L’Italia perde un embriologo, il Regno Unito ne guadagna uno
Romualdo Sciorio non riusciva a trovare sbocchi accademici e lavorativi in Italia come embriologo. Adesso lavora a Londra dopo alcuni anni ad Edimburgo.
Ecco come ha fatto.
Ci descrivi il tuo passato accademico in Italia?
Mi sono laureato in scienze biologiche nel luglio 1998 col massimo dei voti (110 e lode). Decisi di continuare e sostenere il tirocinio per altri due anni nello stesso ateneo Federico II di Napoli. Tirocinio in Italia significa lavoro anzi sfruttamento per 10 ore al giorno senza neanche un centesimo. Da premettere che per la mia tesi di laurea avevo già svolto quasi due anni lavorando in laboratorio talvolta anche fino alle 7 di sera, naturalmente absolutely free: anzi neanche una pubblicazione che all’inizio del tirocinio avevano promesso.
Anyway amavo la ricerca nel campo della riproduzione e volevo a tutti i costi intraprendere un lavoro che mi permettesse di essere in laboratorio. Sognavo di fare un dottorato di ricerca. Nulla, assolutamente nulla. Il mio professore all’università, all’epoca era ricercatore, mi disse chiaramente che i posti per i dottorati di ricerca erano praticamente assegnati prima del concorso. Ovviamente non venivano assegnati per capacità o bravura degli studenti ma per altre caratteristiche.
Ero molto giù di morale decisi di andare a Londra, mia città amata, almeno per migliorare un po’ l’inglese. Trascorsi li qualche mese lavorando in un pub a Richmond. Ovviamente andai a bussare la porta nei laboratori di fecondazione in vitro londinesi e la porta mi veniva aperta. Rimasi così sorpreso, in Italia se non conosci qualcuno, i laboratori non ti considerano proprio. Se per caso ti presenti in un lab e dici di voler parlare con un Embriologo ti daranno che è impegnato e devi prenotare un appuntamento.
A Londra invece, non lo scorderò mai, al London Bridge Fertility, Gynaecology and Genetics Centre, uno dei centri più grandi a Londra, mi chiesero di aspettare e dopo 5-10 minuti un embryologist venne a parlare con me, mi senti così gratificato in quel momento. Con tanta cordialità mi dissero che ero appena laureato e che loro avrebbe assunto persone con almeno 3/5 anni di esperienza. Lo stesso dissero altri centri a Londra. Capiì che dovevo darmi da fare e che potevo ritornare dopo qualche anno. Per me fu comunque un successo avere almeno la possibilità di essere considerato come un professionista.
Nel frattempo avevo fatto la domanda per il dottorato di ricerca, just in case, e ritornai a Napoli per sostenere il concorso. Naturalmente arrivai 22 su 25 candidati, praticamente quasi ultimo. Il mio professore aveva ragione. Lasciai quindi Napoli alla volta dell’università dell’Aquila. Riuscii ad avere, grazie all’aiuto del mio professore, un contratto per un anno con tale ateneo e lavorai all’Aquila per un anno.
Dopo passai a Rimini. Un laboratorio di fecondazione in vitro infatti aveva bisogno di un biologo e decisi di spostarmi a Rimini. Almeno ero vicino al mare e per un napoletano questo era importante. Ho lavorato a Rimini per tre anni. Ma non ero per nulla soddisfatto. Lo stipendio basso e poi il lavoro anche se era il mio preferito, lavorare nel campo della fecondazione in vitro, in realtà quel laboratorio era qualitativamente mediocre. Volevo qualcosa in più, volevo essere soddisfatto e far parte di un gruppo di rispetto.
Decisi di partire ancora, questa volta la scelta un po’ più mirata. Scrissi via mail a tutti i laboratori che trovai su internet, dal Belgio all’Olanda, dalla Francia alla Germania, UK e tutta Europa. Chiedevo di lavorare gratis per il periodo estivo. Anzichè fare la vacanza ad Agosto avevo deciso di svolgere questa esperienza. La fortuna mi ha assistito, mi chiamarono infatti a Nottingham dicendomi che un posto per me c’era. La mia contentezza mi fa ancora ora piangere mentre lo scrivo. Il laboratorio di Nottingham in realtà non aveva accettato la mia proposta alla lettera, io chiedevo di lavorare gratis, loro invece mi hanno pagato il volo e per 5 settimane anche l’alloggio. Ho trascorso quell’estate a Nottingham lavorando in un laboratorio di eccellenza in IVF, con grandi scienziati, non potevo essere più contento.
Ritornai a Rimini a Settembre e, solo dopo un mese, ad Ottobre la svolta. Nottingham mi contatta, dicendomi che avevano apprezzato molto il mio modo di lavorare, che ero una persona in gamba ed ora c’era un contratto da Embryologist che mi aspettava.
Il mio sogno di lavorare con “real professional scientist” iniziava a prendere forma. Senza alcun dubbio lasciai Rimini e dopo tre mesi iniziai a lavorare in UK.
A Nottingham la mia vita cambia subito. In poco tempo venivo considerato come un vero scientist a conferma delle mie qualità. Dopo 8 mesi a Nottingham mi trasferii ad Edinburgh, dove Dolly the sheep era stata clonata. Lavorare ad Edinburgh, capitale della biologica riproduttiva in collaborazione con università riconosciuta a livello mondiale, per me era già un sogno realizzato.
Sono approdato così alla Royal Infirmary. Avevo letto online un advert “cercavano un embriologo” ed io mandai il mio curriculum. Mi contattarono per il colloquio e senza alcuna, dico alcuna, conoscenza ottenni la position (chi l’avrebbe mai detto). Anyway ad Edinburgh sono stato 6 anni, ho lavorato al fianco di persone stupende, con tanta professionalità ed umiltà, qualità che in Italia non ho mai visto. Durante questi anni chiesi un career break (anno di aspettativa) che poi diventarono due e decisi di investirli in Australia.
Ho infatti trascorso un anno e mezzo alla Monash IVF Melbourne. Anche questo nome illustre nel campo della IVF a livello mondiale. Dopo Melbourne ebbi una proposta in un laboratorio in Canada a Vancouver che accettai. Dopo qualche mese però decisi di ritornare ad Edinburgh, avevo infatti promesso il mio ritorno e mi sembrava scortese non mantenere la parola.
Perché poi il Master alla Napier University?
Sono ritornato ad Edinburgh nel 2009 e a quel punto decisi per il Master alla Napier. Avevo sempre avuto l’idea di un ulteriore titolo di studio, dottorato di ricerca oppure un master. La Napier IUniversity ne offriva uno part time in Biotechnology e decisi di frequentarlo. Fa sempre bene arricchirsi di nuove nozioni e conoscenze, bisogna sempre aggiornarsi ed un master è sempre riconosciuto ed è un ulteriore titolo.
E adesso cosa fai come lavoro?
Di recente mi sono spostato a Londra. Come dicevo prima londra è stata la città che mi ha illuminato, per me lavorare a Londra è davvero un sogno realizzato. Oggi lavoro come senior embryologist in un centro privato CRGH con uno dei tassi di successo più alti nel Regno Unito.
Prospettive di ritorno in Italia?
Ho pensato spesso di ritornare in Italia. Avevo infatti una ragazza e per starle vicino volevo ritornare. Ho cercato lavoro in Italia si, ma fino all’anno scorso ho avuto solo proposte oscene. Per cui avendo fatto un’esperienza così all’astero, non vorrei buttarla nel nulla, lavorando in un centro dove sei trattato come l’ultimo arrivato.
Ho purtroppo perso la mia ragazza ma professionalmente ho raggiunto il mio sogno. Un sogno diventato reale, tutto fondato sulla forza delle mia braccia. In Italia purtroppo non sarebbe mai successa una cosa del genere. La gente che fa carriera lo fa solo per connessioni e clienterismi non perchè ha le capacità di farlo.
Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?
Scappare dall’Italia presto, subito. Io ho lasciato l’italia intorno ai 30 anni quando già avevo un pò di esperienza. Esperienza che mi sono guadagnato con sudore e senza ricompensa. Se potessi ritornare indietro lascierei l’Italia dopo la laurea, anzi avendo la possibilità studierei all’estero. In Italia ti sfruttano e non ti formano, hanno paura che se impari poi “gli rubi il mestiere, il lavoro”. Dopo la laurea con la scusa che devi imparare, non ti pagano e ti sfruttano.
Ai giovani dico di lasciare l’Italia, andate a studiare all’estero. Dove gli studi sono meno lunghi e pù efficaci e l’inserimento nel mondo lavorativo è decisamente più semplice. Fondato sulle capacità e sulle conoscenze delle persone e non sulle connessioni politiche e clienterismi vari. Almeno ti trattano da laureato con rispetto, cosa che purtroppo in Italia non ho mai avuto il piacere di vedere.
Adoro l’Italia. La mia famiglia vive a Napoli dove ho 4 nipoti che adoro. Ma purtroppo la realtà è quella che ho descritto. Napoli e l’Italia a me hanno dato poco, anzi tra rapine e brutte esperienze che ho subito quando ero all’università ho forse solo ricordi brutti di Napoli. Le mie radici sono li, la mia famiglia, ma non basta.
Almeno per me. Ho seguito il mio sogno e l’ ho realizzato. Fossi ancora a Napoli mi sarai accontentato del posto fisso ma ho voluto altro.
Grazie Romualdo e buon proseguimento!









