Lavorare a Sydney come SEO Specialist

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Jonathan Pochini si è trasferito a Sydney con il visto da studente e nel frattempo lavora come SEO specialist.

Intervista di Fulvio Minichini.

Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia?

Un sacco di cose:
1) una situazione politica deludente e soprattutto senza speranze e prospettive;
2) un lavoro soddisfacente ma con una paga mediocre;
3) la voglia di imparare l’inglese come si deve;
4) il desiderio di andare alla ricerca di una ‘botta di vita’.

Perché proprio l’Australia?

Ho ricevuto molti feedback positivi sull’Australia, ma la prima volta che ho iniziato a pensarci è stato quando (diversi anni fa) ho letto un articolo in cui si dichiarava che in Australia non esiste stress. E’ vero? In parte sì.

Con che visto sei entrato?

Student Visa: sono venuto in Australia iscrivendomi ad una scuola di inglese per un corso di 12 settimane.

Ci sono stati momenti di scoraggiamento soprattutto all’inizio? Cosa riguardavano? Come li hai superati?

Sì. Ti ritrovi comunque da solo, in un paese straniero dove parlano una lingua che non è la tua e hanno un accento terrificante. E hai magari lasciato affetti e certezze a diverse migliaia di Kilometri di distanza. Quando arrivano questi momenti bisogna “indovinare cosa fare nei successivi 10 minuti”, in altre parole occupare la mente con qualcosa che la distolga da inutili paranoie: una passeggiata sulla splendida Bondi Beach, una corsa sul Coastal Walk o su uno degli splendidi parchi che decorano le città australiane, l’iscrizione ad un corso di yoga, ginnastica o surf…

Come hai trovato alloggio?

Su www.gumtree.com.au. E consiglierei a tutti di fare altrettanto.

Pensi mai ad un possibile ritorno? In quali circostanze?

Penso magari ad andarmene in un altro Paese, per continuare a fare altre esperienze.
Ma non penso di ritornare in Italia, non finché le possibilità di lavoro per i giovani non diano ai giovani quello che si meritano.

Qual è l’ultimo lavoro che hai fatto in Italia e quale il primo in Australia?

Seo Specialist e Seo Specialist.

Come hai trovato il primo lavoro in Australia?

Questo è interessante. All’inizio ho cercato lavoro su Seek.com.au ma non ho ottenuto risultati: le principali difficoltà erano la mia ancora scarsa conoscenza dell’inglese e le condizioni del mio visto, la student visa, che permette di lavorare solo 20 ore a settimana (in teoria) mentre di solito su Seek trovavo (soprattutto tramite agenzie di recruitment) aziende che cercavano subito qualcuno full-time.
Poi, finita la scuola di inglese e con ancora un mese di visto, ho deciso di mettere in campo le mie conoscenze sull’Internet Marketing:

1) ho creato un blog gratuito su blogspot: Seo Sydney
2) ho inserito il mio profilo professionale, il mio portfolio e diversi altri ingredienti di web marketing.
3) ho attivato una campagna AdWords (gli annunci sponsorizzati di Google).

Con una spesa di circa 30 euro ho trovato – tra varie altre cose – un’azienda interessata al mio profilo e che mi ha proposto di lavorare per loro come contractor. Oggi continuo a collaborare con loro più ho altri clienti.
Puoi leggere la mia storia nel dettaglio qui: Trovare lavoro con AdWords.

Lavorare a Sydney come SEO Specialist

Lavorare a Sydney come SEO Specialist

Nel tuo campo le parole sono tutto, quanto hai trovato difficile superare la barriera linguistica e soprattutto come l’hai superata?

Non l’ho superata. Come SEO non madrelingua inglese non posso scrivere testi in inglese (se non a fatica) ma posso comunque portare la mia esperienza per realizzare consulenze, strategie e ricerche. Comunque ho fatto anche altri lavori, sempre nel web, che richiedevano minori conoscenze linguistiche: conversioni da PSD a XHTML, data entry, installazioni e modifiche ai CMS, etc… almeno i linguaggi di programmazione e di markup sono uguali in tutte le lingue.

C’è o c’è stato qualche impedimento culturale o sociale alla tua integrazione nella società australiana?

Beh, ancora ho difficoltà a parlare con gli Australiani: parlano troppo veloce e con quel loro accento…
Ma per la mia esperienza nelle città australiane non rischi di rimanere da solo, ci sono tantissimi altri giovani come te, con le tue stesse difficoltà e che vengono da qualsiasi altra parte del mondo. Si creano amicizie molto interessanti con brasiliani, colombiani, giapponesi, tedeschi, francesi, spagnoli, ragazzi dall’Europa dell’est…

Come reputi il costo della vita in Australia se comparato con l’Italia?

Quando sono arrivato io (nel Febbraio 2009), a parte l’affitto (paragonabile a quello di Roma e Milano), il costo della vita era quasi la metà.
Adesso un dollaro australiano forte non aiuta chi viene provvisto di Euro.
Se invece intendi il costo della vita in rapporto a quello che guadagni… allora è assolutamente consigliabile: in Italia secondo la mia esperienza ti ci vuole 1,2 ore di lavoro per pagarti la pausa pranzo, in Australia con un’ora di lavoro ti fai almeno 2 pause pranzo.

Incontra altri Expat in Italia e all'estero

Quali sono le abitudini che hai cambiato rispetto alla tua vita in Italia? Quali hai mantenuto?

Cibo soprattutto. Se da una parte puoi dimenticarti alcune delle tue abitudini alimentari dall’altra hai a disposizione la cucina di diversi paesi del mondo. Il caffè a fine pasto mi manca comunque. E ogni tanto mi piacerebbe anche sorseggiare un amaro Montenegro, se lo trovassi disponibile nei pub.

Se dovessi ritornare in Italia quali insegnamenti trarresti da questa esperienza?

“Se il mercato è flessibile… tu sii più flessibile del mercato.”

Cosa ti ha dato l’Italia che ti ha aiutato nella tua vita australiana?

E’ una questione delicata ma ci si rende conto di essere italiani nel senso più alto del termine e di esserne fieri proprio quando si è all’estero. Io mi sento italiano per la cultura, per la creatività, per l’intraprendenza degli italiani. Non e’ qualcosa che si nota facilmente, ma si è in possesso di un certo “spessore” che ci rende unici.

Quali città hai preso in considerazione prima di scegliere l’Australia? Quali città ancora consideri papabili?

Quando dovevo scegliere in che città andare all’inizio le opzioni erano fondamentalmente 2: Sydney o Melbourne.
Non ho ancora girato a sufficienza l’Australia ma ho ricevuto alcuni buoni feedback su Perth, che pare sia ancora più rilassata di Sydney, sicuramente meno cara anche se decisamente più piccola. Non sarebbe male farsi i tramonti sul mare…

In Australia c’è una minoranza italiana significativa. Hai cercato il suo appoggio per integrarti? In che modo? Se sì ti è servita? Se no perché?

Beh, nella mia esperienza da studente si incontrano altri italiani avventurieri che sono nelle stesse mie condizioni. Mentre, no, non ho avuto molti rapporti con gli italiani che sono qui da molto tempo (stanno in un altro quartiere).

Quali stereotipi sull’Australia bisogna smontare?

mmm… qualcosa riguardo agli animali più pericolosi del pianeta. Probabilmente è vero, ma se vivi in città non è che corri questi pericoli. E anche riguardo agli squali… I surfisti dicono che è più facile morire venendo investiti da una macchina per strada che venire attaccati da uno squalo.

Aspetti negativi dell’Australia

mmm… forse un attaccamento alle regole a cui noi italiani non siamo proprio abituati, ma è veramente un aspetto marginale. Certo che un po’ di sana cucina italiana fatta come si deve… potrebbe anche mancarmi ora che ci penso…

Grazie Jonathan e buon proseguimento!

Fulvio Minichini

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