SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Dietro le quinte della selezione per un posto di lavoro all’estero

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Il processo di selezione per il lavoro all’estero è una corsa ad ostacoli.

Trova lavoro non necessariamente chi è più bravo ma chi risponde ai requisiti dell’annuncio di lavoro e, importante, desidera il lavoro maggiormente, saltando tutti gli ostacoli del processo di selezione.

Non importa essere un candidato ideale, su carta, se poi non si è disposti a seguire la trafila che vi viene posta di fronte.

Se non siete disposti a fare cosa vi viene chiesto durante un processo di selezione, al datore di lavoro sorgeranno notevoli dubbi sulla vostra capacità e disponibilità sul fare cosa vi viene chiesto una volta assunti.

Il processo di selezione per un posto di lavoro all’estero può sembrare come arcano a chi sta rispondendo ad annunci di lavoro avendo l’esperienza del mercato del lavoro italiano.

Utilizzo quindi la mia esperienza lavorativa ventennale all’estero per spiegare il “dietro le quinte” del processo di selezione.

Faccio inoltre notare che per trovare i 3 candidati per l’iniziativa di Italiansinfuga Coaching ho cercato di replicare il più possibile un processo di selezione lavorativo all’estero in modo da “allenarvi”.

Innanzitutto mettetevi nei panni del datore di lavoro o della agenzia di reclutamento che pubblica un annuncio di lavoro.

Spesso i tempi per la ricerca di personale sono stretti. Qualcuno si è appena licenziato dando il mese di preavviso richiesto dal contratto ed il datore di lavoro si trova a cercare di riempire il vuoto con un nuovo impiegato. Questo nuovo impiegato probabilmente dovrà, a sua volta, dare al proprio datore di lavoro attuale un mese di preavviso per cui vi saranno un paio, se non di più, di mesi durante i quali la ditta si trova ad operare con un numero limitato di personale.

È possibile, a seconda della congiuntura economica, che a tale annuncio rispondano decine se non centinaia di candidati. Io ho ricevuto 200 domande di assistenza per l’Italiansinfuga Coaching.

Il datore di lavoro quindi è incentivato al massimo a fare in fretta, scremando le candidature velocemente, cercando qualsiasi motivo valido per eliminare candidati.

In genere questa funzione è espletata da qualcuno nel reparto delle risorse umane o, nelle aziende più piccole, dal titolare stesso. Comunque vada, questi individui non hanno molto tempo a disposizione, analizzano la vostra domanda ed il vostro CV senza emotività e, di conseguenza, non ne fanno una questione perosnale.

È anche possibile che facciano errori, magari non capendo la validità della vostra candidatura. Ciò non cambia che voi dobbiate metter loro nella migliore posizione per non commettere tali errori.

Tornando al processo di selezione per l’Italiansinfuga Coaching come esempio.

A chi fosse interessato, chiesi di mandarmi un CV e di “vendersi” sulla e-mail di accompagnamento.

La selezione iniziò qui.

  • Chi mi mandò una e-mail senza CV venne subito messo nella cartella dei “No, grazie”.
  • Stessa sorte per chi mandò una email di due righe.
  • Stessa sorte per chi mandò una email di tremila parole senza molto filo logico.

Se giudicate la mia decisione aspra, è la identica reazione che ricevereste da un selezionatore del personale all’estero.

Quando rispondete ad un annuncio di lavoro, fate in modo che la vostra candidatura risponda ai requisiti.

Se mandate i curriculum in giro a casaccio, sarà molto probabile che chi li legge non ci metta molto a cestinarli. Se l’annuncio di lavoro richiede competenze specifiche che voi non avete, neanche remotamente, state sprecando il vostro tempo e quello dei selezionatori.

Un conto è presentare il proprio curriculum e la propria candidatura nel modo migliore possibile, un conto è rispondere ad annunci che non sono vicini alle vostre esperienze e professionalità.

Ricordatevi che lo scopo della selezione è quello di ridurre i candidati da 200 ad una decina o meno, a seconda delle occasioni, da invitare alla prima tornata di colloqui (in persona o per telefono).

Il selezionatore si trova di fronte all’obbligo di dire no alla stragrande maggioranza dei candidati ed ogni motivo è buono.

Quelli che vengono contattati per la seconda fase di selezione non devono ritenersi “arrivati”.

Vale ancora la regola che dovete fare qualsiasi cosa venga a voi chiesta.

Ad esempio, nella seconda fase di selezione per l’Italiansinfuga Coaching, chiesi ai selezionati di rispondere ad un questionario e, per guadagnare extra punti, registrare un video su Youtube per “vendersi” ulteriormente.

Chi ha adempito quest’ultima richiesta ha ovviamente saltato un ostacolo in più ed ha avuto maggiori probabilità di essere selezionato alla fine. Spesso dettagli come questi fanno la differenza tra i candidati, specialmente durante gli ultimi stadi della selezione quando le candidature sono comunque tutte valide.

Il candidato vincente sarà colui o colei che riesce a saltare tutti gli ostacoli e convincere il datore di lavoro di essere la persona che meglio risponde ai requisiti del ruolo disponibile.

Ciò non vuol dire la migliore in assoluto. A volte il migliore candidato è troppo “bravo” e viene considerato un rischio in quanto il posto di lavoro non offrirà loro abbastanza sfide per mantenerli motivati a lungo termine. Questi vengono quindi ritenuti candidati meno ideali in quanto più “temporanei” e meno adatti a creare un progetto a medio-lungo termine.

Un ultimo appunto è quello della risposta ad una comunicazione negativa da parte del datore di lavoro. Non serve a niente scrivere insultando chi vi ha comunicato che non siete stati selezionati. Ciò che consente di sfogarvi ma non raggiunge alcun risultato pratico che possa essere a voi utile.

Nel migliore dei casi, il datore di lavoro cestinerà la vostra email immediatamente. Se vi va male, comunicherà, più o meno ufficialmente, a colleghi e concorrenti della vostra attitudine e se il vostro settore lavorativo é piccolo siete nei guai!

Al contrario, la persona che ho assunto più di recente ha fatto la differenza contattandoci ribadendo il proprio interesse ed entusiasmo verso la posizione di lavoro e l’azienda.

La positività nella comunicazione vince sempre!

Dietro le quinte della selezione per un posto di lavoro all'estero

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commenti



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  • Luca

    Articolo molto interessante. In più suggerirei, se un colloquio va male, di chiamare l`HR del caso e chiedere un feedback. In questo modo si può lavorare sulle prorie carenze ed aumentare le probabilità di successo in futuro.

  • Max

    @ luca:
    concordo con te sul fatto di richiamare l’Ufficio HR, ma spesso succede che non vogliono perdere tempo e nemmeno ti rispondono, ma solo così si potrebbe lavorare sulle prorie carenze ed aumentare le probabilità di successo in futuro.


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