Trasferirsi nel Canton Ticino

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Davide e Silvia sono due bancari che hanno passato un anno visitando l’Australia ed ora si sono trasferiti a lavorare nel Canton Ticino in Svizzera.

Dopo avere condiviso la loro esperienza Down Under sul blog Australiando, ora gentilmente rispondono ad alcune domande per i lettori di Italiansinfuga.

Australiando

Australiando

Cosa vi ha insegnato il viaggio in Australia?

I mesi trascorsi in Australia sono stati tra i più belli della nostra vita infatti contiamo di poterci ritornare, a vivere, prima o poi.

Sono stati mesi che ci hanno segnato sia individualmente sia come coppia: abbiamo capito che per noi è importante vivere questa vita dando il giusto peso alle cose ed alle situazioni; certamente abbiamo capito che non vogliamo ammalarci a causa del lavoro, ma che in primis ci siamo noi, la nostra salute, la nostra coppia, serenità e poi tutto il resto.
Siamo partiti per l’Australia che eravamo in uno stato pietoso: lo stress ci stava divorando, mal di testa tutti i giorni. E noi non eravamo i messi peggio perchè avevamo ed abbiamo tutt’ora la fortuna di avere un buon lavoro.

Ma il punto è che non ci si può ammalare o perdere la voglia di stare con le persone care per il “sistema lavoro”; e penso che per noi, come per molti, il problema sia in noi stessi e nelle situazioni frenetiche in cui ci troviamo.

Siamo abituati a correre dal momento in cui mettiamo i piedi giù dal letto alla sera; affrontiamo le situazioni con ansia anche se a volte non ce ne sarebbe poi così bisogno.

Ecco che finalmente in Australia abbiamo avuto il tempo per riflettere, riposarci, provare esperienze lavorative totalmente diverse ed anche faticose, ma assolutamente positive; abbiamo conosciuto realtà diverse, abbiamo conosciuto persone che si approcciano al lavoro molto più “tranquillamente”: figuratevi che un giorno una coppia di Perth ci ha detto che non andrebbe mai a vivere a Sydney perchè sono troppo stressati!

Abbiamo scoperto, perchè provato, che esistono datori di lavoro che si preoccupano del benessere dei propri dipendenti e in Italia chi può affermare che ne esistano molti?

In sostanza questa esperienza ci ha fatto aprire gli occhi e capire che la vita la si può vivere anche in maniera un pochino più rilassata; certo, si deve essere disposti a non fossilizzarti in un luogo ed a mettersi un minimo in gioco ecco perchè tornando dal nostro anno ci siamo subito messi in azione…

Perché il trasferimento in Svizzera? Come avete trovato il lavoro?

Rientrando dal nostro anno di aspettativa (entrambi lavoriamo infatti per lo stesso Gruppo, in settori differenti, ormai da qualche anno), in fase di reinserimento abbiamo dato la nostra disponibilità al trasferimento all’estero.

Fortunatamente in una società svizzera del gruppo erano aperte alcune posizioni così abbiamo iniziato la trafila di colloqui per il trasferimento definitivo.

Nel giro di un mese abbiamo nuovamente ribaltato la nostra vita e abbiamo fatto di nuovo i bagagli trasferendoci quindi a Lugano per iniziare una nuova avventura.

Siamo riusciti quindi nell’intento di non rientrare in Italia almeno per il momento. Non ne abbiamo così voglia per ora.

Pur essendo il Canton Ticino subito dopo il confine vi assicuriamo che la differenza si sente.

Trasferirsi nel Canton Ticino

Trasferirsi nel Canton Ticino

Foto: ActiveSteve su Flickr

Potete fare un confronto tra il mondo del lavoro in Italia e quello in Svizzera?

Dopo quasi un anno dal nostro arrivo abbiamo potuto constatare che le differenze sono parecchie.

Premettiamo che lavoriamo nella società svizzera di un gruppo italiano, quindi ci troviamo nel mezzo, nel senso che non possiamo ritenerci del tutto “svizzeri” a livello di salario e vita lavorativa.

Siamo certamente meno sottopressione e gli orari di lavoro sono più standard.

Il rapporto di lavoro qui è simile a quello anglosassone, ti possono lasciare a casa dall’oggi al domani, non come in Italia, ma le garanzie sono ben diverse.

Se ti licenziano hai una disoccupazione del 70% o dell’80% (se hai figli a carico) dello stipendio per due anni posto che dimostri di essere alla ricerca di altro lavoro e di frequentare corsi di aggiornamento per la riqualificazione professionale (per intenderci non puoi andare in vacanza due anni perchè i controlli sono severi).

Vieni inserito nel mondo del lavoro già da studente tramite l’apprendistato, quindi i salari minimi qui li prende un ragazzino di 15/16 anni, non uno di 25 che ha appena terminato l’università.

Qui ti crei già un mondo parallelo che ti permette di essere più agevolato nel salto tra scuola e lavoro.

Come giudicate la qualità della vita in Svizzera?

Per la nostra breve esperienza possiamo dire che la qualità della vita è alta; lo riscontriamo giornalmente nella burocrazia snella, nell’efficienza dei servizi pubblici, nella sanità che costa parecchio ma è efficientissima.

E’ un paese ricco, senza grossi problemi economici, nonostante la crisi.

La criminalità è bassa; la città è sicura: abbiamo la porta d’entrata di casa che viene giù con un colpo di tosse, i motorini sono senza catene, quando fanno i lavori per strada lasciano i macchinari ed il materiale lì senza blindarli; i bar lasciano le sedie e i tavoli fuori la notte senza legarli con le catene.

Sono tutte piccole cose e forse dettagli che però ti fan star tranquillo.

Che difficoltà avete incontrato ad ambientarvi nel Canton Ticino?

Onestamente iniziamo ora ad ambientarci perchè appena arrivati, forse perchè di ritorno da un’esperienza così forte e profonda come quella australiana, abbiamo avuto parecchie difficoltà.

Trasferimento, nuova casa, nuove persone, di nuovo chiusi tra quattro mura tutto il giorno, insomma siamo entrati un pò in crisi.

Diciamo che qui in Canton Ticino gli italiani non sono proprio ben visti, nel senso che ci considerano dei “ruba” lavoro, soprattutto i frontalieri; pensate che c’è stata una campagna della Lega con tanto di manifesti anti italiani (gli italiani sono stati raffigurati con sembianze da “topo” che mangiava il formaggio svizzero).

Uno Svizzero ci ha addirittura attaccati sul nostro blog polemizzando e ringraziandoci di esser venuti qui anche noi a rubare il lavoro.

Comunque gli attacchi sono solo formali, mai nessuno si è permesso di rivolgerci a noi con le maniere forti, ecco.
Crediamo che ogni emigrante si possa trovare in questa situazione soprattutto se il periodo non è fiorente al massimo.

Che consigli dareste a chi sogna la Svizzera?

Nonostante non faccia parte dell’Unione Europea la Svizzera ha stipulato trattati di libera circolazione delle persone di tutta Europa, per cui l’ostacolo più grosso è trovare lavoro, poi non ci saranno grossi problemi di visti.
Se vi può interessare il sito Comparis può darvi informazioni utili.

Poi studiate inglese che è sempre importante.

Qui oltre all’italiano si parlano ovviamente il francese e il tedesco quindi se conoscete anche queste lingue sarete avvantaggiati.

Grazie Davide e Silvia e buon proseguimento!


  • gabri

    Caspita! Australia-Svizzera, un bel salto (all’indietro). In bocca al lupo!

  • Cambio (in peggio)

    “Diciamo che qui in Canton Ticino gli italiani non sono proprio ben visti”

    No, è diverso, ci odiano proprio. E non serve andare lì in loco per verificarlo; sarebbe bastato informarsi un pochino prima per capire che il Canton Ticino è – dopo la Bielorussia – il posto più sconsigliato in cui trasferirsi in Europa. E’ vero che non si può mai generalizzare, ma è anche vero che se il 23% dei ticinesi ha votato per un tipo come Bignasca, bisogna mettere in conto che la probabilità di essere vittima di razzismo in Ticino è decisamente più alta che in altri posti. Ciò non significa che tutti i ticinesi siano razzisti, ma semplicemente che, se ti capita di essere vittima di razzismo….beh, te la sei andata a cercare. Probabilmente altrove non vi sarebbe successo (o vi sarebbe successo MENO SPESSO).
    Poi scusate, voi ne fate una questione di denaro…ma anche ammesso che lo stipendio in Ticino sia tre volte quello italiano (cosa che non è), voi preferireste stare in Ticino maltrattati piuttosto che in Italia solo per guadagnare (un po’) di più? E la dignità – che non ha prezzo – dove la mettiamo?
    Che poi, se proprio vogliamo cercare il pelo nell’uovo, il Ticino è la regione più povera della Svizzera, con il tasso di disoccupazione più alto della Svizzera. E per di più si parla italiano e si ha a che fare con i frontalieri italiani. Mi spiegate dov’è il cambiamento, la fuga? Potevo capire se foste andati a Basilea o Zurigo, ma che cosa vi cambia, culturalmente, tra lo stare a Como invece che a Chiasso? Per guadagnare due lire (o franchi) in più che ti vengono subito rimangiati dal costo della vita svizzero e dalla cassa malati? Almeno i frontalieri fanno i furbi, prendono lo stipendio svizzero per spenderlo in Italia, e forse (forse, dopo le spese per la benzina) qualcosa ci guadagnano. Ma trasferirsi in Ticino è praticamente da polli…

  • observer

    ciao,
    posso confermare che in svizzera si sente particolarmente il razzismo nei confronti dello straniero, statisticamente e’ una popolazione che si presta a questo genere di problema essendo ricca (esclusivamente per il sistema bancario se si eccettua qualche vacca e un po’ di cioccolata) e costituita da montanari (nel vero senso della parola).

    Io ho vissuto in Irlanda e belgio e la’ il problema non esiste (come potranno confermarti altri) , non mi sono mai sentito discriminato in alcun modo

    mi spiace che siate finiti la’

    saluti

  • Michelangelo

    Mi piacciono le persone che spiegano agli altri quello che devono fare. :)
    Silvia e Davide hanno scelto di vivere in Ticino, ci sarà un perché, suppongo.
    Sul “razzismo”: uno che parla di pericolo razzismo nella Svizzera Italiana è come un vallone che avesse paura di andare in Francia, demenziale.
    Sì, può darsi che non siano contentissimi che arrivino tanti immigrati a rubargli il lavoro (e forse a condizionare le loro abitudini), mi sembra normale, anzi, a dirla tutta, a me sembrano strani quelli che sono favorevoli all’immigrazione.

  • Ayrton

    Non dimentichiamo che in Svizzera il quasi 30% della popolazione è di origine straniera, non esistono altri Stati Europei (oltretutto non colonialisti..) con un tasso simile. E’ oltremodo chiaro che in situazioni di crisi come quella attuale, il problema dell’insofferenza verso lo straniero sia molto più sentito ma per favore non parliamo di razzismo anche perchè la Svizzera è una delle pochissime Nazioni ad aver approvato una legge (molto severa) contro questo fenomeno.

    Da sempre, in Ticino, così come nelle altre aree linguistiche confederate esite una sorta di antagonismo verso le nazioni confinanti. Per gli svizzero italiani così come per gli svizzero tedeschi e solo in parte per i francofoni è innata questa voglia di distinzione e di distacco dai (per così dire) propri simili vicini. E’ da sempre così…C’è comunque molta differenza tra il modi di fare degli italiani del nord ed i Ticinesi. Posso comunque assicurare che negli anni le cose sono molto cambiate. Fino a 40 anni fa, in Svizzera non entravi senza avere prima un contratto di lavoro e senza aver affrontato le più disparate visite mediche. Questo fattore contribuiva sicuramente ad una maggiore chiusura verso lo straniero, fenomento ben più marcato in Svizzera Tedesca. Poi col tempo, le riforme, le aperture, gli accordi ecc.ecc..tutto si è modificato. Non bisongna quindi giudicare la Svizzera di oggi senza conoscere minimamente la storia passata.

    Rispondo inoltre a chi dice che per cambiare veramente vita era meglio scelgliere mete quali Zurigo o Basilea, ricordo che senza il tedesco (o meglio lo svizzero tedesco) non ci sono grandi chances.

    In ultimo, per rispondere ad Observer, non stereotipiamo la Svizzera con il Cioccolato, le mucche e le banche, è un modo di pensare strasuperato e patetico, perchè già che ci siamo non ci mettiamo pure gli orologi?? Se fossi meglio informato sapresti che la Svizzera eccelle per ricerca, tecnologia, industria famaceutica etc etc.. la lista è ancora lunga. Inoltre, W i veri montanari, hai qualche pregiudizio nei loro confronti? Questo è sinonimo di bassa cultura…tutte le tradizioni vanno conservate e rispettate.

    PS: io sono figlio di Valtellinesi (MONTANARI ITALIANI!!) immigrati alla fine degli anni 50. Sono fierissimo delle mie origini MONTANARE, orgoglioso di essere nato e cresciuto in Svizzera e di averne preso anche la cittadinanza. Amo questo paese, mi ha dato tantissimo e lo rispetto al 100%.

    Grazie

  • Gerardo

    A me piacerebbe lavorare in Svizzera, ma non so da dove cominciare. Sono tecnologo alimentare, ma sarei disposto anche a fare cose diverse dal mio percorso di studio.

  • Gerardo

    Il canton Ticino, credo, sarebbe l’ideale. Qualkcuno sa darmi qualche informazione?

  • Giorgio

    Salve, sono Giorgio, anche a me piacerebbe lavorare in Svizzera. Io sono un ingegnere meccanico e sarei disposto per i primi tempi a fare dei lavori non inerenti al mio profilo. Sapreste darmi qualche indicazione su come fare per cercare un lavoro in Svizzera?

  • Luigi

    Ciao, io sono un biologo, e mi piacerebbe lavorare in Svizzera. In realtà avrei una minima possibilità di lavorare nella “parte” francese… sapreste dirmi se è indispensabile conoscere bene il francese o ti accettano anche solo, inizialmente, con un’ottima conoscenza dell’inglese???

  • Erika

    Ciao ragazzi! Complimenti per le vostre bellissime esperienze! Anche noi stiamo valutando la possibilità di trasferisci in Ticino e vorremmo chiedervi qualche ulteriore ragguaglio soprattutto poiché noi abbiamo due figli! È possibile inviarvi una mail in privato? Grazie in anticipo!!!

  • Nicola

    Mi piacerebbe lavorare in svizzera, anche se sono un promotore finanziario sarei disposto ad imparare un nuovo lavoro.

  • Luciano Basoni

    Salve vivo in svizzera da 8 anni e vi posso assicurare che senza un bagaglio culturale e professionale,senza un bel gruzzoletto per poter vivere mentre cercate lavoro e senza un minimo appoggio su dove chiedere info o aiuto nella ricerca di un lavoro VI RIMANE SOLO L`ARIA che tra poco anche quella ci faranno pagare!!!!!Per non parlare del Ticino che hanno un pregiudizio con l`Italia e l`italiano che è fuori da ogni schema di razzismo!!!!Provate per credere!!!!!