La Maga di OZ

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Se vi interessa andare in Australia con un visto vacanza lavoro, vi consiglio vivamente di seguire il blog de La Maga di OZ.

Attraverso la sua lettura potrete capire tutto ciò che vi serve per affrontare questa avventura, scritto da qualcuno che l’ha fatto!

Ci descrivi il tuo background accademico e lavorativo in Italia?

Sono giornalista professionista e ho lavorato per anni nella comunicazione e nel turismo, ma sempre come freelance.

Perché sei partita per l’Australia?

Uno dei miei sogni (ne ho tanti, in effetti) è sempre stato quello di vivere per un certo periodo di tempo all’estero, per fare un’esperienza di vita straordinaria, conoscere nuove persone e provare a vedere se anche dall’altra parte del mondo le cose funzionano male come da noi. Avevo voglia di staccare la spina, ero stufa di tutte le porte in faccia prese negli anni, dei contrattini insulsi, delle false pacche sulle spalle…..ero un po’ stufa del sistema “Italia”.

La Maga di OZ

La Maga di OZ

Prime impressioni appena arrivata?

Una terra giovane, solare, piena di energia. Un’impressione che non mi ha mai abbandonato, dal primo giorno all’ultimo, è stato l’entusiasmo con cui mi alzavo al mattino e la voglia di fare mille cose. Sydney ti prende come in un vortice e non ti lascia più. Mi ha colpito molto la cordialità delle persone, la loro semplicità e sono rimasta impressionata da Sydney: una città enorme ma a misura d’uomo.

Con che visto sei arrivata?

Working Holiday Visa (visto vacanza lavoro)

Come hai trovato lavoro?

Ho mandato curricula ogni giorno e mi sono spesso presentata di persona. Prima di venire a Sydney avevo prenotato un servizio di assistenza in loco fornito da un’agenzia, la quale mi ha aiutato a trovare il mio primo impiego presso il Casino di Sydney, dove sono rimasta per i primi sei mesi. Ho dovuto lasciare perché questo visto ti permette di lavorare per lo stesso datore di lavoro solo per sei mesi, poi devi cambiare.

(ndr La Maga mi ha dato il nome dell’Agenzia dicendo che lei si è trovata bene mentre altri no. Ho quindi scelto di ometterlo)

A chi s/consiglieresti il tuo stesso percorso?

Lo consiglierei a tutti: giovani, adulti, famiglie.

I giovani hanno meno difficoltà di accesso, per gli adulti ci sono meno opzioni e le famiglie devono fare i conti con i bambini da sistemare nelle scuole. Ma se vieni in coppia e uno dei due ha una sponsorizzazione, il partner può lavorare il più delle volte senza problemi. Insomma ci sono diversi escamotages per farcela, e una volta risolta la parte burocratica, l’esperienza in Australia è straordinaria.

I lati negativi sono la lontananza, l’assenza di una vera e propria cultura, la differenza direi epocale tra il nostro modo di vivere e quello australiano. Ma per me questi punti era tutti vantaggi. Dipende sempre dalle persone.
Ma, davvero, non lo sconsiglierei a nessuno.

Cosa hai imparato su te stessa vivendo agli Antipodi?

Ho imparato a non prendermela troppo, a essere più rilassata, ho imparato ad ascoltare di più e parlare di meno ma non perché sia una tipica abitudine anglosassone, ma piuttosto grazie all’esperienza all’estero. Vivere da soli, lontano da casa, dal tuo mondo, dalle tue tradizioni, ti porta a metterti in discussione ogni giorno. Ti rende più forte, più riflessivo, meno istintivo. Si cresce, senza dubbio. A qualsiasi età. E’ un’esperienza destinata a cambiare totalmente l’individuo, ma non si può comprendere finché non la si vive in prima persona

Cosa consiglieresti a chi sogna di percorre le tue orme?

Di partire, il prima possibile. E di non pensarci troppo altrimenti non parti più.
Bisogna essere disposti a sorprendersi ogni giorno, essere aperti con tutti, simili e diversi, essere umili e disposti a imparare. Il nostro passato, quello che siamo stati in Italia non deve influenzare le scelte che si faranno in Australia. Bisogna imparare a staccarsi dalle proprie radici per vivere in pieno l’esperienza di vita all’estero.

Grazie Maga!

Leggete La Maga di OZ!

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