SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Otto anni di visti, lavori e attività in Australia

  • Sharebar

Michela Pellizon condivide la sua dinamica esperienza di vita in Australia, mettendo in luce la varietà di opportunità offerte da questa nazione.

Intervista di Fulvio Minichini.

Quanto tempo fa hai lasciato l’Italia?

Sono partita Giugno 2003, quindi 8 anni a Giugno.

Con che visto sei partita?

Come dico sempre: “di visti ne ho visti tutti!”.

Partita con Student Visa (corso di un anno come Manager del Turismo al Box Hill Tafe); poi è venuto fuori il Working Holiday Visa così ho preso quello; poi sono stata sponsorizzata dalla scuola privata dove insegnavo italiano; poi de facto con il fidanzato trovato nel frattempo e da de facto a Permanent Resident e un mesetto fa ho fatto l’esame per la cittadinanza!!!

Quanti anni avevi e quali qualifiche, se ne avevi, quando sei partita?

Sono arrivata qui a 28 anni (questo dice la mia età!) con una laurea, ottenuta a Trieste, in lingue (russo ed inglese).
Avevo insegnato l’inglese e l’italiano ad adulti e bambini già in Italia così mi sono ritrovata a fare la Language Assistant in una scuola un paio di giorni la settimana e ad insegnare italiano nella scuola che alla fine ha accettato di sponsorizzarmi.

Il corso che ho fatto, oltre ad essermi costato una cifra, alla fine non mi ha dato niente. Ancora non sapevo dei corsi che ti possono aiutare a rimanere, ma di fatto all’epoca neanche pensavo di rimanere.

Cosa intendi per “i corsi che ti aiutano a rimanere”?

Almeno fino a qualche tempo fa c’era questa cosa che se studiavi per diventare parrucchiera, giardiniere e chef, praticamente un corso di due anni, ti davano abbastanza punti per richiedere la residenza in quanto erano qualifiche richieste dall’Australia [SOL n.d.r].

Manager del turismo non era assolutamente tra quelli.

Adesso ottenere la residenza è più difficile?

Esatto, sta diventando sempre più difficile.

Cosa ti ha spinto a lasciare l’Italia e perché proprio l’Australia?

Adoro l’Italia ma quello che non ho mai sopportato è che tutti in Italia si lamentano ma non fanno niente per cambiare la situazione, neanche nel loro piccolo. Tutti hanno una fidanzata che non amano, un lavoro che odiano, ma anche 8 anni dopo sono ancora tutti lì nella stessa situazione. L’Italia mi stava stretta e lo spirito di avventura si è fatto risentire. Non avevo niente da perdere e così mi sono rimessa in gioco e sono partita.

In Australia c’ero già venuta nel 1997 con mio nonno per 6 mesi e mi era piaciuta tantissimo la sensazione di libertà. Mi ero innamorata dell’oceano così mi sono decisa a riprovarci. Idealmente per fare un corso di un anno per poi tornare in Italia ed aprire un ostello della gioventù con agenzia turistica, di fatto sono ancora qui.

Quindi sei partita da sola? Ci sono stati momenti di scoraggiamento soprattutto all’inizio? Cosa riguardavano? Come li hai superati?

Sono partita sola ma avevo una sorta di famiglia/parenti qui, quindi il primo anno ho abitato con loro. Da brava figlia unica sicuramente non è stata facile. Mi mancavano tantissimo gli amici e soprattutto quella sensazione di sapere che intorno a me c’erano persone con cui avrei potuto parlare nel momento del bisogno.

All’inizio le persone che conosci sono “conoscenti”. Ci esci insieme perché non conosci nessuno e devi iniziare in qualche modo, ma nessuno reggeva al confronto con gli amici in Italia, anche se di bello c’è che si incontrano tante persone in situazioni simili e forse ti senti più capito da loro che dagli amici che sono rimasti in Italia.

Posso dirti che forse uno dei motivi per cui ho iniziato a organizzare eventi per gli italiani che arrivano qui e ad aiutarli era forse anche per conoscere altre persone e dare una mano a chi stava vivendo lo stesso.

Adesso dopo 8 anni posso dirti che ho un fantastico gruppo di amici/amiche e non mi sento sola.

Come hai trovato il primo lavoro in Australia?

Il primo lavoro è stato in un Cafe in un centro commerciale. Sono passata, ho chiesto se avevano qualcosa e così ho cominciato, ma appena una settimana dopo avevo già trovato il lavoro alle due scuole: assistente di italiano tramite il COASIT (una assistente era tornata in Italia ed avevano bisogno di una sostituta) e poi alla scuola di lingua le sere.
Avevo il visto studentesco e così potevo lavorare non più di 20 ore la settimana.

Ti è servita qualche certificazione per insegnare in Australia?

No perché avevo esperienza ed insegnavo in scuole private. Poi sono passata ad insegnare all’Università come Sessional Teacher (pagata ad ore) e per quello anche esperienza e laurea (nonché visto permanente).

Adesso, però ho deciso di insegnare alle scuole superiori. E’ per quello sto facendo un master.

Che cosa è il COASIT?

Il COASIT è il centro per l’assistenza agli Italiani che si trova a Carlton. Hanno questo sistema per cui ragazzi italiani possono venire in Australia e fare gli assistenti nelle scuole per 9 mesi, pagati.

E’ utile per coloro che hanno esperienza nell’insegnamento?

Direi di sì. E’ un centro che si contatta dall’Italia per le selezioni per assistente perché poi ti fanno venire qui con un visto speciale solo per fare quello.

Io e una mia amica (Stefania) nel 2007 abbiamo aperto IANS che invece si occupava di aiutare gli italiani che arrivavano con visti, corsi, scuole, lavoro, alloggio etc.

Volevo proprio chiederti di IANS. Di cosa si tratta?

Italia Australia Network and Services.

Io ho IANS Educational che si occupa di corsi di inglese e italiano mentre Stefania ha IANS Network che si occupa più della parte lavoro, soprattutto nel campo Hospitality (Chefs).

E’ stato difficile mettere su un’attività in proprio in Australia?

Non proprio, $70 ed abbiamo aperto la società! Poi piano piano ci siamo fatti conoscere tramite blog, eventi, interviste alla radio.

Sinceramente non è una società con la quale diventeremo milionarie, ma sicuramente ci da tante soddisfazioni.

Questo è il bello dell’Australia: se ce la vuoi fare, ce la fai e riesci a fare un lavoro che ti piace. In Italia ormai è impossibile.

C’è o c’è stato qualche impedimento culturale o sociale alla tua integrazione nella società australiana?

Guarda, non penso. Sicuramente come tutti gli immigrati ho dovuto ricominciare un po’ da zero, nel senso dell’umiltà. Mi ha aiutato il fatto che con l’inglese me la cavavo abbastanza bene.

Se poi parliamo di società australiana sicuramente in questi anni mi sono accorta che l’Australia non è il paradiso, ma di fatto il paradiso non esiste.

Ci sono frasi come “You’ll be right, mate” che mi fanno impazzire ed arrabbiare perché le associo ad una superficialità totale della serie: non mi interessa come stai, tutto passerà, ma generalmente mi sono sentita accettata, amata in quanto italiana.

Quali stereotipi sull’Australia bisogna smontare?

Che ci sono tanti surfisti biondi! Alla fine ho sposato un italo-australiano (siciliano) e sono contenta così.


Fulvio Minichini

Otto anni di visti, lavori e attività in Australia

Otto anni di visti, lavori e attività in Australia

Commenta su Facebook

commenti



Come superare il Colloquio di Lavoro in voli economici Assicurazione viaggi Impara le lingue con babbel

non regalare soldi alle banche usa transferwise

VOLI ECONOMICI




  • Stefano

    “Adoro l’Italia ma quello che non ho mai sopportato è che tutti in Italia si lamentano ma non fanno niente per cambiare la situazione, neanche nel loro piccolo. ”

    esattamente

  • Fulvio Minichini

    Di nuovo grazie a Michela per la sua disponibilità :-)

  • http://informatico-migratore.blogspot.com/ Informatico Migratore

    Ottima intervista.

  • valerio

    è bello leggere di persona come Michela che ce l’hanno fatta… mi dico anche.. ma lei è partita molto giovane! io a 32 anni.. con una Laurea in Scenze dell’Educazione e un’esperienza da formatore e marketing e buon inglese..

    di che strumenti mi posso avvalere in Australia?
    ma prima ancora.. di quali risorse bisogna disporre per buttarsi in un’impresa del genere? coraggio? incoscienza? un’organizzazione impeccabile?
    grazie e scusate se può sembrare una provocazione..

  • Simone

    Salve sonon interessato ad avere info concrete per trasferirmi in Australia, dando la disponibilità a lavori iniziali nel settore turismo, artigianali.
    grazie

  • Silvia

    intervista molto interessante, da tenere in considerazione.

    e .. anche io condivido in pieno la frase …”è che tutti in Italia si lamentano ma non fanno niente per cambiare la situazione, neanche nel loro piccolo…”

  • valalley

    E’ la cosa che fa più male dell’Italia, la rassegnazione continua davanti ad ogni situazione.

    Non ho capito una cosa, però. Sto cercando di emigrare a Perth con la mia famiglia. Insegno (di ruolo..!) inglese alle Scuole medie. Mi sono informata e mi hanno detto che per poter insegnare (anche nelle scuole private) in WA bisogna essere iscritti alla WACOT (Wester Australia Teaching College).
    Da altre parti no, quindi? Mi puoi spiegare?

    Grazie Michela. La tua mail mi ha ridato un po’ di speranze.

  • Michela

    @valalley ti devi registrare in ogni stato australiano al relativo albo. io devo prendermi il master ancora,penso di farlo in uk, in australia costa troppo il DipEd…in uk mi costa 1/3! :D
    e poi insegnerò italiano nelle secondary school… ho lavorato con il coasit l’anno scorso col il visto 416… non vedo l’ora di ritornarci!
    Melbourne mi manca tantissimo!

  • Maria

    avrei due domande riferite all’intervista se ci fosse qualcuno che avesse voglia di rispondere!
    l’organizzazione citata (COASIT) aiuta anche chi non vuole trovare un lavoro come insegnante? o altrimenti, si può fare l’assistente di lingua anche senza avere una laurea in lettere o lingue?
    grazie in anticipo

  • igor

    ciao michela! sn un tuo ex concittadino, ho 34 anni, una laurea in ing. e avrei qke domanda da porti.
    ho intezione di fare un’ esperienza lavorativa/esplorativa (nel senso di andare lì a lavorare, ma anche per vedere se mi piace e se ci sono le condizioni di rimanerci…)
    Volevo sapere se un’ offerta di lavoro da parte di un’ azienda australiana è sufficiente per ottenere un working visa ad es. della durata di un anno (il mio dubbio è che bisogna comunque rientrare nell’ elenco delle professioni di cui c’è mancanza, o non è così???) e se poi questo visto è rinnovabile.
    seconda question: quali sono, ad oggi, i requisiti per poter richiedere la cittadinanza?
    Thanx in advance e un caro saluto da Trieste!!


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube