SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Vivere a lavorare a Minorca

  • Sharebar

Per Diletta e Alessandro, suo marito, è diventato abituale svegliarsi la mattina tardi, sedersi a bere un caffè in un bar a pochi chilometri, andare a comprare il giornale e leggerlo in riva al mare, sotto un colorato ombrellone. Lo fanno davvero tutti i giorni, da qualche mese.

Da quando, cioè, hanno mollato la pur bella città di Verona e si sono trasferiti a Minorca, dove si vive in modo rilassato e sembra che la brezza spazzi i pensieri più capricciosi.

Lì, il mare e le spiagge, la luce, l’aria frizzante e pulita, il senso di calma che si respira, la natura incontaminata, soprattutto della parte settentrionale, i tanti ristorantini particolari da esplorare, riempiono la loro giornata.

La qualità della vita, sull’isola, inutile dirlo, è davvero alta. E anche il clima è gradevole. Da maggio a fine settembre è stupendo. Caldo però quasi mai oltre i trenta gradi in quanto spesso ventilato. Nei mesi invernali abbastanza umido e ventoso, grazie alla tramontana da nord, ma si continua a passeggiare sulla spiaggia perché ci sono quasi sempre giornate splendide.

I due hanno scelto la splendida isola, dopo averla vissuta per dieci anni e in periodi alterni.

Diletta

Diletta

“Ci siamo trasferiti- afferma Diletta – a metà maggio. Qui venivamo in vacanza ogni volta che potevamo, in estate ed in inverno. Ce ne siamo innamorati. Anche perché è un posto incantevole.”

Minorca è un’isola fantastica che misura solo cinquanta chilometri tra l’estremo est e quello ovest dove si trovano Mahon, la capitale attuale, e Ciutadella, quella antica. Il mare e le spiagge sono unici. Un posto tranquillo. In particolare al nord c’è molto verde ed in primavera c’è un’esplosione di fiori, mentre d’inverno Minorca diventa il regno della pace.

“Tante spiagge sono bellissime e ancora vergini. Consigliamo in particolare Cala Turqueta a sud e Cavalleria a nord”.

A sentire i veronesi, Minorca è un’isola adatta a chi desidera vivere in pace e senza stress. “Su tutta l’isola ci sono solo tre semafori. Gli abitanti vivono senza affanno, senza ansia. Come nella maggior parte della Spagna, a pranzo, ci si ferma per mangiare, non correndo come si fa in Italia. E poi? Ovvio. Una siesta per rigenerarsi”.

Oltre ad essere tranquilli, i cittadini di Minorca sono anche riservati. “Questo perché – spiega Alessandro – Minorca in passato era felicemente isolata, vivendo di allevamento ed agricoltura, e ha scoperto il turismo poco tempo fa”.

Ma c’è lavoro?

Spiaggia a Minorca

Spiaggia a Minorca

“Soprattutto tra i giovani, adesso – dichiara Diletta – c’è un tasso di disoccupazione altissimo. Le cose migliorano quando inizia la stagione turistica e tanti minorchini e spagnoli trovano lavoro stagionale nella ristorazione e nell’alberghiero. Io, invece, mi sto laureando in lingue, e mi occupo di traduzioni dall’inglese all’italiano e dallo spagnolo all’italiano. Ho anche lavorato, in passato, in un’agenzia nel piccolo comune di Fornells, che si occupava di affitti di appartamenti. Mio marito, invece, ha appena iniziato la ristrutturazione di una Casa de Pueblo di 120 metri quadrati nel centro storico di Mercadal, che diventerà una Guest House”.

Gli italiani a Minorca sono accolti molto bene. Pare che ce ne siano in tutto quasi 1500.

In questo posto da favole, un neo c’è. Ed è rappresentato dai collegamenti con l’Italia. Durante l’estate la situazione non è troppo problematica grazie ai molti charter che collegano Minorca alla principali città italiane. In inverno invece bisogna passare da Barcellona (venti minuti di aereo) o Madrid (un’ora e mezza). Il traghetto che collega Minorca a Barcellona è molto caro.

Cosa offre la sera Minorca?

Secondo Diletta, l’isola non è mondana. C’è solo una discoteca, la bellissima Cova d’en Xoroi, a picco sul mare. Oppure  si va a cena in qualche ristorantino e si fanno due passi a Mahon o nella bellissima Ciutadella.

Di giorno Minorca è un paradiso per chi ama il mare. Chi ama lo sport può sbizzarrirsi. Si possono praticare tutti gli sport acquatici, il tennis, l’equitazione ed il golf.

Servizi pubblici?

Sono discreti: gli uffici funzionano di norma molto bene e c’è un servizio di bus che collega le principali spiagge e i vari centri dell’isola. Il costo della vita è poi simile a quello che si riscontra in una città italiana del nord.

Consigli?

Per Diletta sarebbe meglio trascorrere periodi lunghi sull’isola prima di decidere di trasferirsi. Anche durante l’inverno.

Ma quanto costa questo sogno e quindi quanto serve per ripartire da Minorca?

Dice Alessandro: “Dipende molto da cosa si vuole fare. Se si desidera partire con un’attività commerciale è bene sapere che la stagionalità influisce molto sull’andamento degli incassi. Nel turismo e nella ristorazione, comunque, c’è ancora spazio”.

Il sito che ha creato Diletta per far conoscere Minorca:

www.isoladiminorca.com

Commenta su Facebook

commenti



Come superare il Colloquio di Lavoro in voli economici Assicurazione viaggi Impara le lingue con babbel

non regalare soldi alle banche usa transferwise

VOLI ECONOMICI




  • Adriano

    Scusatemi in anticipo per la critica, ma – come spesso accade – neanche questi due ragazzi hanno spiegato esattamente che tipo di lavoro stanno facendo per mantenersi. “Ho lavorato in passato”, “Mi sto laureando” e “mio marito sta costruendo una casa” non mi sembrano delle risposte soddisfacenti. E’ un po’ strano notare come in queste interviste si vada casualmente sempre a sorvolare sulla questione più importante (e direi vitale), cioè il lavoro…Non può essere che ogni intervistato se ne dimentichi sempre, limitandosi al massimo a specificarlo nei commenti, se se ne ricorda….è come andare a far la spesa senza soldi appresso, non so se mi spiego…;)
    Devo dire, se mi permetto, che anche le domande però sono leggermente un po’ vaghe quando si sfiora quest’argomento – e giustamente a domanda vaga gli intervistati danno risposta vaga…
    A mio parere, chiedere “ma c’è lavoro in Spagna?” è un po’ come chiedere “fa bene o fa male bere l’acqua d’estate?”….;) Credo che non ci voglia una laurea in economia e management per sapere che in Spagna c’è un’altissima disoccupazione; e – per quanto le differenze regionali possano essere ampie- se a Barcellona stanno a un tasso del 20% , non è che a Minorca (piccola isola delle Baleari) può essere 0%….
    La domanda corretta da fare – nell’interesse di chi segue – potrebbe forse essere “come vi mantenete lì, voi due?”… Per sapere se c’è lavoro in generale in Spagna, credo che basti googlare un secondo, e che perfino un bambino di 7 anni riuscirebbe a trovare la risposta corretta. Sarebbe magari stato interessante sapere che mestiere fanno queste due persone, come si mantengono, se ci rientrano con le spese, dove hanno provato a cercare lavoro, se l’hanno cercato, che idee hanno per il futuro ecc.. ecc… E invece no, anche questa volta si è finito a leggere di “ombrelloni in riva al mare con il caffè al bar”, “equitazione e sport acquatici”, “ristorantini” e la Storia di Minorca. Nulla in contrario, per carità, però credo che chi venga a visitare questo sito lo faccia per trovare quel “quid” in più di esperienze, testimonianze, commenti e consigli per un eventuale trasferimento che in semplici siti turistici o su wikipedia non si possono trovare…se questo sito si chiama “italiansinfuga” ci sarà un perchè, credo, altrimenti si chiamerebbe italiansinvacanza! ;)

    Un saluto ai gestori del sito e perdonatemi ancora per l’osservazione!

    Adriano.

  • Franco

    Quoto in pieno l’intervento/commento di Adriano. Leggere questi post è come leggere un Millionaire o guardare un TG4. Uno vuoto a perdere!

  • dario

    ok daccordo con il commento di adriano

  • Michele

    Anche io mi associo al commento di Adriano, ho vissuto e lavorato all’estero ed un’esperienza del genere non si può riassumere parlando del più e del meno. Occorrono domande e risposte concrete che aiutino chi legge a capire le reali opportunità offerte dal posto, tutto il resto è noia.

  • Aldo

    @Adriano a volte è difficile aprirsi troppo su internet per una moltitudine di motivi diversi.

    “Come spesso accade” chi condivide la sua esperienza non si sente in grado o vuole condividere troppi dettagli perché, a volte, può avere ripercussioni negative in altri aspetti della propria vita, anche lavorativa.

    “Come spesso accade” i commenti denigranti e pesanti alle persone che si mettono a disposizione di questo blog (relativi ad altri articoli) non aiutano gli altri a farsi intervistare.

    Io rispetto il desiderio o la richiesta di chi non vuole condividere tutto. Non voglio inoltre fare il terzo grado a chi ha molto gentilmente detto sì alla mia richiesta di rispondere ad alcune domande. Se lo facessi, molto presto ci (noi tutti) ritroveremmo senza alcun intervistato.

    Detto ciò è ovvio che più informazioni vengono condivise meglio è per chi legge quindi cercherò di “scavare” di più, vedremo quello che succede.

    Aldo

  • Aldo

    @Michele sei disposto a farti intervistare sulla tua esperienza all’estero?

    Ciao

    Aldo

  • Piero

    critica assolutamente “costruttiva” sono pienamennte d’accordo con Adriano

    Piero

  • luciano

    Condivido il commento di Adriano , daltronde basta navigare nel web per notare che molti espatriati che ” c’è l’hanno fatta” sono quasi tutti del nord italia…facile capire come ..con i soldini di mamma e papa….Sono appena tornato da Tenerife ed ho conosciuto diversi italiani titolari di locali e non alcuni e sinceramente quelli che lavorano sono molto pochi , però la mammima viene spesso a trovarli con il borsellino pieno …comodo vivere cosi… saluti .

  • Aldo

    @Luciano di espatriati che ce l’hanno fatto sono provenienti da ogni regione d’Italia. Qui in Australia ce ne sono tantissimi arrivati con la classica valigia di cartone dal Veneto alla Sicilia.

  • guenda

    Quoto in toto Adriano. Su voglioviverecosi.it c’è una simil intervista a questa coppia, si scopre che hanno comprato casa (loro? i loro genitori?)tempo fa (ecco perchè ci hanno passato tante vacanze).Hanno venduto il loro appartamento a Verona e si sono trasferiti. Insomma 2 case come partenza non mi sembra male: non è farne una colpa ma i nodi al pettine si sciolgono: non pagano l’affitto ora, hanno un gruzzoletto da parte per la ristrutturazione della guest house che vogliono aprire. Insomma, avrebbero potuto poltrire nel salotto buono della città veneta, ma hanno scelto una vita più rilassata quindi tanto di cappello. Ma “farcela” è un’altra cosa.

  • maurizio

    non ho capito bene il costo della vita tipo le tasse l’acqua luce gas benzina etc etc


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube