SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Insegnare all’università nel Regno Unito

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Giorgia De Paoli insegna Forensic Toxicology all’Università di Dundee dopo avere studiato e lavorato negli Stati Uniti.

Ci descrivi il tuo passato accademico in Italia?

Laureata in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (CTF) nel 2003 a Padova. Ho successivamente fatto un Dottorato di Ricerca in Scienze Forensi a Verona. Tre giorni dopo la discussione della tesi di Dottorato sono partita per gli Stati Uniti per una Post Doc Position in Forensic Toxicology alla West Virginia University.

Come è spuntata l’opportunità di lavorare per la West Virginia University?

L’esperienza è stata intensamente cercata e voluta. Per un sacco di motivi. Ho da sempre avuto la curiosità di vedere cosa c’era al di fuori della realtà accademico/lavorativa italiana, il mio l’inglese era assolutamente da perfezionare e poi sapevo che una borsa di studio italiana a tempo determinato non avrebbe proprio fatto al caso mio.

De Paoli Giorgia

De Paoli Giorgia

Aiutata dal mio Professore, durante il Dottorato sono così riuscita, tramite i suoi contatti all’estero, ad ottenere questa posizione negli Stati Uniti: un tuffo nel vuoto! Partita da sola non avevo la benchè minima idea di cosa mi stesse aspettando dall’altra parte del mondo!

Posso dire di aver vissuto una seconda vita. Un posto nuovo, con persone estremamente meravigliose che mi hanno aiutato in tutto e per tutto. Non è stato tutto rose e fiori, devi comunque lottare per ottenere il tuo piccolo spazio nel mondo, ma l’esperienza è stata impagabile.

Con che visto sei entrata negli Stati Uniti?

Alla West Virginia University sono entrata con un visto J1. L’università americana ha quasi praticamente svolto tutte le pratiche.

Ci descrivi l’ambiente di lavoro li e un’idea del salario per un ricercatore?

Il gruppo di ricerca era composto dalla mia Professoressa, me con una Post Doc Position e studenti in Dottorato di Ricerca provenienti da tutto il mondo: UK, Cina, Australia, USA.

Ognuno di noi lavorava sul proprio tema di ricerca nell’ambito della tossicologia forense. Base lavorativa americana, intensa e schematica ma con un approccio multietnico, visto il gruppo. Davvero stimolante. Per quanto riguarda il salario, per una Post Doc position posso solo dire di aver messo da parte un bel pò di soldini!

Il salario base da Post Doc (e quindi ritenuta ancora studente!) si aggira attorno ai $ 40,000 annui. Esistono persone che rimangono in Post Doc Position per tutta la loro vita!

Poi hai lavorato per l’Oak Ridge National Laboratory, cos’è e cosa hai fatto per loro?

Il progetto alla WVU era terminato ma non la mia voglia di rimanere in USA, per cui dalla West Virginia mi sono successivamente trasferita a Knoxville, Tennessee, anche se non più in ambito accademico.

Ho dovuto ottenere un visto lavorativo H1B che ha interamente pagato il mio datore di lavoro (very expensive!). Se la compagnia per cui lavori è sufficientemente grande di solito tutto è a carico loro, altrimenti è la persona a doverlo pagare, ma non lo consiglio davvero.

Oak Ridge è stata probabilmente l’esperienza lavorativa e di vita più meravigliosa durante l’esperienza americana. Oak Ridge National Laboratory è un laboratorio di ricerca nazionale con le tecnologie più avanzate e ricercatori provenienti da tutto il mondo.

Ho lavorato con il mio gruppo di ricerca composto da moglie, marito e una collega americana per il Governo degli Stati Uniti ad un progetto sullo studio delle impronte digitali sponsorizzato dal National Institute of Justice in collaborazione con ATF and FBI.

Dopodichè il salto verso la posizione di Lecturer all’Università di Dundee, come mai il ritorno in Europa?

Dopo quasi tre anni negli Stati Uniti sono rientrata in Europa. Attualmente sono una Lecturer in Forensic Toxicology presso l’University of Dundee in Scozia.

Come mai il ritorno in Europa? Il progetto all’Oak Ridge National Lab era terminato. Avevo voglia di una posizione permanente ma sarebbe stato difficile ottenerla là. Con il tipo di lavoro che stavo facendo, i progetti finanziati dal Governo erano tutti di origine “top secret” e per questi è richiesta la cittadinanza americana.

Secondo, le vacanze sono davvero poche. Gli americani sono dei workaholic, avevo soltanto 12 giorni di vacanza all’anno e mi era davvero impossibile tornare a trovare la mia famiglia.

Ho cominciato così a mandare curriculum in Europa e finalmente, dopo tanta attesa è arrivata la risposta positiva dalla Scozia.

Qui ho un contratto di lavoro permanente, molti più giorni di vacanza, la possibilità di visitare i miei genitori anche durante il fine settimana e un salario che mi permette di avere un tenore di vita che mai potrei sostenere in Italia.

Ci descrivi il tuo lavoro attuale e come gli Italiani possono diventare lecturers presso un’università britannica?

Insegno, svolgo ricerca (da sola e con studenti), e offro servizio fornendo risultati di tossicologia forense dalle autopsie che il nostro dipartimento svolge per tutta l’area scozzese coperta. Quando richiesto, ho il dovere di testimoniare in tribunale come esperta tossicologa. L’esperienza americana è stata fondamentale per l’ottenimento di questo lavoro.

UK su Italiansinfuga

UK su Italiansinfuga

Sia chiaro, il background italiano non è stato da meno. I ricercatori italiani all’estero sono ben visti, segno che qualcosa in Italia funziona. L’università italiana prepara molto bene dal punto di vista teorico. È dal punto di vista pratico che poi viene meno. L’Università americana è invece un pò il contrario. Inglese e americana sono due culture molto diverse. Qui la gerarchia accademica è ancora abbastanza radicata, senza però la presenza del favoritismo tipico della realtà italiana. Esiste la meritocrazia. In America è tutto meno formale e forse lo preferivo un pò di più. Conoscere la lingua inglese è fondamentale, sia scritta che parlata.

Avere un Dottorato di Ricerca è molto spesso un “must”. Non sottovalutarsi come a volte ahimè invece insegnano all’università italiana. Molti Americani e Inglesi parlano soltanto la loro lingua e, anche se non lo ammettono invidiano il fatto che noi ricopriamo posizioni dove la prima lingua parlata non è la nostra!

Quanto è importante specializzarsi in una particolare disciplina?

È assolutamente essenziale per ottenere il lavoro che vuoi, stare al passo con le nuove tecniche e la concorrenza (specialmente in un momento delicato come questo) e se vuoi che le persone si rivolgano a te per collaborazioni e consulenze.

La parte negativa arriva quando devi trovare lavoro. Essendo il mio così specifico devi saper scendere a compromessi. Ho imparato che non esistono allo stesso tempo il lavoro perfetto nel posto perfetto. Fortunato chi ha entrambi!

Per finire un consiglio e una curiosità. Non partite senza una meta. Per un’esperienza di studio/lavorativa del genere organizzate tutto meticolosamente e lavorate su voi stessi prima. Sarete apprezzati sia dal punto di vista personale, lavorativo ed economico. In America senza un appoggio quale una struttura accademica o un’azienda lavorativa non è possibile ottenere un visto e quindi rimanere fisicamente nel Paese.

Secondo, siate pronti a tutto. Mantenete aperta la vostra mente, e non dimenticatevi che esperienza lavorativa e di vita vanno di pari passo. Quando io sono partita nel 2007 ho considerato quasi esclusivamente la mia carriera…Piccola curiosità: mentre vi scrivo sono al nono mese di gravidanza, in attesa di Lucas, italo/americano nato dal matrimonio tra me ed Aaron! Conosciuti in West Virginia ci siamo sposati in dieci minuti (come in un film!) in Tennessee, adottato la nostra cagnolina Juno, trasferiti e allargati in UK!…mai dire mai!!!! In bocca al lupo a tutti voi!

Grazie Giorgia ed in bocca al lupo!

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