Come sopravvivere a Parigi

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Elena di ItalianiPocket condivide con i lettori di Italiansinfuga quello che ha imparato vivendo a Parigi dal 2002.

Che conoscenza del Francese avevi prima di partire?

Ho studiato sempre francese a scuola (medie, Liceo e Università), ma appena arrivata a Parigi è stato come se non l’avessi mai studiato in vita mia! Un conto è la lingua che ti insegnano a scuola, e un’altra cosa è il parigino vero, quello della strada e della vita quotidiana!

Mi ci sono voluti circa tre mesi perché il mio cervello cominciasse ad abituarsi all’accento e a capirci qualcosa di quello che mi si diceva.

Italiani Pocket

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Che corso universitario hai completato a Parigi?

Ho preso la Laurea Triennale a La Sapienza a Roma (Lingue Orientali) e poi a Parigi ho ottenuto una maîtrise in giapponese che corrisponde al vecchio 4° anno di Università… insomma ho una laurea vecchio ordinamento in giapponese se vogliamo dirla in italiano. :-)

Ti è servito per trovare lavoro a Parigi?

La Laurea in giapponese non mi è servita granché perché in Italia siamo molto teorici e quindi ho studiato molto tutto ciò che è intorno alla lingua (letteratura, storia, arte, etc…). All’Università a Parigi invece mi sono trovata in mezzo a 15 persone che praticavano il giapponese da almeno tre anni quotidianamente ed erano praticamente bilingue, cosa che mi ha alquanto scoraggiata, ma non mi ha impedito di ottenere comunque la mia Laurea!

Quello che mi è servito di più è invece la Formazione che ho fatto un paio di anni dopo: grazie al finanziamento di un organismo statale e al fatto che avevo lavorato, ho potuto conseguire una Laurea in Comunicazione Multimediale in un solo anno, cosa che mi ha permesso di riorientarmi nella mia vita professionale e di trovare un lavoro più consono alle mie voglie. :)

Ci fai un confronto tra Parigi e Roma?

Oddio ci potrei scrivere un romanzo!! Facciamo che le differenze più evidenti le puoi trovare nella categoria USI E COSTUMI del blog.

Sennò la prima cosa che mi viene in mente è:

Parigi: organizzata, paradiso dei diritti umani e dei lavoratori, trasporti eccezionali, tempo di m…. e gente aggressiva e complicata (non tutti per fortuna!)
Roma: anarchica, caotica, invivibile e assenza di qualsiasi diritto, trasporti catastrofici… ma… clima ideale e la gente! Ah, la gente! Il sorriso sulle facce della gente!!

Com’è la vita di tutti i giorni nella Parigi non turistica?

La vita nella Parigi non turistica è piena e intensa, Parigi è una città che offre tanto e a volte troppo, è una droga, una volta assaggiato alle innumerevoli possibilità che puoi trovare qui, non ne puoi più fare a meno. Parigi ti vizia, pur essendo una città dura, durissima e dove bisogna imparare a combattere per sopravvivere, perché come tutte le grandi città è una giungla dove vince il più forte e il più veloce… ma una giungla super organizzata! :-)

Stereotipi da smontare su Parigi

- si mangia male: non è vero, basta solo evitare le fregature da turisti e smetterla di credere di essere in Italia e quindi cercare le stesse cose.
- è cara: dipende… se si viene da un’altra grande città italiana la differenza non è poi così grossa.

A Roma affitti e prezzi delle case sono praticamente gli stessi, con l’unica differenza che con gli stipendi italiani nessuno può pagarsi nulla! Per uscire idem, solo l’alcool qui costa un po’ di più, ma basta come al solito trovare i posti giusti per non pagare 7€ una birra. :)

Errori da non fare quando ci si trasferisce a Parigi

- credere di esser ancora in Italia e cercare di capire gli usi e costumi del luogo (anche per evitare di alimentare il cliché dell’italiano cafone).
- cercare di parlare inglese! eh eh eh!! meglio un francese maccheronico che l’inglese, perché capire un francese che ti parla in inglese è impresa assai ardua! ;-p
- evitare di uscire dagli schemi che ti detta la burocrazia se vuoi uscirne vivo! Segui passo passo sempre tutto quello che ti viene detto di fare, anche se sembra assurdo, altrimenti non otterrai nulla a livello burocratico.
- non fare il furbetto italiano che cerca di fregare tutti perché qui poi te la faranno pagare… e non conviene a nessuno! Per esempio non mentire alla CAF che ti aiuta per l’affitto perché prima o poi quando faranno i controlli ti chiederanno di rimborsare quello che hai ricevuto senza averne il diritto.

E poi tanti altri consigli nella categoria AMMINISTRAZIONE del sito.

Grazie Elena! Visitate Italiani Pocket!

Come sopravvivere a Parigi

Come sopravvivere a Parigi


  • http://laurainfrancia.wordpress.com/ Daphnae

    Vorrei aver scoperto questo sito un anno fa!!! :D

  • Enoc

    Due sole osservazioni da inesperto, sul confronto tra Parigi e Roma che sembra equilibrarsi…
    - Roma anarchica e priva di qualsiasi diritto, ma il sorriso della gente, niente a che vedere con la gente aggressiva di Parigi; ah il sorriso della gente, che bello… ci credo che gli egoisti e gli ingiusti irrispettosi dei diritti altrui sorridono!
    - Roma costa quanto Parigi per case e affiti, con “l’unica” differenza degli stipendi che a Roma non ti permettono nulla… e ti pare poco? io da universitario con lo sfratto a Roma venni a vivere nell’hinterland, dicendo “potrò tornare a Roma quando lavorerò”… adesso lavoro da 10 anni ma ho capito che non potrò tornarci MAI, e ciò mi ha fatto passare del tutto la voglia di tornarci.

  • Francia? Scelta di pancia…

    Ma chi ci va a Parigi, scusate? Disoccupazione al 10%, il dramma delle banlieue, costo della vita impossibile, concorrenza infinita per il lavoro (pieno di Nordafricani che parlano francese madrelingua, mentre voi probabilmente no), tensioni sociali, manifestazioni, scioperi e scontri più che in Italia; in più, i parigini sono notoriamente chiusi e presuntuosi (lo dicono gli stessi francesi, oltre che tutto il resto del mondo). Ancora: freddo, neve e buio totale in inverno, mai un sorriso della gente, scelta davvero ristretta per i prodotti alimentari, diffusa anti-italianità (non è solo un luogo comune…), lingua oggettivamente molto difficile da imparare (metodologicamente opposta all’Italiano, che invece si pronuncia come si scrive: ci vogliono secoli per noi italiani per imparare il francese PER BENE). Gli stipendi non sono poi molto più alti che in Italia, la corruzione è molto meno che in Italia ma siamo ben lontani dalle basse percentuali dei paesi germanici, quindi se andate in Francia non stupitevi se vi truffano o vi fanno lavorare a nero, succede anche lì. La città ha molti spunti culturali, ma alla fin fine “dorme” ancora nel suo passato e nei suoi monumenti del passato, un po’ come Roma, quindi una volta visti quelli c’è ben poco altro da vivere: non sono molte le attività culturali moderne e la vita notturna è ben poca cosa rispetto a Berlino, Barcellona, Amsterdam…i francesi sono tra i popoli più insoddisfatti al mondo per la loro vita e la loro nazionalità; sono uno dei popoli meno felici d’Europa(i più felici sono i danesi)e molti di loro vorrebbero emigrare. Ovviamente siete liberi di andarci.

  • http://www.laurainfrancia.wordpress.com Daphnae

    Ci potresti dire qual è la tua esperienza della Francia per dire tutto questo con un tale accanimento? :D

    Mi permetto di rispondere alle tue osservazioni (vivo e lavoro in Francia da circa un anno):

    Il dramma delle periferie esiste anche in Italia… mai visto il quartiere Zen di Palermo? L’integrazione degli immigrati è stata solo parzialmente realizzata, ma sempre di più che in Italia dove è quasi nulla. Costo della vita a Milano e Roma? Impossibile anche lì purtroppo. Concorrenza infinita? Io non vedo molti nordafricani assunti da queste parti, purtroppo l’integrazione tende a essere difficile anche qui… sapere il francese è importante, ma dipende sempre dal settore in cui cerchi lavoro. Tensioni sociali, manifestazioni e scioperi: e per fortuna che ci sono! Altro che immobilismo italiano che non porta a nulla.. io questo lo trovo un lato positivo! Per il clima: se venissi da Modena e avessi vissuto due anni a Dublino, qua il clima ti sembrerebbe una pacchia, come vedi sono sempre punti di vista.. :D Anti-italianità: per un francese razzista verso gli italiani ne trovi altrettanti (ma anche di più) che ti dicono quanto gli piace l’Italia e che parlicchiano pure l’italiano. Gli stipendi e la situazione lavoro: non è la pacchia, non lo è da nessuna parte al momento, ma io è già il secondo lavoro che trovo a tempo indeterminato ed è sopra la media degli 800 euro italiani. La corruzione e il malaffare sono ovunque, purtroppo. La città è straordinariamente multiculturale e viva.. puoi fare di tutto qui, poi si tratta di vedere quali interessi ha ciascuno.. il fatto che i francesi siano insoddisfatti (che poi è tutto da vedere) non vedo perché dovrebbe fermarci dal scegliere la Francia come meta.

    Again, my 2 cents! :D

  • larosa

    molto interessante l’articolo..e molto interessante la discussione..vedere diversi punti di vista è sempre la cosa migliore.

    solo una domanda a @daphnae…come fai a dire che di nord africani assunti tu non ne vedi?? che lavoro fai??no perche io quando sono stata in francia ricordo che molti nord africani facevano anche i poliziotti(cosa che in italia non avverrà neanche tra un secolo)quindi stanno da per tutto e in tutti i settori….

  • http://www.laurainfrancia.wordpress.com Daphnae

    Ciao larosa, sì sono d’accordo, sicuramente sono più integrati che da noi e anche io ne vedo in determinati settori. Tuttavia a livello di “lavori d’ufficio” non è che se ne vedano molti. Io lavoro come supporto clienti, quindi un lavoro che richiede “solo” conoscenza lingue e tanta pazienza. Nella mia azienda ci sono colleghi dai tratti somatici europei, asiatici, africani, ma nordafricani manco uno, né nell’IT, né nel marketing/sales, né nel QA, né nelle risorse umane ecc… Non ne vedo neanche nelle aziende che si trovano nel nostro stesso palazzo e, quando vado in pausa pranzo, non ne vedo nemmeno tra tutti gli impiegati degli uffici della zona. Magari è appunto solo la zona che è così, ma ho come l’impressione che i nordafricani che ricoprono lavori che richiedono almeno un diploma delle superiori siano un’eccezione alla regola. Recentemente ho letto anche un articolo in cui si parlava di questo fatto (purtroppo non mi ricordo la fonte :( ) ma il discorso era lo stesso. Statisticamente soffrono di una disoccupazione maggiore rispetto alla media degli altri “stranieri”. Poi chiaro che la mia è un’impressione basata solo su quello che vedo intorno a me e magari dall’altra parte della città le cose sono diverse… Anzi, se qualcuno avesse testimonianze in proposito sarei lieta di conoscerle! :)

  • larosa

    mi sembra di aver visto al TG che due o tre ministri di Sarkozy sono nord africani, una di questi è una bellissima marocchina.
    cmq la mia teoria è che fare differenza con i tratti asiatici o nord europei sia abbastanza facile, distinguere un nord africano da un italiano o spagnolo..è molto piu difficile,molti siciliani sono piu marocchini di molti nord africani, che per la loro storia da conquistatori e conquistati hanno tratti somatici molti diversi. io per esempio conosco un marocchino biondo con gli occhi azzurri…

  • http://laurainfrancia.wordpress.com/ Daphnae

    Certamente sono più integrati che in Italia! D’altronde con il loro passato colonialista l’immigrazione è cominciata molto prima e per questo sono avanti di molto rispetto a noi dal punto di vista dell’integrazione. Tra parentesi anche nel nostro parlamento italiano c’è un deputato di colore, ma abbiamo ancora molta strada da fare in questa direzione! In ogni caso, posso capire che le impressioni personali possano sempre destare qualche dubbio (proprio perché sono soggettive e limitate!), anche se personalmente credo di saper distinguere gli italiani e gli spagnoli dai maghrebini. Perciò ho ricercato le statistiche di cui avevo parlato nell’ultima risposta. Non posso mettere il link ma basta ricercare questa frase e trovi un sacco di articoli in proposito:

    Le taux d’emploi des Français enfants d’immigrés du Maghreb est de 20 points plus faible que celui des Français de parents nés français. Les différences d’expérience, de diplôme, de situation familial.

  • Michele

    Ciao a tutti, vorrei dire la mia da Italiano di Roma che vive a Parigi da 1 anno e mezzo e in Francia da 2 e mezzo: concordo che Parigi sia una bella città a livello artistico, e che la metro (seppure dall’aspetto decadente “old industrial”) ti porta davvero dappertutto. Concordo che la mentalità al lavoro (almeno nel mio caso) è più libera (fai quello che devi fare per bene anche se prende più tempo) e che è più facile avere un contratto indeterminato rispetto all’Italia. Ma tutto questo viene al prezzo di dover sopportare scioperi, guasti e incidenti continui nei trasporti pubblici (gente spinta sotto il treno, foglie sui binari, ragazzini sui binari, scioperi nazionali, neve… alcuni esempi di situazioni vissute).
    In aggiunta la gente è sempre aggressiva, nessuno cerca di fare una gentilezza, neanche di base (es: per pagare una birra al vostro solito bar vi mancano 10 centesimi? il barista si tiene la birra!). L’iposcrisia della stretta di mano, poi, accompagnata da un “ça va” di cui se ne fregano tutti, il razzismo verso gli Italiani e tutto il resto del mondo (cf: autarchia in epoca fascista in Italia), ignoranza e scarsa educazione (non trovo un Francese, pur lavorando in ambito professionale, che azzecchi un participio o che non metta parolacce nelle email), l’assoluta mancanza di spirito e di curiosità verso il nuovo… tutto questo rende secondo me Parigi (non tutta la Francia!) una pessima destinazione per andare a vivere.
    Va inoltre ricordato che le tasse sono altissime, fra percentuale sullo stipendio, tassa d’abitazione e imposta sul reddito si sale a oltre il 40% del mio stipendio annuale – uno stipendio abbastanza di base per giunta. La sera non c’è nulla da fare, dopo una certa ora è TUTTO chiuso, il buon vecchio kebab/panino/pizza prima del rientro il sabato sera potete scordarvelo. La vita notturna comunque è abbastanza scarsa, a meno che non ci si accontenti di pagare 10 euro per uno screwdriver 95% arancia e 5% vodka in bar in cui si sta come in metro all’ora di punta, è meglio organizzare qualcosa a casa propria.

    Come è già stato detto, al pari di Roma, Parigi è una città che vive del suo passato, e non intende uscirne. Mi è capitato di vedere adesivi che incitano a boicottare la lingua inglese sui manifesti del Wall Street Institute, cosa che mi ha offeso e mi ha fatto capire quanto l’Europa unita è un sogno lontano.

    Lungi da me il dire che in Italia è tutto rosa e fiori, ma il mondo è talmente grande che a meno che non abbiate una ragione davvero valida per venire a Parigi… conviene girare a largo. Tutte queste sono le mie opinioni personali, ma parlando con la gente mi accorgo di non essere l’unico!

  • Michele

    Una piccola aggiunta su chi parlava dei diritti umani: le leggi sulla privacy qui sono molto più “rilassate” che in Italia (dove una cosa come l’ADOPI sarebbe impensabile). Persino lo stalking non è reato.

  • anthony

    Sono Francese di Lille.

    sono totalmente d accordo con Michele si vede che lui ci vive realmente a Parigi

    Gia a Parigi c e lavoro rispetto alla Francietta..
    Ma per in francesi con diplomi francesi… salvo se sei medico o allora che lavori nel edilizia e ristorazione…
    guadagni 1500 euro per un diplomato e devi pagare almeno per un vecchio monolocale 800 euros.
    200 euro tra il vostro irpef e la tassa regionale sui immobili.
    Ti rimane 500 in tasca per tutto pagare…
    Gente spiacevole campioni del mondo infatti.
    Gentaccia violenza e vengo da Lille che noi abbiamo Roubaix e Tourcoing come cités ma siamo gentili accanto alle cité parigiane e tutto caro tipo 50% in piu di Milano .

    Se volete andare in Francia perché non c e lavoro per noi ma voi andate a trovare perché tutti gli italiani partiti a 30 anni all estero sono diventati dei borghesi andate piutosto a Lione o Nizza.

  • Markpool

    scusa Michele, se consigli di girare al largo da Parigi, chi te l’ha fatto fare?