Vita da ingegnere con MBA in Belgio

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Aristotele ci racconta di come prima gli studi e poi il lavoro lo abbiano portato in giro per l’Italia, l’Europa ed ora il mondo.

Intervista di Edoardo Facchini

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Ho 31 anni, sono sposato e abbiamo una bambina di 9 mesi. Vengo da un paesino della provincia di Salerno, Centola, e ho studiato al Politecnico di Milano.

Ho partecipato ad un programma di scambio della durata di 2 anni che mi permesso di conseguire una doppia Laurea, in Ingegneria Aerospaziale a Milano e in Ingegneria elettro-meccanica in Belgio.

Un anno e mezzo fa ho terminato un MBA presso l’Instituto de Empresa (IE Business School).

Lavoro da 6 anni in Alstom Transport, nel settore del trasporto ferroviario, in particolare sui sistemi di segnalamento per le linee ad alta velocità e i “corridoi”  ferroviari europei

Ho ricoperto diverse posizioni, dalla validazione dei prodotti in laboratorio, ai tests su campo, passando per il design di sistemi ferroviari “chiavi in mano”.

L’ultimo ruolo ricoperto é quello di responsabile del procurement dei prodotti Alstom, inclusa la gestione di tutte le problematiche connesse, quali la ricerca e sviluppo dei nuovi prodotti, la gestione di quelli esistenti, gli aspetti legati alla supply chain o alla logistica.

Ho vissuto circa 8 anni in Belgio, con la possibilità di lavorare in vari paesi (Francia, Olanda, Grecia, Svizzera e Spagna).

Mi é stata offerta l’opportunità di lavorare come rappresentante della mia società presso un cliente (Railcorp, l’equivalente di Trenitalia/RFI) e quindi da qualche settimana ci siamo trasferiti in Australia.

Vita da ingegnere con MBA in Belgio

Vita da ingegnere con MBA in Belgio

Hai fatto un MBA, come mai questa scelta?

Dopo un paio d’anni di esperienza lavorativa mi son reso conto che il mio background ingegneristico mi dava delle solide basi per la comprensione e gestione dei problemi. Questa preparazione rappresenta quindi un “asset” importante ma avvertivo comunque la necessità di completare la mia formazione approfondendo altre tematiche aventi un ruolo importante nel mondo industriale, quali ad esempio  la finanza, lo sviluppo delle risorse umane o l’analisi della strategia in una società.

In altre parole desideravo allargare i miei orizzonti, aggiungendo una sorta di lente  per analizzare meglio la realtà che mi circondava, in modo da interpretare correttamente alcuni segnali e affrontare le problematiche con una visione più larga e, se possibile, completa.

Quale é il valore attribuito a questo master dai datori di lavoro all’estero? La business school ti ha sostenuto nella ricollocazione?

Ho fatto l’MBA continuando a lavorare in Belgio e il successivo trasferimento in Australia é un trasferimento sempre con la stessa società.

La business school quindi non ha avuto un ruolo attivo da questo punto di vista.

Per quanto riguarda il valore dato al master, dal mio punto di vista, la situazione é abbastanza simile all’Italia. Per quanto riguarda il valore dell’MBA, penso che sia piuttosto legato al settore di attività. In ambito industriale si attribuisce un valore crescente a questo titolo ma siamo ancora lontani da altri settori quali banking o consulenza direzionale.

La differenza principale tra l’Italia e il Belgio é la possibilità di utilizzare questa carta anche nell’ambito delle istituzioni europee.

L’idea di andare a lavorare all’estero come é maturata?

Il trasferimento in Belgio é stato il naturale proseguimento del mio percorso accademico. Quando ho cominciato a cercar lavoro subito dopo la laurea, ho ricevuto diverse proposte in Belgio e ho accettato quella dell’Alstom che corrispondeva maggiormente alle mie aspirazioni.

Il trasferimento in Australia é stata un’opportunità che si é presentata in maniera imprevista e improvvisa in cui non ho dovuto giocare un ruolo attivo, poiché é stata un’offerta della mia società.

Come ti trovi?

In Belgio ci siamo trovati bene. C’é un’ottima qualità della vita e Bruxelles é una citta molto internazionale che offre tante attività sociali e culturali.

In effetti dopo aver lavorato in Italia, come expat, per circa 12 mesi abbiamo deciso di tornare in Belgio proprio per approfittare della qualità di vita, in vista dell’MBA e del progetto di allargamento della famiglia.

Difficoltà incontrate? Difficoltà di ambientamento?

Personalmente non ho incontrato particolari problemi all’arrivo in Belgio e durante tutto il mio soggiorno.

Bisogna naturalmente mettere in preventivo delle piccole difficoltà o incomprensioni legate alla scoperta di una cultura e di un modo di vivere abbastanza diverso.

Diverso é il discorso, a mio avviso, nel caso di una permanenza per un periodo medio-lungo, con la relativa volontà di superare la fase di “italiano all’estero” .

In quel caso l’integrazione nel tessuto sociale puo’ essere più complicata visto che mediamente, per formazione culturale e caratteriale, la società belga non é molto aperta.

Dal punto di vista lavorativo non ho incontrato difficoltà. Penso che vada la pena sottolineare il grande rispetto per la vita privata.

Infatti é cosa rara essere contattati sul cellulare aziendale fuori dall’orario di ufficio, anche se si ricopre un ruolo di grande responsabilità.

L’organizzazione del lavoro é abbastanza diversa dall’Italia. Prima di tutto, per gli ingegneri, visto che si viene assunti come quadro, gli straordinari non sono (quasi mai) remunerati.

Non so se sia la causa o l’effetto, ma di fatto la giornata lavorativa termina mediamente tra le 18 e le 19.

Vorrei sottolineare anche la grande flessibilità in termini di orari di lavoro, tele-lavoro, etc…

Primo passo per chi vuole emigrare in Belgio?

A mio avviso é importante capire quali siano le motivazioni dietre questo tipo di scelta.

Preliminarmente bisogna valutare l’impatto sulla propria vita personale (lontananza dagli affetti, inserimento in un nuovo tessuto sociale, etc…)

Una volta convinti, penso convengo contattare qualcuno sul posto per avere qualche consiglio.

Per tale ragione é importante dare un’occhiata al proprio network, sfruttando i career centers dell’università/business schools oppure semplicemente Linkedin.

Una volta arrivati in Belgio, consiglio caldamente di chiedere alla società il supporto di un consulente fiscale per valutare la propria situazione e la possibilità di avere una riduzione del carico fiscale in virtu’ del trasferimento per sole ragioni lavorative.

Dove trovare le offerte di lavoro?

Il mercato del lavoro é abbastanza trasparente. Il turnover in particolare a Bruxelles é molto elevato e quindi il numero di posizioni aperte é sempre molto alto.

Dando un’occhiata su Monster si ha un’idea della situazione.

Un sito belga molto interessante, contenente informazioni anche sugli aspetti pratici e legislativi é www.references.be.

Dovendo fare un paragone con l’Italia quali sono le differenze che ti senti di evidenziare?

Naturalmente si parla di indicazioni generali e sia in Italia che in Belgio sarà semplice trovare  delle eccezioni.

E’ importante sottolineare che le mie valutazioni sono basate sulla realtà di Bruxelles. Per il resto del Belgio il discorso é un po’ più complicato ( differenze linguistiche, diverso tessuto sociale, etc…)

Come sottolineato in precedenza, vale la pena sottolineare il grande rispetto della sfera privata.

Un’altra grande differenza é nelle prospettive di crescita per un giovane. La curva di crescita degli stipendi é più o meno standard per i primi 5 di attività. E’ importante sottolineare che una differenza importante é la presenza della scala mobile che rappresenta spesso un aumento annuale sostanziale dello stipendio.

Il mercato del lavoro in Belgio é molto dinamico. C’é un turnover molto elevato ma il livello medio della concorrenza é in genere alto (soprattutto in termini di conoscenze linguistiche)  poiché ci sono molti profili di alto livello che, in attesa di una collocazione in ambito europeo, si rivendono nel privato.

La mia impressione é che il mercato sia anche abbastanza “trasparente”, con un accesso diretto alle posizioni aperte.

La tipologia di contratto é un’altra differenze. Ai giovani laureati viene molto spesso offerto un contratto a durata indeterminata (CDI) dopo un periodo di prova di 6 mesi.

L’uso di contratti a durata determinata o a progetto é abbastanza limitata.

In ambito europeo la situazione é diversa perché si puo’ avere un CDI solo dopo aver superato un concorso.

Costo della vita e stipendi

Il costo della vita é piu’ o meno simile a quello delle grandi città italiane.

La frutta, la verdura e la spesa in genere sono care, cosi’ come i ristoranti.

Gli affitti a Bruxelles sono abbastanza alti, proprio a cause del turnover elevato.  Rimangono comunque in linea con l’Italia. Per un appartamento con 2 stanze in una zona carina, si puo’ arrivare facilmente a 800-1000 Euro

Il prezzo delle case é invece molto piu’ accessibile dell’Italia o delle grandi capitali europee (3000/3500 Euro/m2)

La ricerca di un alloggio puo’ essere fatta tranquillamente a distanza utilizzando un sito fatto molto bene: www.immoweb.be

Questo sito raggruppa tutti gli annunci relativi alla vendita o locazione di appartamenti a Bruxelles ma anche nelle altre regioni.

Una differenza importante da tenere presente é che le agenzie immobiliari sono pagate da chi vende o affitta.

Puo’ risultare quindi interessante rivolgersi anche ad un’agenzia ma consiglierei di farlo quando si ha già un’idea precisa sul quartiere.

Nella scelta della zona bisogna considerare alcuni aspetti:

-> il traffico nelle ore di punta é abbastanza intenso

-> la rete della metropolitana non copre tutti i quartieri

-> lo stesso quartiere puo’ cambiare radicalmente da una strada all’altra (i prezzi variano di conseguenza)

-> nei quartieri residenziali si trovano pochissime attività commerciali

Lo stipendio iniziale per un giovane laureato é sicuramente piu’ alto che in Italia e rimane comunque piu’ interessante per i primi 5-10 anni.

Successivamente dipende molto dall’evoluzione lavorativa. In Italia l’evoluzione dipende dalle categorie/quando/dirigente.

In Belgio invece quest’evoluzione é spesso fortemente vincolata agli anni di anzianità. Quindi dipende se nella società per cui si lavoro oltre l’anzianità si considera anche un job grading o meno.

Bisogna considerare che, visto il carico fiscale elevato (intorno al 50%), una parte dello stipendio é pagato in “vantaggi in natura” ossia leasing car, assicurazioni, ticket ristorante, etc…

Grazie Aristotele e buon proseguimento!

Intervista a cura di Edoardo Facchini, un ingegnere con competenze in ambito compliance bancaria. Edoardo è contattabile su Linkedin.

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commenti





  • Fabio

    Un articolo molto interessante, visto che il richiamo dell’estero e di un MBA sono per me molto forti.

    Ingegnere, con un PhD conseguito in Italia e con qualche esperienza di ricerca all’estero, ho sempre la sensazione di fare fatica a trovare il mio reale spazio nell’attuale industria italiana (di cui ancora vivo grazie ad alcune buone opportunità che mi hanno sempre convinto per ora a rimanere): poco meritocratica, dalle dimensioni limitate e poco incline alla dinamicità del ruolo ricoperto in azienda.

    Ho qualche domanda specifica sull’MBA: auto-finanziato? come hai conciliato lavoro ed MBA (frequenza obbligatoria o ???)…

    Grazie
    Fabio

  • Max

    Anch’io ho trovato l’articolo molto interessante e ti pongo le stesse domande:

    l’MBA auto-finanziato? come hai conciliato lavoro ed MBA (frequenza obbligatoria o ???)…

    Grazie,
    Max

  • Aristotele

    Ciao a tutti,
    si, confermo che l’MBA non é stato finanziato dall’azienda per cui lavoro che mi ha pero’ assistito in termini di flessibilità di orari e permettendomi di partecipare alle settimane a Madrid (“residential weeks”).
    Se volete maggiori dettagli sulla struttura del programma che ho seguito presso IE o qualsiasi altra domanda, scrivetemi pure direttamente ( aristotele.dangelo@gmail.com). Saro’ lieto di fornire maggiori dettagli.
    A presto
    Aristotele


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