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Mi licenzio in Italia e parto per una internship a Philadelphia

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Marco Circelli e signora si sono licenziati e trasferiti a Philadelphia, Stati Uniti.

Marco ha colto al balzo l’opportunità fornita da familiari già presenti a Philadelphia e sta collaborando con la Italy-America Chamber of Commerce of Greater Philadelphia mentre sua moglie studia.

Ci spiega come hanno fatto a compiere il salto e quali rischi hanno preso.

Marco sta anche creando una rete di contatti dedicata ai Young Italian Professionals a Philadelphia in collaborazione con il consolato. A chi interessa, contattate Marco su Linkedin.

Marco Circelli

Marco Circelli

Ci descrivi il tuo background accademico e lavorativo in Italia?

Il mio background accademico è abbastanza insolito. Ho studiato sia alle medie che al liceo all’interno del Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano, come sassofonista e mi sono maturato e successivamente diplomato in strumento nel 2000.

Tuttavia, non contento della vita del musicista, ho deciso di provare un’altra carriera accademica e quindi mi sono iscritto all’Università Bocconi per studiare Economia, cambiando totalmente settore. Nel mentre, ho sempre lavorato presso lo studio contabile di mio padre, dove facevo il “tuttofare”.

Verso la fine degli studi universitari ho comunque deciso che non avrei portato avanti il lavoro di mio papà e ho incominciato a cercare lavoro. A seguito di una ricerca lavorativa durata quasi un anno ho finalmente trovato lavoro come impiegato presso un’azienda della grande distribuzione di nuova apertura nella Brianza.

Quando stavo per finire gli ultimi esami e decidere l’argomento della tesi per la mia laurea magistrale, raggiunsi il traguardo del “contratto a tempo indeterminato”, ma la mia azienda venne ceduta ad un’altra già operante nello stesso settore e perciò fui “ricollocato” in una posizione lavorativa che non gradivo assolutamente -venditore!!!-. Questo avvenimento l’ho vissuto come un castigo, allora decisi che mi dovevo mettere in discussione completamente e licenziarmi!!! ….

I miei genitori mi hanno dato del “pazzo”, anche perchè in quel periodo già vivevo fuori casa con la mia fidanzata con la quale mi sono successivamente sposato. Ma incominciavo a capire che non poteva andare avanti così e quindi decisi di uscire dal lavoro e dedicarmi completamente alla scrittura della tesi e alla laurea. Confidavo di trovare un lavoro adeguato in questo periodo e ripartire di nuovo.

Purtroppo arrivò la crisi economica e non venivo neanche contattato per i colloqui……….. ho cercato di fare qualsiasi tipo di lavoro e alla fine quasi per sbaglio mi sono iscritto alla graduatoria per insegnanti supplenti di Educazione Musicale. Dopo un po’ di tempo e subito dopo la laurea, venni contattato per le prime supplenze alle scuole medie e poi trovai un contratto part time per una scuola elementare privata.

Ma inutile dire: la frustrazione di guadagnare poco insieme all’incapacità di trovare un lavoro adeguato alla mia laurea mi consumava piano piano…….Perciò macinavo progetti su progetti di cambiare vita e paese. Poi un giorno arrivò una chiamata da mia sorella, io e mia moglie ci siamo licenziati e ci siamo trasferiti!!!

Qual era la tua conoscenza dell’inglese prima di partire?

La mia conoscenza dell’inglese era sufficiente nel parlato, ma buona nello scritto e letto. Avevo comunque viaggiato precedentemente negli Stati Uniti perchè qui abitano mio fratello e mia sorella. Ho scelto Philadelphia perchè loro vivono qui e avrei trovato meno difficoltà nell’inserirmi e iniziare questa nuova esperienza.

Stati Uniti su Italiansinfuga

Stati Uniti su Italiansinfuga

Quale è stato il percorso che ti ha portato alla Italy-America Chamber of Commerce of Greater Philadelphia?

Grazie a contatti di mia sorella, ho raggiunto al telefono il presidente della IACCGP il quale mi ha proposto di trasferirmi ed iniziare una esperienza attraverso una internship. Certo, licenziarmi da un posto di lavoro in Italia e venire qui per un tirocinio può sembrare una pazzia, ma quando senti il bisogno di andare via, devi prendere anche decisioni rischiose. A questo proposito devo dire che è quasi impossibile da italiano con poca esperienza cercare un lavoro da casa tramite Internet, ma conviene esporsi direttamente con un periodo di stage e poi venire sul posto per capire quali sono i canali giusti da seguire. Qui contano molto di più le relazioni personali e la propria faccia rispetto ad un curriculum.

In cosa consiste il tuo lavoro?

Mi occupo di gestire le attività di comunicazione con i soci e con le parti esterne alla Camera, inoltre svolgo lavori di traduzioni per le documentazioni che interessano il consolato e gestisco l’organizzazione degli eventi promozionali e la stesura dei progetti di missioni commerciali e nuove iniziative imprenditoriali tra Italia e la zona della Greater Philadelphia, ovvero la città e le immediate contee circostanti. Un lavoro che non avevo mai fatto in Italia, ma comunque mi sono subito sentito a mio agio ad iniziare da zero.

Con che visto sei negli Stati Uniti?

Sono arrivato con un visto da F2, ovvero come marito di un F1 perchè mia moglie si è iscritta all’inizio presso una scuola universitaria di Inglese per stranieri. Ma adesso sono passato ad un H1B.

Com’è stato il primo impatto con Philadelphia?

Come già spiegato conoscevo Philadelphia perchè ci vivono da più tempo i miei fratelli ed ero venuto qui durante le vacanze. L’impatto da abitante comunque è diverso, perchè ti trovi a dover a che fare con una cultura diversa, dove nei primi momenti sei abituato a criticare “a priori” ma poi ti rendi conto che forse le cose funzionano diversamente e meglio proprio perchè sono diverse da quelle a cui sei abituato in Italia.

Un esempio tra tutti: nessuno entra nei mezzi pubblici senza pagare perchè bisogna obbligatoriamente inserire i gettoni o i soldi in una macchinetta davanti al conducente, mentre a Milano c’è bisogno di una doppia figura ovvero quella del “controllore”. Un metodo semplice e funzionante, perchè non possiamo fare così anche da noi?

Che consigli daresti a chi è interessato ad emigrare verso gli Stati Uniti?

Il consiglio è quello di fare prima una vacanza sul posto e prendere i primi contatti per case, albergo e un primo lavoro come internship. Certo, se non si ha una laurea magistrale ovvero il master degree diventa un po’ complicato ma secondo me non impossibile. In seguito trasferirsi però con un visto da studente F1 o da visitor exchange J1 che dà la possibilità di inserirti in una prima struttura e poi cercare di migliorare il proprio status. Infine: pianificare il trasferimento con un gruzzoletto da parte, all’inizio sono solo spese…..

Grazie Marco e buon proseguimento!

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  • http://www.vazzola.info RM

    Sono a Oxford, ho notato la stessa cosa che dici sui biglietti dell’autobus! Qui non esiste il controllore, tutti pagano il biglietto all’ingresso o mostrano l’abbonamento. All’inizio sembra macchinoso, ma anche quando le persone che devono fare il biglietto sono una decina si fa tutto velocemente e talvolta addirittura gli autobus sono in anticipo sulla tabella di marcia e devono sostare apposta!

    Piccole cose, che fanno evidentemente la differenza!

  • Sergio

    beh certo che se uno ha dei parenti già sul posto, che hanno pure contatti per farti parlare con chi puo’ dare lavoro la cosa è MOLTO piu’ semplice…


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