Anno di scambio negli Stati Uniti

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Mi chiamo Claudia, ho 24 anni e sono di Milano. Sono un’italiana in fuga congenita, ma di questo ne sono molto contenta.

La mia prima grande fuga all’estero é avvenuta tramite uno scambio scolastico, quando avevo 16 anni. Grazie all’associazione no-profit AFS/Intercultura, ho potuto frequentare la 4 liceo in una High School Americana, a Seattle, nello stato di Washington. Scopo di quest’esperienza non era solamente imparare la lingua, ma entrare nel vivo di culture diverse; conoscere la storia moderna come i ragazzi francesi, la fisica come gli studenti cinesi, l’arte che viene insegnata nelle scuole russe o finlandesi, la geografia in Australia, le scienze naturali in Tailandia…

Nonostante Intercultura selezioni solo gli studenti in grado di ‘nuotare’ in un mare più vasto di quello familiare, studi la collocazione nella famiglia ospitante e nella scuola pubblica, prepari a vivere con animo aperto l’esperienza che si farà, affianchi lo studente, al ritorno, nel recuperare il passo con la famiglia, gli amici, la scuola di origine… ciò non toglie che lo choc culturale possa essere forte.

Vivere in una famiglia locale non é semplice: noi giovani italiani cresciamo nella bambagia, coccolati e viziati dai nostri genitori, e non appena mettiamo piede oltralpe scopriamo un mondo fatto di ragazzi indipendenti ed emancipati. E cosí ci si deve adattare e non importa quale sia il paese di destinazione: dal sud America all’Egitto, i ragazzi devono trovare dentro di sé la forza di adattarsi, di comprendere e di accettare le nuove regole e abitudini delle famiglie in cui vivono. E questo fa necessariamente crescere. Il problema non è diventare adulti: tutti ci riescono. La sfida è diventare uomini e donne. C’è chi cresce rimanendo attaccato alla visione del mondo che gli hanno trasmesso la famiglia, la scuola, i giornali, gli amici: la ritiene l’unica buona e la difende con aggressività. C’è chi cerca di guardare il mondo negli occhi: trova sicurezza nel confrontarsi con stili di vita e di pensiero diversi, é a suo agio di fronte a chiunque, in ogni situazione. Diventerà adulto; certamente è già un uomo.

La mia esperienza negli Stati Uniti é stata semplicemente formidabile: abitavo in una cittadina che sembrava uscita da un libro di fiabe, con tanto di orsetti lavatori e cerbiatti nel giardino sul retro; in una tipica famiglia americana che mi ha accolta come una figlia e una sorella, e ancora mi fa sentire tale; e frequentavo l’ultimo anno della High School locale, il che mi ha permesso di partecipare ai vari balli della scuola, soprattutto al Prom, che é il ballo di fine anno riservato agli studenti dell’ultimo anno, e alla cerimonia dei diplomi.

Per quanto fossi preparata all’esperienza, dopo anni di sit-com e programmi ambientati nei licei americani, lo choc culturale mi ha presa comunque alla sprovvista. E’ proprio quando di un paese pensi di sapere tutto, che scopri di non conoscere nulla. E cosí l’esperienza é molto piú bella, perché ogni giorno porta con sé nuove scoperte, nuove difficoltá ma anche nuovi successi.

Negli Stati Uniti ho scoperto di essere famosa, di essere stata inclusa automaticamente nella cerchia dei “fighi” della scuola, e questo solo perché ero italiana e facevo sport. Proprio lo sport in America è una forte componente della vita sociale dei ragazzi, e io non mi sono lasciata scappare la possibilità di praticare il mio sport (pallavolo), ma anche di provarne di nuovi (basket e softball) pur di rimanere in quel ambiente così bello e accogliente. A livello scolastico poi ho accumulato successi su successi: sarebbe ingiusto dire che la scuola americana è più facile di quella italiana, perché basata su un sistema diverso: specialmente per gli exchange students c’è molta libertà, e si possono scegliere sia le materie da studiare, che il livello di queste. Sicuramente è stato un bel cambiamento dal nostro rigido sistema italiano.

L’impatto che questa esperienza ha avuto sulla mia vita é stato devastante: da aspirante medico che sono partita, sono finita poi a iscrivermi alla facoltá di Scienze Politiche, corso di laurea in “Scienze Internazionali e Istituzioni Europee”. Ed é stato proprio grazie a quest’esperienza che é nata in me la voglia di viaggiare e vivere all’estero, per scoprire e conoscere paesi nuovi, e nuovi aspetti di me stessa.

Claudia Arici

Anno di scambio negli Stati Uniti

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  • Raffaella

    Brava Claudia Complimenti! Anche io sono un’exchange student AFS/Intercultura nel North Carolina nel lontano 1984 e condivido appieno tutto quanto hai espresso.
    E’ un’esperienza che “apre la testa” anche perchè fatta da molto giovani e sarebbe utilissima per tutti.
    Mantengo i contatti con la mia “famiglia americana” e con i miei compagni di scuola e l’estate scorsa è stata una grande emozione tornare e rivedere tutti dopo 25 anni. Ho ritrovato lo stesso affetto di allora.

  • Andrea

    Ciao ragazzi,

    innanzitutto complimenti perchè già il fatto che avete condiviso le vostre emozioni e la vostra esperienza vi da un enorme merito per me!
    Volevo sapere solo se ci sono altri programmi come l’exchange student AFS/Intercultura che permettono di andare a 24-25 anni all’estero come avete fatto voi!?
    Ovviamente già conosco l’erasmus ed il progetto leonardo…quindi c’è qualche altro programma?

    grazie mille in anticipo! ;)

  • Claudia

    Ciao Raffaella,
    che bello trovare un’altra AFSer… non vedo l’ora di poter tornare nella mia Port Townsend, anche se sono passati un pò di anni dall’ultima volta… ma so che mi darà le stesse emozioni della prima volta!

    Andrea,
    purtroppo non penso ci siano organizzazioni come Intercultura per adulti. Puoi andare all’estero e fare corsi di inglese e farti ospitare da qualche famiglia, in cambio di qualche lavoro in casa, oppure puoi trovare uno stage o cose così, ma un’organizzazione che organizzi scambi in famiglia per adulti non penso che ci sia. Questo per quanto ne so io, ma se vieni a sapere di qualcosa, fammi sapere!

    Grazie a tutti!

  • Sil

    Ciao Claudia,
    Anchio ho fatto un anno di studi in un college USA tramite un programma di scambio della mia università in Italia. Hai mai pensato di tornare a vivere negli USA? Se così quale pensi sia la via migliore?

  • Pietro

    @andrea: si ce ne sono altre,io ad esempio sono stato un anno negli USA con il Rotary,pur non facendone parte.Penso che sia il massimo perchè oltre a non pagare, una volta lì hai anche molto supporto e conosci altri giovani che sono in scambio come te. Devi solo conoscere qualcuno nella tua città che ti introduca al club. Se non hai questa possibilità esiste la WEP dove paghi(penso sui 5000/10000 euro) e non si sa mai cosa becchi,può andarti bene come no(ci sono famigle che vogliono solo i soldi e se ne fregano del tuo benessere). immagino che ne esistano altre ma questo è quello che so per esperienza diretta. ti consiglio vivavente di farlo!

  • Pietro

    ah si dimenticavo, tutto questo è per ragazzi!

  • Claudia

    Ciao Sil,

    onestamente trasferirmi negli USA non è nei miei piani immediati, anche perchè la crisi finanziaria si trascina ancora laggiù. Invece emigrerò in Australia, dove ho già fatto dei periodi di scambio (a breve arriverà un articolo a riguardo) e dove l’offerta di lavoro mi sembra più ampia. In ogni modo, emigrare negli USA non è facile, e penso che il metodo migliore sia quello di trovare un lavoro che ti sponsorizzi per il visto.

    In bocca al lupo!

  • Andrea

    Ciao Pietro,

    innanzitutto grazie della notizia…saresti tanto gentile da spigarmi però anche come funziona? Perchè non ho mai sentito parlare di questo “Rotary”…leggendo quello che mi dici non è che sia al 100% affidabile! Mi sbaglio?

  • Pietro

    http://www.rotary.org/en/studentsandyouth/youthprograms/rotaryyouthexchange/pages/ridefault.aspx

    qui ci sono tutte le spegazioni “filosofiche” e pratiche,in breve cmq no no è affidabilissimo il rotary sono le altre che possono non esserlo talvolta. con il rotary mandi la richiesta(in teoria ti selezionano ma in pratica ti mandano sempre) e dopo un po’ ti dicono dove ti mandano. l’unico limite è che dovresti conoscere qualcuno che fa parte di un club che ti possa introdurre e cmq è solo per giovani dai 16 ai 21 anni mi sembra!

  • Pietro

    http://www.rotary.org/RIdocuments/en_pdf/756en.pdf col rotary puoi fare il short term che è fino ai 25 anni da 3 a 6 settimane. il long term è solo fino ai 19 anni

  • Andrea

    Grazie di tutto Pietro! Gentilissimo!


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