Scappare in Messico

  • Sharebar

Scappare in Messico è il sogno di tantissimi Italiani. Oggi riceviamo la testimonianza di chi l’ha fatto e condivide la sua esperienza sul suo blog.

Mi chiamo Matteo, ho 27 anni e sono nato e cresciuto in provincia di Varese. Ho studiato Ragioneria e dopo il diploma ho frequentato la facoltà di economia e commercio. Durante i miei studi ho lavorato presso alcune aziende della provincia di Varese, ma l’esperienza più significativa sono stati i 5 anni presso un’azienda commerciale, dove ero assunto come contabile.

Come è nata la passione per il Messico?

Ho sempre avuto, fin da bambino, l’interesse verso il Messico. All’epoca ero affascinato dal deserto, le sue immense zone aride e le popolazioni che vivevano in quelle zone ostili. Poi, negli anni, ho approfondito le mie conoscenze, studiando la storia del Messico, le sue tradizioni e la sua cultura.

Quando hai deciso di trasferirti?
A Febbraio del 2010, esattamente un anno fa. Quando ero in Italia ho avuto la fortuna di conoscere Carolina, una ragazza messicana con la quale mi sono poi fidanzato. Lei mi ha invitato a visitare il suo paese ed abbiamo poi deciso di rimanerci.

Ci descrivi i passi pratici per andare in Messico?

Sostanzialmente serve il biglietto e il passaporto. Dal punto di vista legale, ci sono diversi modi per entrare in Messico: turista, studente, lavoratore, rifugiato politico, ricongiungimento familiare, etc… Io sono entrato come turista, il relativo visto ha validità pari a 180 giorni e non è rinnovabile. Vale a dire che, alla scadenza dei 180 giorni, se si vuole rimanere bisogna o ottenere un visto per uno degli altri motivi accennati in precedenza, oppure uscire e rientrare dal paese. In quest’ultimo caso, al rientro, viene rilasciato un nuovo visto turistico valido sempre 180 giorni.

Dove sei e cosa fai adesso in Messico?

Ora vivo a Città del Messico. Mi mantengo dando lezioni di Italiano.

Differenze tra il Messico vero e quello visto a distanza dall’Italia?

Le differenze sono per lo più positive dal mio punto di vista. Parlando di Città del Messico, sono rimasto sorpreso dalla quantità di alberi che ho trovato, a differenza di ciò che normalmente ci si immagina è una città con molto verde, soprattutto la zona sud. Altra differenza positiva, la gente è molto disponibile verso gli stranieri: hanno molta curiosità di conoscere chi è diverso e sono orgogliosi di far conoscere le proprie tradizioni. Ci sono però anche lati negativi, come per esempio la quantità di automobili che circola ogni giorno, il conseguente inquinamento e la mancanza di una voglia, da parte dei messicani, di cambiare le cose.

Scappare in Messico

Scappare in Messico

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Sicuramente di non indugiare e non fermarsi davanti alle apparenze. Il Messico è un paese dove si può tranquillamente vivere. Sento spesso parlare di timore verso il narcotraffico, i sequestri di persona, la povertà. Queste cose esistono, in Messico come in Italia. Non esiste un luogo più sicuro di un altro, la differenza sta nell’adattarsi alle diverse circostanze.

Hai dei siti web da consigliare?

Si, sto scrivendo un blog sulla mia esperienza in Messico, dove raccolgo notizie su cultura, arte, cucina, e tradizioni messicane oltre che informazioni utili a chi volesse viaggiare in questo affascinante paese. L’indirizzo è Scappare in Messico Spero possa essere d’aiuto a chi volesse visitare il Messico o magari trasferirsi.

Grazie Matteo e buon proseguimento!

Commenta su Facebook

commenti


non regalare soldi alle banche usa transferwise



  • Andrea

    Ma se “il messico è un paese dove si può tranquillamente vivere” allora perché ogni anno frotte di messicani cercano di varcare illegalmente il confine con gli stati uniti?

  • Jacopo De Barbari

    “Mi mantengo dando lezioni di Italiano”… guarda caso gran parte di questi articoli SORVOLANO sulla domanda più importante: l’ottenimento del visto / permesso di lavoro / permesso di soggiorno per emigrare stabilmente in un paese straniero.

    E’ inutile parlare per mezz’ora di ciò che è bello o brutto in Messico, quando poi, alla domanda fondamentale “COME POSSO TRASFERIRMI LI’ STABILMENTE?”, l’interrogato si limita a un “Mi mantengo dando lezioni di Italiano”. Perchè non approfondire questo aspetto, che è solitamente il principale di chi si trasferisce all’estero, e magari (s)parlare meno di tante altre cose, che sono solamente di contorno?

    So per certo che in Messico non si può ottenere un permesso per stare più di 180 giorni se non si ha un lavoro. Un lavoro LEGALE: di sicuro non si può ottenere il diritto di restare lì per anni e anni mantenendosi dando a nero lezioni private a di italiano.
    Questo ragazzo, dunque, presumo che SIA STATO ASSUNTO da una scuola di italiano per ottenere il permesso di restare nel paese…ma allora perchè non ne parla? Evidentemente c’è qualcosa che non va, sento puzza di balla… Se infatti lavorasse in nero, vuol dire che si troverebbe nel paese ILLEGALMENTE, e che quindi non si è affatto “trasferito”, ma sta semplicemente infrangendo le regole del paese, commettendo un reato.
    Se invece lavorasse in regola, non capisco perchè si sia limitato ad un semplice “do lezioni di italiano”, quando avrebbe potuto invece dedicare metà del suo articolo, o anche di più, a descriverci l’iter burocratico per l’ottenimento del permesso di lavoro, nonchè come abbia fatto ad essere assunto in una scuola di italiano, come vanno le cose a lavoro ecc…

    Non è per essere malfidati, ma non facciamoci ingannare da tutto ciò che luccica. Anche io, domani, potrei scrivere un articolo dicendo che mi sono trasferito a Las Vegas, rispondendo con un “no comment” alla domanda di qualcuno che mi chiede che lavoro faccio lì…sarebbe troppo facile, non credete?

    Purtroppo è una cosa che si legge in molti articoli…tutti questi presunti “emigrati” che parlano per righe e righe di quanto questo o quello sia meglio o peggio dell’Italia, ma poi alla domanda fondamentale sviano o liquidano con un “mi hanno assunto lì” (chi? come hai fatto? per quanto tempo? iter? colloquio? selezione? non ci è dato sapere nulla di tutto ciò….)

    Questa non è una critica al blog, che anzi apprezzo molto, però credo sarebbe ancora più utile e bello se queste storie potessero essere verificate in maniera in po’ più “scientifica” prima di pubblicarle, altrimenti la sensazione è che ognuno possa scriverci storie che dicono tutto e il contrario di tutto, verità e balle messe insieme, creando soltanto una idea distorta della realtà.

    Saluti, Jacopo.

  • Aldo

    Ciao Jacopo

    a dir la verità la domanda era “Dove sei e cosa fai adesso in Messico?” e la parola ‘stabilmente’ non viene menzionata nell’articolo.

    A me sembra abbastanza ovvio che l’avventura di Matteo sia agli inizi e molto ‘dinamica’…. poi ovviamente Matteo si prende la responsabilità di rispondere alle autorità messicane su cosa fa e cosa non fa.

    In molti/tanti vivono in giro al mondo rimanendo in un certo Paese solo grazie ai visti turistici e magari lavorando su internet alla ‘Location independent’.

    Non mi sembra di leggere “balle”nell’articolo pubblicato. Magari è una realtà/alternativa che non rientra nelle tue aspettative ma può essere utile ad altri.

    Ciao

    Aldo

  • Riccardo

    Caro Jacopo,
    mi permetto un intervento per ricordarti che ci possono essere visti turistici o di studio/lavoro(come per l’Austrialia) che consentono di fare lavoretti. Io sono daccordo con Aldo, è Marco responsabile delle sue azioni (a proposito, grazie a Marco per aver condiviso la tua esperienza!). Ad ogni modo, cosa c’è di più scientifico di un intervista diretta come fa Aldo di solito? Fammi capire, Aldo dovrebbe magari chiedere il CV a tutti quelli che intervista e controllarne le referenze o cosa? Qui si condividono esperienza (positive e negative- infatti trovi anche post dove si parla estensivamente di aspetti negativi e problemi legati al vivere nei vari paesi). Ma dubito fortemente che uno si metta a raccontare balle gratuite… che senso avrebbe? non ne vedo l’interesse.. se invece ti interessano gli aspetti del come si trova lavoro all’estero, penso che molti hanno spiegato in diversi post tutto l’iter che hanno fatto per ottenere visti/colloqui di lavoro. Se non hai trovato informazioni su un paese che ti interessa penso che non hai che da cliccare o chiedere(vivi in italia? dalla “diffidenza” nel tuo post potrei pensare di si ;) ). Il punto (pss, è un segreto, non dirlo a nessuno in italia) è che in genere il mondo si muove in maniera assai più flessibile, e non occorre una raccomandazione o un santo in paradiso per trovare un lavoro che permetta di mantenersi..uno è lì, straniero in terra straniera (un pò come gli immigrati che ci sono in italia, per darti un idea) e deve sopravvivere,e quindi cerca un lavoro…e molte volte un modo per mantenersi lo si trova.

    cheers,
    Riccardo

  • Mattia

    Jacopo, Gesù Santissimo… è per la gente come te che me ne sono andato dall’Italia.

  • canni

    Ringrazio Matteo per aver raccontato la sua esperienza. Sono sposato con una messicana e il trasferimento da lei è una delle opzioni che stiamo valutando.
    Ringrazio altresì Jacopo per avermi ricordato ancora una volta da cosa vorrei alienarmi.
    L’italiano e la cultura della pippa mentale. Sì, non le regole da rispettare per costruire insieme una società più civica, ma la norma e l’arrovellamento mentale fine a se stesso.
    Come sovente mi fa notare mia moglie, l’abitudine tutta italica di non cogliere il bello e l’opportunità ma di vedere solo il problema e farcirlo di polemica, senza essere in grado il più delle volte di risolverlo.
    Scusa Jacopo, la mia considerazione prende spunto da te ma in realtà è il modo di fare di tanti alle nostre latitudini, me compreso…

  • beatrice

    In questi Paesi centro e latino americani non sempre le aziende sono rigorosamente fiscali nella richiesta di documentazione: se possiedi i requisiti per compiere il lavoro, ti assumono con contratto per prestazione di servizio e ti pagano in contanti quindicinalmente.

  • http://dalleforestemessicane.blogspot.com Dario

    Carissimi anch’io da pochi mesi mi sono trasferito in Messico e sto cercando di ambientarmi e costruire la mia vita professionale.

    Da neo emigrante posso affermare che solo se il tuo lavoro è altamente specializzato è possibile ottenere un contratto scrivendo direttamente alle imprese dall’Italia. Lo possono fare per esempio i ricercatori o certi ingegneri.

    I mortali devono invece andare sul posto e lì scoprire che cosa si può fare. Impresa che costa tempo denaro e non sempre si corona di gloria.

    Io per esempio sono un tecnico forestale. Sono entrato legalmente in Messico con un visto turistico da 180 giorni (esiste) e dopo un mese, quando ho trovato una casa in affitto, ho sollecitato il permesso di soggiorno FM3 come lavoratore autonomo. I tre requisiti base per ottenerlo sono stati: il titolo di studio, un domicilio e l’iscrizione al registro delle imprese. Il permesso di soggiorno è annuale e rinnovabile.

    Ora sto muovendomi, contattando istituzioni, enti pubblici e privati per far saltar fuori progetti e collaborazioni.

    Fin’ora sono stato sempre accolto con grande gentilezza e attenzione. Il Messico, in questo aspetto è un po’ diverso dall’Italia.

    Andrea giustamente si domanda perché se si può vivere bene in Messico se ogni anno migliaia di messicani rischiano la pelle per andare negli USA.

    Il Messico è il Paese dei contrasti. Si possono trovare realtà innovative vicine a situazioni quasi da medioevo. E’ certo che esiste un grande squilibrio economico e sociale.

    I messicani che fuggono negli Stati Uniti lo fanno per riscattarsi dalla povertà. Un ragazzo cresciuto senza istruzione può ambire solo a lavori manuali che negli Stati Uniti sono remunerati meglio che in Messico.

    Il discorso però cambia se hai una professionalità, se hai qualcosa da offrire al Paese.

    Per ultimo è vero che noi italiani abbiamo la mentalità della “pippa mentale”, del garbuglio dal quale non se ne esce.

    I latini sono diversi. Mi hanno raccontato un aneddoto divertente.

    Un gruppo di giovani dentisti boliviani è venuto in Italia per seguire un corso di specializzazione.

    Alla dogana i poliziotti si sono sorpresi perché i bagagli consistevano in valigette poco più grandi di beauty case.

    “Beh, che c’è di strano?” Dissero i boliviani “Ci fermiamo solo tre mesi”.

  • http://www.borboneviaggi.it David

    imparo ogni giorno cose interessanti sul Messico…
    e questo è anche il vero Messico, anzi, questo è il vero Messico.. non quello colorato che vendiamo.
    Grazie.
    Ho aperto un portale dedicato ai CAraibi, se vi va’ di farci un giro, e di raccontarci le vostre storie.
    http://ilportaledeicaribi.blogspot.com/
    DAvid

  • nene

    ho letto con attenzione sia il blog sia i vs. post. La domanda che faccio è: ma davvero è necessario esibire così tanti documenti per vivere in Sudamerica? Conosco persone che sono “fuggite” in Messico per debiti contratti in Italia e mi chiedo se lavorino o vivano di rendita….boh…
    Credo che là i controlli siano un optional…

  • federico

    ciao ragazzi sono tornato da meno di un anno a roma dopo aver vissuto a cancun per 3 anni. Esperienza bellissima e sono tornato perche a un certo punto mi mancava la famiglia, gli amici, il traffico di roma, la roma, etc etc. Io e la mia ragazza abbiamo lavorato negli hotel senza aver esperienza. Per quel che riguarda il permesso di soggiorno (FM3) ci sono 2 modi per prendero:
    1) aprire un’attività per esempio ristorante, negozio, bar, etc etc
    2)lavorare negli hotel, o grandi centri turistici come parchi divertimento, in quanto sono le uniche imprese che hanno i numeri per metterti in regola.
    ci sarebbe anche la via della corruzione ma la SCONSIGLIO vivamente perche ci sono molti avvocati furbetti che promettono molte cose e alla fine ci si rimane fregati.
    per qualsiasi info chiedete e cerchero di darvi una risposta per quel che rigurda cancun e riviera maya
    ciao

  • Sacha

    Ciao a tutti, tra un pò sarà anche il mio turno; da 4 anni faccio avanti ed indietro Italia/Mexico, e adesso che sono “libero” dal mio lavoro (licenziato!! :) ) ho deciso di fare il passo.
    Ho viaggiato moltissimo nella mia vita, ma il Messico mi ha veramente innamorato… nel 2008 ci sono stato 5 volte, nel 2009 ben 9 volte, nel 2010 4 volte di cui una mi son fermato per 4 mesi. E se tutto va bene a Settembre/Ottobre riprendo la via del Messico, stavolta cercando di crearmi un’occupazione e stabilirmi.
    Speriamo bene, vi terrò aggiornati!

  • Mattia

    Ciao sasha, mandami una mail a mattia.canali@gmail.com, sto valutando alcune situazioni in Messico, se si è in di più ad andare è meglio ;)

  • Sacha

    Fatto, Mattia…. hai mail.

  • Emanuele

    Io vivo in Baja California da quasi 4 anni e sono d’accordissimo con il signor Jacopo De Barbari, NON aspettatevi che qui si possa venire come “conquistadores”, facendo i propri comodi senza rispetto di tutte le leggi e/o normative attuali, la mia ragazza e` avvocato qui a Mexicali e si occupa proprio di legalizzazione e immigrazione, non immaginate nemmeno i casini che vengono fuori per “ma si siamo in Messico, una soluzione si trova”, di solito il “menefreghismo” classico degli italici, si paga eccome, sicuramente(molto probabile) non si rischia nulla di piu di pagare sanzioni a volte salatissime, pero il pressapochismo NON HA MAI PAGATO!!!

    Una cosa che mi fa abbastanza incavolare di questo sito e` la immissione del Messico in “SUD AMERICA”, giusto quanto dire che l’Italia si trova in Africa.
    PER FAVORE CAMBIATE questo scempio ignorante alla geografia politica mondiale.

  • Mattia

    Se ti fa incavolare (e pure abbastanza) una roba del genere.. Vuol dire che di problemi veri ne hai avuti pochi. L’annessione del Messico al sudamerica è sì un falso geografico ma il messico fa culturalmente parte del sudamerica quindi sopravviveremo a questa cosa gravissima. Io non so in che mondo viviate, ma io all’estero ho fatto sempre piu di quanto non potessi fare in italia e il vantaggio di essere stranieri è enorme. E per estero parlo anche di Cina, dove ho vissuto, e che certamente molti di voi considerano una dittatura. Mi stupisce che dopo 4 anni in messico ancora tu la possa pensare in questo modo, c’è da dire che stai al confine e lì la situazione è di certo differente, ma da qui a dire che c’è meno libertà di movimento che in italia, mi viene da chiedermi se tu questi 4 anni li abbia passati in galera.
    Un appunto: la società cinese è basata sul pressapochismo di chi la compone: ignoranti come le talpe e privi della benché minima specializzazione nella stragrande maggioranza dei casi. Evidentemente il pressapochismo paga altroché

  • Emanuele

    Si ma se non capisci quello che scrivo i problemi sono a monte!

    Quando mai ho scritto “…c’è meno libertà di movimento che in Italia”, lo evinci da dove scusa???

    Poi prova a dire a un messicano che e “culturalmente simile” a un argentino o brasiliano, a vedere come la prende nella migliore delle ipotesi ti manda a “chin.. tu m….”, tra l’altro per un argentino o brasiliano o cileno o qualsiasi nativo dei paesi “culturalmente simili” e` un’impresa ardua prendere i visti per vivere in Messico(almeno al nord) e di solito vengono sfruttati(parlo di dove vivo io) simil albanesi/africani in Italia.
    Io ho detto e lo sottoscrivo che “IL PRESSAPOCHISMO NON HA MAI PAGATO” riferito al fatto di “sono straniero e vengo qui a fare quello che mi pare” era OVVIO dal mio intervento.

    Sul tuo appunto:
    “Un appunto: la società cinese è basata sul pressapochismo di chi la compone: ignoranti come le talpe e privi della benché minima specializzazione nella stragrande maggioranza dei casi. Evidentemente il pressapochismo paga altroché.”

    Sono gli stessi che nei villaggi o le grandi città vengono sfruttati alla grande da quelli che hanno “un minimo di specializzazione” immagino.
    Comunque non conoscendo la realtà cinese non possono esserne sicuro e non vedo cosa centri, come paragonare la situazione italiana a quella… che so indiana(prima nazione che mi viene in mente), poco in comune.

    P.S. SE(maiuscolo) avessero suddiviso le regioni in America anglosassone e latina c’era una logica, cosi c’è tutta l’America centrale associata al sud, + il Messico(forse la più importante nazione del nord/centro America latino) che dicono il contrario, ti cambio l’esempio se per te e` “offensivo”, come dire che il Sud Africa e` in Europa(perché culturalmente simile)… PER CORTESIA facciamo i seri.

  • Mattia

    Io continuo a non vederla come una cosa grave, sarò pressapochista.
    C’è anche da dire che a casa mia se voglio che i pomodori siano blu e le melanzane gialle fosforescenti, beh a casa mia sono di quel colore e chi non accetta questa cosa a casa mia può pure non venirci. E’ un fatto di rispetto e civile convivenza.
    Sono comunque dell’idea, avendo girato un po’ il mondo, che l’italiano che va all’estero e fa quello che gli pare, italiano come occidentale, è quello che alla fine gestisce e amministra il sistema nel migliore dei modi e riesce a trarne profitto. E questo l’ho capito perché io rispettando i sistemi in cui mi trovavo ne accettavo implicitamente i limiti e finivo per autolimitarmi. I conquistadores ci sono anche oggi e sono quelli che, ancora aggi, si riempiono le tasche

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo

    @Emanuele onde evitare incidenti diplomatici il Messico fa ora parte del Nord America, le mie scuse a tutti i Messicani e a chiunque si sia offeso :-)

  • Emanuele

    Ecco si evitiamo incidenti diplomatici che i messicani quando si incavolano sono guai. :D

  • Sacha

    Un’info, visto che le notizie che ho sono un pò confuse. Qualcuno mi sa dire con “precisione” qual’è il carico medio in termini fiscali/tasse per un soggetto che opera in Messico, con una classificazione equivalente a quella che da noi è definibile “ditta individuale”? In altre parole, quante tasse paga un agente di commercio e quanto viene a costare mediamente l’apertura della partita iva? Grazie

  • Adriano

    Ho letto i post, sarei interessato a parlare con Emanuele della Baja Sur…
    La mia email è adce63@virgilio.it

    Se vuoi e puoi ci mettiamo in contatto

    Adriano

  • Emanuele

    @Sacha, quando qui ti registri come impresa individuale come REPECO(REgimen PEqueños COntribuyentes, un po come la partita IVA pero non puoi scaricare nulla)che si può applicare sino a entrate di 1.200.000 pesos annuali(pero sulla cifra non sono sicuro visto che me lo disse la mia contabile 3 anni fa e può essere cambiata) ti fanno un’intervista(qui bisogna abituarsi alle interviste e a firmare in maniera uguale, sono fiscalissimi in questo, parlando di Mexicali)e da li il funzionario ti da tutta la tua documentazione con i bollettini già prestampati, io pago 700 pesos ogni 2 mesi.
    Praticamente 0,00001% possibilità di controlli, visto che e` un regime per piccolissime imprese(tipo i mercatini dell’usato o di mangiare che si possono benissimo tenere a casa o carrettini di hot dogs/tacos nella strada e ce ne sono un’infinita incredibile).
    L’apertura come REPECO e` gratuita.
    Quando parlai con la mia contabile mi disse che con lo stesso volume di affari nell’altro regime fiscale che (che non mi ricordo come nome pero circa si chiama “Regime di persone fisiche con attività d’impresa”) avrei pagato circa 2000 pesos al mese(pero qui non posso dirti nulla perché e` stato solo a titolo informativo, quindi non so come funzioni o altro) pero puoi scaricare praticamente tutte le fatture(che fanno in pochissimi e ti domandano il sovracarico dell’IVA) inerenti l’attività, ecco questo regime e` molto simile a la “partita IVA” come la ricordo in Italia(sempre che non abbiano cambiato regolamentazione).

    Spero di aver capito bene quello che ti interessava.

  • http://www.facebook.com/penelope.eulisse.50 Penelope E Ulisse

    Ciao Emanuele,
    sono Penelope , una ragazza poco più che trentenne che vive.. sopravvive ..
    (Spero ancora per poco ) nell’hinterland milanese … invasa da nebbia in inverno e zanzare in estate … fosse solo questo…. !!!!
    La situazione in Italia non è delle più rosee.. lavori precari … sottopagati … per permettere un tenore di vita “normale” … io e il mio compagno .. da un po’ stiamo valutando di Scappar via… e avevamo pensato proprio al Messico.. dandoci al massimo un anno per definire il tutto e decollare verso il paese della nostra svolta…
    Ti chiedo.. cosa, come, dobbiamo fare per procedere passo passo nel realizzare il nostro progetto???
    Come funziona il mercato immobiliare?? Sinceramente è da poco che mi sono messa in pista.. e non capisco… i prezzi.. sugli affitti .. sulle vendite… di appartamenti….
    Aspetto una tua illuminazione.
    Grazie in anticipo.
    Penelope.

  • http://www.facebook.com/giuliarco Giulia Arcoleo

    ciao federico! vorrei sapere qualcosina in più.. io vorrei prendere la gestione di un ristorante nello stato di Oaxaca, e insieme a me verrebbero il mio ragazzo e mio zio per lavorare (cameriere e pizzaiolo)… poichè la gestione sarebbe solo mia, soltanto io avrei l’Fm3 subito? loro come devono fare? che documenti dovremmo avere? aiutoooooo :S

  • Gianluca

    Ciao a tutti spero qualcuno possa rispondere e magari darmi una mano. Sono un ragazzo di 20 anni, premetto che non sono ricco. Mi sono diplomato quest’anno al liceo classico. Nel febbraio di quest’anno ho conosciuto una bellissima ragazza messicana, che però è ritornata lì nel suo paese dove vive. Volevo sapere se ci sono possibilità di andare in Messico come studente e cosa posso fare! Vi ringrazio in anticipo…

  • Lapeyote

    Ciao Matteo, potresti darmi qualche consiglio su come inserirmi nel mondo lavorativo messicano. La mia destinazione è il distretto federale. Sto provando a mandare cv a Manpower e altre agenzie per il lavoro ma non ho nessun riscontro.

    Grazie mille

  • Enrico

    Ciao sono Enrico e lavoro come trasfertista per un’azienda italiana….
    Sono in procinto di ottenere un permesso di soggiorno di un anno (il famoso FM3). Ora però la mia azienda mi comunica che non posso lavorare più di sei mesi in territorio Messicano perchè, dopo i 180 giorni, io e la mia azienda dobbiamo pagare delle tasse al governo Messicano.
    Questo ti risulta? Dove posso ottenere risposte al riguardo ed un documento che attesta la veridicità o meno di quanto suddetto?
    Grazie

  • Enrico

    Ciao sono Enrico e lavoro come trasfertista per un’azienda italiana….
    Sono in procinto di ottenere un permesso di soggiorno di un anno (il famoso FM3). Ora però la mia azienda mi comunica che non posso lavorare più di sei mesi in territorio Messicano perchè, dopo i 180 giorni, io e la mia azienda dobbiamo pagare delle tasse al governo Messicano.
    Questo ti risulta? Dove posso ottenere risposte al riguardo ed un documento che attesta la veridicità o meno di quanto suddetto?
    Grazie

  • paola

    ciao federico,mi sai dire come fare per sapere se un italiano ha un contratto e paga le tasse in messico?L’AGENZIA DELL ENTRATE IN ITALIA LO PUò VENIRE A SAPERE?grazie


x

Reset della password

Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.

Facebook

Google Plus

YouTube