Lavorare per multinazionali in Italia aiuta ad emigrare all’estero

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Carlo Albanese lavora a Praga nel settore delle Risorse Umane.

Dopo avere anche lavorato in Italia ed Olanda, Carlo condivide con noi la sua storia e consigli su come fare per andare a lavorare all’estero.

Iniziare a lavorare in Italia per una multinazionale offre opportunità per poi andare a lavorare all’estero presso una delle filiali della multinazionale stessa. A quel punto poi il passo verso una permanenza definitiva è molto più facile.

Carlo Albanese

Carlo Albanese

Che studi hai fatto all’università di Perugia e come ti hanno aiutato a trovare il primo lavoro presso Adecco Italia?

Ho studiato Scienze Politiche indirizzo economico. L’università non ha fornito alcun supporto nella ricerca di un primo impiego quindi due giorni dopo essermi laureato, ho incominciato a mandare CV.

Di che cosa ti sei occupato in Adecco Italia?

Ho lavorato per qualche mese in filiale, poi sono passato al business controlling e a gestire persone.

Ci racconti come hai compiuto il passo dall’Italia all’Olanda?

Adecco mi ha offerto la possibilità di fare un’esperienza all’estero ed è stata un’opportunità formativa di eccezionale importanza. Lavorare per una multinazionale aiuta e molto (alla faccia di tutti quelli che criticano le multinazionali….)

Dopo un’anno in Olanda sei andato a Praga sempre con Adecco per motivi di carriera. Come hai fatto per le lingue?

Imparato l’Olandese (ma ora non mi ricordo più niente); imparato il Ceco e un po’ di Russo.

Come responsabile della business unit per Lugera & Makler, quali opportunità sono aperte ad Italiani che stanno pensando di emigrare all’estero?

Ce ne sono come ce ne sono per tutti. Meglio i profili tecnici. Ingegneri e IT italiani sono generalmente considerati a un livello di preparazione più alto della media.

Che consigli daresti dal punto di vista delle Risorse Umane a chi sta contemplando l’emigrazione all’estero?

Di farlo solo se motivati e non per scappare dall’Italia e di non farlo quando non si è più giovani. Di fatto se uno non trova lavoro in Italia, molto probabilmente non lo troverà neanche all’estero…

Grazie Carlo e buon proseguimento!

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Comments

  1. riccardo says

    ciao a tutti e complimenti per il sito. vorrei chiedere alcuni consigli a Carlo, al quale vanno tutti i miei complimenti per il suo impegno e conseguenti risultati e soddisfazioni. Posso contattarti via mail? saluti by Riccardo

  2. carlo says

    grazie dei commenti. Io a 30 anni ho lasciato l’italia, quindi per giovani intendo persone di trenta anni. Quando si arriva a quaranta, diventa tutto più difficile,
    A meno che non si abbiano professionaltà molto ricercate è dura.

  3. cristiana says

    Sono d’accordo con quello che ha scritto Luigi.
    E troppo facile generalizzare, e comunque ci sono tante ragioni per cui una persona decide di andarsene dall’Italia più tardi negli anni.

  4. luigi says

    Vorrei domandare a Carlo Albanese, cosa intende x giovani.Io ho 44 anni e vorrei andare via dall’italia
    (E’ dura in italia per chi non lavora e non ha una famiglia che lo sostiene.)devo arrendermi ?

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