Andare in Austria a 45 anni

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Alessandro Sacilotto sta per partire per l’Austria alla soglia dei 45 anni, dimostrando che sono le competenze che contano, non l’età.

Ecco la sua storia.

Perché metterti in gioco alla soglia dei 45 anni?

Credo che l’attuale crisi economica in corso metterà in ginocchio il nostro paese per i prossimi anni abbassando ulteriormente le opportunità lavorative. Inoltre ho moglie e figli, non sono ricco di famiglia e non ho “santoli” (“padrini” in dialetto veneto) che mi possano sostenere in caso di problemi.

Per questo, assieme a mia moglie, ho cominciato a guardare all’estero con particolare riguardo all’area di lingua tedesca: in Europa la più diffusa e la più dinamica in ambito economico.

Alessandro Sacilotto

Alessandro Sacilotto

Cosa hai fatto come lavoro in Italia?

Sono sviluppatore software. In questo momento, in particolare, mi occupo di piccoli dispositivi elettronici per la regolazione della climatizzazione degli edifici.

Qual è la tua impressione del mondo del lavoro italiano dopo tutti questi anni?

Sono nato in Svizzera, ma ho sempre vissuto e lavorato nel Nordest d’Italia. Questa area è composta da una miriade di aziende piccole e medie. Dalla crisi attuale stanno uscendo solo quelli che hanno investito in innovazione del prodotto, hanno sviluppato le opportune sinergie e si sono lanciati nei mercati internazionali.

Ha chiuso bottega (o è in grossa difficoltà) chi sperava di continuare a fare il terzista a basso costo, lasciando le cose come stavano e, soprattutto, sperando che (come al solito) le economie del nord Europa ricominciassero a fare da traino come era accaduto nei 50 anni precedenti.

Per rimanere competitivi la cosa più ovvia è stata quella di tagliare sul costo del lavoro sfruttando all’osso la manovalanza a basso costo fornita dagli immigrati, e quanto la legge Biagi (Maroni, per la verità) ha messo a
disposizione, co.co.pro, lavoro temporaneo (fino alle work experience).

La dimensione delle aziende, poi, non aiuta di sicuro. Ma qui l’imprenditore che si è fatto da solo di solito: 1) non molla la direzione dell’azienda fino a che proprio non ce la fa più; 2) non accetta di cedere lo scettro del potere allo scopo di fare quegli accorpamenti tra aziende necessari ad un’economia di scala.

Per contro eccessive garanzie ai dipendenti con contratto a tempo indeterminato, scarsa partecipazione agli utili dell’azienda, rigidità dei contratti non incentivano gli stessi dipendenti ad essere propositivi (difatti
la produttività italiana pro-capite sta scendendo sempre di più).

Come ti sei iniziato a muovere verso l’estero?

Il mio è il tipico lavoro che sfrutta intensivamente la globalizzazione del pianeta: confrontarsi in lingua inglese su problemi comuni è la regola. Internet aiuta molto, ma non risolve tutto. Il settore IT viaggia alla velocità
della luce e diventa importante il lavoro di confronto e collaborazione “face to face” all’interno di team di una certa entità.

In Italia questi non esistono quasi più (e se esistono non vengono certo a cercare un ultra quarantenne
perchè economicamente non gli conviene). All’estero questo pare essere ancora possibile.

Austria su Italiansinfuga

Austria su Italiansinfuga

Come hai trovato l’opportunità che ti porterà in Austria?

Da circa tre anni ho un profilo pubblicato su Linkedin. Diversi recruiter esteri mi hanno scritto direttamente per valutare un mio eventuale interesse per i loro committenti. L’offerta austriaca (la società, però, è americana) è
arrivata tramite una società di recruiting ungherese.

Ha rappresentato un ostacolo la tua età?

Francamente no: recruiter e aziende con cui ho parlato erano solo interessati alle mie competenze.

Ci descrivi il percorso di selezione del personale per il posto di lavoro che hai trovato?

Con il recruiter la roadmap è stata piuttosto breve: dopo avermi illustrato locazione e richieste del committente, avermi spedito l’andamento dell’azienda in borsa (!) gli ho inoltrato il mio curriculum con una lettera di presentazione in inglese.

Dopo un colloquio telefonico avvenuto con due responsabili tecnici dell’azienda sono stato invitato in Austria dove mi è stato fatto un esame per verificare le mie reali competenze e dove mi è stato illustrato nel dettaglio il processo produttivo e dove si sarebbe inserita l’attività della persona che intendevano assumere.

Il tutto alla presenza del capo del personale e dei responsabili dei vari reparti software. Dopo qualche settimana mi è stata fatta una proposta economica. Assieme a questa mi è stato calcolato anche quanto avrei pagato di tasse, di quali benefit avrei goduto, di quali agevolazioni potevo usufruire lavorando in Austria e via discorrendo.

Cosa ne pensano di questo cambiamento i tuoi familiari ed amici?

Sapevo che una decisione del genere avrebbe provocato un mezzo cataclisma.

Credo che sia abbastanza accettato il fatto che finché sei giovane è giusto che tu espatri (perlomeno per fare esperienza), ma risulta abbastanza incomprensibile che se ne vada un “vecchio” con un posto “sicuro”, famiglia con figli piccoli, mutuo,…

Ma io e mia moglie ci abbiamo pensato bene prima di fare il salto. Adesso come adesso forse rischiamo di più a rimanere qui.

Come ti stai preparando al salto dal punto di vista pratico?

Vorrei chiarire due cose: 1) mia moglie parla bene il tedesco e io ne ho solo una conoscenza molto elementare, 2) lo zona dove andrò a trasferirmi è vicina a dove vivo ora, la mia famiglia e io la conosciamo bene venendoci più di una volta all’anno.

E’ stato anche questo uno dei motivi ad convincerci nella scelta dell’espatrio che, quindi, dovrebbe essere meno traumatico. Data la relativa vicinanza farò il “transfontaliero settimanale” (rientrerò in Italia nei weekend) almeno fino alla prossima estate. Questo dovrebbe darmi il tempo di rafforzare la conoscenza del tedesco.

Grazie Alessandro ed in bocca al lupo per la vostra avventura!

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commenti





  • Elisabetta

    Secondo me hai fatto più che bene Alessandro, a prendere questa decisione. Sono combattuta (ma poi non molto) tra il combattere per il proprio paese e mollare le redini e andare via come te, perchè in questo paese non mi riconosco e soprattutto penso che se non cambia la testa della gente, non si riuscirà a salvare il paese, nonostante le pezze messe dall’Europa. Finchè le persone non capiranno la relazione tra pagare le tasse e quello che lo Stato eroga (servizi, manutenzione territorio, sanità…), senza pensare che lo Stato prnda i soldi da chissà dove, non si andrà da nessuna parte. E poi la maleducazione, l’egoismo, la sporcizia ovunque…a volte sono veramente triste. Ho 40 anni e faccio l’imprenditrice del nord-est con molta voglia di andare via…

  • Fab

    Bravissimo Alessandro!! Ottima scelta!!

    In particolare, nella tua risposta alla terza domanda hai dato una Lectio Magistralis di micro e macroeconomia.

    Congratulations!!

    “La fortuna aiuta gli audaci” by W. Goethe

    Tu lo sei stato veramente e quindi sarai premiato alla grande!!

    Ciao!

    Fab

  • Fab

    (Intanto, non mi è mai successo di trovare un’altro/a Fab che scrive un commento proprio prima di me…. io sono un’altra!)

    Noi ci siamo trasferiti in Austria due anni fa e non tornerei in Italia neanche se mi pagassero il doppio. Abbiamo 50 anni suonati (anzi quasi 52) due figlie di 18 e 14 anni e nonostante tutto anche loro sono contente! Ovviamente parlano tedesco molto meglio di noi adesso….

    Quindi coraggio, e vedrai che meraviglia ! Tanti auguri!!!

  • http://informatico-migratore.blogspot.com/ StefanoM

    Bravo Alessandro. A riprova di quanto sia facile per questa categoria emigrare a dispetto dell’età!

  • http://Addiopostofisso,vadoavivereaNewYork Lucia

    Bravo Alessandro! Condivido pienamente il tuo progetto di emigrare, soprattutto in Austria, nazione che offre opportunita’ lavorative ottimali.
    L’eta’ non conta, a mio avviso. Mi fanno sorridere quei ragazzini 24enni neolaureati che sperano in quattro e quattr’otto di trovare lavoro il giorno dopo la loro Laurea, perche’ GIOVANI! Illusi.
    Complimenti a Te e a Tua moglie, avete senso della famiglia: il REGALO DI VITA che state donando alle vostre figlie espatriando, e’ ORO.
    In bocca al lupo di cuore!

  • Alex

    Aldo, per favore, blocca questa qui, che ignora la Netiquette e va sempre off-topic.

  • http://Addiopostofisso,vadoavivereaNewYork Lucia

    Alex , anzittutto IO non sono questa qui. Non ignoro la Netiquette. Cosa ho scritto di male questa volta? StefanoM , il primo post, ha scritto piu’ o meno simile a me … Roba da pazzi !

  • danilo

    Benissimo! E’ l’unica scelta.
    Anche io sto pensando a mettere a frutto le conoscenze. Ho creato la parte software di un sistema di domotica. Era uno dei migliori al mondo. Difficoltà commerciali e una bella truffa che ha abbattuto l’azienda… Sto cercando, a 48 anni, di cambiare aria. Nel mio settore anche una persona molto skillata ma “vecchia”, ha difficoltà a mettere a frutto l’esperienza. L’aria è ammorbata…

  • marisa

    Sì, mi aggiungo anch’io al coro di approvazione.
    Io di anni ne ho 42 e sono emigrata a Innsbruck, potrei dire grazie ad una serie di circostanze fortunate (ma dirò invece: perché da circa 6 mesi non sopportavo più la situazione italiana nel mio settore di attività e ho fatto di tutto per andar via). Così ho chiuso le porte del mio studio – tirato su dal nulla con grande sforzo ma per il quale la crisi aveva determinato una diminuzione di introiti tale da non poterlo più mantenere e da non poter più mantenere me stessa. Ho accettato di far parte del dipartimento legale internazionale di un’impresa austriaca: lo stipendio non è astronomico ma mi permette di mantenermi e questo è un requisito imprescindibile visto che nessuno vive d’aria. Ho accettato – secondo requisito – perché il mio cervello si è riespanso: studio le leggi di parecchi paesi del mondo e in parecchie materie diverse, invece di occuparmi del solo diritto italiano, mal scritto e spesso peggio applicato.
    Vivo in una valle che per molti sarebbe una prigione mentre per me è il collegamento con il paradiso: scoiattoli, caprioli, falchi, ricci, boschi, sentieri, cime, vette. L’Austria – pardon – la Repubblica Federale d’Austria è: Km. di piste dove sciare e centinaia di laghi dove nuotare e andare in barca a vela, tre dei miei sport preferiti.
    Il Tirolo è soprattutto un Paese ben organizzato dove tutti ti spiegano quel che devi fare, e se lo fai sai cosa succede. E’ un Paese che dà sicurezza: la sanità funziona, la scuola insegna, i trasporti pubblici sono frequenti, regolari, puliti, gli impianti sportivi invitano a praticare.
    E’ un Paese dove poche sono le persone arrabbiate: se incroci lo sguardo per strada, l’altra persona sorride e ti fa un cenno di saluto. Due settimane fa, sono tornata in Italia per motivi di lavoro e ho trascorso una settimana a Milano. Non vedevo l’ora di tornarmene fra le montagne.
    Come giustamente scriveva un altro espatriato, non serve promettere il dimezzamento delle tasse per farci tornare, serve rendere efficienti servizi e strutture e serve questo per far tornare alle persone – italiani e non, emigrati e non – quella serenità che permette loro di non camminare per strada guardando per terra e di sorridere se incrociano lo sguardo di un passante.
    Ovviamente io sono un caso particolare: parlo abbastanza correntemente tedesco e altre tre lingue, ne comprendo 5 o 6, e sono stata fin da giovane un’appassionata di cultura germanica. Il matrimonio quindi è stato più facile ed è anche recente (tre mesi), però altri colleghi italiani che sono qui da uno o due anni e che non parlano tedesco mi commentano gli stessi aspetti positivi dell’Austria, quelli che non avendo trovato in Italia li hanno indotti come me e come molti altri ad emigrare.
    Buon viaggio e buona permanenza a tutti
    Marisa

  • http://www.massimobenedetti.com Massimo

    Bravissimi ragazzi!
    Spero anch’io, dopo la mia seconda laurea (sono traduttore, parlo cinque lingue correntemente e faccio da 25 anni la guida turistica in Toscana), di avere la fortuna e il coraggio di espatriare, magari in un Paese di lingua tedesca, che adoro. Io però amo la mia famiglia e le sono molto legato. PERCHE’ NON POTER AVERE L’OPPORTUNITA’ DI RESTARE A CASA MIA IN MANIERA ONOREVOLE E DECOROSA?????? A PROPOSITO…HO 47 ANNI! POSSO ANCORA PENSARE CHE LA VITA MI SORRIDE? FATEMI SAPERE.
    UN CARO SALUTO,

    MASSIMO

  • Marco

    Ho avuto contatti con recruiter nel Regno Unito, Svizzera, Belgio.
    Il problema non sono i miei figli, (anche se il più grandicello ha 7 anni e qui in Italia ha gli amichetti…), né mia moglie (che tra l’altro è nata all’estero e non avrebbe grandi problemi a trasferirsi) ma lasciare mia madre e mia sorella.
    Sono comunque convinto che i miei figli non potranno restare in questo paese ahinoi, a causa dell’implosione demografica.

  • Bruno

    Massimo, personalmente penso che a 47 anni non ci siano grossi problemi, se la salute è buona e si è davvero decisi a ricomunciare…
    Anche io sto pensando di andarmene ( io ne ho 53), perchè il modo di vivere italico non lo reggo davvero più, per un sacco di ragioni…
    Non credo che alla nostra età al giorno d’oggi sia così difficile trovare fortuna e sopratutto serenità ed equilibrio (sono le cose più importanti)andando a vivere e lavorare all’estero….
    Infatti per quanto ne so, in Europa (specialmente quella nordica), si ha una forte attenzione ed un notevole rispetto verso chi proveniente dall’estero arriva per cercare lavoro armato di buona voglia, onestà e desiderio di inserirsi in maniera corretta nella società locale.
    La cosa importante è però pensare bene prima di partire cosa si vuole andare a fare e se questa cosa là ha un mercato oppure no….
    Se si arriva in un posto e si portano delle capacità di cui hanno un certo bisogno, credo che la cosa non possa non funzionare….

  • Faroilcuoco

    Per Fab (la seconda) e per tutti quelli che hanno una esperienza del genere (moglie/marito e figlie già grandine): hai scritto che avete sia tu sia tuo marito 50 anni e le vostre figlie 14 e 18 anni. Senza voler essere invadente ma posso chiederti: che lavoro fate tu e tuo marito? Le vostre figlie come hanno vissuto il cambio delle scuole? E la lingua? Grazie per la risposta.


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