SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Andare negli Stati Uniti come studente e rimanerci

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Andrea Guglielmino ci racconta come attraverso i suoi studi sia riuscito ad emigrare negli Stati Uniti.

Andrea Guglielmino

Andrea Guglielmino

Hai studiato in tre nazioni diverse: ci descrivi le esperienze?

Direi che sono state tre fasi della mia vita ben distinte. Probabilmente, alla luce dell’esperienze fatte in Francia e negli States, affronterei la prima esperienza, quella italiana, in maniera diversa e più matura.

Direi che mi sono lasciato uniformare al sistema prima dell’Erasmus in Francia, che mi ha assolutamente aperto gli occhi grazie al contatto e confronto diretto con le altre realtà d’Europa e del mondo. Successivamente ho anche avuta la fortuna di studiare a New York e di essere immerso in un sistema che definisco pragmatico.

Il sistema italiano, nella mia esperienza, è stato quello più legato a nozioni e che lascia meno spazio allo studente. In Francia i corsi erano generalmente molto più interattivi ed in maniera ancor più marcata in quella americana, molto meno legato a teorie ma all’applicazione pratica dele materie studiate.

In generale le mie esperienze nei tre paesi hanno confermato che, a parità di età, gli studenti stranieri siano più “maturi” e pronti per il mondo del lavoro rispetto a quelli Italiani.

Hai maturato diverse esperienze nel mondo del lavoro italiano durante gli studi, cosa hai imparato?

Ho in effetti avuto esperienze diverse tra loro. Alcune di esse mi hanno insegnato ad auto-gestirmi, altre invece puntavano tutto sul lavoro di squadra. Direi che l’insegnamento maggiore è stato quello del sapersi ingegnarsi per condurre un lavoro al meglio ed ottenere gli obiettivi voluti. Insomma, quelle cose che non si trovano scritte nei libri.

New York

New York

Come hai fatto a trovare lavoro negli Stati Uniti?

Una volta iscritto al corso di International Marketing a New York ho deciso che avrei cercato un internship in cui avrei avuto possibilità di essere eventualmente assunto. Ho anche rifiutato di fare un colloquio con un’importante azienda italiana a New York appena avuta la sensazione che sarei stato solo uno stagista dei tanti, senza alcune prospettive di assunzione.

Con che visto sei entrato a che visto hai adesso?

Sono entrato con un visto da studente (M1) e attualmente ho un visto H1B.

Ci descrivi il tuo lavoro?

Sono direttore del Digital Marketing in una web based travel company. In breve, le attività di cui mi occupo puntano ad aumentare la presenza della mia compagnia in rete con l’obiettivo di promuovere i prodotti e servizi al contempo sia direttamente ai consumatori finali che agli altri operatori del settore turistico (leggi Agenti di Viaggio). In linea di massima attraverso la creazione di attività promozionali in formato digitale.

Mi occupo inoltre di curare le pubbliche relazioni gestendo giornalmente con soggetti di ogni tipo di media – tv, giornali, internet, etc.

Siamo stati tra i primi a credere nei social media come strumento di marketing ed ad esplorare nuove forme di comunicazione e creazione di “networks”.

Come descrivi il mondo del lavoro statunitense ai tuoi amici in Italia?

Veloce, stimolante, fluido, competitivo, generalmente meritocratico. Decisamente diverso da quello italiano.

Molti dei miei amici restano stupiti che io non abbia almeno due o tre settimane di ferie ad Agosto…

Che consigli daresti a chi vuole saltare aldilà dell’Oceano Atlantico?

Come dico spesso alle diverse persone che in questi anni mi hanno chiesto consigli su come sbarcare negli States – bisogna volerlo fortissimamente, provare tutte le strade possibili e cogliere il momento giusto.

Informarsi sulle regole dell’immigration è assolutamente la prima cosa da fare per riuscire nell’impresa perché solo cosi è possibile pianificare i successivi passi consapevoli delle tempistiche a disposizione e delle eventuali conseguenze.

Inoltre consiglierei anche a coloro che sognano l’America senza averci mai abitato di darsi del tempo e provarla prima di mettere tutto in gioco. Come molti sanno, iscriversi ad una scuola di inglese è uno degli stratagemmi più efficaci per entrare nel paese con un visto che permetta di avere un po’ di tempo a disposizione per capire se trasferirsi negli USA è una buona idea o meno.

Hai dei siti web da consigliare?

Per italiani che vogliono partire e provare un esperienza all’estero consiglio, oltre ad Italiansinfuga, il nuovo nato Goodbyemamma, progetto dal quale sono stato affascinato immediatamente e con il quale ho recentemente cominciato a collaborare.

Per gli States e New York in particolare la “bibbia” di Stefano Spadoni e il sito di Alice Avallone, Nuok, una bella vetrina su New York nonostante talvolta non sia d’accordo.

Grazie Andrea e buon proseguimento!

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commenti


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  • Katia

    VAI GULYYYYYYYY!!!!!! IDOLO!!!!!! Adesso però tocca a Laisa raccontare la sua :)

  • Salvatore

    Ciao, sono molto soddisfatto dell’articolo. Vorrei sapere come potrei contattare andrea per chiedergli altre informazioni. grazie


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