Documenti necessari per lavorare in Spagna

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Paolo ha 32 anni, da 6 vive a Barcellona e lavora nel marketing online per una multinazionale spagnola. Dopo un’esperienza ‘fallimentare’ (ma era giovane…) a Londra ed un’esperienza di un anno in Andalusia è approdato in una città che adora.

Nel 2010 ha creato ‘Lavoro in Spagna’, un progetto per aiutare chi sta cercando una risposta alla crisi.
Oggi ci racconta come come affrontare la burocrazia relativa al lavoro in Spagna.

In Spagna ci sono capitato, per la prima volta, quasi 15 anni fa. Si trattava del mio primo viaggio con gli amici fuori dai confini italiani, e già allora questa terra mi colpì molto, a tal punto che qualche anno più tardi ci tornai per preparare la mia tesi di laurea e poi, una volta sbattuta la faccia contro la realtà lavorativa italiana (e londinese, per dirla tutta!), per viverci. Circa sei anni fa di fatto, feci di nuovo le valigie e partí per quella che allora era un po’ la terra promessa degli italiani all’estero: Barcellona.

Si, perché la capitale catalana all’epoca viveva, un po’ come il resto della Spagna, sul boom dell’edilizia, su una fama crescente di città cosmopolita (una sorta di Londra… con il sole!) e, forte della vicinanza con l’Italia, era di fatto un poderoso centro di attrazione per tanti connazionali che come me erano in cerca di fortuna e di quelle soddisfazioni professionali che, senza voler cadere in luoghi comuni, era (almeno agli occhi nostri) molto più difficile vedere soddisfatte in un paese come l’Italia, dove l’arte di afferrarsi con le unghie e con i denti alla poltrona è così endemicamente diffusa da rendere difficile l’inserimento di forze giovani in posizioni lavorative minimamente interessanti.

Fatto sta che da allora Barcellona è cambiata abbastanza, almeno sotto il punto di vista lavorativo, così come il resto del paese, mantenendo tuttavia una situazione privilegiata dentro la penisola iberica dovuto al fatto che qui ci sono comunque forti investimenti stranieri (moltissime multinazionali hanno qui una sede, il che si traduce in lavoro per madrelingua, soprattutto nel settore terziario) e un immutato flusso di turismo, che porta soldi e lavoro. La mia opinione è dunque quella che a Barcellona, per chi ha voglia e competenze, ci sono ancora molte possibilità di crescita professionale. E per rendere la ricerca più facile ai miei connazionali e tendere la mano a chi ora vorrebbe fare lo stesso percorso che io e tantissimi altri (secondo i dati dell’ayuntamiento, cioè della municipalità, gli italiani residenti a Barcellona sono quasi 20.000) abbiamo fatto in questi anni, ho creato un sito nel quale raccolgo annunci, articoli, informazioni utili e guide pratiche: ovviamente ci sono anche annunci di lavoro a Barcellona.

Prima di tutto però bisogna avere chiaro in mente quali sono i passi necessari per poter lavorare in Spagna, poiché ovviamente anche qui (sebbene molto agilizzato rispetto all’Italia) c’è un iter burocratico da rispettare. Ma non preoccupatevi, anzi, dimenticate pure le code chilometriche alle quali siete abituati e pensate che persino in una città delle dimensioni di Barcellona, l’intero processo non vi porterà via più che un paio di mattinate. Non sto scherzando, e ora vi spiegherò i passi da seguire per ottenere i documenti necessari per lavorare in Spagna.

Pronti con carta e penna? La lista è… breve! Sì, infatti i documenti imprescindibili, che di fatto poi vi aprono le porte per fare praticamente tutto il resto, sono soltanto tre:

  • NIE (cioè il numero identificativo dello straniero, un po’ equivalente alla nostra carta di identità);
  • l’empadronamiento (o patrono municipale, ossia un documento che attesta dove vivete);
  • il numero di affiliazione alla Seguridad Social (una sorta di codice fiscale, imprescindibile per tutto ciò che riguarda i temi di previdenza sociale).

Per chiedere il patrón (ossia per empadronarse) è necessario essere titolari di un contratto di affitto o avere un conoscente già in possesso del patrón, che firmi il vostro modulo (da richiedere direttamente presso l’ayuntamiento del quartiere in cui vivete). Ho recentemente accompagnato un’amica a farlo presso il municipio del mio quartiere… abbiamo sbrigato il tutto in appena dieci minuti!

Una volta ottenuto l’empadronamiento potete dirigervi presso la comisaría (Ufficio di Polizia) di Carrer Balmes 192 (in teoria sede provvisoria, ma di fatto attiva da diversi anni, comunque nel caso verificate la notizia se doveste leggere molto più tardi dalla data della sua pubblicazione), dove dovrete compilare due distinti modelli (EX 16 e 790). Il costo? 10 euro in marca da bollo (per il modello 790, pagabile presso una qualsiasi delle vicine banche) e un po’ di pazienza: qui si che c’è un po’ di coda, ma nulla di preoccupante. Un consiglio però, cercate di non presentarvi con un documento di identità (italiano intendo) troppo “vissuto”. Molto dipende dall’umore dell’impiegato allo sportello (tutto il mondo è paese in questi casi…), ma ho sentito di casi in cui certe carte d’identità sono state rifiutate come documento valido perché troppo consumate. Se state partendo per la Spagna e la vostra carta d’identità  è provata da anni di vita nel vostro portafogli vi consiglio quindi di rinnovarla o magari di cogliere l’occasione per fare domanda per il passaporto, che comunque può sempre esservi utile!

Lasciata alle spalle la comisaría ormai vi manca un solo tassello per essere completamente in regola, il numero di affiliazione alla Seguridad Social. Se siete stati particolarmente fortunati fate ancora in tempo a prendere la metro e tagliare la città verso il mare. Proxima parada: Avenida Marqués de l’Argentera numero 23, a due passi dalla Barceloneta. Qui andrete dritti all’Oficina de la Seguridad Social e armati del vostro NIE (e di una fotocopia dello stesso) in appena mezz’ora avrete tra le mani l’ultimo dei “magnifici tre”: il vostro numero di affiliazione alla Seguridad Social. Compimenti! Ora potete essere assunti in regola, richiedere una tessera sanitaria, sottoscrivere un contratto telefonico, ecc… insomma, ora siete un cittadino residente a tutti gli effetti!

Se tutto questo vi incuriosisce, sul mio sito troverete tutte le informazioni necessarie per lavorare in Spagna. ¡Hasta pronto!

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commenti





  • Tempo perso

    E’ molto più facile di quanto si creda…per fare i disoccupati in Spagna non c’è bisogno di nessun documento…

  • Antonella Di Giuseppe

    Ciao
    mi potresti dare l’indirizzo web preciso del tuo sito. Anche a me piacerebbe moltissimo trasferirmi in Spagna.

    Grazie mille e Hasta pronto :-)

    Antonella

  • http://Addiopostofisso,vadoavivereaNewYork Lucia

    Ma… tutta questa “voglia” di emigrare in Spagna proprio non la capisco. Oramai La Spagna e’ diventata un Paese del Terzo Mondo, pieno di disoccupazione e in crisi nera …. Tanto vale rimanere in Italia se l’alternativa e’ la Spagna! Mah… de gustibus….

  • http://www.lavoroinspagna.com/ Lavoro In Spagna

    @Antonella: l’indirizzo è quello riportato anche nel post di Aldo e qui nella mia firma in commento. Non lo riporto di nuovo per non fare spam. Se hai bisogno di informazioni puoi contattarmi scrivendo a info@lavoroinspagna.com. Un saluto!

  • http://www.lavoroinspagna.com/ Lavoro In Spagna

    @Lucia: in realtà quel che dici è vero, ma soltanto a metà. Nel senso che la crisi ovviamente c’è e si sente, ma questo non è altrettanto vero in città come Barcellona o Madrid, dove ci sono anche grandi aziende straniere (per cui se si hanno competenze specifiche il lavoro c’è) e il turismo non è in crisi (quindi lavori in ristorazione e settore alberghiero, dove per altro c’è molto ricambio di personale), oppure in posti storicamente legati al turismo, come Ibiza, Minorca, ecc dove se si ha voglia di fare e si parlano le lingue ci sono diverse possibilità. Del resto ogni giorno pubblico annunci, proprio perché evidentemente ci sono offerte di lavoro! Un saluto!

  • Mauro

    Ciao, queste regole che hai illustrato sono valide naturalmente anche per espatriare alle Canarie?

  • http://www.lavoroinspagna.com/ Lavoro in Spagna

    Certo Mauro, anche se nell’articolo si fa riferimento in particolare a Barcellona. In ogni caso la pratica è la stessa: NIE, Empadronamiento e Seguridad Social restano i tre documenti imprescindibili per lavorare legalmente in Spagna e godere delle prestazioni sanitarie, di disoccupazione, ecc.

    Un saluto!

  • Michele

    Ciao, io sono a Madrid ormai da un mese e beh..ottenere il famigerato NIE sembra un impresa non da poco! Dopo aver fatto empadronamiento e seguridad social..il massimo che puoi fare per il NIE è aspettare fino a MARZO!! (domanda fatta un mese fa,tra l’altro)..Certo si può lavorare ugualmente, con un documento di identità della comunità europea,ma le detrazioni sono maggiori!non capisco tutta questa burocrazia,come se fosse già facile trovare lavoro, ti fanno pure aspettare 6 (SEI!!) mesi per un misero numeretto, mettendoti al pari di tutti gli extracomunitari! bah…


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