L’Italia perde cosa il Brasile guadagna

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Dario Zanin fornisce un esempio lampante di professionisti italiani che non riescono a trovare sbocchi adeguati sul mondo del lavoro italiano. La sua soluzione? Emigrare in Brasile. Ecco la sua storia.

Nel 2006 mi trovavo in una fase di stallo. L’azienda nella quale lavoravo era bloccata da logiche familistiche e qualsiasi percorso di ascesa era precluso.

Nel mercato del lavoro il panorama era per me triste. Dopo qualche mese d’interviste mi resi conto che, pur avendo maturato una ottima esperienza internazionale, il mio percorso non risultava abbastanza “appealing”.

Quindi decisi assieme a mia moglie di spendere la carta Brasile. Pur non avendo mai risieduto avevo lavorato come Sales Manager per vari anni in Latin America e quindi potevo vantare una esperienza ed una rete di conoscenze.

Utilizzando il data-base dell’ICE di San Paolo feci uno screening tra le varie aziende italiane che avevano una realtà industriale in Brasile, privilegiando quei settori dove potevo dare maggiore valore aggiunto. Feci partire alcuni curriculum e venni prontamente contattato da varie aziende. Accettai la prima proposta seria ed … eccomi qua. Qualche difficoltà ci fu ma venne superata in fretta.

Da un punto di vista professionale l’esperienza è stata e continua ad essere entusiasmante.

Il Brasile sta crescendo da vari anni ma negli ultimi anni sta avendo un nuovo forte slancio. Quest’anno le aspettative danno una crescita del 7.5%. C’è grande fermento nell’ambiente e le opportunità sia di carriera che di nuovi business si stanno facendo più numerose.

La sensazione è quella di “stare al posto giusto nel momento giusto”.

Sono passati poco più di tre anni da quando ho lasciato l’Italia ma mi sembrano molto di più. Ho riscoperto la gioia di pensare, organizzare, realizzare e portare a termine progetti. La felicità di terminare qualcosa e di vederne i frutti. Avvenimenti di cui avevo perso il ricordo in Italia.

Vien da se che anche la vita familiare e personale ne ha giovato oltre al fatto che spazi e scenari sono enormemente più vasti. Esempio di questo é che sto terminando il conseguimento del brevetto di pilota d’aereo uno dei miei “sogni nel cassetto”.

Aspetti negativi? Una burocrazia asfissiante e un alto costo dei beni di consumo.

Ad ogni modo il piatto della bilancia pende decisamente dal lato positivo.

Grazie Dario e buon proseguimento in Brasile!

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