Cosa fate sui social media può ostacolarvi nella ricerca lavoro

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Fate attenzione a come vi comportate sui social networks perché può compromettervi la carriera!

Come riportato dal New York Times, le aziende usano da tanto tempo controlli sul passato criminale dei potenziali impiegati ed adesso usano metodi di ricerca su Google e Linkedin per capire meglio la loro “storia”. Alcune aziende adesso esigono dai candidati di non avere un passato compromettente per quello che concerne la loro storia sui social media.

Una nuova azienda, Social Intelligence, conduce una ricerca per tutto ciò che gli aspiranti impiegati possano aver detto o fatto su Internet durante gli ultimi sette anni.

Dopodiché compone un dossier che mette a disposizione dei datori di lavorocon esempi di esperienze professionali e lavoro di beneficenza, insieme all’informazione negativa relativa a criteri stabiliti: commenti razzisti; riferimenti a droga; foto, video o SMS espliciti e compromettenti; uso di armi o testimonianze di attività violente.

Max Drucker, amministratore delegato della ditta, sostiene “non siamo investigatori privati. Tutto ciò che facciamo è collezionare quello che è disponibile pubblicamente su Internet.”

La Federal Trade Commission negli Stati Uniti ha stabilito che l’azienda aderisce le direttive del Fair Credit Reporting Act ma ciò non toglie che i sostenitori della privacy siano preoccupati della disponibilità di un servizio che dicono invita i datori di lavoro a considerare informazione che non sia pertinente alla prestazione sul lavoro degli impiegati.

Il signor Drucker fornisce come esempio un candidato che non è stato considerato per un certo lavoro perché è stato scoperto nel cercare droghe usando Craigslist. Un altro esempio è quello di una donna che cercava lavoro in un ospedale ma le cui foto compromettenti causarono la fine del dialogo con il datore di lavoro.

Il signor Drucker afferma che i candidati devono prima acconsentire a questo tipo di controllo e viene loro notificata ogni informazione di carattere negativo che viene trovata.

Il dossier che viene consegnato alle aziende toglie tutti i riferimenti alla religione, razza, stato civile, disabilità e tutte le altre informazioni protette dalle leggi nel mondo del lavoro statunitense e che le aziende non possono usare durante i colloqui di lavoro.

Meno di un terzo dell’informazione scoperta dall’azienda del signor Drucker viene trovata sui maggiori siti di social network come Facebook, Twitter e Myspace. La maggior parte dell’informazione negativa sui candidati viene trovata su commenti su blog, su siti minori di social networking e anche su Craigslist.

Inoltre molta informazione viene trovata attraverso le foto ed i video che gli individui rendono pubblici (o nei quali vengono taggati da altri) su Facebook, Youtube, Flickr, Picasa ed altri siti simili.

Ed il signor Drucker rivela che sono le foto ed i video che causano i maggiori problemi agli aspiranti impiegati “foto e video compromettenti spesso sono inconcepibili da parte dei candidati. Notiamo anche tantissima attività illegale come ad esempio moltissime foto di uso di droghe”.

Ad esempio un candidato aveva 15 pagine di foto che lo mostravano con varie armi da fuoco una delle quali era una mitraglietta. Un altro uomo aveva pubblicato una foto di se stesso in una serra con tantissime piante di marijuana.

Parte del problema risiede nel fatto che la maggior parte della gente non si rende conto che i commenti o i contenuti che pubblicano sui siti di social networking sono visibili pubblicamente.

Joe Bontke, dell’Equal Employment Opportunity Commission a Houston, rivela che al 75% dei responsabili delle risorse umane viene chiesto di condurre dall’azienda una ricerca on-line sui candidati. Inoltre il 70% dei responsabili delle risorse umane ha ammesso che hanno rifiutato di considerare candidati a causa di ciò che hanno scoperto su Internet.

Riassumendo, fate attenzione a come vi comportate su Internet se state cercando lavoro all’estero!

Fate attenzione a quello che fate sui social networks

Fate attenzione a quello che fate sui social networks

Foto: Fredcavazza su Flickr

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commenti


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  • francesco

    Vorrei solo capire come hanno fatto a cogliere quel tizio che cercava le droghe su craiglist. Premesso che non le cerco, mi chiedo chi al giorno d’oggi non conosca la potenzialità di browser anonimi (IE, Chrome e FF).
    Inoltre, foto e video su FB potrebbero essere coperti da impostazioni sulla privacy pensate e volute per prevenire sguardi invadenti e parlo in primis di ex fidanzati/e che col tempo si potrebbero trasformare in ossessionati stalkers.

  • Bruno

    Finchè si tratta di scovare potenziali criminali pericolosi, sono d’accordo….Ma se servisse come controllo preventivo su opinioni politiche, religiose, comportamentali ecc, riguardanti la sfera privata delle persone, beh allora…..Non mi piace affatto e lo ritengo ingiusto.
    Non penso che sia neanche legale…..
    Ciao.

  • Andrea

    Che schifo

  • http://www.posadaplayadelcarmen.com roberto

    A me pare assurdo che qualcuno si metta a scrivere commenti o inserisca foto compromettenti (intendo anche quelle eventuali in siti porno o di scambio di coppie..) col proprio nome o nickname rintracciabile. Quindi credo che questi signori vadano ad indagare più che sul nome, sull’I.P. del computer che pubblica, il che mi fa presupporre che ci sia una illegalità nel controllo dei siti di navigazione di un protocollo internet particolare (appunto il Pc) che spesso gli antivirus stessi combattono considerandolo “malaware”.
    Presumo che queste informazioni vengano fornite loro da hackers e che non siano semplicemente informazioni “pubbliche”… cosa ne pensate?


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