lo dice una che ha SEMPRE lavorato in ufficio, sia in Italia che fuori (tranne una stagione da cameriera a Londra per imparare l’inglese), e che invidia un po’ il tuo spirito di avventura. ma che dire, a ciascuno il suo :) In bocca al lupo per i tuoi nuovi progetti

  • http://elisachisanahoshi.blogspot.com elisa chisana hoshi

    Ciao a tutti!
    è bello sapere che vi è piaciuto il mio racconto. Mi fa sempre un immenso piacere parlare delle mie esperienze australi! Ci sono giorni in cui l’Australia mi manca da morire…come ci mancano certi pomeriggi di sole, la crostata della nonna appena sfornata, i sorrisi di un’estate al mare. Eppure, in fondo, me la porto sempre dentro, una specie di “centro di gravità permanente” direbbe Battiato!
    Auguro dieci, cento…mille avventure a tutti voi viaggiatori presenti e futuri!
    baci da Istanbul :)

  • http://robaacaso.blogspot.com/ studiare in uk

    ottimo, un blog dalla turchia mi mancava e sembra una terra molto interessante, sopratutto nelle città più moderne e aperte come istanbul e smirne!

  • Juri

    Bellissima esperienza, un po’ di luce in questo covo di negatività e di poca fiducia nel futuro che vi è in Italia in questo periodo storico e ahimè soprattutto nei giovani! Spero anche io il prima possibile di realizzare un “grande viaggio” come te, un abbraccio

  • fabio

    ciao elisa,
    ti ringrazio per averci racconto il tuo viaggio, davvero magnifico.
    Ma soprattutto sei riuscita, nel mio caso, a darmi un’altra spinta in piu verso le mie mete e i vari sogni che coltivo, sorridendo e gioendo un po di tutte le situazioni, con un a forza e carica interiore sempre maggiore

  • Tiva

    Ciao, anch’io sono rimasta colpita (in senso positivo ;) ) dal tuo racconto! Anche un mio amico ha deciso di intraprendere il tuo stesso percorso: è partito questa primavera per l’Australia con il WHVisa e so che ne è rimasto molto entusiasto tanto che vorrebbe restare li un altr’anno.
    Mi piacerebbe avere più informazioni sul giappone.
    Grazie ;)

  • Edi

    Ciao a tutti…Elisa ti ammiro x il tuo spirito di avventura e per il tuo coraggio, la tua storia m’incoraggia ancora di piu a partire per l’australia :)

  • Alex

    Già, che bello raccogliere zucche e manghi sotto il solleone!


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