Quali 0fferte di lavoro dovete accettare?

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Rispondo ad una domanda di un lettore che mi chiede quali 0fferte di lavoro deve accettare, preoccupandosi di essere “over-qualified”.

Il caso particolare riguardo un laureato che vuole andare a vivere in Inghilterra e che non sa molto bene l’inglese. Per quel che riguarda gli inizi quindi starebbe pensando di andare a lavorare in un pub o ristorante in modo da migliorare la lingua.

La questione quindi è quella di decidere a quali annunci di lavoro rispondere in modo da migliorare le proprie probabilità di trovare un lavoro ed in secondo luogo, una volta ricevute 0fferte di lavoro, quali accettare?

Innanzitutto cercate di rispondere solo ad annunci di lavoro ai quali siete veramente interessati. Questo evita che sprechiate tempo nella ricerca di 0fferte che poi non accetterete. Se sapete già che un lavoro non fa per voi o viceversa, evitate di passare ore a modificare un curriculum e rispondere a questionari vari. Concentrate le vostre forze nel rispondere ad annunci che veramente vi interessano.

Quando poi ricevete 0fferte di lavoro, è possibilissimo che durante la conversazione con il datore di lavoro veniate a conoscenza di particolari che vi fanno venire dubbi sulla bontà della posizione di lavoro stesso. Si tratta quindi di decidere a quali compromessi volete scendere.

Il mio consiglio è quello di considerare qualsiasi lavoro, specialmente il primo e specialmente il primo all’estero, come un “piede nella porta” per quello che riguarda l’emigrazione. Si tratta di un inizio che vi consentirà di pagare vitto e alloggio durante primi tempi all’estero.

Vi fornisco il mio esempio che non vuole essere né più né meno di un resoconto di esperienza personale. Quando mi laureai nel 1993 e decisi di rimanere in Inghilterra, ci trovavamo nel bel mezzo di un’altra recessione e le 0fferte di lavoro latitavano. Il lavoro era difficile da trovare e quindi iniziai a lavorare come fattorino presso un negozio di vini. Esperienza bellissima e divertente soprattutto perché ero in centro Londra con dei colleghi di lavoro simpaticissimi ma non era il lavoro per il quale avevo studiato. Detto ciò, mi consentì di vivere a Londra e mi diede la possibilità di cercare con più calma un altro lavoro che mi consentisse di utilizzare meglio tutto ciò che avevo studiato.

Dovete poi anche mettervi in panni del datore di lavoro. Sarete magari anche laureato però se non sapete parlare la lingua per loro, sinceramente, valete poco.

Riassumendo accettate 0fferte di lavoro che magari vi sembrano un compromesso se vi permettono di raggiungere obiettivi a breve termine quali imparare la lingua o pagare l’affitto mentre cercate qualcosa di più “consono”. I futuri datori di lavoro vedranno che non avete paura a sporcarvi le mani, a lavorare duro fecendo qualcosa che in tanti rifiuterebbero, dimostrando così una versatilità che è sempre apprezzata nel mondo del lavoro.

Quali 0fferte di lavoro dovete accettare?

Quali 0fferte di lavoro dovete accettare?

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commenti





  • http://informatico-migratore.blogspot.com/ StefanoM

    Parole sante! Auguri di buon anno.

  • No speak, no work

    L’errore sta in partenza: se “si sa poco l’inglese” è inutile andare a cercar lavoro in Inghilterra: non vi assumeranno mai, o molto molto difficilmente. Nei periodi di maggiore crisi si tende, naturalmente, a privilegiare i lavoratori locali, che parlano la lingua locale e che magari hanno una laurea locale (che sarà sicuramente più valida di una “Scienze della comunicazione” presa in Italy, Bulgaria o Greece). Quindi la soluzione non è selezionare bene i lavori, ma prepararsi prima di partire: già presentandosi in Inghilterra con ottimo inglese, ottima laurea ed ottima esperienza c’è il forte rischio di non trovare niente (perchè sarete sempre e comunque dietro a chi l’inglese lo parla da madrelingua, ha esperienze di lavoro in Inghilterra e una laurea inglese, con casa fissa lì), figuriamoci se vi presentate lì con poco inglese, senza laurea o con laurea inutile e magari senza esperienza. Andrete solo a farvi una lunga, infernale vacanza, dal quale tornerete presto. E anche nel caso in cui troviate un posto sottopagato da lavapiatti per 150 sterline a settimana, cosa pensate di farci? Di pagarvi le spese? O di viverci quanto a lungo?
    Per favore, emigrare con razionalità è una cosa, andare a fare gli schiavi sprovveduti per poi ritrovarsi al punto di partenza dopo qualche settimana/mese, è un’altra…

  • MyriamV.

    All’inizio in un paese straniero la parola d’ordine é adattamento. Anche se si hanno delle nozioni scolastiche della lingua locale dover parlare e soprattutto capire (!) è totalmente diverso. Credo che fare la gavetta in un ristorante o in uno di quei lavori che si è fatto durante gli studi, all’inizio non possa che essere positivo. L’unico consiglio, non distogliere mai lo sguardo dal focus: non bisogna accontentarsi del lavoro di cameriere per degli anni solo perchè è pagato piu’ che in Italia se in tasca si ha una laurea e si vorrebbe fare altro…


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