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Espatriare in Argentina

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Espatriare in Argentina non è facile e Mario Linzi ci racconta il perché e come fare.

Cercherò di spiegare per quanto sia possibile (il tema è particolarmente complesso e spesso affrontato in modo riduttivo e semplificato) cosa significhi espatriare in Argentina oggi, e più generalmente nei Paesi del Mercosur (mercato del sud, quindi quasi tutto il Sud America), l’equivalente in America Latina dell’Unione Europea.

Molti italiani vedono il Sud America come una possibile via di fuga dalla recessione in atto in Europa, questo non solo da oggi ma da almeno vent’anni e più. Credono sia possibile salire sul primo aereo, magari con tutta la famiglia, raggiungere località come Fortaleza, Recife, Florianopolis, Buenos Aires, Mar del Plata, Illa Margarida….etc, e poter cambiar vita come in un film. Se questo era possibile fino agli anni ’80, oggi lo è molto di meno, questo perché quasi tutti i paesi sudamericani hanno adottato o stanno adottando le stesse leggi di immigrazione degli altri Paesi occidentali, primi tra tutti quelli europei.

In poche parole, questi Paesi dicono: “Noi vogliamo solo gente (emigrati) che sia autosufficiente economicamente secondo i nostri parametri, gente che porti soldi o ricchezza e non il contrario, gente che venga qui per fare investimenti e produrre”, questo, ad esempio è quello che dice l’Argentina oggi e riflettendo un pochino ci si accorge che è lo stesso di quello che dicono paesi come Italia e Germania, non a caso esistono forti accordi bilaterali tra questi Governi.

Tralasciando che espatriare o emigrare non è la stessa cosa che fare il turista, vediamo di capire come si può vivere in un Paese Sudamericano come l’Argentina.

Si può vivere in modo irregolare (da clandestino)

Vivere da clandestino significa continuare a soggiornare nel paese ospite dopo che i termini di soggiorno (visti turistici) sono scaduti. Chi lo fa incorre in vari tipi di sanzione non solo economica. Se costretto a lasciare il paese al primo controllo doganale gli verranno addebitati tutti i giorni in “rosso”, con pene pecuniarie che possono anche superare i 10 euro al giorno, quindi uno che ha soggiornato irregolarmente per 60 giorni per uscire dal paese dovrà pagare 600 euro di multa.

Non basta, cassieri di banca, responsabili di pagamento Western Union, Money Gram, cassieri delle Poste prima di effettuare qualsiasi pagamento chiedono allo straniero il suo passaporto, e verificato il visto di soggiorno scaduto bloccano il pagamento.

Non basta, i consolati italiani sono tenuti a dare assistenza solo ai cittadini italiani residenti e iscritti al AIRE e a quelli con visto turistico regolare e non scaduto, quindi qualsiasi intervento consolare, tranne che in casi estremi, si riduce a zero. Fermiamoci qui, si potrebbero aggiungere altri esempi come quelli penali ma lasciamo a chi legge immaginarli. Riassumendo, con il visto turistico si può soggiornare 90 giorni + altri 90 prorogabili a pagamento e basta, dopodichè si deve uscire dal paese.

Si può vivere in modo regolare (da residente e cittadino)

Vivere in modo regolare significa invece possedere i requisiti richiesti dal paese per concedere la residenza, che all’inizio sarà sempre temporanea di due anni.

Allo scadere di tale termine il cittadino straniero potrà fare richiesta di residenza permanente o di cittadinanza.

Per quasi la totalità dei paesi del Mercosur, quindi anche Brasile e Argentina, i requisiti richiesti per ottenere la residenza permanente e la cittadinanza sono i seguenti (qui prendemo in esame solo quelli argentini):

1. essere sposati da almeno tre anni con un/a cittadino/a argentino/a;

2. essere pensionati (percepire una pensione netta non inferiore a 2500 pesos argentini circa 500 euro);

3. aprire un attività commerciale che prevede un investimento non inferiore a 50000 USD, tale importo dovrà essere interamente versato in una banca argentina;

Vi sono altri casi in cui un cittadino straniero puo ottenere una residenza temporanea per lavoro. Questo accade quando un azienda argentina lo assume garantendo cosi per lui e comunque solo per la durata del contratto di lavoro.

Molti italiani pensano di venire in Argentina a cercare lavoro ma quasi sempre devono rinunciare e tornare a casa, questo perché il tasso di disoccupazione è molto alto e perché gli stipendi argentini sono bassi e comunque non paragonabili a quelli europei, attualmente uno stipendio medio non supera i 2000 pesos, 380 euro. Ovviamente qualcuno può accontentarsi ma prima o poi si ritroverà ad affrontare i problemi di immigrazione già accennati trovando cosi grossi ostacoli.

Uno dei primi problemi che un cittadino straniero deve risolvere è quello della casa. O la compra o va in affitto, come terza possibilità può soggiornare in hotel o da un affittacamere.

Affittare un appartamento o un locale di commercio in Argentina non è facile nemneno per gli argentini. Dopo la grande crisi del 2001 i proprietari chiedono garanzie, nella fattispecie una o due garanzie ipotecarie più i costi di commissione di agenzia. Per uno straniero senza documenti argentini (DNI) trovare due proprietari che garantiscano per lui è quasi impossibile.

Emigrare in Argentina nel nuovo millennio

Emigrare in Argentina nel nuovo millennio

Senza documenti (quindi senza residenza) diventa impossibile aprire un conto in qualsiasi banca e quindi utilizzare carte di credito o debito argentine. A seguito diventerà impossibile anche usufruire di tutti quei servizi che richiedono la produzione di certificati anagrafici e tutto si complicherà magistralmente visto che l’Argentina alla pari dell’Italia è un paese molto burocratico.

Chi scrive parla con cognizione di causa visto che nel dicembre 2009 è arrivato in questo paese come pensionato e due mesi dopo concludeva l’iter burocratico richiesto per ottenere la residenza temporanea. Solo un anno esatto dopo riceveva finalmente il DNI (Documento Nacional de Identidad).

Concludendo quali sono le possibilità che ha un cittadino italiano per espatriare in Argentina e cosa dovrebbe fare?

Per prima cosa, se non pensionato, avere un capitale non inferiore a 80000/100000 euro, cifra da destinarsi all’acquisto di una casa o appartamento e all’acquisto o affitto di un locale commerciale nonchè a tutte le spese che incontrerà nel primo anno.

Secondo, fare un primo viaggio esplorativo in Argentina per accertarsi in loco delle varie problematiche che cambieranno a seconda della località scelta come luogo di residenza. Non esiste solo Buenos Aires con i suoi 23 milioni di abitanti e l’alta criminalità, esistono: Mar del Plata, Cordoba, Rosario, Mendoza….centri sicuramente più vivibili.

Terzo, fare frequenti visite ai Consolati generali argentini di Milano e Roma e se possibile iniziare il tramite del DNI per via consolare, in modo da arrivare stabilmente in Argentina col DNI.

Va detto inoltre, e pochi lo sanno, che non è possibile fare un trasloco via nave con container (quindi spostare mobili ed autoveicoli) in Argentina se non si è già in possesso del DNI e quindi della residenza. Quelli che lo faranno (le import export italiane non sempre informano di questo) si ritroveranno con la merce bloccata alla dogana di Buenos Aires dove ogni giorno gli verranno addebitati costi stratosferici di giacenza.

In questi ultimi mesi ho ricevuto moltissimi messaggi di tante famiglie italiane che non ne possono più della vita in Italia e meditano di espatriare in Argentina e Brasile. A tutti dico di pianificare il progetto molto seriamente e non pensare che sia tutto rose e fiori, partire insomma col piede giusto per non andare a rischio di complicarsi ancor di più la vita. Espatriare in Argentina è possibile a patto di non essere pressapochisti e di essere in possesso dei requisiti minimi richiesti.

Chi è interessato può visitare il mio blog: emigrareinargentina.wordpress.com oppure scrivermi a: mario.linzi@gmail.com

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commenti


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VOLI ECONOMICI




  • Peggio di Hilter

    Ormai quasi tutti i governi del mondo ragionano così.

    “Noi vogliamo solo affermati ingegneri, medici qualificatissimi, ricchi pensionati o ricchi investitori. Tutti gli altri non possono entrare”.

    Ma che m… di mondo che è questo. Ma come ci siamo ridotti? Ma ci guardiamo in faccia la mattina? Ci rendiamo conto che teorie come

    “vogliamo solo gente che porti soldi o ricchezza e non il contrario”

    sono più razziste di quanto non fossero le leggi razziali contro gli ebrei? Non vi rendete conto che questa è una selezione razziale bella e buona? Una volta si selezionava in base alla nazionalità, ora in base al portofoglio. Che cosa cambia?

    Un essere umano che non porta soldi o ricchezza oggi non può muoversi per il mondo…ci hanno gradualmente privato della nostra libertà di movimento. E’ inconcepibile che “un essere umano che non porta soldi o ricchezza” debba rimanere per sempre nel suo piccolo posto perchè è automaticamente rifiutato da tutte le società del mondo.

    Un essere umano che non porta soldi o ricchezza oggi è uno scarto della società….non ha i soldi, dunque non può offrire nulla ed è destinato a morire nel suo piccolo, punto. E’ ABOMINEVOLE.

    E’ abominevole soprattutto in confronto a tanti anni fa. Quando la Germania INVITAVA gli italiani, i greci, gli jugoslavi a venire a lavorare nel loro paese. Senza di certo chiedergli prima se avessero 50.000 USD nel portafoglio.

    Poi arrivò il capitalismo becero. E adesso i governi prima invitano i 50.000 Dollari, poi, in un secondo momento, invitano le persone.

    Nonostante questo, c’è ancora gente che pensa che l’America e il Regno Unito siano un modello per il mondo; c’è ancora gente che pensa che emigrare negli anni ’50 con la valigia di cartone era difficile e doloroso; c’è ancora gente che pensa che oggi ci sia più libertà di allora.

    E, dulcis in fundo, c’è ancora gente che pensa che l’Argentina o lo Stato X non possa accollarsi tutti i poveri del mondo, e che dunque è giusto che faccia così.

    Apriremo gli occhi solo quando ci avranno privato anche della libertà di respirare. E allora sarà davvero troppo tardi.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo

    @Peggio di Hilter “sono più razziste di quanto non fossero le leggi razziali contro gli ebrei?”

    non so come fai a fare affermazioni del genere.

    Ingengneri e medici sono ambiti in quanto portano conoscenza (guadagnata studiando), non necessariamente ricchezza.

    Alcune nazioni sono felicissime di ricevere saldatori, ad esempio, e dubito che i saldatori portino ricchezza (felicissimo di essere smentito).

  • Marco Zorzi

    Bellisismo articolo ed asaustivo, ringrazio molto per questo. In progetto ho sempre pensato di emigrare in Argentina pensando che fosse tutto appunto rose e fiori, avrei comunque amici che abitano a Buenos Aires ma ci penserò su molto bene prima di espatriare dopo quanto ho letto. Credo anche io che non faccia piacere essere discriminati dal portafoglio ma ricordo i nostri cari vecchi migranti che erano accolti perchè si facevano i lavori peggiori e un mazzo bello grande, non avendo grandi lauree ma avendo dei mestieri specifici come l’idraulico o come già menzionato il saldatore molti paesi ti accoglieranno ma nessuno ti regala niente mi pare..

  • Marcello Rossini

    Concordo con peggio di Hilter anche se secondo me ha usato dei toni un po troppo concitati. In effetti le cosiddette skilled occupation list non sono mica poi tanto democratiche! Non prendiamoci in giro, sempre di una leggera forma di discriminazione si tratta, anche se ovviamente nn paragonabile al nazismo . Non capisco perche’ se sei saldatore ingegnere medico o infermiere puoi emigrare negli altri paesi, mentre per molte altre professioni o lauree non ti guardano neanche in faccia e non potrai mai ricevere il permesso di soggiorno . E’ ora di finirla, non possiamo tutti fare gli ingegneri o gli informatici o i medici in questo pianeta, ci devono essere spazi e possibilita di scambio anche per esperti di altri materie o per altre professioni che vengono troppo spesso considerate di serie b!

  • pino

    Vabè, “Peggio di Hitler” ha ovviamente alzato i toni ma era una provocazione, il succo del suo discorso non fa una piega.

  • Fab

    @Pino, Marcello

    per quale motivo un imprenditore deve pagare un’immigrato che non ha skills specifiche se sul mercato locale ci sono già persone che hanno per quelle posizioni tutte le carte per candidarsi a svolgerle? Nessun motivo plausibile!

    Ergo:

    nei paesi seri e organizzati e che ragionano nel lungo termine fanno il seguente ragionamento:

    di gente senza conoscenze utili e con poca esperienza già ne abbiamo abbastanza nel nostro paese, quindi se qualcuno da fuori vuole a venire a lavorare nel nostro paese deve portare un valore aggiunto, altrimenti creiamo solo ulteriore precariato da sfruttare che non porta nessun progresso, anzi porta casini e di casini bastano e avanzano i nostri!!

    Poi se sul tema dell’immigrazione si preferisce un sistema improvvisato come quello italiano, de gustibus….!!

    Fatto sta, che a livello europeo, non è visto come un modello virtuoso da imitare, tutt’altro!!

    Gli altri europei sono mezzi scemi perchè prevenuti e noi italiani siamo più intelligenti e furbi?

    Non c’è un solo, minimo indizio in questo senso!!

  • Pilaf

    @ Aldo: Il fatto che ingegneri e medici siano ambiti (e non tutti possono studiare per diventare ingegneri o medici, ricordiamocelo sempre e non guardiamo la cosa sempre e solo dal nostro punto di vista di più o meno “fortunati”) non giustifica l’esclusione dalla possibilità di spostamento di tutte le altre figure professionali considerate economicamente meno importanti.
    Sarebbe come, in momento in cui si cerca una partner, escludere a prescindere tutte quelle che hanno un lavoro precario e invitare a cena solo quelle che hanno un lavoro fisso. Magari può essere conveniente, perchè avere una fidanzata indipendente significa non dover correre il rischio di pagare per lei. Ma ti sembra serio? E se la nostra dolce metà fosse proprio una ragazza con un lavoro saltuario?

    Poi, sinceramente, non capisco perchè debbano essere i mercati a decidere chi possa muoversi e chi non possa muoversi al mondo d’oggi. Contano più loro o le persone?
    Spostarsi per il mondo è non solo un diritto, ma un diritto naturale: nasciamo tutti con due gambe, e l’uomo si sposta da quando è sulla Terra.
    Solo dopo, con l’arrivo dei confini immaginari e convenzionali (gli Stati) ci è stato gradualmente sottratto il diritto che avevamo in origine di circolare liberamente per il mondo. Il “furto” di libertà c’è stato, ed è stato un furto bello e buono!

    E non è detto che finisca qui. Chi può dire che negli anni a venire non ci limiteranno gli spostamenti anche tra regioni, o perfino tra le città? Perchè, se ci pensi, anche un 18enne di Messina che si trasferisce a Pavia in cerca di lavoro costituisce un danno per l’economia della città pavese, in quanto probabilmente a quell’età il nuovo arrivato non avrà grandi qualifiche professionali, e si metterà in competizione con i cittadini di Pavia, rischiando di portar via un posto di lavoro.
    E allora, visto che ci sono dei disoccupati anche qui a Pavia, perchè non dare il lavoro prima ai pavesi e solo dopo agli altri? E’ in piccolo, ma è lo stesso discorso…

    E infine: chi può garantire che l’ingegnere Caio arrecherà ricchezza allo Stato X più di quanto possa fare un semplice cameriere che viene dallo Sri Lanka?

    Il titolo di studio certifica che alcune vie del sapere sono state esplorate, ma non è garanzia che l’immigrato in questione porterà ricchezza o si comporterà in maniera retta durante il suo soggiorno.

    Magari, un malintenzionato ingegnere che viene invitato nel Paese X potrebbe dopo un po’ decidere di lasciare il lavoro per cui aveva ottenuto il pass, sposare una ragazza locale e mettersi a vivere di sussidi, facendo nel frattempo qualche lavoretto a nero o addirittura qualcosa di illegale. E in questo caso non arrecherebbe di certo ricchezza…
    Mentre magari un cameriere dello Sri Lanka potrebbe accontentarsi di fare il suo onesto lavoro per 40 anni, senza mai sgarrare o lamentarsi, dando un contributo più che positivo nella società che lo ha ospitato.

    Per rispondere anche a Fab, che dice “per quale motivo un imprenditore deve pagare un immigrato che non ha skills specifiche se sul mercato locale ci sono già persone che hanno per quelle posizioni tutte le carte per candidarsi a svolgerle? ”

    E’ semplice: chi ci assicura che le persone “locali” siano migliori di quelle “non locali”? Hai una qualche prova di questo? Non si può generalizzare “i locali” / “i non locali”. Siamo tutte persone singole, e credo sia piuttosto degradante, anche per noi stessi, essere messi in categorie puramente inventate come “cittadini dello Stato X” e “cittadini di altri Stati”, decise da confini puramente immaginari ma che noi accettiamo per semplice convenzione senza mai chiederci il perchè.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo

    @Pilaf grazie, ben argomentato e ci sarebbe da discuterne all’infinito….

    le figure professionali ricercate non sono solo quelle che richiedono tanti soldi di investimento ci sono anche altre che richiedono un minore (ma non inesistente) investimento di tempo e denaro (tipo saldatore,muratore, falegname ad esempio in Australia). Non si tratta di eilitismo verso le professioni piu’ esclusive ma di ricerca professioni che il mercato del lavoro locale non riesce a soddisfare.

    Per quello che riguarda lo spostamento degli uomini sulla Terra, non so a che periodo storico ti riferisci (ed io comunque non c’ero, parlo per sentito dire) ma la muraglia cinese, il vallo di Adriano e tutte le altre fortezze non penso siano state costruite per accogliere in amicizia i viandanti…. soprattutto quando c’era molta meno sicurezza alimentare (oggi mangio, domani arrivano tutti questi uomini liberi di viaggiare e facciamo la fame tutti).

    Per quello che riguarda le citta’ italiane, se non c’e’ nessuno a Pavia che sa fare il lavoro che il ragazzo di Messina sa fare (o se non ci sono abbastanza indigeni che soddisfino la domanda di lavoratori), perche’ no? Se invece il 18enne messinese non ha capacita’ migliori allora questa migrazione non ha senso.

    Poi, non so quanti ingegneri (dopo aver studiato tanti anni) scelgano di vivere di sussidi.., secondo me non molti.

  • Fab

    @Pilaf

    per quanto riguarda:

    “E’ semplice: chi ci assicura che le persone “locali” siano migliori di quelle “non locali”? Hai una qualche prova di questo? Non si può generalizzare “i locali” / “i non locali”.”

    Evidentemente non hai colto bene il mio presupposto di partenza che lo ripeto:

    “per quale motivo un imprenditore deve pagare un immigrato che non ha skills specifiche se sul mercato locale ci sono già persone che hanno per quelle posizioni tutte le carte per candidarsi a svolgerle? ”

    In altre parole:

    non mi risulta che Nuova Zelanda, Australia, Canada, USA per un conto e Brasile e Argentina per un altro conto, siano nazioni composte da gente ancora con “gli anelli al naso”!!

    Ergo:

    per un qualsiasi lavoro generico che sia manuale o impiegatizio, in quelle nazioni c’è tanta gente in grado di farlo tranquillamente e quindi non hanno alcun bisogno di immigrazione generica che non porta alcun valore aggiunto ma ingolferebbe solo il sistema e creerebbe inutili tensioni nel mercato del lavoro locale !!

    Per quanto riguarda:

    “Perchè, se ci pensi, anche un 18enne di Messina che si trasferisce a Pavia in cerca di lavoro costituisce un danno per l’economia della città pavese, in quanto probabilmente a quell’età il nuovo arrivato non avrà grandi qualifiche professionali, e si metterà in competizione con i cittadini di Pavia, rischiando di portar via un posto di lavoro.”

    A parte che sto tipo di discorso è fuori tema e comunque la famiglia del ragazzo di Messina e i suoi avi hanno pagato le tasse nazionali così come la famiglia del ragazzo di Pavia con il quale andrebbe a concorrere. E quindi se entrambe le famiglie storicamente hanno pagato le tasse per far funzionare la stessa nazione, non si capisce perchè all’improvviso ci dovrebbe essere un blocco della mobilità lavorativa sul territorio nazionale!!

    A parte il fatto che un discorso del genere sarebbe anticostituzionale al 1000%!!

    Poi se la Lega avesse la maggioranza relativa a livello nazionale, con squadre di camice verdi dal Nord al Centro del Paese e allora un’ipotesi del genere diventerebbe realtà!! In quel caso Povera Italia!!

    Quante probabilità ci sono per un “worst scenario” del genere? Per fortuna molto poche!! Gli italiani avranno mille difetti ma non sono coglioni che si danno la zappa ai piedi in momenti storici delicatissimi come quelli attuali, anzi al contrario per carattere nazionale nel pieno delle difficoltà hanno quasi sempre tirato fuori gli attributi!!

    Dimenticavo: solo durante il fascismo fu introdotto un divieto del genere!!

    Poi a parte tutto:

    “La fortuna aiuta le menti preparate” by Roberto Re.

    Ergo:

    hai la fortuna di essere un cittadino della UE e quindi se hai tutta sta voglia di emigrare, scegliti uno stato della UE che rientra nei tuoi gusti, fai un possibile piano e vai!!

    Altrimenti fai un piano B sempre all’interno della UE.

    Qualche spunto utile (e non solo!) lo troverai anche su:

    http://www.voglioviverecosi.com/

    Ciao!

    Fab

    PS @Aldo

    per quanto riguarda:

    “Se invece il 18enne messinese non ha capacita’ migliori allora questa migrazione non ha senso.”

    La selezione la fa già il mercato da un pezzo, preferendo, a parità di capacità, il locale!!

    A parte questo, bello il tuo post, soprattutto la parte del Vallo di Adriano ecc…!!

  • Alberto

    Io vorrei solo aggiungere una breve riflessione: si, ogni Stato ha il diritto di scegliere a quali persone permettere l’immigrazione, in base alle loro capacità individuali; ma allora perché l’Italia ha accolto tanti sudamericani di scarse o nulle capacità che poi vanno a fare lavori marginali? e non parliamo poi delle seconde generazioni (li vedo a scuola come stanno crescendo bene) che non avranno voglia di fare neanche questi lavori marginali…

  • Marina

    Ciao Mario,
    sto cercando di ottenere una borsa di studio x partire in argentina-buenos aires. La borsa sarà di 500 euro circa – 3.200 pesos argentini.
    Volevo cheiderti: che spese riesco a coprire con 500 euro al mese lì?
    ti ringrazio della disponibilità
    Marina

  • http://www.facebook.com/francesco.zumbo Francesco Zumbo

    sono stato in argentina a settembre e ti dico solo che al supermercato i prezzi erano uguali a quelli dell italia , trai tu le conclusioni ciao

  • Giorgio

    L’Articolo è errato. Purtroppo in argentina dal 2010 hanno cambiato le regole. Investimento minimo è stato portato da 100.000 pesos a 1.500.000 pesos e la Renta minima da 2.500 pesos a 8.000 pesos mensili….

  • jose delgado

    In Argentina siamo 45 milioni lui a detto 23 milioni, forse lui non abita in Argentina, prima de dare consiglio o recommendazione debe essere piu informatto. Scusatemi il mio italiano ma io sono argentino,

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo Mencaraglia

    Ciao Jose

    mi sembra di capire che Mario si riferisse solo alla popolazione di Buenos Aires.

  • http://www.facebook.com/rui.stefania Stefania Rui

    ciao….ed io che vorrei lavorare come infermiera??

  • Vito

    Vivo da due anni in Argentina e confermo praticamente tutto. Non voglio fare commenti ideologici-politici su temi quali immigrazione, violazione di diritte e libertà personale e simili, riporto solamente quanto osservo tutti i giorni sperando possa essere d’aiuto a chi pensa di trasferirsi.

    Dal 2011 a oggi l’inflazione e la linea politica governativa ha praticamente ha mangiato i risparmi e il potere d’acquisto della classe media e sperperato fondi pubblici. Gli stipendi nelle imprese private sono aumentati di un 20% annuo mentre l’inflazione reale è al 30% e molte aziende stanno facendo fatica a pagare i dipendenti e a contenere i costi.

    Dulcis in fundo la politica protezionistica degli ultimi tempi sta complicando notevolmente la entrata/uscita di capitali e merci. I prezzi si alzano, la qualità dei prodotti e servizi (anche pubblici) scende e devo ammettere che nel bilancio familiare è un fattore decisivo.

    Riassumendo, lavoro ce n’é, ma soprattutto per ingegneri, professionisti tecnici di livello e non bisogna aspettarsi stipendi alti (soprattutto se si vuole fare le cose in regola) e di fare la vita da film (comprarsi la macchina, la casa, il cane …) perchè è tutto carissimo e spesso irraggiungibile e i tassi di interesse su crediti bancari sono USURA legalizzata (più del 50%).

    Nel settore sanitario invece c’è molta concorrenza perchè le facoltà di medicina e simili sono molto buone.

    Considerando il costo della vita, le difficoltà burocratiche sconsiglio di trasferirsi in Argentina senza un appoggio economico/familiare/professionale adeguato.

    Una puntualizzazione: vi sono altri criteri per ottenere la residenza argentina. Ad esempio è “sufficiente” avere un familiare argentino. Ho due figlie nate in Argentina e dunque argentine per lo ius soli. Con il DNI delle bimbe mi hanno dato visto (in Italia) e residenza permanente (a migraciones) senza particolari problemi.

  • Fede

    23 milioni a Buenos Aires, non in tutta l’Argentina, scrive il post. Rileggi

  • Fede

    I paesi civili hanno delle regole di immigrazione chiare e logiche e cercano di applicarle, altrimenti il sistema va allo sfascio, come in Italia

  • fede

    Il razzismo non c’entra niente. Si tratta di logica: se a casa tua non muori di fame e non rischi la vita, puoi girare il mondo, ma come turista. Se rischi la vita per motivi politici o quant’altro, puoi chiedere asilo politico. E’ il tuo caso?

  • Fede

    GRAZIE per aver dato il tuo tempo per chiarire in maniera molto professionale e chiara punti importantissimi

  • mario

    io avrei la stessa intenzione, ovvero emigrare in argentina, ho famiglia a Buenos aires e parlo spesso con mia cugina che mi dice che la situazione non è cosi grave come la descrivete voi qui, soprattutto x quanto riguarda il caro vita… io partirei con 3000euro, cioè circa 20000peso, non sono molti ma a quanto mi hanno detto potrebbero bastarmi x viverci 8mesi(anche 1anno), il tempo di guardarmi bene intorno e valutare bene le possibilità di lavoro… ora leggendo qui mi sta venendo qualche dubbio, i miei parenti dicono che 20000 pesos sono equivalenti a 10000 euro italiani( loro hanno vissuto 5anni in italia dopo il crollo del governo argentino). chiedo qualche consiglio cortesemente a qualcuno che sappia la reale situazione ad oggi su cambio monetario, caro vita e costi in argentina… grazie mille in anticipo


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