Insegnare italiano in Turchia, quasi per caso

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Laura Bilanceri insegna italiano in Turchia.

La destinazione è stata scelta (quasi) dal caso e la sua conoscenza del turco era nulla! Ecco la sua storia.

Cosa hai studiato in Italia?

In Italia ho studiato Lingue e Letterature straniere, vecchio ordinamento, presso l’Università degli Studi di Firenze. Mi sono laureata in Lingue e Letterature Portoghese e Brasiliana. Dopo un periodo di tempo trascorso a Lisbona, ho deciso di tornare in Italia e di iniziare un Master in Didattica dell’Italiano come Lingua Seconda organizzato dall’Università degli Studi di Padova.

Cosa ti ha portato in Turchia?

Giunta al termine del Master, volevo fare un’esperienza lavorativa all’estero nell’ambito dell’insegnamento dell’italiano, così ho iniziato a inviare il mio CV a tutti gli Istituti Italiani di Cultura del mondo. La maggior parte degli IIC non mi ha risposto, molti mi hanno dato risposte negative, qualcuno mi ha detto che mi avrebbe fatto sapere e la sola risposta positiva l’ho ricevuta dall’Istituto di Cultura di Ankara. A quel punto, ho accettato subito la proposta e sono partita alla volta della capitale turca.

Che conoscenza della lingua avevi prima di partire?

Nessuna.

Com’è stato l’impatto con la Turchia?

Scioccante. Ankara non è una città facile in cui vivere per uno straniero che non parla il turco. È una città di 5 milioni di abitanti, situata nel mezzo della steppa anatolica a 800 km dal mare, senza un corso d’acqua che la attraversi e dal clima continentale (inverni freddi ed estati calde). È la capitale governativa del Paese, abbastanza conservatrice e con pochi stranieri in giro, se si tralasciano coloro che lavorano nelle ambasciate. I primi tempi mi sono sentita un’aliena, data la mia difficoltà nel comunicare con gli autoctoni. Se non sono scappata a gambe levate devo solo ringraziare le mie colleghe-compagne di casa di allora che mi hanno aiutato in un modo incredibile. Poi, ho iniziato a seguire un corso di lingua turca e le cose sono andate un po’ meglio.

Ma il salto di qualità l’ho fatto trasferendomi da Ankara a Smirne. Smirne è la terza città della Turchia, si trova sulla costa egea e ha moltissimi contatti con l’Italia, grazie anche alla forte presenza della comunità levantina. Qui a Smirne l’italiano viene insegnato in un liceo italiano, in molte università sia pubbliche che private e presso il Centro Culturale Italiano.

Quant’è il costo della vita?

Dipende dalla città in cui si vive. A Istanbul possiamo dire che il costo della vita è paragonabile alle grandi capitali europee. Qui a Smirne è un po’ inferiore e con il mio stipendio posso permettermi di vivere da sola in un appartamento nel centro della città, uscire ogni tanto fuori, insomma fare una vita normale.

Consigli per chi vuole seguire le tue orme?

Tanta pazienza, tenacia e spirito di adattamento.

Siti web da consigliare.

La rete degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo

Società Dante Alighieri

Insegnare Italiano a stranieri

Su Facebook:

Gruppo “Offerte di Lavoro insegnanti di Italiano L2/LS” su invito.

Gruppo: ITALIANO PER STRANIERI

Grazie Laura e buon proseguimento in Turchia!

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commenti





  • Roberto

    Ci sono andato in vacanze alcune volte in Turchia e mi sono sempre chiesto quanto bello sarebbe lavore qui il tuo articolo l’ho trovato per caso e sembra quasi un segno del destino
    vorrei quindi approfondire quali possibilità ha un italiano di lavorare in un’azienda commerciale turca o italiana in turchia e quali canali puo’ utilizzare

  • lidia

    ciao Laura
    ho letto il tuo articolo e trovo molto interessante il tuo “coraggio”. Ho provato a guardare alcuni Istituti italiani di cultura ma richiedono un concorso pubblico al ministero degli affari esteri. é uno scoglio ..sormontabile anche per chi ha una laurea in economia?
    ciao e grazie
    Lidia


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