Lavorare come designer a Parigi

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Alessia vive nella Ville Lumière da circa tre anni. Dopo la laurea in disegno industriale e alcuni anni di esperienza lavorativa in Italia, ha capito che per realizzare i propri progetti doveva andarsene all’estero.

E’ così che, grazie a una borsa di studio, è arrivata a Parigi. Oggi afferma con convinzione che la capitale francese – almeno sul piano lavorativo – offre soddisfazioni maggiori rispetto alla realtà italiana. E che non è così costosa come si potrebbe pensare.

Intervista di Andrea Muzzarelli

Ciao Alessia, che cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia per la capitale francese?

Dopo essermi laureata in disegno industriale, ho fatto diverse esperienze presso studi professionali e aziende di design, e dopo alcuni anni ho cercato di buttarmi nella libera professione. I risultati sono stati interessanti per i lavori svolti, ma alquanto insoddisfacenti dal punto di vista economico. Alla fine, ho deciso di lasciare l’Italia nella speranza di trovare quelle opportunità che nel mio Paese non avrei mai potuto avere. E’ così che, grazie a una borsa di studio, sono arrivata a Parigi per lavorare come stagista presso uno studio di architettura.

Potresti parlarci del tuo attuale lavoro?

Come designer, mi occupo della concezione e dello sviluppo di mobili e oggetti per privati e aziende. Svolgo questa attività sia all’interno dello stesso studio di architettura che mi ha accolto per lo stage, sia come libera professionista.

Che idea ti sei fatta di Parigi in questi anni?

Penso sia una città aperta. Difficile, ma ricca di opportunità.

I pro e i contro del mondo del lavoro e della vita in generale a Parigi rispetto all’Italia.

In Francia, quantomeno sul lavoro, vedo soltanto differenze positive rispetto al nostro Paese, in termini contrattuali e remunerativi. Devo tuttavia riconoscere che la vita sociale parigina manca un po’ della spontaneità che si ritrova in Italia. In parte per le dimensioni della città, che impongono un’organizzazione anticipata degli incontri con gli amici e una certa “pianificazione” del tempo libero. In parte, credo, anche per una questione culturale. Sento di essere davvero a casa solo quando torno in Emilia-Romagna…

Lavorare come designer a Parigi

Lavorare come designer a Parigi

Foto: Anirudh Koul su Flickr

In Francia la pressione fiscale su dipendenti e liberi professionisti è soffocante come in Italia?

Direi proprio di no, soprattutto per quanto riguarda la libera professione.

Costo della vita: quanto bisogna guadagnare per poter vivere dignitosamente a Parigi?

In media, 2.000 euro al mese. Parigi ha affitti molto alti, che si aggirano sui 700-1.000 euro mensili per un appartamento di circa 35 mq. Per il resto, comunque, il costo della vita non differisce molto da quello italiano. E in alcuni ambiti è decisamente più basso. Chi è interessato a praticare sport, ad esempio, può farlo in centri comunali che offrono accessi a tariffe molto convenienti.

A tre anni dalla crisi finanziaria, pensi che le opportunità di trovare lavoro a Parigi siano molto più basse rispetto a quando ti sei trasferita tu?

No, credo anzi che nel settore in cui lavoro ci sia già stata una certa ripresa, e che ci siano delle possibilità. Bisogna comunque tenere presente che alcuni comparti sono ovviamente più in crisi di altri.

Per chi sia interessato a lavorare a Parigi come designer avresti qualche sito da consigliare?

Un sito utile è Fashion jobs, specializzato nei settori legati alla moda, alla grafica e al design.

Alla luce della tua esperienza, consiglieresti Parigi come meta lavorativa a un amico che volesse fare un’esperienza all’estero? Se sì, qual è il primo suggerimento che gli daresti?

Consiglierei sempre, a chiunque, di fare un’esperienza all’estero anche se breve. Rafforza e allarga gli orizzonti. Per Parigi, visti i costi degli alloggi, tenterei di arrivarci come ho fatto io, con una borsa di studio. Oppure contatterei già dall’Italia diverse realtà con le quali mi piacerebbe lavorare, in modo da prepararmi il terreno ancor prima di arrivare.

Grazie Alessia, e buon proseguimento!

Andrea Muzzarelli è un giornalista e traduttore freelance che si è recentemente trasferito da Bologna a Londra. @amuzzarelli

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commenti





  • iris

    Salve a tutti, vorrei chiedere un consiglio a qualcuno che spero possa aiutarmi.. spero di scrivere nel luogo giusto.. sto terminando la laurea specialistica in giurisprudenza e solo da poco ho capito che il mio desiderio reale è lavorare nel mondo dell’arte, magari nell’organizzazione di eventi culturali e simili.. purtroppo il mio percorso universitario è agli antipodi, e quindi sto meditando molto seriamente di passare del tempo all’estero e studiare ciò che mi piace.. qualcuno di voi conosce buoni corsi di laurea o master nei settori dei beni culturali a parigi o londra? oppure sapete dirmi dove posso reperire informazioni al riguardo? vi ringrazio infinitamente.. purtroppo non so proprio da dove iniziare..grazie

  • vale

    iris, quanto ti comprendo… ho letto il tuo commento e sembrava di averlo scritto io….

    anch’io in traguardo di specialistica in giurisprudenza, ma amante dell’arte, sopratutto gli eventi culturali….
    sai anch’io mi sto informando su diversi master al proposito, sopratutto a Parigi, dove sono stata un anno fa a fare uno stage universitario e dove ho capito che stavo completamente sbagliando a perseguire quella carriera imposta… data anche dal fatto che in una città come Parigi vengono offerte molte possibilità e quello che conta è la motivazione che ti spinge a farlo, e considerando che l’accesso alla cultura offerto e a basso costo ti permette più possibilità di inserimento.

    Bhè, io a novembre chiuderò finalmente con l’Università, e mi ritraferirò a Parigi, chissà se non ci incontreremo in qualche master?

  • iris

    caspita..mi spiace per te, ma da una parte mi rincuora non essere l’unica in qst situazione.. anche perchè più passa il tempo e più sento che non posso continuare così.. cmq io a settembre ho in programma di andare a parigi in erasmus e avevo intenzione appunto di approfittare di quest’ erasmus per guardarmi un pò intorno lì – che ho sentito essere una realtà più semplice x chi vuole studiare- e trovare qualche master o corso più adatto alle mie aspirazioni!! oltre che conoscere una realtà diversa..diciamo che la ragione che mi muove di più a partire è questa. Cmq se ti va possiamo tenerci in contatto, se ti fa piacere.. così se abbiamo novità su corsi o master ci informiamo a vicenda!! mi fa piacere che mi hai scritto la tua esperienza.. in bocca al lupo x tutto ;-)

  • http://formedisophia.it Andrea

    Buongiorno, e scusate del commento tardivo.
    In realtà scrivo con l’auspicio che Alessia legga i suddetti commenti in quanto sarei lieto di confrontarmi direttamente con lei per questioni di lavoro. Sono un designer italiano ed ho creato in Italia un progetto di “design filosofico” che vorrei ora esportare in Francia. Sto quindi cercando designers che conoscano la natura del design francese. Se per caso qualcuno potesse fornirmi i contatti di Alessia gliene sarei grato, oppure mi auguro possa contattarmi lei stessa alla mail formedisophia@mail.com
    ciao a tutti e complimenti per l’articolo.


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