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Vita a San Diego

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Marica è una ragazza Italiana che, per motivi di lavoro, ha lasciato la capitale Italiana e si è trasferita a San Diego con suo marito. Dopo due anni di vita Californiana, oggi ci racconta la sua esperienza.

Potete seguire la storia di Marica sul suo blog Vita a San Diego.

Intervista di Michael Gagliano.

Ciao Marica, e grazie ancora per la disponibilità. In questa intervista vorrei dedicarmi anche a qualche aspetto non trattato nelle altre, ad esempio un argomento che preme a molti: il visto. Ci descrivi, da dopo aver preso la decisione di trasferirvi, il procedimento svolto per ottenere un visto, e il ruolo che l’azienda ha avuto in questa fase? Con che visto siete arrivati negli States?

Ciao! Nel nostro caso la procedura è stata abbastanza semplice e l’azienda in cui lavora mio marito ci ha aiutato molto; devo specificare che il nostro trasferimento negli USA è nato proprio da una richiesta di questa azienda, quindi non abbiamo sperimentato la fase della “ricerca dello sponsor per il visto”.

Da parte nostra abbiamo dovuto prima riempire con i nostri dati tutti i moduli che l’azienda ci ha mandato a casa, poi prendere appuntamento con l’ambasciata americana a Roma, quindi andare in ambasciata per un’intervista con il console americano e per consegnare i suddetti moduli (e pagare una tassa).

Dopo un paio di settimane abbiamo ritirato i passaporti con il visto: L1 per mio marito ed L2 per me, in quanto moglie. Il visto L1 è rilasciato solo per chi ha lavorato almeno un anno per l’azienda che richiede il trasferimento negli USA, svolgendo un incarico quasi a livello manageriale.

Vita a San Diego

Vita a San Diego

Molti , fra cui il sottoscritto, spesso dicono ”basta, mollo tutto e vado in America”, dando spesso per scontate tutte le difficoltà , anche emotive, che si possono trovare all’arrivo. Ci descrivi le prime ore successive all’arrivo a San Diego, le tue impressioni a caldo? Com’è stato il primo periodo di vita in un paese nuovo?

Nel mio caso all’inizio non ho avuto molte difficoltà: in passato ho fatto diversi viaggi “a lungo raggio” e all’inizio l’impressione era quasi quella di stare in vacanza: l’oceano, le palme, il sole, le spiagge!

Le difficoltà, soprattutto quelle emotive, sono arrivate dopo, con il passare del tempo.

In linea di massima il primo periodo è stato intenso (una volta svanita l’impressione da vacanza), perché abbiamo dovuto “ricreare” la nostra vita, quindi cercare una casa, una macchina, prendere una serie di decisioni… il tutto cercando di mantenere contatti frequenti con le nostre famiglie in Italia, nonostante una differenza di fuso orario di nove ore!

Sempre parlando dei primi tempi, ci parli della burocrazia Americana? Come si fa a venire a conoscenza di una burocrazia nuova, e ad adattarsi (ad esempio pensiamo alle tasse, alle assicurazioni, alla sanità….) ?

La burocrazia americana l’abbiamo scoperta un pò alla volta, per fortuna mio marito era già a conoscenza delle informazioni di base.

L’ostacolo più grande per chi viene dall’estero è la “credit history”: a mano a mano che si fanno delle spese pagando con la carta di credito e poi “si ripagano” nei tempi dovuti, si guadagnano dei punti e ci si costruisce una buona “credit history”; se invece il debito viene ripagato in ritardo o addirittura non viene ripagato si perdono punti e la “credit history” perde valore. Quando si richiedono dei servizi o si vuol fare un pagamento a rate, la “credit history” è la prima cosa che viene controllata, per vedere se si è puntuali nei pagamenti o meno: se il punteggio non è buono il servizio viene rifiutato. Noi non avevamo una “credit history” e questo ci ha portato un pò di difficoltà, anche nelle cose semplici quali stipulare l’allaccio alla società dei servizi elettrici o fare un abbonamento telefonico.

Anche la sanità funziona in modo del tutto diverso rispetto all’italia, fortunatamente l’azienda in cui lavora mio marito organizza periodicamente delle conferenze rivolte ai dipendenti provenienti dall’estero, durante le quali viene spiegato il funzionamento dell’assicurazione sanitaria. Direi che avere un’assicurazione sanitaria è fondamentale per poter usufruire delle prestazioni sanitarie, altrimenti troppo care.

E per quanto riguarda la compilazione dei moduli delle tasse ci siamo rivolti ad un ufficio apposito… è improponibile venirne fuori da soli!

Al vostro arrivo, oltre al lavoro, disponevate già di un’abitazione? Dopo due anni di esperienza, cosa consigli a chi emigra per la prima volta e non sa come muoversi riguardo agli alloggi?

Appena arrivati l’azienda ci ha messo a disposizione una stanza in albergo per un certo numero di giorni, nel frattempo abbiamo subito iniziato a cercare casa. Ci siamo rivolti ad un agente immobiliare, a cui abbiamo comunicato il nostro budget e le nostre esigenze (essenzialmente non volevamo allontanarci troppo da dove lavora mio marito e volevamo una zona in cui vivere tranquilli); questa persona ha fatto delle ricerche e ci ha fatto vedere in un weekend almeno venti case! Non avevamo che l’imbarazzo della scelta!

Qui a San Diego trovare un alloggio è molto più facile che a Roma; non è essenziale rivolgersi ad un agente immobiliare, si può iniziare facendo delle ricerche su internet (ci sono diversi siti specializzati in affitti o in vendite) e poi, una volta qui, si possono andare a vedere le case di persona. Per esempio per chi vuole prendere in affitto un appartamento consiglierei di cercare tra i “complex”: sono una serie di appartamenti (più o meno uguali) raccolti in un grande condominio (detto complex), costruiti esclusivamente per essere affittati, ci si rivolge direttamente all’ufficio affitti per chiedere prezzi e disponibilità.

Chiariti questi aspetti importanti, parliamo un po della California non-burocratica. Stradoni infiniti, spiagge da sogno, palme ovunque, estate tutto l’anno,surfisti e sportivi dappertutto , persone sempre col sorriso, Hollywood e un sacco di altri luoghi da sogno. È così che la California ci viene presentata nei film, e questo ci colpisce molto. Dall’alto della tua esperienza, cosa ci puoi dire? È tutto un sogno come ci viene presentato, o ci sono aspetti negativi dei quali ignoriamo l’esistenza?

Per molti aspetti la California è proprio un posto da sogno, in particolare la California del SouthWest, e questo è vero anche per gli stessi americani. Il clima mite tutto l’anno permette davvero di fare tanta vita all’aperto, tanto sport e tanti tipi di sport… ed avere il cielo sempre sereno certamente aiuta anche l’umore!

A volte mi capita di vedere dei film o delle serie televisive girate in California (essenzialmente a Los Angeles) e di pensare “oh mamma, viviamo come in un film!” :-)

In realtà la California è (fortunatamente) molto variegata: c’è tutta la zona a Nord di San Francisco dove fa molto più freddo, mentre andando verso l’entroterra ci sono zone completamente desertiche e grandi catene montuose…
Aspetti negativi ci sono anche in California, ma questi non si vedono in tv. Quello che più mi colpisce è il problema degli homeless (i senza tetto): persone che da un giorno all’altro si sono ritrovate senza lavoro e senza assicurazione sanitaria e per una serie di eventi sfortunati si sono ridotte a vivere per strada… qui non c’è lo Stato che le tutela e i legami famigliari sono meno forti rispetto a quelli che abbiamo da noi in Italia.

Nel SouthWest della California c’è sempre il problema della siccità e delle riserve d’acqua in continua riduzione… il prezzo da pagare per avere sempre il sole!

E infine viviamo in una zona sismica, una realtà che non si può negare.

Quanto costa la vita in California? Spesso sentiamo dire che, rispetto all’Italia, le automobili costano molto di meno, ma altre cose molto di più. Ci chiariresti questo aspetto?

Alcune cose costano di più rispetto all’Italia ed altre costano di meno.

È vero che le automobili e la benzina costano meno per esempio, così come anche l’abbigliamento… ma frutta e verdura costano di più, il trasporto pubblico costa di più, le bollette dell’acqua sono molto care!

La sanità è cara (se non si ha un’assicurazione) ed anche le università sono più costose… in compenso è molto diffusa la compra/vendita dell’usato, cosa che in Italia praticamente non esiste (se non per le automobili).

In generale posso dire che a San Diego la vita ci costa di più di quanto ci costava a Roma, ma è anche vero che San Diego è una delle città più care degli Stati Uniti.

Finita la settimana, un pò di meritato relax. Cosa offre la California in termini di luoghi d’interesse o di luoghi dove passare un weekend memorabile?

La California offre veramente molto!

Visitare San Diego, per esempio, richiede almeno tre giorni pieni, senza considerare le attrazioni quali lo Zoo, il SeaWorld ed il Legoland.

Le altre città che tutti visitano quando vengono in California sono San Francisco (che merita ben più di un weekend) e Los Angeles (per la quale però non ho particolare affinità), ma anche Santa Barbara merita una visita! Sempre lungo la costa è molto bello percorrere in macchina il tratto tra Santa Barbara e San Francisco, in particolare la zona del Big Sur.
Per gli amanti della montagna invece ci sono il Sequoia National Park e lo Yosemite National Park, dove la natura ha creato delle cose meravigliose!

Invece nel SouthEast ci sono i deserti: la Death Valley National Park e il Joshua Tree National Park, posti unici al mondo!

Ce n’è per tutti i gusti!

Che cosa ci puoi dire di Orange County, Las Vegas, e in generale quelle zone da sogno che tanto ci colpiscono nei film?

Orange County è tra San Diego e Los Angeles, ma in realtà non conosco bene questa zona (so solo che c’è il Disneyworld).

A Las Vegas invece sono stata un paio di volte, è un posto molto particolare, oserei dire “finto”… è interessante vedere cosa sono stati capaci di inventare e di costruire questi americani (mi riferisco agli edifici dei casino), onestamente però non ci spenderei più di 24 ore.

Per quanto riguarda l’Italia: È stato difficile separarsi da tutti gli affetti? E dopo due anni come vivi questo “rapporto a distanza”?

Si, separarsi dagli affetti è difficile, ogni volta che riprendo l’aereo per tornare qui a San Diego c’è davvero da sentirsi male… però una volta atterrata sono sempre contenta di essere qui (il viaggio dura così tanto che si ha tutto il tempo per smaltire la crisi della partenza!).

Per fortuna c’è internet, che ci aiuta a stare vicino alle nostre famiglie e ai nostri amici… ma certo non è come essere lì!

Ultima domanda: Dopo la tua esperienza, che cosa consigli a chi vuole trasferirsi in California, in particolare ai giovani attratti da tutti gli aspetti da sogno che abbiamo visto nelle domande precedenti?
E cosa non scorderai mai della tua esperienza?

A chi vuole trasferirsi qui consiglio di cercare prima un lavoro (se ci si vuole trasferire in modo stabile) o almeno un programma di studio, in modo da avere un visto… e poi consiglio di valutare bene cosa si lascia in Italia.

Cosa non scorderò mai di questa esperienza? Sicuramente lo stile di vita dei californiani, sempre tranquilli, sorridenti e mai stressati; il rispetto per gli altri e per l’ambiente; la natura e i paesaggi meravigliosi… e vedere i colibrì che volano fuori in giardino mentre faccio colazione!

Michael Gagliano è un ragazzo di 18 anni molto determinato a cambiare il suo futuro in meglio lasciando l’Italia, un paese che oramai, sostiene, ha molto poco da offrire ai giovani.

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  • http://dammig.com damiano migani

    bravo, bella intervista!

  • Sax Alf

    Grande intervista, ricca di informazioni utilissime. Complimenti. Stavo facendo un pó di ricerche su San Diego ed ho trovato tanto in questo post.


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